Gli errori che facciamo con la lavatrice.

Spesso faccio domande ai miei clienti per capire come utilizzano la loro lavatrice e mi accorgo che, il più delle volte basterebbero pochi accorgimenti per allungarle la vita. È difficile modificare queste abitudini dure a morire e spesso chi ci accoglie nei negozi non riesce a dare spiegazioni adeguate.

Ecco quindi i cinque errori più comuni che facciamo con la lavatrice.

1 | Non inserire il detersivo nell’apposito cassetto ma direttamente nell’oblò.

I dosatori di detersivo sono nati per dosare il detersivo nella maniera ottimale PRIMA di inserirlo nel cassetto della lavatrice e non per essere inserite nell’oblò. Facendo così infatti sprechiamo detersivo perché ne utilizziamo molto di più del dovuto e non permettiamo alla lavatrice di immetterlo nel momento giusto, così facendo la maggior parte se ne va via al primo risciacquo. 

2 | Utilizzare programmi di breve durata pensando di risparmiare elettricità

Più a lungo dura un programma, meno elettricità consuma. I programmi cosiddetti veloci hanno un consumo con picchi di corrente elettrica superiore a quelli standard e soprattutto a quelli ecologici perché devono darci lo stesso risultato in meno tempo. Alzi la mano quanti selezionano sempre il programma Eco senza sbuffare. Tutti pensiamo: “ ma che scatole perché deve metterci così tanto..” e si ripiega su quello con minor durata. Peccato che è inutile acquistare una lavatrice in tripla classe A di efficienza energetica se poi usiamo solo il programma “quindici minuti” che consuma come fosse in classe B.

3 | Non lavare mai ad alte temperature: cestello e scheda elettronica a rischio.

Vediamo un sacco di pubblicità in TV di prodotti specifici per la pulizia dell’oblò e della lavatrice: disincrostanti, anticalcare, deodoranti e profumato. In realtà basterebbe veramente poco e cioè fare un lavaggio a vuoto o magari con gli stracci di cucina, almeno una volta al mese ad alte temperature. Per alte temperature intendo dai 90° ai 95° C, non i 60°C che dovrebbero essere invece lo standard di lavaggio per il cotone. In questo modo il cestello viene pulito e igienizzato senza bisogno di additivi particolari che non siano il classico detersivo e viene data una pulita anche allo scarico stesso. Se il vostro cestello risulta particolarmente sporco, rivolgetevi al centro assistenza autorizzato e richiedete il prodotto specifico: non avventuratevi in soluzioni fai da te o rischiate di chiamare l’assistenza per altri motivi.

4 |Selezionare sempre lo stesso programma di lavaggio.

Questo punto è un pò il prolungamento del punto precedente. Chissà come mai nonne e mamme ci hanno insegnato a usare sempre gli stessi programmi : “così la macchina non si rovina”. Forse perché loro si muovevano con una certa sacralità attorno a questo misterioso elettrodomestico che le sollevava dalle fatiche del lavaggio. In realtà ora le lavatrici sono dotate di schede elettroniche complesse e utilizzare sempre lo stesso programma equivale ad andare sempre in prima o in seconda con l’automobile. Capita che si acquistino lavatrici con programmi speciali per poi utilizzarli solo una volta all’anno, ad esempio il programma più gettonato, sempre secondo la mia esperienza, quando chiedo alle mie clienti è il : “Sintetici”, 40°C  , 1h e 45 minuti di durata.  E’ importante cambiare quando avete più tempo a disposizione e quando inserite nell’oblò dei capi che sono del tessuto corrispondente al programma.

5 | Non pulire mai il filtro.

Veniamo al grande mistero del filtro: lui c’è ma nessuno sa dov’è. La domanda più frequente cui mi capita di rispondere è : “la mia lavatrice non scarica più l’acqua, come mai?”. E’ lui infatti il più delle volte, il responsabile di questo tipo di problemi perché non consente lo scarico quando trattiene elastici per capelli, forcine, monete, fogli acchiappacolore, banconote ecc. E’ importante, in fase di acquisto o di installazione farsi mostrare dal venditore dove è posizionato per poterci accedere facilmente e procedere alla pulizia, una volta ogni due mesi circa. Armarsi, in questo caso, di santa pazienza, di stracci e bacinella per asciugare l’acqua che può fuoriuscire.

Gli elettrodomestici per la seconda casa.

E’ iniziato agosto, il mese per eccellenza delle seconde case: mare, montagna o campagna non fa differenza. Molti di noi hanno posti del cuore, con case più o meno grandi, più o meno vecchie, più o meno confortevoli.

