10 cose da sapere prima di acquistare un piano a induzione.

Bello da vedere, semplice da usare, comodo da pulire e sicuro per bambini e anziani. Fortemente consigliato quando si acquista una nuova cucina e nella sostituzione di piani a gas, il piano induzione spopola. Bianco o  nero, a due, tre o quattro zone cottura, esistono modelli adatti ad ogni esigenza.

Prima di farsi prendere dall’entusiasmo però è necessario sapere alcune cose .

1) Verificare bene le misure di incasso se si sostituisce il vecchio piano a gas.

Il piano ad induzione va più in profondità all’interno del mobile cucina, all’incirca di  5 cm rispetto ai 2,5 del piano a gas e necessita di altri due, tre centimetri per lasciar lavorare bene il motore.

2) Il piano ad induzione non è il piano elettrico.

La differenza è che il primo lavora per magnetismo mentre il secondo ha una resistenza elettrica che scalda e fa diventare la zona cottura di colore rosso mentre è in funzione. Il materiale di cui sono fatti però è identico per entrambi: la vetroceramica.

3) Evitate di acquistare modelli con forme particolari.

Se la vostra cucina ha il piano di lavoro in marmo alla lunga sono poco pratici nell’utilizzo, per via delle pentole che possono toccarsi tra loro e  di difficoltosa sostituzione, mentre le classiche forme rettangolari sono modificabili senza grossi sforzi.

4) Il semifilo è sempre meglio.

Se cucinate molto è consigliabile acquistare un modello con profilo sottile in acciaio oppure a semifilo , elegante e sfuggente per evitare che si possano depositare con il tempo, antipatici residui di cibo attorno alla cornice del piano. Questo succede spesso, nonostante i mobilieri siano bravi e attenti nel mettere la striscia di silicone termico tra la cornice e il piano cucina.

5) Il comfort prima di tutto.

E’ importante che le zone cottura siano comode per voi e quindi pensate a quali zone utilizzate di più. Ad esempio, per chi cucina poco,  avere un piano a induzione con la zona dal diametro più piccolo in alto a sinistra, non è una scelta molto indovinata.

6) Che diametro?

Informatevi bene  sul diametro effettivo di riconoscimento delle pentole. Se siete dipendenti dal caffè della moka è doveroso sapere che la classica moka ad 1 tazza  molto spesso non viene letta. E’ uno spreco utilizzare la moka sull’adattatore quindi consiglio l’acquisto di una moka da 2 tazze .

7) Attenzione al tempo!

Ripensate i vostri tempi di cottura. La pasta ci mette davvero poco a bollire. Non avrete più il tempo di andare a mettervi la tuta, pensare a che sugo abbinarci, scegliere il tipo di pasta, apparecchiare ecc… . L’induzione viaggia veloce!

8) Pentole vecchie, pentole nuove.

Se non volete cambiare la vostra squadra di pentole e padelle preferite, è sufficiente verificare che siano adatte all’induzione avvicinando al loro fondo una calamita. Se si attacca allora potete utilizzarla, altrimenti c’è la possibilità di un adattatore ma vi avverto che non è la stessa cosa.

9) Se salta la corrente non è colpa dell’induzione.

Molte persone diffidano dall’induzione per paura di consumare troppi kilowatt ma ora esistono modelli che prevedono un limitatore incorporato che evita questo inconveniente. Se in casa avete elettrodomestici più vecchi di dieci anni però sappiate che se avete il piano induzione acceso e salta la corrente, la colpa non è sua ma degli altri elettrodomestici.

10) Graffi e pulizia.

Sarà sicuramente più facile e semplice da pulire rispetto al gas, con le griglie e piano acciaio inox da sfregare ogni volta. Ma sappiate che il piano ad induzione si rovinerà, si graffierà e a volte potrà rimanere il segno della piastra dell’adattatore. Mi raccomando cercate di utilizzare prodotti specifici per la pulizia, meglio se della marca del vostro piano cottura e non rimedi fatti in casa.

 

Pic from Pinterest @Modulnova Sydney Studio : cucina Modulnova e piano ad induzione Smeg.

 

Storia della Lavastoviglie

Trovo fondamentale in queste settimane renderle onore e scrivere dell’elettrodomestico più utilizzato durante il periodo natalizio.

Cene di auguri prima, pranzi e cene con parenti nelle date ufficiali, amici con cui si scambiano i regali e si mangiano gli avanzi poi, la lavastoviglie resta la regina incontrastata delle feste. 

E chi se non una donna, in questo caso particolarmente perfezionista,  poteva creare un tale portento della tecnologia?

 L’invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire infatti all’americana Josephine  Cochrane che, nel 1886, fece brevettare un’apparecchiatura in grado di proiettare getti d’acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente. Nel 1924, William Howard Livens la adattò all’uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono i modelli attuali: una porta frontale per il carico, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. 

In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall’azienda tedesca Miele.

Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente.

Ma veniamo alla situazione attuale italiana.

Secondo i dati ufficiali di una indagine ISTAT risalente al 2014, La posseggono, in media, circa 39 famiglie su 100 e ad abbassare la media è il mezzogiorno dove risulta ancora poco diffusa ( 25% circa).

