5 cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso

Se negli anni Ottanta e Novanta la tendenza era quella di inserire il frigorifero nella mobilia della cucina, adesso stiamo assistendo al grande ritorno del libero posizionamento, sia per quanto riguarda i frigoriferi che per tutti gli altri elettrodomestici. Il modello Fab di Smeg ne è l’esempio per eccellenza.

Ma spesso chi acquista casa oggi, la trova già arredata e la cucina è la nota dolente. Alcuni lo chiamano frigorifero ” ad incastro” , perché in effetti è inserito nella mobilia della cucina ma il suo nome corretto è “frigorifero ad incasso” o “built-in”.

Quando si tratta di arredarne una, spesso arriviamo talmente esasperati  e bombardati da mille informazioni, che finiamo per affidarci completamente e rischiare di prendere la prima soluzione che ci viene proposta.

Ci accorgiamo della sua esistenza e delle sue caratteristiche solo quando inizia a dare i primi problemi, vero?

Ecco allora le cinque cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso.

  1.  ETICHETTA ARGENTO.  Fotografate l’etichetta argento o bianca che è posta all’interno del vano frigorifero, generalmente a metà altezza o ai lati del cassetto verdura. In questo modo potrete cercare in Internet gli schemi d’incasso del vostro modello ed eviterete di stressarvi con il metro, rischiando di dare misure errate a chi dovrà sostituirlo.
  2. TIPOLOGIA DI CERNIERE DELL’ANTA. Verificate o fotografate la tipologia di cerniere di apertura dell’anta del frigorifero. E’ possibile che siano fisse o a scorrimento ed è un’altra informazione da dare al venditore perché possa sostituire il vostro modello con il minore impatto possibile sulla vostra mobilia.
  3. COMBINATO O DIVISO IN DUE? Il vostro frigorifero è separato dalla parte freezer? Ci sono alcuni modelli che possono sembrare combinati ( ovvero parte frigo + congelatore unite) ma sono invece due elettrodomestici separati. In questo modo potreste dover cambiare solo la parte che non funziona più.
  4. COLLEGAMENTO ELETTRICO. Controllate che l’installatore non tagli i fili elettrici “per comodità” ma vi sia una presa di corrente a muro a norma, in questo modo non incorrerete in futuro in pericolosi sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare l’elettrodomestico.
  5. NO A SOLUZIONI FAI DA TE. Non pensate di poter inserire un frigorifero da libero posizionamento nel vano della mobilia dove prima stava un frigorifero ad incasso. E’ una soluzione che va ad accorciare la vita del frigorifero a causa della scarsa ventilazione. Molto spesso sarete poi costretti a tenerlo spostato dal fondo della parete per via dell’apertura della porta: il modello da posizionamento libero, infatti necessita di qualche centimetro in più di agio. Ci sono poche case produttrici che realizzano le porte ” a filo”, ovvero che anche da aperte restano in linea con l’ingombro del corpo del frigorifero.

 

 

 

 

 

 

 

Backmarket, il mercato dell’usato tecnologico.

Al momento dell’acquisto di una lavatrice nuova, nel nostro punto vendita abbiamo attuato una prassi lavorativa specifica: facciamo firmare immediatamente al cliente il modulo RAEE (Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici) per lo smaltimento in discarica, qualora ci sia un vecchio modello da ritirare.

In Italia, ogni abitante produce in media 18,9 kg di RAEE per un totale di 1,2 milioni di tonnellate nello scorso anno (Global E-Waste Monitor 2017), di cui solo 275.691 tonnellate sono state raccolte, eliminate e riciclate in maniera professionale, secondo i dati del Centro di Coordinamento RAEE, che lavora sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente. Il tasso di produzione di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) aumenta in maniera costante. Molti clienti e rivenditori si chiedono se non ci sia effettivamente una obsolescenza programmata dei prodotti. Recentemente, tutti abbiamo potuto leggere  sui principali media il caso di Apple, accusata di aver volutamente rallentato il funzionamento dei vecchi modelli di IPhone per favorire l’acquisto di quelli nuovi.

E’ nata però nel 2014 la start-up Back Market, che prova ad aiutare l’ambiente e donare una seconda vita agli apparecchi elettronici: dagli smartphone, ai televisori, ai piccoli elettrodomestici. Si tratta del primo marketplace che permette al grande pubblico di acquistare migliaia di prodotti elettrici ed elettronici rimessi a nuovo da professionisti certificati.

