Gli elettrodomestici ideali per i nostri pavimenti.

Se ne sentono di tutti i colori riguardo alla pulizia dei pavimenti: scope a vapore usate ovunque, detergenti aggressivi o bio, spazzole sbagliate, lucidatrici e i famosi aloni che non scompaiono mai. Per questo motivo ho chiesto a Rita di “Edilizia Roscini”, che di pavimenti e materiali decisamente se ne intende, un parere su come si possono pulire efficacemente le più comuni tipologie.

Ecco il suo testo e i suoi consigli.

Pavimento in laminato

  • Come è fatto

Il laminato si ottiene dalla composizione di più strati in diversi materiali. L’ultimo è costituito da un sottile film trasparente che funge da protezione.

  • Come si pulisce

Per la pulizia quotidiana è sufficiente usare l’aspirapolvere ma non a setole dure perché graffiano lo strato protettivo) e panni in microfibra.

Per una pulizia più profonda, si può usare un panno da pavimenti ben strizzato con detersivo neutro.

  • Cosa non fare

Siccome il laminato teme l’umidità, non bisogna usare panni da pavimento troppo bagnati né gettare acqua direttamente sul pavimento. No assoluto anche alla pulizia a vapore.

Pavimento in parquet

  • Come è fatto

Che sia massello o prefinito, è sempre costituito da legno naturale e come tale, non ama l’umidità.

  • Come si pulisce

Per la pulizia quotidiana è sufficiente usare una scopa con frange oppure un aspirapolvere o scopa elettrica con spazzole per parquet o anche salviette elettrostatiche.

Può anche essere lavato ma con panno ben strizzato e con l’utilizzo di detergenti secondo l’indicazione del produttore  del parquet.

  • Cosa non fare

Anche il parquet teme l’umidità e quindi non bisogna usare panni da pavimento troppo bagnati né gettare acqua direttamente sul pavimento.

Non è indicato l’uso di detergenti schiumosi, acidi, corrosivi, abrasivi che ne intaccherebbero la finitura superficiale. No assoluto anche alla pulizia a vapore.

Pavimento in graniglia- cementina- pastina

  • Come è fatto

Sono prodotti costituiti da due strati, di cui l’ultimo, molto sottile, è quello di finitura. Trattandosi di materiali composti con cemento, polveri minerali, marmo in grani ecc, tendono per loro natura, ad assorbire e quindi hanno bisogno di uno strato di cera superficiale.

  • Come si puliscono

Per la pulizia ordinaria si può usare scopa e panno morbido o aspirapolvere in tutte le sue varianti. Sarebbe meglio passarlo tutti i giorni, quindi anche un robot aspirapolvere potrebbe essere l’ideale per evitare che si depositino residui che potrebbero macchiare la superficie.

Periodicamente andrebbe ripristinato lo strato di cera protettiva.

  • Cosa non fare

Non usare mai prodotti acidi, disincrostanti, detergenti anticalcare o comunque troppo aggressivi. Sconsigliata la pulizia con vapore perché potrebbe intraccare lo strato protrttivo di cera.

Per avere ulteriori informazioni o parlare con Rita e saperne di più ecco il link al loro sito Internet con i contatti: https://www.ediliziaroscini.com

La prima volta degli elettrodomestici.

In direct su Instagram mi hanno fatto una domanda, qualche giorno fa,  mi chiedevano cosa è giusto fare appena arriva in casa un nuovo elettrodomestico. L’ho trovata molto interessante e proprio per questo ho deciso di fare un piccolo post a riguardo.

Se ve li installa il tecnico di un punto vendita non dovreste avere problemi: è buona norma testare il corretto funzionamento e fare il primo avvio in vostra presenza.

Nel caso invece aveste fatto da voi, ecco cosa fare con gli elettrodomestici più comuni.

LAVATRICE

Una volta installata e seguito il menu fare un lavaggio ad alta temperatura, 90 o 60 gradi con poco detersivo. L’odore di plastica se ne andrà e il cestello sarà igienizzato. Molti nuovi modelli hanno già di default il programma di avvio  che non vi fa partire la lavatrice se prima non fate un lavaggio a vuoto ad alta temperatura. 

