Impariamo a leggere l’etichetta energetica!

“Basta che sia in classe A++++++++!”.

Questo, per i miei clienti è sempre uno dei requisiti fondamentali che un buon elettrodomestico deve avere. Ma ci chiediamo mai cosa significano queste categorie? In base a quali criteri viene valutata, la classe energetica di un elettrodomestico?

La classe di efficienza energetica è basata sull’Indice di Efficienza Energetica (EEI) che generalmente ha un intervallo di sette livelli, dalla A+++ alla D ed è comune a tutti i 28 Paesi membri. Osservando semplicemente i colori si può vedere come le frecce colorate vengano usate per differenziare prodotti altamente efficienti (verde scuro) da prodotti meno efficienti (rosso).

E fin qui, lo sapevamo tutti.

La nuova tipologia di etichetta energetica introdotta nel 2010, invece ci aiuta a capire meglio i costi di mantenimento di un elettrodomestico, grazie alle icone. In questo modo è davvero molto semplice leggerle, soprattutto in fase di acquisto.

Inizieremo un percorso, tra i principali elettrodomestici per imparare a comprendere correttamente queste icone.

Lavatrice

Il consumo annuale di energia per le lavatrici viene calcolato con una procedura standard, uguale in tutta Europa: si eseguono 220 cicli di lavaggio, sia con programmi “Cotone 60°C” a pieno e a mezzo carico, sia con lavaggi  “Cotone a 40° C” a pieno e mezzo carico. Nel calcolo si tiene conto anche dei consumi minimi e in stand-by, ad esempio quando la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i panni.

Osservando le icone possiamo comprendere subito:

il consumo annuo di acqua, sempre calcolato per 220 lavaggi, espresso in litri;

• la capacità di carico per il programma standard (Cotone bianco a 60°C o a 40°C), espresso in kg

• la classe di efficienza della centrifuga su una scala da A a G, dove la lettera A indica la più efficiente e quindi minori consumi, la G la meno efficiente con maggiori consumi;

• il rumore emesso, espresso in decibel, sia per la fase di lavaggio che per quella di centrifugazione.

Da queste informazioni è facile dedurre che il consumo energetico reale è diverso da quello che troviamo scritto sull’etichetta. Tutto dipende dalle modalità e dalla frequenza di utilizzo e soprattutto dalla temperatura di lavaggio scelta.

Ad esempio per il ciclo a 90°C  si deve calcolare un costo e un consumo energetico superiore, che può arrivare anche a doppiare quello del ciclo a 60°C. Ecco perchè se avete contemporaneamente in funzione, tre elettrodomestici ad alta efficienza energetica con programmi ad alto assorbimento, la corrente elettrica di casa potrebbe andare comunque in sovraccarico.

Quello che non è stato detto sulla lavatrice Samsung QuickDrive

Le presentazioni dei nuovi prodotti, solitamente sono delle pippe assurde e molto noiose, piene di parole autocelebrative da parte dei manager, grandi sbadigli dei giornalisti, appunti presi in fretta e il relativo articolo  “copia-incolla” del comunicato stampa che l’agenzia manderà di lì a poche ore.

Giovedì 22 febbraio, al Samsung District non è stato così .

È stata presentata la nuova gamma di lavatrici QuickDrive e in attesa dell’inizio della conferenza stampa ho curiosato un pò in giro. E’ stato un piccolo evento dove l’apparecchio non è stato messo in funzione ma sono stati elencati tutti i passaggi che hanno portato Samsung alla sua realizzazione, sia dal punto di vista degli investimenti economici che di campagna pubblicitaria e i risultati di bucato che promette di farci ottenere. “Speed, Performance, Care” sono gli obiettivi che si sono posti di raggiungere con questa linea di prodotti.

Samsung è pienamente consapevole di esser arrivata per ultima in questo settore e non fa nulla per nasconderlo, anzi cerca di evidenziare come le sue caratteristiche di innovazione e alta tecnologia possano riflettersi in maniera positiva sui grandi elettrodomestici.

Son rimasta davvero stupita perché in nessun luogo si strizzava l’occhio al genere femminile, come spesso accade con le lavatrici e le asciugatrici, Samsung invece sembrava volersi rivolgere al genere maschile.

Vi spiego perché.

L’area del “Samsung District” dedicata alla zona lavaggio e asciugatura aveva note maschili nell’arredamento e nel visual merchandising. Il video di presentazione di QuickDrive si ispira molto a quelli del mondo dell’automotive, la grafica infatti mi ha ricordato lo spot dell’Alfa Romeo “Mito” di anni fa. Lo spot pubblicitario visto in anteprima con Filippo Magnini come protagonista è davvero inusuale se si pensa che stiamo parlando di lavatrici.

Ho ascoltato attentamente la sua presentazione e poi, quatta quatta mentre fioccavano le interviste ai top manager e a Filippo Magnini, testimonial dell’evento e della campagna pubblicitaria, mi sono avvicinata alla lavatrice da 10 chili per misurarla, toccarla e visionarla per bene, centimetro dopo centimetro.