Cercando di convincere i consumatori ad acquistare un apparecchio ricondizionato piuttosto che uno nuovo, si abbassano i volumi di RAEE e si aiuta l’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 . Oltre ad essere una piattaforma di e-commerce, Back Market è anche un team di 60 persone, la cui filosofia è trasformare profondamente il comportamento dei consumatori e contemporaneamente lottare contro l’obsolescenza programmata. Back Market è attiva non soltanto in Francia ma ugualmente in altri quattro paesi europei: Germania, Italia, Spagna e Belgio. prodotti, che sono funzionali oltre che nuovi di zecca, rappresentano una vera alternativa. Sono tra il 30 ed il 70% meno cari rispetto agli apparecchi nuovi e spingono i consumatori a riflettere su un nuovo modo di consumo responsabile.

A pensarci bene, quanti di noi hanno acquistato smartphone o tablet da parenti o amici che sostituivano il loro apparecchio con il modello successivo?

I fondatori Thibaud Hug de Larauze, Quentin Le Brouster e Vianney Vaute sono convinti che i bisogni dei consumatori, in ambito di prodotti elettronici ed elettrici possano essere ugualmente soddisfatti grazie agli apparecchi ricondizionati. Sin dalla sua creazione, Back Market vanta 500.000 clienti in Europa i cui acquisti sono principalmente smartphones e tablets: cio’ si traduce in oltre 175 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici in meno.

In Italia sono presenti dal 2016 e il loro sito internet risulta pulito, professionale, divertente nelle fasi di attesa e rassicurante grazie ad anno di garanzia e supporto online. Addirittura un commento di un cliente del mese di gennaio 2018 definisce la loro assistenza “esistente” dato che “è la prima volta che mi capita che qualcuno si interessi al post-vendita”. Navigando tra le recensioni online ho trovato clienti per la maggior parte soddisfatti, anche se quando si parla di commenti via web bisognerebbe sempre prendere tutto con le pinze, chiedendoci : “ Sarà vero?”.  Il target di clientela sembra principalmente under 45 e molto rapido nelle decisioni d’acquisto.

Sarebbe interessante sapere se in futuro questa filosofia di prodotti ricondizionati potrà essere applicata al mondo dei grandi elettrodomestici a libero posizionamento e a incasso. Sicuramente più difficili da vendere, sicuramente più impegnativi dal punto di vista della gestione di riparazione e magazzino, certamente con una vita più duratura rispetto a quelli elettronici.

E voi, acquistereste una lavatrice, una asciugatrice o un’aspirapolvere ricondizionato e con garanzia?

Photo credit: solotablet.it

Quello che non ho..

Vorrei subito calare l’asso di briscola, di prima mano .

Io ho pochi elettrodomestici.

Li vendo, ma a casa ne ho pochi. Forse perché sono nauseata? Perché la mia famiglia mi ha insegnato così?

Beh fatto sta che fin da piccola,  a casa dei miei genitori abbiamo avuto prodotti di qualità acquistati con la cucina e che sono rimasti gli stessi di oggi, con piccole varianti.

I miei elettrodomestici di oggi seguono poco la moda, devono funzionare senza farmi pensare troppo ed essere fatti di materiali resistenti.

Ecco quindi i miei irrinunciabili prodotti da adulta incasinata:

Lavasciuga Electrolux Rex  con getto di vapore. 

Otto chili di pazienza di lavaggio. Tempistiche accorciate e asciugature saltuarie perché io che vendo elettrodomestici, non mi fido di loro.

Aspirapolvere Miele Cat&dog

Perché so che posso trattarlo malissimo e lui comunque non mi abbandonerà mai. Come un animale domestico fedele, fedelissimo.

Phon Philips

Recuperato dall’appartamento precedente, fa parte della generazione di asciugacapelli senza ioni, senza ceramica, senza diffusore. Davvero anni Novanta.

Vorwerk Bimby

In realtà, lo uso più come frullatore che come impastatore ma ogni tanto l’inverno preparo torte e pizze, quando vengo travolta dallo spirito natalizio. No alla pasta e al riso: tremendi.

Lavastoviglie+piano elettrico in vetroceramica+cappa aspirante+forno elettrico Ikea ( Electrolux Rex base)

Acquistati in blocco con la cucina perché mi conveniva. Tutti modelli base della Rex che fanno il loro lavoro con strutture di qualità e senza fronzoli. Vasca tutta inox, pochi programmi, partenza ritardata e segnale acustico per la lavastoviglie. Piano elettrico con sensore pentola e blocco tasti e selettore touch. Cappa acciaio con filtri inox,lavabili in lavastoviglie e forno ventilato, grill e statico con cottura uniforme.