LAVASTOVIGLIE

Anche per  la lavastoviglie, dopo averla installata è necessario un lavaggio “di prova”.  Inserite detersivo, sale e brillantante. Selezionate il programma più ad alta temperatura, generalmente 75 gradi o comunque quello con la dicitura “Intenso” o l’icona di pentole e piatti assieme. Nei modelli più performanti è anche possibile selezionare il livello di durezza dell’acqua del vostro comune di residenza, nel caso lo sapeste è importante inserirlo per avere una ottimale gestione del detersivo e risultati perfetti. 

FORNO

Personalmente non ritengo necessario usare un detergente specifico già dal primo utilizzo ma so che l’odore di plastica del forno nuovo può  infastidire molto. Io consiglio sempre di pulire leggermente l’interno con acqua e aceto di mele; dopo aver risciacquato bene, avviare il forno in modalità ventilata senza toccare i gradi di temperatura.

FRIGORIFERO

La pulizia del frigorifero nuovo è semplice perchè è sufficiente inserire in lavastoviglie i balconcini e i ripiani oppure lavarli a mano velocemente con poco detersivo. Il vano interno si può pulirlo in maniera leggera con acqua e aceto, come nel caso del forno. La pulizia del frigorifero nuovo è comodo farla mentre si aspetta che il gas refrigerante si stabilizzi: infatti non è consigliabile mettere l’elettrodomestico  subito in funzione ma aspettare  qualche ora prima di allacciarlo alla corrente.  

PIANO A INDUZIONE

Il piano a induzione, non mi stancherò mai di ripeterlo, si rovinerà e lo farà quando meno ve lo aspettate. Sarà un granello di zucchero o di sale sul fondo di una pentola, spostata da una zona di cottura all’altra,  a tradirvi e non ci sono rimedi miracolosi. La prima pulizia è sufficiente farla con un panno bagnato ma è ancora più importante verificare il funzionamento.  Prendete una pentola alta di quelle per la pasta e mettetela a bollire sui fuochi alla massima potenza, uno alla volta. 

ASCIUGATRICE

Sempre valido per togliere l’odore di plastica e la polvere di fabbrica, passare un panno umido con pochissimo detersivo all’interno del cesto, quando la portate a casa. Poi è sufficiente farla funzionare a vuoto, selezionando un ciclo di asciugatura a freddo e se il vostro modello lo prevede magari un ciclo con aggiunta di vapore per poi lasciare aperto l’oblò ad asciugare.

CAPPA ASPIRANTE

Appena acquistata una cappa aspirante assicuratevi di rimuovere tutta la pellicola. Spesso ci sono clienti che si lamentano perchè la loro cappa è azzurra o nera e non acciaioli : in realtà quella è proprio pellicola protettiva per l’acciaio quindi dovete rimuoverla per bene. Fate la cosiddetta “Prova del foglio” , tenendo un foglio bianco in mano subito sotto i filtri antigrasso e azionando la cappa fino ad arrivare al massimo della potenza. Se il foglio resta attaccato ai filtri, grazie al flusso d’aria, allora non ci sono problemi e i fumi saliranno. Per evitare che la polvere di fabbrica dei filtri antigrasso vada nelle nostre pentole è sufficiente staccarli e inserirli in lavastoviglie. Mi raccomando, in questo caso sto parlando dei filtri antigrasso in metallo e non di filtri a carboni attivi ( dischi neri che fanno un rumore come di maracas) o filtri in lana di roccia.

Lessico congelato.

Spesso utilizziamo termini di cui ignoriamo il reale significato, ripetendo quel che sentiamo dagli altri e non comprendendo i vantaggi che possono portare alla nostra vita, impedendoci di scegliere con consapevolezza.

Tutto questo accade anche con gli elettrodomestici e in maggior misura con il frigorifero. Volete saperne qualcosa di più? Ecco spiegati in maniera molto semplice, alcuni termini tra i più comuni e un consiglio speciale sui modelli ad incasso.