Ecco tutte le info che ho raccolto.

  1. I coreani non fanno nulla per nasconderlo, questo modello si ispira ai grandi marchi tedeschi del lavaggio come Miele: struttura in metallo di qualità e pochi parti in plastica molto resistente. Il peso della macchina è significativo e quasi il doppio rispetto ai precedenti di Samsung. La profondità è maggiore del normale anche se è dichiarata attorno ai 60 centimetri, se calcoliamo la stondatura della parte frontale, l’ingombro di manopola e oblò, si arriva quasi ai 65-67 centimetri.
  2. Ha un posizionamento di prezzo compreso tra gli 800 e i 1600 euro, a seconda della diversa capacità di carico, dagli 8 fino ai 10 chili del top di gamma. La classe energetica è A-50%, ciò vuol dire che risparmia fino al 50% di energia rispetto alla classe A+++ . E’ una macchina progettata per poter ridurre le tempistiche di lavaggio mantenendo ottimi risultati. Mentre le altre lavatrici hanno programmi di lunga durata e solo uno o due cicli a breve tempistica e alti consumi, questo modello riduce le normali tempistiche di lavaggio di tutti i programmi, fino al 50%.
  3. Se si dovessero spiegare tutte le sue caratteristiche staremmo qui fino a domani ma vi riassumo quali sono le più importanti . QuickDrive, il doppio movimento che dà il nome alla lavatrice : il fondo del cestello è dotato di un movimento autonomo e contrario che consente di spostare il bucato anche in avanti e indietro e non solo di ruotarlo all’interno della vasca di lavaggio. Questo consente di bagnare e lavare più velocemente i capi. La geometria del cestello BubbleCARE che ha migliorato la versione Diamond aggiungendo fori disposti strategicamente in modo da velocizzare le fasi di centrifuga e creare un cuscino d’acqua in cui i capi vengano sbattuti meno possibile sulle pareti. L’apertura AddWash che consente di aggiungere capi o detergenti durante il lavaggio e l’app specialeQ-rator che consente di pianificare il lavaggio selezionando programma, temperatura e orario di fine ciclo ma non solo, propone anche programmi alternativi in base ai parametri inseriti per poter risparmiare ancora più energia. E’ anche possibile fare il bucato partendo dalla tipologia di tessuti inseriti in lavatrice, ad esempio se selezioniamo “sintetici” e “jeans” verrà escluso automaticamente il programma “lana”.
  4.  La asciugabiancheria della stessa linea uscirà sul mercato alla fine dell’estate per poi essere spinta con adeguata campagna pubblicitaria e promozionale in autunno.

Daniele Grassi, vice presidente Samsung Home Appliances ha inoltre confermato come Samsung, soprattutto per questa gamma di prodotti, punti sulla vendita offline perché si tratta di un prodotto “game changer” che alzerà l’asticella dell’innovazione nel mondo delle lavatrici, aumentando i benefici per il consumatore e costringendo anche i principali competitor ad adeguarsi. Proprio per questo è una gamma che necessita di spiegazioni dettagliate.  Ho inoltre avuto la conferma che Samsung, nella sua parte dedicata ai grandi elettrodomestici è molto amata dagli under 50 , specialmente il mondo dei frigoriferi è quello in cui l’85% dei consumatori si dichiara molto soddisfatto.

Molto attesa la presenza di Samsung ad Eurocucina 2018 con la serie built-in, dove il colosso coreano ancora sta muovendo i primi passi; fino ad ora i feedback dei mobilieri sono stati positivi al punto da aver chiuso importanti accordi con produttori di cucine del Veneto.

Per i più curiosi, sulla mia pagina Facebook , potete trovare i video dove esamino in religioso silenzio e concentrazione la lavatrice e lo spot pubblicitario ispirato all’automotive!

I principali inconvenienti della lavatrice

Spesso i clienti vengono a chiederci informazioni riguardo a inconvenienti e anomalie della loro lavatrice, ancor prima di chiamare l’assistenza tecnica. E’ una buona soluzione perché a volte basta davvero poco per individuare il problema.

Ecco alcuni segnali che qualcosa non va e la parte della lavatrice che ne è responsabile o che dovreste verificare.

La colpa è del motore elettrico o del condensatore se :

  • la lavatrice centrifuga soltanto e non gira durante il lavaggio e si sente rumore.
  • la lavatrice lava soltanto, si sente un ronzio e non centrifuga mai.
  • la lavatrice lava normalmente ma quando centrifuga fa un forte rumore.
  • la lavatrice non riesce né a lavare né a centrifugare

 

Perdita d’acqua dall’oblò.

Controllare la guarnizione e verificare se è rotta o sporca, oppure c’è panno o acchiappacolore incastrato.

Perdita d’acqua dal cassetto detersivo.

Avete inserito troppo detersivo? In questo caso è necessario solo pulire il cassetto. Altra causa potrebbe essere una eccessiva pressione dell’acqua, provate a verificare.