C’è però un fatto da considerare: gli elettrodomestici di queste seconde case sono sempre i più bistrattati, generalmente modelli di seconda scelta o che abbiamo utilizzato per anni nelle case di città e che sono stati spostati poi al mare o in montagna. Altri sono eredità di nonne, mamme, zie o regali di Natale che abbiamo ricevuto in doppia copia.

Ci sono alcuni consigli però da considerare prima di acquistarli. In questo modo arriverete al vostro “buen ritiro” pronti a rilassarvi senza incappare in rotture di scatole considerevoli.

  1. Verificare che i nostri elettrodomestici abbiano l’ assistenza tecnica con sede vicina alla nostra casa di vacanza. Vogliamo sempre evitare di pensare al peggio ma sapere chi chiamare in caso di guasto è fondamentale. Se l’assistenza tecnica è a cento chilometri di distanza sarà difficile possa venire a controllare i vostri elettrodomestici durante i periodi festivi. In questo modo invece potremmo avere più probabilità di essere visitati velocemente dall’assistenza, rispetto a chi abita più lontano.
  2. Non acquistare prodotti di sottomarca “perchè tanto son elettrodomestici che uso poche volte all’anno”. Spesso proprio le cose che vengono utilizzate poche volte tendono a rompersi di più e a subire i segni del tempo e del poco utilizzo ( guarnizioni secche, punti di ruggine, plastica ingiallita, schede elettroniche con problemi ecc..). Pensate ad esempio ad una automobile acquistata e usata solo poche volte l’anno. O siete campioni di manutenzione e dedicate loro del tempo oppure provate a trovare modelli che abbiano materiali semplici e durevoli.
  3. Valutare se conviene il trasferimento di un modello di elettrodomestico vecchio dalla città. E’ vero che l’utilizzo sarà minore in quantità ma trasferire un vecchio modello di forno di dieci anni fa nella nostra casa di montagna potrebbe avere qualche ripercussione sul consumo elettrico. Rischiamo di trovarci a dover usare un elettrodomestico alla volta per evitare di superare il limite dei chilowatt, proprio nel bel mezzo della preparazione del cenone di Capodanno o nel pulire i piatti della grigliata di Ferragosto .
  4.   Fate attenzione al fai da te. Non prendete iniziative nel collegare, scollegare o sistemare elettrodomestici durante le vacanze se non siete abituati a farlo già da tempo. E’ vero che la buona volontà fa miracoli ma chiamate un buon idraulico o buon elettricista del posto: conoscerete delle figure che vi potranno sempre essere d’aiuto in futuro e saranno i soldi meglio spesi, perché eviterete di farvi del male.

Caricovariabile @Fuorisalone 2017 (seconda parte) 

Alle sei del pomeriggio di giovedì, assieme alla mia amica sono arrivata all’evento Faber dove veniva presentata K-ARTA, la cappa filtrante con tecnologia saliscendi, rivestita in pregiata carta di Fabriano da Sandro Tiberi: l’ultimo mastro cartaio ufficiale della regione Marche.

Mentre Sandro Tiberi creava carta a ciclo continuo affascinando tutti, io scansavo giapponesi impazziti ammirando le sue opere d’arte, alcune di esse trasferite sul rivestimento di alcune cappe come nel caso di Talika. Sono pezzi unici e speciali che uniscono territorio, arte, qualità e funzionalità. La mia amica ha immediatamente chiesto: “Ma non è troppo delicata la carta? Come si fa a pulirla bene? Non ingiallisce e assorbe gli odori?” E’ una domanda davvero pratica e intelligente, che anche io mi ero posta quando a Fabriano, ci era stata mostrata in anteprima. Ma non avevo ancora fatto la carta di Sandro Tiberi e soprattutto non la avevo portata a casa. E’ da circa due mesi che ho in salotto una rosa di carta e il foglio che ho fatto con le mie mani: la carta non è ingiallita e non ha assorbito odori di alcun tipo ( come invece pensavo), non si è sfibrata o rovinata. E nemmeno seccata. Tanto di cappello!

Mi ha anche molto colpito il progetto realizzato da Faber assieme a Haute Material : il tavolo Convivio, esposto durante il Fuorisalone sia nel loro spazio che in quello di Colmar, in via Borgonuovo. Il titolo dice già tutto: “Un tavolo che si fa cucina“. Sì, ma come? Una struttura moderna di legno e metallo, disegnata da Giulio Iacchetti, semplicemente schiacciando un pulsante si rivela una cucina vera e propria: lavello e rubinetto in acciaio, piano ad induzione e cappa aspirante, entrambi Faber. