Come leggere le nuove etichette energetiche: Guida completa 2025

Dal 2021 le etichette energetiche degli elettrodomestici sono cambiate. Se fino a qualche anno fa eravamo abituati a vedere sigle come A+++, A++ o A+, oggi la scala è stata completamente rivista: si va semplicemente da A a G.

Una rivoluzione necessaria, pensata per rendere le scelte d’acquisto più trasparenti, confrontabili e davvero orientate all’efficienza energetica.

In questa guida scoprirai:

  • quali prodotti hanno già la nuova etichetta,

  • perché è stata introdotta,

  • come leggerla correttamente,

  • cosa guardare davvero per scegliere un elettrodomestico efficiente.


🟦 Che cos’è la nuova etichetta energetica?

Le etichette energetiche sono strumenti fondamentali per capire quanto un elettrodomestico consuma e quanto costa farlo funzionare nel tempo. Dal 2021 la normativa europea le ha semplificate e rese più affidabili, abbandonando la vecchia logica delle “+”.

La nuova scala: da A a G

  • A → massima efficienza (oggi rarissima!)

  • G → minore efficienza

La ricalibrazione non è un “downgrade”: serve a lasciare spazio ai prodotti futuri, più innovativi e più sostenibili.


🟦 Quali prodotti hanno già la nuova etichetta?

La nuova etichetta energetica è obbligatoria per diverse categorie di prodotti.
Ecco la situazione aggiornata:

✅ Già attiva per:

  • Frigoriferi e congelatori

  • Lavastoviglie

  • Lavatrici e lavasciuga

  • Display elettronici (TV e monitor)

  • Cantinette vino

  • Sorgenti luminose (lampadine, faretti)

⏳ In arrivo per:

  • Asciugatrici

  • Forni

  • Cappe

  • Condizionatori

  • Caldaie e scaldacqua

  • Altri apparecchi smart / connessi

👉 Se oggi acquisti un frigo o una lavatrice, troverai sicuramente la nuova etichetta. Per altre categorie è ancora in fase di transizione.


🟦 Perché l’etichetta energetica è stata cambiata?

Negli ultimi anni quasi tutti i prodotti si collocavano tra A+ e A+++.
Risultato? Difficile capire se un modello fosse davvero migliore di un altro.

La nuova scala:

  • è più chiara e intuitiva,

  • torna a premiare i veri campioni di efficienza,

  • stimola i produttori a innovare,

  • permette confronti più immediati tra modelli simili.

💡 Nota utile: un elettrodomestico che oggi è in classe C può essere molto più efficiente di una vecchia classe A+++. Non è un peggioramento: è una nuova valutazione.


🟦 Come leggere la nuova etichetta energetica

Sebbene ogni categoria abbia icone specifiche, la struttura è sempre la stessa.

Gli elementi principali:

🔹 Marca e modello

Identificano esattamente il prodotto da confrontare.

🔹 QR code (in alto a destra)

Rimanda a EPREL, il database ufficiale dell’Unione Europea con dati tecnici verificati.

🔹 Classe energetica A–G

L’indicatore principale, con scala cromatica dal verde (efficiente) al rosso (meno efficiente).

🔹 Icone con valori specifici

Variano in base al prodotto ma includono solitamente:

  • Consumo energetico (kWh)

  • Consumo d’acqua per ciclo

  • Capacità (litri o kg)

  • Livello di rumorosità (dB)


🟦 Il QR Code: a cosa serve davvero?

Non è un dettaglio grafico.
Scansionandolo accedi direttamente a:

  • scheda tecnica completa del prodotto,

  • dati verificati dalle autorità europee,

  • informazioni aggiornate dal produttore,

  • nessuna pubblicità.

💡 EPREL è il modo più affidabile per confrontare elettrodomestici prima dell’acquisto.


🟦 “Classe B? Non è un flop!” Ecco perché

Oggi moltissimi prodotti di fascia alta non raggiungono la classe A.

Per esempio:

  • una lavatrice ex A+++ corrisponde spesso a una nuova classe B o C.

Questo perché la classe A è stata lasciata appositamente “quasi vuota” per accogliere i prodotti del futuro, ancora più performanti.