Rumore durante il funzionamento

Può essere causato da parti metalliche dei capi , verificate che non ci siano i classici ferri del reggiseno, monete o altro all’interno dell’oblò. Se vi risulta tutto negativo potrebbero essere i cuscinetti del cestello e dovrete chiamare l’assistenza tecnica.

Rumore durante lo scarico 

Verificare la presenza di corpi estranei nella pompa. Può capitare a volte che alcuni corpi estranei non restino all’interno del filtro della lavatrice ma vengano spinti addirittura nel tubo di scarico. Sassi, ghiaia, pezzi di carta o piccole monete sono solo alcuni protagonisti di questo inconveniente.

Non scarica l’acqua di lavaggio o vi lascia i capi umidi anche dopo la centrifuga.

Prima di urlare al disastro provate a controllare che il tubo di scarico sul retro della lavatrice non sia piegato o strozzato. Spesso durante le pulizie può capitare di non risistemare alla perfezione la lavatrice e sistemare alla perfezione tubo può essere l’ultimo vostro pensiero, Se vedete che è tutto a posto , controllate bene che il filtro non sia intasato.

Gli errori che facciamo con la lavatrice.

Spesso faccio domande ai miei clienti per capire come utilizzano la loro lavatrice e mi accorgo che, il più delle volte basterebbero pochi accorgimenti per allungarle la vita. È difficile modificare queste abitudini dure a morire e spesso chi ci accoglie nei negozi non riesce a dare spiegazioni adeguate.

Ecco quindi i cinque errori più comuni che facciamo con la lavatrice.

1 | Non inserire il detersivo nell’apposito cassetto ma direttamente nell’oblò.

I dosatori di detersivo sono nati per dosare il detersivo nella maniera ottimale PRIMA di inserirlo nel cassetto della lavatrice e non per essere inserite nell’oblò. Facendo così infatti sprechiamo detersivo perché ne utilizziamo molto di più del dovuto e non permettiamo alla lavatrice di immetterlo nel momento giusto, così facendo la maggior parte se ne va via al primo risciacquo. 

2 | Utilizzare programmi di breve durata pensando di risparmiare elettricità

Più a lungo dura un programma, meno elettricità consuma. I programmi cosiddetti veloci hanno un consumo con picchi di corrente elettrica superiore a quelli standard e soprattutto a quelli ecologici perché devono darci lo stesso risultato in meno tempo. Alzi la mano quanti selezionano sempre il programma Eco senza sbuffare. Tutti pensiamo: “ ma che scatole perché deve metterci così tanto..” e si ripiega su quello con minor durata. Peccato che è inutile acquistare una lavatrice in tripla classe A di efficienza energetica se poi usiamo solo il programma “quindici minuti” che consuma come fosse in classe B.

3 | Non lavare mai ad alte temperature: cestello e scheda elettronica a rischio.

Vediamo un sacco di pubblicità in TV di prodotti specifici per la pulizia dell’oblò e della lavatrice: disincrostanti, anticalcare, deodoranti e profumato. In realtà basterebbe veramente poco e cioè fare un lavaggio a vuoto o magari con gli stracci di cucina, almeno una volta al mese ad alte temperature. Per alte temperature intendo dai 90° ai 95° C, non i 60°C che dovrebbero essere invece lo standard di lavaggio per il cotone. In questo modo il cestello viene pulito e igienizzato senza bisogno di additivi particolari che non siano il classico detersivo e viene data una pulita anche allo scarico stesso. Se il vostro cestello risulta particolarmente sporco, rivolgetevi al centro assistenza autorizzato e richiedete il prodotto specifico: non avventuratevi in soluzioni fai da te o rischiate di chiamare l’assistenza per altri motivi.

4 |Selezionare sempre lo stesso programma di lavaggio.

Questo punto è un pò il prolungamento del punto precedente. Chissà come mai nonne e mamme ci hanno insegnato a usare sempre gli stessi programmi : “così la macchina non si rovina”. Forse perché loro si muovevano con una certa sacralità attorno a questo misterioso elettrodomestico che le sollevava dalle fatiche del lavaggio. In realtà ora le lavatrici sono dotate di schede elettroniche complesse e utilizzare sempre lo stesso programma equivale ad andare sempre in prima o in seconda con l’automobile. Capita che si acquistino lavatrici con programmi speciali per poi utilizzarli solo una volta all’anno, ad esempio il programma più gettonato, sempre secondo la mia esperienza, quando chiedo alle mie clienti è il : “Sintetici”, 40°C  , 1h e 45 minuti di durata.  E’ importante cambiare quando avete più tempo a disposizione e quando inserite nell’oblò dei capi che sono del tessuto corrispondente al programma.

5 | Non pulire mai il filtro.