Frigorifero combinato Ignis grigio

Non è di metallo. È grigio. Un po’ rumoroso ma facile da pulire, capiente nella zona freezer e con grande velocità di congelamento dei prodotti.

Televisore Philips 

Volevamo il modello ambilight ma questo costava di meno e pagare 200€ in più per delle luci , visto il poco uso che ne facciamo mi pareva una cavolata. Ha il Wi-Fi integrato ma è troppa fatica inserire ogni volta la password: ci ingegneremo più avanti.

Telefono cordless Philips 

Recuperato dalla casa di prima è un bel pezzo di design, semplice da usare perché noi non abbiamo le istruzioni, tanti numeri in rubrica e una suoneria che non urta i nervi.

Bollitore Electrolux Rex

Eccezionale amico dell’inverno e delle sterilizzazioni del mio bimbo. Lo avevo già descritto in un post precedente ed è magnifico.

Fine.

Quindi è vera la storia del calzolaio con le scarpe rotte.

Mio papà fino a quattro anni fa aveva la TV a tubo catodico della Mivar con il cassone in legno sul retro. Ora ha una Loewe recuperata da una cliente che la voleva buttare dopo averne acquistata una più grande.

Benvenuti a casa mia, dove non ho tempo per utilizzare gli elettrodomestici ma li conosco tutti come le mie scarpe e li vendo ogni giorno.

Il negoziante in fiera 

La domenica è fatta per riposare, diceva qualcuno.

Io invece sono andata alla fiera annuale del nostro gruppo di acquisto di elettrodomestici, assieme a quel santo di mio marito.

È un appuntamento importante perché ci consente di vedere le novità, cercare di prevedere le tendenze del periodo natalizio e confrontarci direttamente con i rappresentanti delle diverse case produttrici.

Arrivare presto e andarsene prima è una regola fondamentale, sia per poter bere un caffè e una brioche con calma al buffet salutando i colleghi che per organizzare mentalmente il giro di stand  da fare, in modo da ottimizzare le tempistiche.

Io ero arrivata lanciata su Dyson, Miele e Kitchenaid perché sono marchi molto forti, conosciuti perché validi e che hanno lanciato novità importanti nell’ ultimo periodo. Ero pronta comunque a farmi sorprendere da tutti.

Durante i prossimi giorni farò un post dettagliato in cui vi racconterò tutto quello che ho visto. A sensazione posso dire che mai come oggi ho ragionato sulla enorme distanza che separa il negoziante dalla realtà.

Abbiamo davvero poco tempo per informarci, fare ricerca e conoscere bene i prodotti e siamo fuori strada rispetto al monitoraggio delle tendenze. Non sappiamo cavalcare l’onda, forse  perché siamo troppo impegnati a testa bassa a sopravvivere.

Mentre ero allo stand Dyson cercando di informarmi sul nuovo phon , la dimostratrice rispondeva ad un signore dicendo : “sì il phon arriverà verso dicembre, non so dirle se entro Natale o meno perché si figuri che neanche le blogger lo hanno ancora e iniziano a chiederlo anche parrucchieri professionisti.”.  Il signore annuisce e ribatte  : ” chi lo deve ancora avere scusi? È un altro distributore?” .

Ecco. Un filo fuori strada.

In più, quello del rivenditore di elettrodomestici  è un mondo molto maschile. Ne ho avuto riprova quando oggi  tutti i negozianti che conosco erano lanciati su TV e impianti stereo di ultima generazione, cercavano di partecipare al gioco che faceva vincere sconti sui prodotti esposti e mandavano mogli e figlie a farsi fare acconciature agli stand Remington. Ma la mia esperienza mi insegna che quelle che poi in negozio decidono cosa comprare sono le donne. O no?

Mandate mai vostro marito in libera uscita ad acquistare elettrodomestici o piuttosto siete voi a mandarlo per informarsi e avere l’ultima parola?  Non sarebbe importante per chi vende, capire a chi si rivolge?

Riflessione semiseria: non ci sono più le fiere di una volta.

E parlo di una cosa seria come i gadget, signori miei.Magliette, peluche, orologi, gadget di fiere anni novanta che mi portava mio Papà e conservo ancora .

Oggi ero partita alla loro ricerca perché anche mio figlio potesse iniziare la sua raccolta ma son tornata a casa con : cataloghi aggiornati al 2015 , penne a sfera, ricettari dedicati al microonde e palline da tennis imbustate a tre a tre.

Come direbbe Guzzanti: c’è grossa crisi.