LE STELLE DEL CONGELATORE
Molti guardano solo l’etichetta energetica ma pochi sanno cosa significano le stelle del congelatore. Dovete sapere che il periodo per il quale è possibile mantenere nel freezer un alimento congelato, dipende anche dalle stelle che vedete su libretto d’istruzioni e scheda tecnica interna all’apparecchio. A ogni stella corrisponde una temperatura di conservazione di – 6 gradi. Così ad esempio se sull’apparecchio sono stampate due stelle significa che la temperatura raggiunta nel vano è di -12°C. La minima temperatura che bisogna avere per conservare a lungo i cibi è quella garantita dalle tre stelle , ovvero a -18°C. perchè viene impedita la proliferazione batterica. Per congelare i cibi freschi è necessario invece avere un congelatore che abbia almeno 4 stelle , in grado di garantire una temperatura anche di -25°C , per portare in breve tempo a congelazione, eventuali alimenti freschi introdotti.

NO FROST
Detto anche sbrinamento automatico, è una tecnologia che evita la formazione di brina, soffiando aria fredda all’interno di frigorifero e congelatore per ridurre l’umidità ed evitare l’accumulo di ghiaccio. Oltre a ridurre lo spazio nel congelatore, l’accumulo di ghiaccio fa lavorare di più l’elettrodomestico quindi il No Frost fa anche risparmiare energia elettrica. Da non confondere però con la ventilazione perchè quella è solo nel vano frigorifero.

VENTILATO
Questa caratteristica fa in modo che l’aria circoli in maniera uniforme in tutto il frigorifero e la temperatura sia la stessa in ogni zona. Si capisce anche osservando bene l’interno del vano, dalla presenza di una piccola ventola che funziona ciclicamente. Non vale più quindi il consiglio delle nonne che diceva di posizionare i cibi su ripiani differenti per conservarli meglio: con questa caratteristica abbiamo identica temperatura a ogni livello.

ZONA ZERO GRADI
Chiamata in diversi modi a seconda delle case produttrici è un cassetto dedicato a carne, formaggi, pesce e verdura a umidità controllata. In questo modo si conservano più a lungo e si evita la formazione di muffe, oltre al fastidioso “effetto gomma da masticare” di carote e zucchine.

FUNZIONE VACANZE ( HOLIDAY)
Chiamata anche funzione Holiday è una funzione che permette, nei frigoriferi con display di controllo temperatura digitale, di escludere il funzionamento del frigorifero da quello del congelatore. In questo modo si evitano incidenti quando andiamo via di casa per tanto tempo.

CERNIERA PIATTA AUTOPORTANTE
E’ una questione che viene sollevata solitamente in fase di sostituzione di un frigorifero ad incasso, nel caso ci si appoggi a un mobiliere o architetto d’esperienza invece se ne parla in fase di scelta. La tecnica delle cerniere autoportanti prevede che l’anta del mobile della cucina sia fissata alla porta dell’elettrodomestico. In caso di sostituzione è un pò complicato perchè con l’andare del tempo, l’anta del mobile potrebbe subire modifiche e rendere difficoltoso fissare negli stessi fori, un modello di frigorifero nuovo.

CERNIERA A TRAINO
La cerniera a traino invece prevede l’anta del mobile già fissata direttamente alla colonna tramite cerniere e collegata alla porta del frigo tramite una rotaia di scorrimento: in caso di sostituzione quindi è sufficiente collegare le cerniere del frigorifero nuovo, all’anta del mobile. L’ unica azienda produttrice che spiega sul suo sito, questa fondamentale differenza è Liebherr. I miei complimenti, per i vostri prodotti e anche per la cura di questi dettagli.

CONSIGLIO: L’INCASSO DEVE FARE L’INCASSO.
Molte soluzioni di architetti o semplicemente fortemente volute dai clienti prevedono di inserire in nicchie o in mobili su misura, dei frigoriferi da libero posizionamento. La vita del vostro elettrodomestico si accorcia di molto perchè non esiste adeguata ventilazione, anche se il vostro mobiliere prevede delle griglie in alto o in basso. Se il fattore è puramente estetico si può benissimo risolvere con ante in acciaio, acquistabili a parte come accessori o di diversi materiali e colori, a seconda della casa produttrice.