Veniamo al grande mistero del filtro: lui c’è ma nessuno sa dov’è. La domanda più frequente cui mi capita di rispondere è : “la mia lavatrice non scarica più l’acqua, come mai?”. E’ lui infatti il più delle volte, il responsabile di questo tipo di problemi perché non consente lo scarico quando trattiene elastici per capelli, forcine, monete, fogli acchiappacolore, banconote ecc. E’ importante, in fase di acquisto o di installazione farsi mostrare dal venditore dove è posizionato per poterci accedere facilmente e procedere alla pulizia, una volta ogni due mesi circa. Armarsi, in questo caso, di santa pazienza, di stracci e bacinella per asciugare l’acqua che può fuoriuscire.

5 cose da sapere prima di acquistare un climatizzatore

Nonostante ci siano climatizzatori di ogni tipo su volantini promozionali e siti internet già da settimane, io sento ancora clienti che entrano per dare un’occhiata ” perché penso di acquistarlo più avanti, magari fra un mese quando fa davvero caldo ” oppure che si ostinano a non voler accendere l’apparecchio fino alla metà di giugno  ” perché se lo accendo adesso, a luglio cosa faccio, mi sparo?” . Proprio qui sta l’errore: quando sarà così caldo sarà già troppo tardi.

Siamo bombardati da pubblicità in tv, etichette energetiche complicate e caratteristiche espresse in sigle di difficile comprensione. Vogliamo una casa fresca ma senza fare troppi lavori in casa e raccogliamo informazioni da parenti, amici, siti internet e volantini.

Prima di scegliere il modello che fa per voi è necessario sapere alcune cose.

1)  Se volete acquistare un climatizzatore fissate sempre un sopralluogo gratuito con un installatore certificato.

E’ necessario prima di tutto valutare se intendiamo acquistare un prodotto portatile oppure fisso. Per il climatizzatore portatile non è indispensabile un sopralluogo , basta valutare bene l’ingombro che siamo disposti a tollerare in casa, verificare dove posizionare il tubo di scarico dell’aria e avere un posto in cui riporlo durante l’inverno.  Nel caso di un climatizzatore fisso è invece necessaria una procedura un pò più lunga che comporterà alcuni lavori in casa. La cosa più importante è affidarsi ad una ditta seria che con l’aiuto di un idraulico provvederà ad un sopralluogo per capire le vostre esigenze e abitudini di vita, lo stato di coibentazione e l’esposizione Nord-Sud della casa, i collegamenti elettrici e la disposizione dei locali interni per l’installazione dell’unità interna e l’ingombro di quella esterna.

2) Il climatizzatore ad installazione fissa non si usa solo d’estate.

Molti sono frenati dall’acquisto anche al pensiero che useranno il climatizzatore solo per pochi mesi all’anno e cercano di ripiegare magari su ventilatori portatili o a soffitto. L’utilizzo di un climatizzatore, sia esso fisso o portatile invece può essere per tutto l’anno. Le macchine di ultima generazione, dotate di pompa di calore rinfrescano l’estate e riscaldano nelle mezze stagioni per avere in brevissimo tempo una temperatura gradevole magari nelle ore serali o nelle prime ore del mattino. Quando l’impianto di riscaldamento non è ancora acceso  riescono a stemperare l’umidità percepita nell’ambiente e a scaldare in maniera efficiente, senza dover ricorrere a termoventilatori portatili che sono sicuramente più economici nel momento dell’acquisto ma molto dispendiosi dal punto di vista del consumo energetico.

3) Non esiste un climatizzatore senza sfogo d’aria esterno.

Molti clienti sono arrivati in negozio entusiasti chiedendo di poter avere un climatizzatore senza sfogo d’aria esterno. Sarebbe l’ideale in effetti per chi abita in palazzi storici o in condomini che non permettono il motore sul balcone, per chi non intende fare lavori di installazione o non vuole nemmeno un climatizzatore da trascinare per casa.  Peccato che non esiste. Esiste semmai un climatizzatore senza l’unità motore esterna e quindi con motore incorporato, che ha bisogno solo di due fori nel muro per scaricare l’aria calda. Di fatto come un climatizzatore portatile, ma installato al muro e con due fori di scarico invece di uno solo.

4) Il deumidificatore non fa la stessa funzione del climatizzatore

E’ solitamente l’umidità che rende così insopportabile il caldo e molti clienti pensano di risolvere la situazione con questo elettrodomestico. Il climatizzatore, sia fisso che portatile la elimina in automatico mentre raffredda l’ambiente oppure viene dotato di un programma specifico per questa funzione. Tuttavia non vale al contrario , ovvero un deumidificatore non sostituirà il climatizzatore. Chi ne ha già uno in casa può utilizzarlo per ridurre la percentuale di umidità e ottenere un caldo secco, decisamente più sopportabile ma non otterrà un abbassamento dei gradi di calore che resteranno impietosamente invariati .

 

5) Informatevi sempre sul centro di assistenza più vicino.

E’ davvero fondamentale che ci sia un centro assistenza autorizzato il più vicino possibile a voi. Le emergenze succedono nei momenti più impensabili e avere un centro assistenza con cui stringere un rapporto di fiducia è una preziosa accortezza, fin dal momento dell’acquisto. Una telefonata per capire se abbiamo pulito il filtro in maniera corretta, per fissare un appuntamento per il riempimento del gas, sono tutte cose che possiamo fare se abbiamo qualcuno di vero e non un call center, che ci risponde dall’altra parte.

 

Credit photo: Pinterest

 

Il volantino del climatizzatore

Sta arrivando il caldo finalmente e inizia la caccia al condizionatore.

L’altro giorno, in negozio da mio padre ho trovato un giornalino strano, che ha attirato subito la mia attenzione. Ho pensato fosse un catalogo di qualche nuova casa produttrice oppure un volantino di Trony, dato che i colori principali erano blu, bianco e rosso.

Invece no.

E’ un volantino particolare, studiato dai distributori del gruppo d’acquisto NordEst per i negozi di superficie medio piccola con l’intenzione di parlare al cliente in una maniera diversa e coraggiosa. Essendo un gruppo d’acquisto del Nord Italia, NordEst ha deciso di prepararsi per tempo all’arrivo del caldo perché in queste zone esistono tante famiglie che ancora non lo hanno installato e che si trovano a volerlo acquistare solo quando il caldo diventa insopportabile.

Le cose che mi hanno stupita sono cinque:

  1.  In prima battuta si cerca prima di tutto di informare il cliente e spronarlo a provvedere al condizionatore per tempo, in modo da evitare quanto successo a molte persone due anni fa:  dover peregrinare da un punto vendita ad un altro, alla ricerca di qualsiasi prodotto possa dare un pò di refrigerio perché le scorte delle grandi aziende sono finite.
  2.  Nella seconda pagina, dove solitamente si trovano già i prodotti abbiamo invece un elenco di domande e risposte che cercano di sfatare tutti i falsi miti sui climatizzatori: dal consumo energetico, al prezzo, alla stagionalità d’uso, all’inquinamento ambientale. E’ un vantaggio per il negoziante, che evita così di dover rispondere sempre le stesse cose mentre il cliente riesce ad informarsi in autonomia senza dover per forza sentirsi in dovere di acquistare nell’immediato.
  3. Solo a questo punto troviamo i prodotti: ventilatori innovativi e condizionatori sia fissi che portatili. Le case produttrici sono state posizionate in ordine alfabetico, alcune hanno due pagine dedicate, altre solo una e tutti i prodotti sono di nuova generazione, due o massimo tre modelli per categoria. Foto, caratteristiche e modelli sono posizionati nelle pagine come beni di lusso: ricordano un pò i consigli per gli acquisti delle riviste di moda dove vestiti, borse, scarpe e accessori vengono valorizzati con belle immagini e descrizioni semplici e immediate. Non troviamo infatti etichette energetiche o dati complessi come nei cataloghi veri e propri. In ultima pagina troviamo i deumidificatori, soluzione che viene sempre molto richiesta durante il periodo estivo, principalmente per case in montagna e di campagna.
  4.  In ultima pagina c’è una parte dedicata all’elenco dei servizi che i rivenditori del gruppo possono offrire. E’ breve e generica ma riesce perfettamente a dare un’idea di quello che serve per installare un condizionatore, consigliando al cliente di passare in negozio e chiedere consiglio anche per le possibili detrazioni fiscali e finanziamenti. E’ un’arma a doppio taglio ma essendo fatta per i negozi a superficie medio piccola, va incontro alle loro esigenze. Ad esempio dalle mie parti, specialmente nelle valli i negozianti sono anche certificati come riparatori e idraulici quindi possono sia vendere il prodotto che installarlo. I piccoli punti vendita come mio padre invece non possono installare i condizionatori ma si appoggiano ad idraulici certificati per un pacchetto completo.
  5. Veniamo ora però alla caratteristica principale di questo volantino e che mi ha stupito molto. Non ci sono prezzi. Di nessun tipo. Questo è un atto coraggioso perché molte persone vengono attirate da vari sottocosto, prezzi colorati, barrati, percentuali di sconto, caratteri cubitali e chi più ne ha più ne metta. In questo volantino invece non c’è nessuna indicazione di prezzo ed è un segnale forte per due motivi.  Prima di tutto perché offre al consumatore qualcosa che altri non danno: la conoscenza del prodotto; in seconda battuta è un segnale forte anche per il negoziante, che può così avere un volantino informativo che duri tutta la stagione estiva e senza l’ansia del confronto con i concorrenti.

Il punto debole secondo me è che c’è poco spazio per la personalizzazione al termine del volantino e in copertina fanno un pò a pugni la scritta ” catalogo 2017″ e ” la guida per scegliere il climatizzatore” . Questo potrebbe trarre in inganno il clientela così come ha ingannato me perché non è chiaro se si stratta di un catalogo di una marca particolare o di un volantino Trony ( per via dei colori) anche se forse, in effetti non saprei nemmeno io come chiamarlo.   Qualcuno potrebbe obiettare che il cliente dopo essersi informato con questo volantino se ne va ad acquistare dove il prezzo è più basso. Io rispondo che è  un rischio che si corre sempre, anche e soprattutto se si aderisce ad un giornalino zeppo di prezzi e sottocosto.

