Lavatrici di legno

Settimana scorsa sono stata a Padova, la mia città dei tempi universitari e ho avuto una piccola illuminazione per scrivere il post di oggi.

Per l’esame di Olmi, Scienza Politica se non sbaglio , oltre al manuale principale , Tempo e diplomazia, avevo dovuto studiare un testo particolare a scelta tra un libretto che trattava di malattie e carestie e l’altro di vele e cannoni . Le facili ironie si sprecano ma mai quanto le risate ad immaginare i soldati mentre caricavano i primi cannoni da guerra fatti in legno: di fatto un’arma monouso ! Inutile dire quale ho scelto.

Cosa c’entra con questo post? Perché anche le prime lavatrici erano in legno. E molte donne hanno rischiato la vita !

Secondo alcuni storici,  il titolo di inventore della lavatrice spetterebbe all’americano  William Blackstone , un mercante che aveva particolarmente a cuore le fatiche domestiche di sua moglie. Infatti, nel 1874  le regalò per il suo compleanno, un barile di legno da riempire con acqua calda e sapone. All’interno del barile c’era un perno dotato di pioli che, ruotando, muoveva i panni e li lavava.

Non è chiaro poi se successivamente uomini che decisero di costruirla in metallo e dotarla di elettricità volessero far fuori le consorti.  Un difetto non trascurabile era infatti che nei primi modelli  il motore elettrico non era ben isolato dal cestello e spesso, riceveva spruzzi d’acqua che causavano cortocircuiti e pericolosissime scosse elettriche .

Dopo aver risolto questo PICCOLO inconveniente si passò al migliorare la stabilità di questo innovativo elettrodomestico.

La Germania , che già prima della seconda guerra mondiale aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata ma i prodotti erano però privi di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l’installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento o si ribaltavano.  Fu introdotta allora la soluzione del blocco di cemento interno  (di ghisa nel caso di Miele) per rendere stabile la macchina e facilmente installabile in ogni parte della casa.

Grande invenzione davvero.

In fondo, il mondo è sempre stato mosso da un uomo che vuole rendere felice una donna, le facilita un compito ingrato, pensa di farle un piacere e invece no!

Chissà quante se ne sono sentite dire il povero Blackstone e i suoi successori : “non funziona!”,” È’ troppo piccola!”,”Cosa ci faccio con sto aggeggio!”, “Dove bisogna schiacciare?”, “Ho preso la scossa! Vuoi uccidermi?”, ” la roba non viene pulita!lavo a mano!”.

In fondo siamo una certezza: mai contente. 

Ieri, oggi e domani . 

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