Lavastoviglie e risparmio energetico

Siamo arrivati al terzo appuntamento per capire come leggere le etichette energetiche degli elettrodomestici.

Si potrebbe pensare che per la lavastoviglie valgano più o meno gli stessi criteri di misurazione della lavatrice ma non è così.
Il consumo annuale di energia è calcolato in una prova di 280 cicli di lavaggio con programma standard per stoviglie normalmente sporche, a pieno carico. Il calcolo tiene conto anche del consumo nelle modalità “spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i piatti lavati.
Il consumo annuale di acqua e la classe di efficienza energetica di asciugatura sono determinati per lo stesso ciclo di lavaggio.
I pittogrammi invece stanno ad indicare:
• il consumo annuo di acqua calcolato per 180 lavaggi, in litri 
• la classe di efficienza di asciugatura, su una scala da A a G 
• la capacità nominale di carico per il programma standard, in coperti 
• il rumore emesso per il programma standard, in decibel. 
L’efficacia di lavaggio non è più indicata sull’etichetta perché tutte le lavastoviglie possono essere immesse sul mercato comunitario solo se hanno una efficienza di lavaggio classe A.

Consigli

  • Acquistate un modello che abbia la possibilità di allaccio diretto al rubinetto di carico dell’acqua calda, in modo da abbreviare i tempi di riscaldamento e di durata generale dei programmi di lavaggio.
  • Inserite sempre il brillantante direttamente nella lavastoviglie perchè riduce i tempi di asciugatura e viene dosato a seconda del programma che utilizzate, evitando residui su bicchieri e piatti , come invece può succedere con le pastiglie o le capsule molli.
  • Inserite sempre il sale apposito per lavastoviglie, senza rimedi “fai da te”: la fa vivere più a lungo e combatte i residui di calcare.
  • Utilizzate spesso programmi ecologici e non fatevi spaventare dalla durata: più è lunga, meno energia viene utilizzata.

In foto: lavastoviglie ad incasso a scomparsa totale KitchenAid

I 5 comandamenti per la scelta dell’elettrodomestico.

L’Internet è pieno zeppo di articoli che consigliano questo o quel prodotto, forum, blog, pagine e gruppi Facebook .

Nel momento del bisogno però la confusione è grande, si rischia di ascoltare la campana sbagliata o di rispondere al richiamo di quel prezzo scontatissimo e se quella lavatrice costa così, magari chiediamoci il perché!

Scommetto però che nessuno vi ha mai detto queste cinque cose, sappiate che valgono per la scelta di qualsiasi elettrodomestico, dal piccolo al grande.

1. Quello che vi consigliano gli amici non sempre è adatto a voi.

Avete presente come funziona in amore? Abbiamo tutti abitudini e gusti diversi quindi sappiate che quel che non va bene agli altri, magari è perfetto per voi. Non esiste una regola generale.

2. Se vi sembra di aver fatto un affare, spesso un motivo c’è .

Fate molta attenzione quando cercate un elettrodomestico e lo trovate a prezzo stracciato.  Non pensate di  essere l’eccezione alla regola perchè potrebbe essere un modello fuori produzione ( quindi se si dovesse rompere i pezzi di ricambio potrebbero non esistere più) , venduto da siti poco affidabili o con spese di spedizione elevate.

3. Assicuratevi che l’assistenza tecnica della casa produttrice sia nelle vicinanze di casa.

Proprio parlando di assistenza , vi stresserò all’infinito consigliandovi di informarvi sempre su quanto dista da casa vostra il tecnico ufficiale e ricordatevi del costo dei diritti di chiamata. Siate gentili con i tecnici e pensate sempre che, se vi sembra costino tanto è perchè sanno fare un lavoro che voi non sapreste fare e operano su macchinari complicati, un pò come fossero i chirurghi delle lavatrici.

4. La leggerezza dei materiali di costruzione non è sempre un vantaggio.

Sento molto spesso la parola “leggero” nelle richieste della clientela ma non sempre si tratta di un pregio. A volte un elettrodomestico con delle componenti più pesanti riesce a fare meglio la propria funzione, evitandovi sforzi inutili. Ad esempio con un ferro da stiro dotato di spessa piastra in acciaio, non è necessario premere a fondo sui capi, solo spostare il ferro avanti e indietro, anche solo con un dito. Ci avevate mai pensato?