Bravi davvero NordEst perché andare controcorrente è sempre una scommessa ma questo è solo l’inizio:  sono sicura verrete copiati da molti altri gruppi d’acquisto.

Voi cercate di fare ancora meglio!

La lavasciugatrice

Dice un vecchio proverbio che gli apparecchi che fanno due funzioni, non ne fanno bene nessuna delle due.

Non è vero perchè la lavasciuga è una ottima lavatrice . Un pò meno performante come asciugatrice.

Spesso i negozianti scoraggiano  l’acquisto di una lavasciugatrice e anche io rientro in questa categoria . La consiglio invece alle ultras del ferro da stiro e a chi proprio ha problemi di spazio irrisolvibili.

E’ una tipologia di elettrodomestico che crea divergenze di opinioni e divisioni di bucato, ora vi spiego in che senso.

Ci sono alcune cose da sapere prima di procedere all’acquisto :

1    Non asciuga come una asciugatrice singola.

Bisogna infatti prima di tutto essere consapevoli che i risultati non saranno gli stessi di una asciugatrice singola. Servirà però a togliere la maggior parte dell’umidità residua del bucato, accelerando il processo di asciugatura sul classico stendino e facilitando la stiratura.

2   Il carico di lavaggio non è uguale a quello di asciugatura.

Molto spesso non si fa caso alle etichette energetiche, che già di per sè sono complicate da leggere ma se fate attenzione vedrete che le lava-asciuga hanno il carico di lavaggio  garantito,  diverso da quello per l’asciugatura: la soluzione migliore quindi sarebbe quella di togliere una parte di bucato dal cestello per avere un risultato uniforme.

3  Fare attenzione alla tipologia di tessuti che asciugate.

Se nelle asciugatrici è facile avere il sensore dell’umidità che regola il grado di asciugatura in base alla centrifuga fatta dalla lavatrice, nelle lavasciuga non lo si trova.I programmi di asciugatura sono pochi e semplici ma procedono indifferentemente dal grado di umidità dei capi ; bisogna perciò fare attenzione al mix di tessuti che si inseriscono per evitare di rovinarli.

4 Togliere velocemente i capi dall’oblò dopo l’asciugatura.

Vale ancora di più la regola di togliere subito i capi dalla asciugatura: se per l’asciugatrice singola il “pericolo” è quello di veder riformare le pieghe e avere alla lunga i capi che sanno di secco; per la lavasciuga è vero il contrario. E’ infatti probabile che possano assorbire quell’odore fastidioso di umidità che può alla lunga formarsi in tutte le lavatrici. E’ancora più consigliabile quindi,  fare lavaggi a 90° per tenere il cestello della lavasciuga il più possibile igienizzato.

5  I cicli di asciugatura possono essere un pò più lunghi

Non è una regola fissa ma spesso i cicli di asciugatura durano un po’ di più perché vengono effettuati in un ambiente umido dopo la fine del lavaggio e non in un cesto asciutto. Un pò come cercare di asciugare l’ambiente del nostro bagno dopo una lunga doccia . A far bene,  si potrebbe asciugare il cestello della lavasciuga nel momento tra lavaggio e asciugatura ma chi c’ha voglia?

Il mio consiglio quindi è quello di valutare bene questi punti prima dell’acquisto .

Se vi aspettate gli stessi risultati dell’asciugatrice in poco spazio,  vi consiglio di cercare il posto ideale per sistemarla in sede separata dalla lavatrice.

Se invece adorate stirare, è una attività che vi rilassa tremendamente ma non ne potete più di avere calzini sui termosifoni e stendini in cui inciampare per casa  è proprio il prodotto che fa per voi!

Alla fine questi vecchi proverbi un pò di verità ce l’hanno sempre, basta saperli utilizzare a proprio vantaggio.

 

 

Tempo d’asciugatrice

Elettrodomestico amatissimo in America ed utilizzato da sempre per ovvie ragioni meteorologiche in tutto il Nord Europa, l’asciugatrice si sta facendo strada nelle case italiane solo negli ultimi anni.

Guardata con terribile sospetto è accusata dei peggiori “maglionicidi”. Non si sa come mai ma ” alla sorella del collega di mio marito, quella volta che l’ha usata gli è uscito un maglione grande così”.

Proprio oggi consegno alla mia amica la sua prima asciugatrice, tanto desiderata in questi giorni di pioggia.

Ecco quello che le ho consigliato nella fase di scelta della macchina e cosa le ho raccomandato per utilizzarla al meglio, senza stress.

1) La stanza è dotata di finestre oppure no?

Io in ogni caso consiglio asciugatrici che abbiano efficacia di condensazione in classe A, ovvero che abbiano la minore dispersione di umidità possibile. In un ambiente senza finestre , vi lascio immaginare cosa può formarsi oltre alla condensa, ad ogni ciclo di asciugatura. L’efficacia di condensazione è quel simbolino con la vasca e le goccioline che sta in basso a sinistra nelle etichette energetiche di ogni asciugatrice a pompa di calore.

