Il negoziante in fiera 

La domenica è fatta per riposare, diceva qualcuno.

Io invece sono andata alla fiera annuale del nostro gruppo di acquisto di elettrodomestici, assieme a quel santo di mio marito.

È un appuntamento importante perché ci consente di vedere le novità, cercare di prevedere le tendenze del periodo natalizio e confrontarci direttamente con i rappresentanti delle diverse case produttrici.

Arrivare presto e andarsene prima è una regola fondamentale, sia per poter bere un caffè e una brioche con calma al buffet salutando i colleghi che per organizzare mentalmente il giro di stand  da fare, in modo da ottimizzare le tempistiche.

Io ero arrivata lanciata su Dyson, Miele e Kitchenaid perché sono marchi molto forti, conosciuti perché validi e che hanno lanciato novità importanti nell’ ultimo periodo. Ero pronta comunque a farmi sorprendere da tutti.

Durante i prossimi giorni farò un post dettagliato in cui vi racconterò tutto quello che ho visto. A sensazione posso dire che mai come oggi ho ragionato sulla enorme distanza che separa il negoziante dalla realtà.

Abbiamo davvero poco tempo per informarci, fare ricerca e conoscere bene i prodotti e siamo fuori strada rispetto al monitoraggio delle tendenze. Non sappiamo cavalcare l’onda, forse  perché siamo troppo impegnati a testa bassa a sopravvivere.

Mentre ero allo stand Dyson cercando di informarmi sul nuovo phon , la dimostratrice rispondeva ad un signore dicendo : “sì il phon arriverà verso dicembre, non so dirle se entro Natale o meno perché si figuri che neanche le blogger lo hanno ancora e iniziano a chiederlo anche parrucchieri professionisti.”.  Il signore annuisce e ribatte  : ” chi lo deve ancora avere scusi? È un altro distributore?” .

Ecco. Un filo fuori strada.

In più, quello del rivenditore di elettrodomestici  è un mondo molto maschile. Ne ho avuto riprova quando oggi  tutti i negozianti che conosco erano lanciati su TV e impianti stereo di ultima generazione, cercavano di partecipare al gioco che faceva vincere sconti sui prodotti esposti e mandavano mogli e figlie a farsi fare acconciature agli stand Remington. Ma la mia esperienza mi insegna che quelle che poi in negozio decidono cosa comprare sono le donne. O no?

Mandate mai vostro marito in libera uscita ad acquistare elettrodomestici o piuttosto siete voi a mandarlo per informarsi e avere l’ultima parola?  Non sarebbe importante per chi vende, capire a chi si rivolge?

Riflessione semiseria: non ci sono più le fiere di una volta.

E parlo di una cosa seria come i gadget, signori miei.Magliette, peluche, orologi, gadget di fiere anni novanta che mi portava mio Papà e conservo ancora .

Oggi ero partita alla loro ricerca perché anche mio figlio potesse iniziare la sua raccolta ma son tornata a casa con : cataloghi aggiornati al 2015 , penne a sfera, ricettari dedicati al microonde e palline da tennis imbustate a tre a tre.

Come direbbe Guzzanti: c’è grossa crisi.

 

 

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