 È in effetti l’elettrodomestico che consuma più energia elettrica ma molti studi ambientali testimoniano la sua efficace funzionalità in termini di minor inquinamento e risparmio idrico rispetto al classico lavaggio a mano.
Per acquistare modelli durevoli delle vostre aiutanti è sufficiente sceglierle con più parti in metallo o acciaio possibili, come ad esempio i cestelli porta stoviglie, il fondo della vasca di lavaggio e la pala inferiore. La possibilità di allacciarla al rubinetto di carico dell’acqua calda inoltre, ridurrebbe consumi e tempistiche di lavaggio; l’apertura automatica a fine ciclo faciliterebbe l’asciugatura e un terzo cassetto posate libererebbe spazio nella macchina.

Resta aperta la questione “acqua pulita”.

La maggioranza di lavastoviglie di tipo professionale ha la caratteristica di svuotare completamente il serbatoio dell’acqua alla fine di ogni ciclo di lavaggio e riempirlo la volta successiva con acqua corrente pulita.Questa, fino ad ora è un meccanismo che le lavastoviglie ad uso domestico non hanno mai fatto. Tutte tranne Miele, che trasferendo questa tecnologia dal suo settore di produzione per utilizzo professionale , ha dato una marcia in più alle sue macchine ad uso domestico guadagnando terreno soprattutto per i consumi e l’igiene delle nostre stoviglie.

Per utilizzare  al meglio la vostra macchina è necessario non usare sempre lo stesso tipo di programma ma variare spesso e preferire i lavaggi a lunga durata che consentono un minor assorbimento elettrico e risparmio idrico.

Troviamo poi in questo periodo una progressiva diffusione dei detergenti biologici e “multifunzione”, che nella loro composizione comprendono “coadiuvanti”, composti chimici che si vorrebbe sostituissero le funzioni di sale e brillantante. Particolari (e comuni) condizioni di acqua molto calcarea rendono impossibile per tali prodotti adempiere alle funzioni consuete del sale per lavastoviglie e del brillantante. Tanto più che le macchine oggi in vendita riescono a dosarli al momento giusto e a seconda della tipologia di lavaggio scelto,rendendo efficace al massimo la loro funzione. 

 Un sostituto “casalingo” per l’azione del sale è il comune aceto bianco, che ha un blando effetto sulla precipitazione del calcare, ma non può proteggere la resistenza dall’incrostamento. Altri rimedi come limone e bicarbonato sono molto acidi e possono danneggiare la cromatura dell’acciaio e gli scarichi della macchina.

 Il brillantante ha inoltre il pregio di accelerare il processo di asciugatura e se inserito nell’apposito serbatoio della lavastoviglie, viene dosato in automatico. Utilizzando invece pastiglie di detersivo monodose che contengono brillantante  è facile che possa restare insoluto sulle nostre stoviglie, specialmente se selezioniamo lavaggi brevi.

Prima di pensare a modificare le nostre abitudini in fatto di detersivo, brillantante e sale per la nostra lavastoviglie, pensate quindi a quanto la avete pagata, quanto è preziosa per voi e quanto vi costerebbe ripararla o sostituirla.

 Josephine ha inventato la lavastoviglie perché la servitù rovinava le sue preziose porcellane, scheggiandole con il lavaggio a mano. Non fatela rivoltare nella tomba e santificatela durante le feste!
 

Elettrodomestici e sicurezza.

Molti amici in questo periodo stanno facendo casa o ristrutturando appartamenti e mi hanno chiesto qualche consiglio in merito alla scelta, utilizzo e installazione dei loro elettrodomestici  .

In più ieri il giornale titolava come da foto sopra: una signora si è ustionata perché la sua vecchia lavastoviglie, installata con fili volanti ancora più di dieci anni prima ha fatto cortocircuito.

Ecco il riassunto di quello che ho detto ai miei amici in 10 punti.

1) Quando il mobiliere o il tecnico installa gli elettrodomestici assicurarsi che vi siano prese elettriche singole, una per ciascun apparecchio.

2) Non far collegare più elettrodomestici tra loro per ricavare spazio nel retro della cucina. È sufficiente il cortocircuito di uno solo di loro per farli bruciare tutti.

3) Se si abita in case antiche assicurarsi che gli elettrodomestici siano collegati ad una presa elettrica con tre fori : ciò significa che hanno la sicurezza a terra .

4) Far controllare l’antenna della TV sul tetto ogni quattro anni per verificare che sia tutto a posto.

5)  Acquistare piani cottura a induzione dotati di limitatore di corrente per evitare pericolosi sbalzi.

6) Pulire una volta alla settimana il filtro di lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie per mantenere costante l’efficienza energetica dell’apparecchio .

7) Non aprire e chiudere troppo spesso frigorifero e congelatore per evitare accumuli di brina e ghiaccio se non avete un prodotto con tecnologia No Frost .

8) Quando dovete utilizzare più elettrodomestici in contemporanea selezionate programmi con la dicitura Eco oppure modificate la potenza dell’aspirapolvere o temperatura del ferro da stiro  perché non siano al livello massimo.

9) No ai rimedi casalinghi/naturali come pulire le superfici di acciaio con l’aceto o esagerare con prodotti specifici  pulisci lavatrice/lavastoviglie. Per una manutenzione ordinaria è sufficiente effettuare un lavaggio a 90 gradi ( a 75 nel caso delle lavastoviglie) almeno una volta al mese.

10) Ultimo suggerimento : LEGGERE LE ISTRUZIONI e cambiare spesso programmi di lavaggio o livelli di potenza degli apparecchi. Spesso è sufficiente dare un’occhiata a libretto per evitare disastri e modificare le nostre abitudini per utilizzare al meglio i nostri elettrodomestici .