2) La vostra lavatrice quanti giri di centrifuga fa?

Sembra una domanda poco importante . Invece non lo è . È inutile acquistare una asciugatrice se si ha una lavatrice con meno di mille giri. Le fate fare il doppio del lavoro: i risultati possono non essere ottimali e i tempi di asciugatura aumentano, dato che la stragrande maggioranza dei nuovi modelli a pompa di calore è tarato su lavatrici con mille e più giri di centrifuga.

3) Volete creare una colonna bucato?

Ovvero pensate di mettere asciugatrice sopra alla lavatrice? Prima di tutto vi comunico che la lavatrice sta sempre sotto.  Se volete una colonna bucato noi consigliamo due soluzioni: acquistare l’asciugatrice della stessa marca della lavatrice,  per evitare in futuro problemi con centro assistenza autorizzati e garanzie  oppure creare un mobiletto con un ripiano abbastanza resistente da sopportare il peso di una asciugatrice. Tanti vendono anche supporti universali per collegare marche diverse tra loro ma io non mi sono mai fidata. Incidenti domestici con bambini e animali sono all’ordine del giorno, meglio evitare e lavare e asciugare in sicurezza.

4) Asciugare col vapore?

Quando vi dicono che l’asciugatrice   asciuga col vapore, fatevi una risata. Con l’aerosol secondo voi si asciugano i calzini? Direi di no. Il vapore serve invece per distendere le pieghe,  dare sollievo agli allergici dato che peli e pollini se ne vanno e per dare un giro di vita a vestiti delicati,  durante il cambio armadio ad esempio. I capi vi sembreranno appena stirati, di quel fantastico caldo umido paragonabile al pane appena sfornato.

5) Tempo di asciugatura ?

Non temete e non spaventatevi. La durata del programma non riflette il consumo di energia elettrica e permette ai vostri vestiti, un minore shock termico.  Attenetevi ai programmi dedicati a ogni tessuto e , nel caso di Electrolux, almeno per i primi tempi non cedete al famoso “time manager”. Tutti hanno la tentazione di smanettare e abbreviare i tempi ma potreste ritrovarvi con i capi mal asciugati e magari rovinati.

6) Partenze ritardate e piegature!

È importante esserci sempre quando termina l’asciugatura. La partenza ritardata nella lavatrice è comodissima ma non levare subito i capi dall’asciugatrice, vi fa tornare le pieghe. Inserite tutti i capi come se li stiraste, ad esempio le camice come se fossero da appendere: polsini e collo allacciati. Lenzuola piegate, maglie con applicazioni o stampe al rovescio e piumoni d’oca ( non quelli sintetici o extrafini ) assieme a palline da tennis, per sprimacciarli al meglio . Asciugate le scarpe solo con l’apposito cesto, mi raccomando!

7) La pulizia e manutenzione quotidiana 

È importante svuotare la condensa quando la macchina ve lo chiede per evitare antipatici ristagni e odori sgradevoli. I filtri, generalmente due, si riempiranno di pelucchi che andrete a levare, prima con un colpo di aspirapolvere e poi sciacquandoli sotto l’acqua corrente. Più li mantenete puliti e migliore sarà, sia la resa dei consumi in bolletta, sia l’asciugatura dei vestiti. Non cedete a rimedi casalinghi e  profumatori interni se non previsti dalla casa produttrice, rischiate di veder macchiato il vostro vestito preferito.

8) Leggere le istruzioni

Ogni tanto sento persone insoddisfatte della loro asciugatrice. Molto spesso nessuno si è preso la briga di leggere le istruzioni. Consiglio sempre di dare una scorsa veloce e poi tenerle a portata di mano per le emergenze, altrimenti richiedete l’intervento dell’esperto che ve la può spiegare a pagamento. È un peccato acquistare una super asciugatrice e poi utilizzarla al 10% delle sue potenzialità.
Vi sembra complicato dover seguire queste piccole avvertenze?

La morbidezza ritrovata di tutti quegli asciugamani e accappatoi,  ormai più simili al cilicio che al cotone 100% e  l’ordine e pulizia in casa senza stendibiancheria e calzini stesi ovunque, vi ripagheranno dello sforzo.

Quello che non ho..

Vorrei subito calare l’asso di briscola, di prima mano .

Io ho pochi elettrodomestici.

Li vendo, ma a casa ne ho pochi. Forse perché sono nauseata? Perché la mia famiglia mi ha insegnato così?

Beh fatto sta che fin da piccola,  a casa dei miei genitori abbiamo avuto prodotti di qualità acquistati con la cucina e che sono rimasti gli stessi di oggi, con piccole varianti.

I miei elettrodomestici di oggi seguono poco la moda, devono funzionare senza farmi pensare troppo ed essere fatti di materiali resistenti.

Ecco quindi i miei irrinunciabili prodotti da adulta incasinata:

Lavasciuga Electrolux Rex  con getto di vapore. 