 

 

5  parole chiave nel linguaggio degli elettrodomestici

Molto spesso quando si sente parlare di caratteristiche di elettrodomestici capita di vedere utilizzati termini di cui si sa poco il significato preciso.

Ecco qui in parole semplici che cosa vogliono dire.

1. MOTORE INVERTER

L’Inverter è un controllore elettronico che permette di variare la frequenza e tensione della corrente per garantire il massimo rendimento e il minimo consumo a qualsiasi regime/giro di rotazione del motore.  Ad esempio, nel caso dei frigoriferi con questa tecnologia , per mantenere costante la temperatura impostata dall’utente nelle ore notturne, il motocopressore avrà meno bisogno di energia per girare e quindi, variando la sua velocità al regime minimo, avremo meno consumo di elettricità.

Anche per la lavatrice, se il carico massimo è di 8kg e noi ne utilizziamo solo 3kg, il motore avrà meno richiesta di potenza per far girare il cestello e quindi, come nel caso dei frigoriferi vale la stessa proporzione: meno potenza richiesta, meno energia richiesta. Inoltre gli elettrodomestici ci guadagnano in silenziosità perché variando la velocità, varia anche il rumore del motore.

2. NO FROST

Il sistema No Frost, Frost Free, Frostless o sbrinamento automatico è un meccanismo che esegue regolarmente lo sbrinamento dell’evaporatore all’interno di un freezer.

Il meccanismo No Frost riscalda l’elemento refrigerante per un certo periodo di tempo, in modo da sciogliere il ghiaccio che vi si è formato sopra. L’acqua quindi viene raccolta in una vaschetta installata sul compressore, in modo che il calore da esso generato ne velocizzi l’evaporazione.Il sistema viene regolato da un timer meccanico o elettronico: dopo alcune ore di funzionamento del compressore, la resistenza elettrica posta sotto l’evaporatore viene attivata per 15-30 minuti circa.

Nei modelli combinati (freezer/frigorifero) dotati di sistema No Frost l’aria privata di umidità viene inviata dal freezer allo scompartimento del frigorifero, in modo che anche al suo interno non si formi condensa e che i cibi vengano conservati meglio.

3. POMPA DI CALORE

Si parla di pompa di calore solitamente in due casi: asciugatrici e condizionatori d’aria a installazione fissa. Questo meccanismo è in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa ad una sorgente a temperatura più alta, utilizzando differenti forme di energia, generalmente elettrica.

Il meccanismo per i condizionatori fissi è solitamente quello aria-aria, che estrae calore dall’aria e lo riversa all’interno o all’esterno di un edificio, a seconda della stagione. D’estate ad esempio, cambia la direzione del flusso di calore: il liquido refrigerante evapora nel radiatore interno e condensa nel radiatore esterno. L’aria interna viene inoltre deumidificata.

Tanti pensano nel caso delle asciugatrici,  che ci sia differenza tra modelli a condensazione e a pompa di calore. In realtà tutte le asciugatrici sono a condensazione , vale a dire che l’aria passa attraverso un condensatore, dove viene deumidificata. Nelle asciugatrici dotate di pompa di calore il funzionamento sarebbe come quello di un condizionatore impostato sulle temperature invernali: l’aria esterna viene immessa all’interno della macchina, riscaldata, immessa nel cesto per poi passare nel condensatore.L’acqua condensata viene raccolta in una vaschetta oppure scaricata all’esterno tramite un tubicino in gomma.

4. FILTRO HEPA

Con il termine filtro HEPA (dall’inglese High Efficiency Particulate Air filter) si indica un particolare sistema di filtrazione ad elevata efficienza.

È composto da foglietti filtranti di microfibre che hanno il compito di bloccare le particelle solide, generalmente quelle dell’aria. Le particelle solide possono essere infatti nocive per la salute.

Solitamente viene utilizzato soprattutto negli aspirapolvere e scope elettriche  per ridurre al minimo la dispersione di allergeni e acari nell’ambiente durante il processo di aspirazione.

5. DAB/DAB+

Il Digital Audio Broadcasting (DAB), dalla lingua inglese diffusione audio digitale, è uno standard di radiodiffusione digitale che permette la trasmissione sonora di programmi radiofonici con qualità paragonabile, nella sua ultima versione (DAB+), a quella di un compact disc.