👉 Morale: non fermarti alla lettera. Confronta sempre tra modelli della stessa categoria e della stessa generazione di etichetta.

 

Cosa guardare davvero per scegliere bene

Ecco i parametri che contano davvero:

  1. Consumo energetico — indicato in kWh: più basso è, più risparmi.

  2. Consumo d’acqua — per ciclo o per anno: cruciale per lavastoviglie e lavatrici.

  3. Rumorosità — espressa in decibel (dB): importante in ambienti sensibili.

  4. Capacità — in kg o litri: scegli in base alla tua reale necessità.

  5. QR code → EPREL — per accedere a dati tecnici verificati.

💡 La classe energetica è un ottimo punto di partenza, ma non è l’unico fattore da considerare.


🟧 Cosa c’è davvero dietro le etichette energetiche

Qui voglio condividere alcune cose che non vengono mai prese in considerazione quando viene raccontato come leggere le etichette energetiche.

 1. Le classi energetiche non garantiscono un risparmio “vero” in bolletta

Le etichette energetiche non sono pensate per farci risparmiare soldi in automatico.

Perché il risparmio effettivo dipende da:

  • come utilizzi l’elettrodomestico (cicli brevi, temperature, frequenza d’uso);

  • il tuo contratto energetico (tariffe, fasce orarie, fornitore);

  • il tuo stile di vita (quante persone in casa, abitudini, intensità d’uso).

➡️ Conclusione: puoi avere un elettrodomestico in classe B e consumare più di uno in classe D… se lo usi male o troppo spesso.


2. Le classi vengono definite in laboratorio, non in una casa “vera”

I test che determinano la classe energetica sono svolti in condizioni standardizzate:
temperatura, carico, umidità, durata dei cicli… tutto è definito secondo protocolli UE.

Ma la vita reale è un’altra storia.


Può succedere, e succede spesso, che:

  • un elettrodomestico consumi più del previsto,

  • si usuri prima del tempo,

  • renda meno del valore “di targa”.

Perché?
Perché lo usiamo più di quanto previsto dal produttore e in condizioni meno “perfette”.

Esempio tipico:
una lavatrice testata per 220 cicli l’anno → una famiglia con bambini ne fa 350-450.


🛠️ 3. Elettrodomestici progettati secondo logiche UE: ecodesign, materiali e compromessi

Gli standard europei non servono solo a classificare gli elettrodomestici:
indirizzano le aziende a produrre modelli più sostenibili, sia nei materiali sia nei consumi di acqua ed energia.

Ottimo obiettivo, ma non senza conseguenze.

Per rispettare i requisiti di riciclabilità, design e trasporto, molti componenti sono oggi realizzati in plastica, perché:

  • è facilmente modellabile

  • è più economica

  • è riciclabile

  • è leggera e riduce costi logistici

  • rispetta le direttive di ecodesign

➡️ Risultato: elettrodomestici più leggeri, più efficienti… ma anche potenzialmente più fragili.

La plastica soffre:

  • l’umidità,

  • gli sbalzi di temperatura,

  • l’usura meccanica,

  • l’uso intensivo.

Questo non significa che siano peggiori, ma che durano diversamente rispetto ai modelli più “robusti” del passato.


🎯 Quindi, qual è il punto?

Le etichette energetiche sono uno strumento utile, ma:

  • non raccontano tutta la verità sull’effettivo consumo domestico,

  • non garantiscono risparmio se l’uso è scorretto,

  • misurano prestazioni in condizioni ideali,

  • rispecchiano scelte politiche e industriali orientate all’ecodesign,

  • influenzano i materiali scelti (più plastica, meno metallo) e quindi la durata così come lo smaltimento di un elettrodomestico.

Non è un sistema “sbagliato”, ma è importante sapere cosa c’è dietro per fare acquisti consapevoli.


🔗 Fonti ufficiali

  • ENEA – Efficienza Energetica: enea.it

  • Regolamento UE sull’etichettatura energetica: Regolamento (UE) 2017/1369
  • EPREL – Registro Europeo per l’Efficienza Energetica: eprel.ec.europa.eu

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