5. Non gettate il prodotto usato dove capita.

Ricordatevi sempre di verificare come smaltire il vecchio elettrodomestico nel vostro comune di residenza. I materiali con cui è stato costruito possono essere tossici e nocivi per l’ambiente quindi è importantissimo non gettarli nel primo cassonetto ma conferirli nel centro di raccolta ufficiale oppure chiedere al punto vendita se procede al ritiro dell’usato.

5 cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso

Se negli anni Ottanta e Novanta la tendenza era quella di inserire il frigorifero nella mobilia della cucina, adesso stiamo assistendo al grande ritorno del libero posizionamento, sia per quanto riguarda i frigoriferi che per tutti gli altri elettrodomestici. Il modello Fab di Smeg ne è l’esempio per eccellenza.

Ma spesso chi acquista casa oggi, la trova già arredata e la cucina è la nota dolente. Alcuni lo chiamano frigorifero ” ad incastro” , perché in effetti è inserito nella mobilia della cucina ma il suo nome corretto è “frigorifero ad incasso” o “built-in”.

Quando si tratta di arredarne una, spesso arriviamo talmente esasperati  e bombardati da mille informazioni, che finiamo per affidarci completamente e rischiare di prendere la prima soluzione che ci viene proposta.

Ci accorgiamo della sua esistenza e delle sue caratteristiche solo quando inizia a dare i primi problemi, vero?

Ecco allora le cinque cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso.

  1.  ETICHETTA ARGENTO.  Fotografate l’etichetta argento o bianca che è posta all’interno del vano frigorifero, generalmente a metà altezza o ai lati del cassetto verdura. In questo modo potrete cercare in Internet gli schemi d’incasso del vostro modello ed eviterete di stressarvi con il metro, rischiando di dare misure errate a chi dovrà sostituirlo.
  2. TIPOLOGIA DI CERNIERE DELL’ANTA. Verificate o fotografate la tipologia di cerniere di apertura dell’anta del frigorifero. E’ possibile che siano fisse o a scorrimento ed è un’altra informazione da dare al venditore perché possa sostituire il vostro modello con il minore impatto possibile sulla vostra mobilia.
  3. COMBINATO O DIVISO IN DUE? Il vostro frigorifero è separato dalla parte freezer? Ci sono alcuni modelli che possono sembrare combinati ( ovvero parte frigo + congelatore unite) ma sono invece due elettrodomestici separati. In questo modo potreste dover cambiare solo la parte che non funziona più.
  4. COLLEGAMENTO ELETTRICO. Controllate che l’installatore non tagli i fili elettrici “per comodità” ma vi sia una presa di corrente a muro a norma, in questo modo non incorrerete in futuro in pericolosi sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare l’elettrodomestico.
  5. NO A SOLUZIONI FAI DA TE. Non pensate di poter inserire un frigorifero da libero posizionamento nel vano della mobilia dove prima stava un frigorifero ad incasso. E’ una soluzione che va ad accorciare la vita del frigorifero a causa della scarsa ventilazione. Molto spesso sarete poi costretti a tenerlo spostato dal fondo della parete per via dell’apertura della porta: il modello da posizionamento libero, infatti necessita di qualche centimetro in più di agio. Ci sono poche case produttrici che realizzano le porte ” a filo”, ovvero che anche da aperte restano in linea con l’ingombro del corpo del frigorifero.

 

 

 

 

 

 

 

Perché il detersivo fatto in casa non va bene per la lavatrice.

Ci sono quattro elementi fondamentali per ottenere un tessuto pulito: acqua, enzimi, tensioattivi e sfregamento.

Le ricette di detersivi home-made per la lavatrice, di solito sono costituite da tre cose: addolcitori come borace, soda o bicarbonato di sodio (che in realtà non ammorbidisce in modo del tutto efficace la durezza dell’acqua); sapone di Marsiglia in versione grattugiata o fusa; smacchiatori. Due su tre di queste categorie sono in realtà elementi ragionevoli da aggiungere al vostro bucato. Infatti molti detersivi commerciali contengono addolcitori per contrastare la durezza dell’acqua ed impedire ai minerali di depositarsi sui tessuti, dato che questi ultimi costituiscono il maggior ostacolo per la sua pulizia.