Normalmente, quando si parla di DAB+ , si fa riferimento alla nuova tecnologia della ricezione radiofonica: un po’ simile a quello che è successo anni fa con l’introduzione e passaggio al digitale delle trasmissioni televisive. Ora infatti, negli autoradio, hi-fi e stereo dotati di tecnologia DAB+, si possono ascoltare molti più versioni della stessa emittente ad esempio canali a musica dedicata o programmazione posticipata di un’ora. Nel complesso, la trasmissione DAB+ presenta alcuni vantaggi rispetto a quella analogica, come  la minore influenza o assenza di interferenze sul segnale, la ricerca automatica della stazione in funzione della posizione del ricevente.

Nel febbraio 2016 il 70% della popolazione italiana è raggiunto da un segnale outdoor (al di fuori degli edifici) DAB+, con una copertura concentrata nel nord Italia e nelle grandi città, mentre nel 2017 è previsto il raggiungimento di una copertura nazionale del 90%.

A+++

 

Spesso quando si acquistano elettrodomestici nuovi , si cerca di fare attenzione al portafoglio e anche all’ambiente, scegliendo prodotti di tripla classe A+ . Ma cosa vuol dire?

L’energy label, come è chiamata all’estero e’ una unità di misura dei consumi degli elettrodomestici , normata dall’Unione Europea, indicante i consumi annuali in kWh assieme ad altre voci significative, diverse per tipologia di prodotto.

Ecco in cinque punti, le cose da sapere quando si legge l’etichetta energetica di un elettrodomestico .

1) Vecchio e nuovo

le classi vengono riviste ogni tot anni . La classe A di una volta ora è la Z.  Se oggi si sostituisce un forno e il frigorifero e’ classe A+++ dell’anno 2003, non si deve pensare sia la stessa cosa.

2) Mai fermarsi alle apparenze

E’ buona cosa leggere tutta l’etichetta senza fermarsi alla freccia nera in alto indicante A+++. Spesso è meglio acquistare  una lavatrice con la scritta generica  A++  e giri di centrifuga in classe A , di una macchina con tripla classe A e indicante classe B di centrifuga.

3) L’unica cosa che conta

Se per noi è importante la silenziosità perché abbiamo il sonno leggero o abitiamo in un condominio, osserveremo bene i valori dell’icona dei decibel e non quelli dell’efficacia di asciugatura .

4) Teoria  e pratica

Bisogna capire che i consumi variano molto a seconda dall’utilizzo che ne facciamo. Se scegliamo  il programma ecologico e’ possibile far funzionare lavastoviglie e lavatrice assieme all’aspirapolvere a tutta potenza, utilizzando appieno . Se invece selezioniamo sempre cicli di lavaggio brevi, che consumano molta energia, e’ possibile avere qualche sorpresa.

5) Il sacro e il profano

Se si hanno forno e frigorifero da 25 anni e si acquista una lavastoviglie nuova tripla classe A, sarà difficile vedere un calo drastico dei consumi elettrici in bolletta o evitare di superare i kilowatt standard facendo saltare il salvavita.

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Online e Offline

In questi anni abbiamo assistito al fenomeno degli elettrodomestici venduti online e posso assicurare che è sempre più difficile trovare qualcosa da dire quando il cliente chiede: ma perché costa così tanto acquistandolo da voi e così poco se lo compro online?

Io stessa ieri ho alzato le braccia e mi sono arresa. Se ci si informa su Internet, si sta attenti a non farsi prendere dall’entusiasmo del momento e si acquista qualcosa che DAVVERO ci serve, si monitorano le spese di spedizione e ci si assicura che sia un prodotto su cui l’assistenza ufficiale risponderà: non ci sono obiezioni da poter fare.

Quello che possiamo fare noi è consigliare le marche, poter dire qualche retroscena della produzione del prodotto, qualche trucco per l’utilizzo ma è ormai evidente che si sta andando sempre più nella direzione dell’autosufficienza d’acquisto, come la chiamo io.

Navigando sui forum si riesce a farsi una idea di come funziona un prodotto e se va meglio rispetto ad un altro. In tanti poi utilizzano la tecnica del venire in bottega a chiedere informazioni per poi acquistare su Internet e noi cerchiamo di difenderci come possiamo, dare meno informazioni, far tornare il cliente più volte per evitare di perderlo .

Il lavoro del commesso e del piccolo negozio di elettrodomestici quindi è finito?

Io penso che il futuro sia la consulenza in generale: fatta da persone davvero preparate e che aiutino il cliente a districarsi nella giungla di prodotti e promozioni, controllando i prezzi online e offline, dando supporto nel post vendita specialmente nei rapporti con l’assistenza.

Voi cosa ne pensate? Avete acquistato già qualche prodotto del genere online?

Come vi siete trovati?

Io intanto torno a controllare quali sono i migliori siti di online shop per elettrodomestici .

 

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