Impastatrici,robot e affini

Oggi le cime sono bianche e l’inverno è finalmente arrivato. Più fa freddo più mi vien voglia di cucinare, non c’è verso. Niente fa più atmosfera natalizia di un forno acceso.

Ci sono tante scuole di pensiero in cucina e soprattutto nell’uso dei piccoli elettrodomestici: chi non può più fare a meno del Bimby, oltranzisti KitchenAid, fan sfegatati di Kenwood e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente ho il Bimby ma lo uso come un robot da cucina, la funzione cottura viene attivata poco e niente, ogni tanto per le vellutate, ecco. Non sono soddisfatta di come fa gli impasti lievitati di pizza, torte e pane perché non ti ritrovi una bella palla di impasto uniforme come con la planetaria ma una palla tutta tagliuzzata.

L’impastatrice sarà il mio prossimo acquisto.E dopo attente valutazioni sarà una Kitchenaid.

Per l’assistenza post-vendita eccezionale, per i materiali con cui è costruita, per la semplicità d’uso e perché è bellissima.

A differenza di altri ha il motore a iniezione diretta, ovvero il motore è tutto nel braccio di lavoro e non nel corpo macchina, quindi non ha bisogno di molti watt di potenza per funzionare. Non stupitevi quindi se vedrete scritto sull’etichetta 300w di potenza mentre gli altri ne hanno quasi 2000w.

Il corpo è tutto in ghisa in modo da durare nel tempo e non avere problemi di stabilità durante l’utilizzo. Gli accessori sono infiniti e combinabili in mille modi diversi a seconda di quello che cuciniamo di più. Semplice da utilizzare e facile da pulire.

Ultimamente è stata pubblicizzata sui social ma non ancora mostrata e distribuita ai rivenditori, la versione Mini della classica impastatrice Kitchenaid Artisan.

La si può chiamare “planetaria per single”, ha una ciotola da 3,3lt di capacità e lavora circa mezzo chilo di impasto, 250w di potenza, occupa poco spazio e dal lato pratico sono state introdotte piccole migliorie.

Il motore è a corrente continua come nel modello più grande semi-professionale, quello con ciotola da 6lt di capacità e bracci sollevatori.

È stata ridotta di molto la rumorosità in tutte le fasi di lavoro, la ciotola è più bassa e senza manico come nel modello Classic ed è stato tolto l’anello di metallo che stava sopra all’attacco dei ganci in modo da facilitare e velocizzare il cambio frusta/farfalla/gancio impastatore.

Tutti gli accessori classici sono funzionanti anche  nel modello mini anche se la gamma di colori si riduce a sei: nero opaco, grigio opaco, blu, rosa e paprika.

Ma ora la brutta notizia : il prezzo non è Mini.

Dalle informazioni recuperate in fiera due mesi fa, la differenza di prezzo rispetto al modello da 4,8lt è di circa 50€ in meno per la Mini.

Il ragionamento che abbiamo fatto tutti è stato : beh ma a sto punto se c’è così poca differenza, mi prendo quella che almeno un 1kg di impasto per la pizza me lo fa.

Non fa una piega.

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