 Perché i detersivi fatti in casa possono danneggiare lavatrice?

Gli elettrodomestici sono progettati per lavorare con detergenti specifici, formulati per pulire capi delicati risciacquando senza lasciare residui, anche con una minima quantità di agitazione o attriti. Il sapone invece non è fatto per pulire i tessuti e anche in piccole quantità si attacca facilmente ai vestiti e non riesce ad essere rimosso efficacemente da una macchina. Con il tempo, tale residuo si accumula sempre di più e quando i residui di sapone restano bloccati nei vestiti intrappolano batteri e sporcizia, facilitando il deposito di calcare dell’acqua stessa.

I residui di sapone inoltre possono andare a danneggiare la lavatrice nel corso del tempo. Pensate ad esempio a quando fate il bagno nella vasca e scaricate l’acqua una volta usciti. Tutti vediamo il segno del residuo di schiuma di sapone tutto intorno alla parte interna della vasca, che resta lì finché noi non lo puliamo. Ebbene la schiuma del detersivo home-made si infila nella vostra lavatrice in parti fondamentali per il suo funzionamento, che non si possono raggiungere per una pulizia quotidiana: in questo modo ci si assume un grande rischio, considerando che lavatrice e lavastoviglie sono comunque un grosso investimento economico. Tutte le sue guarnizioni in generale si possono seccare velocemente, si possono danneggiare le parti in plastica, creare grumi che ostruiscono scarichi e filtro corrodendo anche l’acciaio, inoltre tutti i componenti a contatto con l’acqua evidenzieranno depositi di calcare o addirittura alghe, dato che non sono presenti gli enzimi anticalcare .

A me nello specifico viene sempre in mente il paragone con l’olio di colza utilizzato come carburante per le automobili per risparmiare.  E’ vero, nel breve periodo funziona. Ma a che prezzo? L’auto inizia ad avere grossi problemi e si rompe molto più in fretta e tutto quello che avremo risparmiato in carburante, lo spenderemo nel sostituirla.

L’uso del detersivo in commercio quindi, come il suo corretto dosaggio, assicurano un buon lavaggio, il rispetto delle fibre/colore dei capi e proteggono i componenti della lavatrice.

Ecco le prove!

Qui potete vedere perché il detersivo fatto in casa non funziona.

E’ un sito americano che parla di pulizia della casa ed elettrodomestici.

Le immagini sono foto reali di persone che hanno utilizzato detersivo fatto in casa per circa un anno e hanno accettato di far parte dell’esperimento. Sono state invitate a mettere in ammollo i vestiti puliti che avevano nei cassetti e negli armadi: il risultato lo potete vedere da voi.

Non tessuti colorati ma per lo più lenzuola e asciugamani bianchi messi in ammollo in una miscela altamente concentrata di agenti rimozione di minerali, che allentano la presa del sapone e della sporcizia sul bucato. Lasciati in ammollo nella soluzione per quattro ore, il risultato è stato impressionante: un’acqua di colore nero-verdastra. Ma da dove veniva tutta quella roba? Era nascosta nelle fibre dei lenzuola e asciugamani.

Ci sono anche le istruzioni per fare le prove con i vostri capi per vedere  il risultato.

Se non siete ancora convinti , qui potete invece osservare il test scientifico con la rilevazione dei residui su campioni di tessuto lavati con detersivo home-made e detersivo commerciale.

L’importanza dei colori

“Non c’è di un altro colore?” è la domanda che ogni commesso teme perché sa benissimo che la tinta che di lì a poco il cliente dirà, non sarà sicuramente disponibile.

Se pensate che il mondo degli elettrodomestici possa essere esente da domande di questo tipo, vi sbagliate.

Una signora proprio oggi mi ha chiesto : “Ma gli aspirabriciole devono proprio farli di questi colori qui? Non possono farli tutti bianchi o grigi più sottili, visto che sono brutti?”.