Otto chili di pazienza di lavaggio. Tempistiche accorciate e asciugature saltuarie perché io che vendo elettrodomestici, non mi fido di loro.

Aspirapolvere Miele Cat&dog

Perché so che posso trattarlo malissimo e lui comunque non mi abbandonerà mai. Come un animale domestico fedele, fedelissimo.

Phon Philips

Recuperato dall’appartamento precedente, fa parte della generazione di asciugacapelli senza ioni, senza ceramica, senza diffusore. Davvero anni Novanta.

Vorwerk Bimby

In realtà, lo uso più come frullatore che come impastatore ma ogni tanto l’inverno preparo torte e pizze, quando vengo travolta dallo spirito natalizio. No alla pasta e al riso: tremendi.

Lavastoviglie+piano elettrico in vetroceramica+cappa aspirante+forno elettrico Ikea ( Electrolux Rex base)

Acquistati in blocco con la cucina perché mi conveniva. Tutti modelli base della Rex che fanno il loro lavoro con strutture di qualità e senza fronzoli. Vasca tutta inox, pochi programmi, partenza ritardata e segnale acustico per la lavastoviglie. Piano elettrico con sensore pentola e blocco tasti e selettore touch. Cappa acciaio con filtri inox,lavabili in lavastoviglie e forno ventilato, grill e statico con cottura uniforme.

Frigorifero combinato Ignis grigio

Non è di metallo. È grigio. Un po’ rumoroso ma facile da pulire, capiente nella zona freezer e con grande velocità di congelamento dei prodotti.

Televisore Philips 

Volevamo il modello ambilight ma questo costava di meno e pagare 200€ in più per delle luci , visto il poco uso che ne facciamo mi pareva una cavolata. Ha il Wi-Fi integrato ma è troppa fatica inserire ogni volta la password: ci ingegneremo più avanti.

Telefono cordless Philips 

Recuperato dalla casa di prima è un bel pezzo di design, semplice da usare perché noi non abbiamo le istruzioni, tanti numeri in rubrica e una suoneria che non urta i nervi.

Bollitore Electrolux Rex

Eccezionale amico dell’inverno e delle sterilizzazioni del mio bimbo. Lo avevo già descritto in un post precedente ed è magnifico.

Fine.

Quindi è vera la storia del calzolaio con le scarpe rotte.

Mio papà fino a quattro anni fa aveva la TV a tubo catodico della Mivar con il cassone in legno sul retro. Ora ha una Loewe recuperata da una cliente che la voleva buttare dopo averne acquistata una più grande.

Benvenuti a casa mia, dove non ho tempo per utilizzare gli elettrodomestici ma li conosco tutti come le mie scarpe e li vendo ogni giorno.

Sette consigli per una lavastoviglie

Agli amici che chiedono al volo consigli sull’acquisto di elettrodomestici, faccio classifiche delle case produttrici via whatsapp.

Qui sotto trovate sette punti, secondo me fondamentali per quanto riguarda la scelta, utilizzo e manutenzione della lavastoviglie.

1) quanti siete in famiglia e quanti lavaggi fate al giorno?poche funzioni o alta tecnologia? Acquistare quello che ci serve davvero è la soluzione per un buon rapporto con il nostro elettrodomestico.

2) avete una casa clima o avete possibilità  di allaccio diretto dell’acqua di carico al rubinetto dell’acqua calda  ? Si risparmiano tempo e consumi.

3) se potete, acquistatela con tutto l’interno della vasca in acciaio . I residui di cibo alla lunga possono impregnare la plastica e dare cattivo odore.

4) è utile il programma con il riconoscimento della tipologia di detersivo per evitare residui di pastiglie o polvere sul fondo della vasca. Anche utilizzare programmi lunghi non guasta ma so che si fa fatica a utilizzarli.

5) utilizzate brillantante e sale apposito per lavastoviglie. No rimedi casalinghi e naturali o pastiglie che promettono tutto in uno. Con i primi rischiate di rompere la lavastoviglie, che non è per niente uno strumento “naturale” e con i secondi, utilizzandoli con lavaggi brevi, finite per mangiare il brillantante con gli spaghetti.

6) controllate che la marca che scegliete abbia una buona assistenza e soprattutto sia il più possibile vicina a voi.

7) non fatevi ingolosire dai prolungamenti di assistenza che costano poco. spesso sono delle specie di aziende terze che prima di intervenire ci mettono il doppio della normale assistenza . Tenete con cura lo scontrino fino all’anno e mezzo dall’acquisto e poi chiamate l’assistenza autorizzata per farvi fare un’offerta di prolungamento della garanzia.

Io ho pensato alle mie esigenze ad esempio.

Abito provvisoriamente in un appartamento e quindi ho comprato la mia all’IKEA,  che fa fare i suoi elettrodomestici da Electrolux-Rex . Consuma tanto, lava in fretta, ha cinque tasti intuitivi, il filtro si pulisce velocemente  e lava bene i bicchieri, mi evita di pensare e scegliere.

Sensazione meravigliosa a fine giornata.