Viva la sincerità!

Può sembrare una questione molto frivola ma dalla mia esperienza, il cliente non ama molto le mezze misure. Spesso vengono scelti modelli di colore bianco, grigio o con tinte molto tenui per farli “scomparire” alla vista, oppure prodotti dai colori molto accesi per dare carattere agli interni.  Gli elettrodomestici con abbinamenti di colore vengono scartati a priori.

Quando si arreda una cucina infatti, la maggior parte di noi non si informa molto sulle caratteristiche tecniche specifiche di ogni elettrodomestico, ma stremato da trattative economiche e problemi di montaggio finisce per dare uno sguardo d’insieme, in modo che gli elettrodomestici siano esteticamente coordinati con la mobilia scelta.

Per quanto riguarda il locale lavanderia, su social media, riviste specializzate e siti web d’arredamento impazzano soluzioni per nascondere lavatrice e asciugatrice con mobiletti, tende ad anelli, angoli in muratura. Questo forse è dovuto al fatto che le lavatrici e asciugatrici bianche, non porcellanate, dopo un pò di anni tendono a ingrigire e ingiallire, pur funzionando ancora egregiamente.

E’ un peccato perché la maggior parte delle scelte sbagliate e dei soldi spesi male avvengono proprio a causa della nostra stanchezza, delle spese impreviste che siamo costretti a sostenere e per colpa del senso estetico, che a volte prevale su quello pratico.

Il mio servizio di consulenza sugli elettrodomestici è stato creato appositamente per evitare errori di valutazione e spese inutili, in una fase di stress come quella degli arredi interni della casa.

Cliccando su  “Portfolio”, sarete rimandati alla pagina interna del blog dove sono raccolti i miei migliori lavori di consulenza realizzati fino ad ora e se avete domande o dubbi , nella sezione “Contatti” trovate tutti i riferimenti.

La  pagina Facebook e profilo Instagram  vi terranno aggiornati sui miei movimenti e sulle novità del mondo degli elettrodomestici.

Do you know “Macchiatone”?

Cosa c’entra l’immagine di uno spritz in Piazza dei Signori a Padova?

Ho riscritto l’inizio di questo post perché un commento ad un mio post di Instagram mi ha illuminata. Abbiamo tutti gusti differenti riguardo al caffè e ogni regione italiana ha un tipo di caffè che la rappresenta: questo ragionamento vale anche per altri tipi di bevande che, se non vengono consumati nel loro luogo di origine, spesso diventano tristi imitazioni. Vi faccio un esempio per farmi capire meglio.

Ho studiato tre anni all’Università di Padova e quando mi sono trasferita a Milano per continuare il mio percorso con la laurea specialistica ho subìto due tipi di trauma.

Il primo riguarda l’aperitivo, dove lo spritz non aveva l’oliva ed era dolcissimo e strapieno di cubi di ghiaccio. Sacrilegio.

Il secondo invece riguarda proprio il caffè perché a Milano, il concetto di “macchiatone” non esiste.

Mi ricordo ancora il bar in zona San Babila dove, alla mia richiesta di  ” Buongiorno! Un macchiatone, per favore!” la risposta è stata un: ” Prego?!” . Non perché non avesse sentito quello che gli avevo detto ma proprio perché non sapeva cosa prepararmi. Non si tratta di latte macchiato, non si tratta di cappuccino, non si parla di caffè macchiato: il macchiatone è una cosa a sè. Detto questo mi sono avventurata nel provare a trovare una macchina del caffè che possa riprodurre abbastanza fedelmente il macchiatone veneto.

Partiamo subito dal presupposto che, senza dover versare il latte in maniera separata dalla produzione del caffè,  non è possibile gustarne uno davvero buono. In questo modo poi possiamo gestire la qualità e la quantità di latte che vogliamo e in alcuni casi anche la temperatura ideale.

Ecco tre aiutanti davvero valide, una per ogni sistema diverso di preparazione del caffè. Se cliccate sul loro nome si aprirà il link diretto con immagine e possibilità di acquisto al miglior prezzo.

GRANI

Saeco PicoBaristo HD8925/01

  • Macine in ceramica che assicurano una macinatura uniforme, duratura nel tempo e non surriscaldano i chicchi
  • Filtro AquaClean, previene la formazione del calcare e blocca le impurità dell’acqua; fino a 5000 tazze* senza bisogno di decalcificare
  • Personalizzazione: lunghezza caffè regolabile, 5 intensità di aroma, 10 impostazioni di macinatura, 3 livelli di temperatura
  • Dall’espresso al cappuccino 11 specialità in un tocco
  • Caraffa latte integrata
  • Display LED intuitivo e finiture in acciaio inossidabile
  • *Basato su 8 sostituzioni del filtro come indicato sulla macchina, il numero effettivo di tazze dipende dalla varietà di caffè selezionata, dai programmi di risciacquo e di pulizia

Prezzo ufficiale consigliato al pubblico di 829 euro . Anche se sul link a cui vi invio al momento costa di meno.

MACINATO

DeLonghi EC860M

  • Macchina per il caffè espresso e cappuccinatore
  • Sistema Automatic Cappuccino e latte regolabile
  • corpo interamente in acciaio inox
  • 2 sistemi di riscaldamento Thermoblock
  • nuovo portafiltro professionale con sistema crema per caffè in polvere e cialde E.S.E.
  • 15 Bar
  • Energy Saving con sistema stand by.

Prezzo consigliato al pubblico euro 350

CAPSULE

LAVAZZA Fantasia

  • Regolazione quantità crema per selezionare il livello di crema di latte desiderato tra 3 possibilità
  • Touch control; interfaccia touch
  • Funzioni ricette latte; per selezionare 3 possibili tipologie di ricette
  • Spegnimento automatico dopo 9 minuti
  • Capacità del serbatoio: 1,2 lt
  • Potenza 1200 Watt

Questo modello viene venduto SOLO ONLINE a 139 euro.

Foto credit: b-Line.it

I principali inconvenienti della lavatrice

Spesso i clienti vengono a chiederci informazioni riguardo a inconvenienti e anomalie della loro lavatrice, ancor prima di chiamare l’assistenza tecnica. E’ una buona soluzione perché a volte basta davvero poco per individuare il problema.

Ecco alcuni segnali che qualcosa non va e la parte della lavatrice che ne è responsabile o che dovreste verificare.

La colpa è del motore elettrico o del condensatore se :

  • la lavatrice centrifuga soltanto e non gira durante il lavaggio e si sente rumore.
  • la lavatrice lava soltanto, si sente un ronzio e non centrifuga mai.
  • la lavatrice lava normalmente ma quando centrifuga fa un forte rumore.
  • la lavatrice non riesce né a lavare né a centrifugare

 

Perdita d’acqua dall’oblò.

Controllare la guarnizione e verificare se è rotta o sporca, oppure c’è panno o acchiappacolore incastrato.

Perdita d’acqua dal cassetto detersivo.

Avete inserito troppo detersivo? In questo caso è necessario solo pulire il cassetto. Altra causa potrebbe essere una eccessiva pressione dell’acqua, provate a verificare.

Rumore durante il funzionamento

Può essere causato da parti metalliche dei capi , verificate che non ci siano i classici ferri del reggiseno, monete o altro all’interno dell’oblò. Se vi risulta tutto negativo potrebbero essere i cuscinetti del cestello e dovrete chiamare l’assistenza tecnica.

Rumore durante lo scarico 

Verificare la presenza di corpi estranei nella pompa. Può capitare a volte che alcuni corpi estranei non restino all’interno del filtro della lavatrice ma vengano spinti addirittura nel tubo di scarico. Sassi, ghiaia, pezzi di carta o piccole monete sono solo alcuni protagonisti di questo inconveniente.

Non scarica l’acqua di lavaggio o vi lascia i capi umidi anche dopo la centrifuga.

Prima di urlare al disastro provate a controllare che il tubo di scarico sul retro della lavatrice non sia piegato o strozzato. Spesso durante le pulizie può capitare di non risistemare alla perfezione la lavatrice e sistemare alla perfezione tubo può essere l’ultimo vostro pensiero, Se vedete che è tutto a posto , controllate bene che il filtro non sia intasato.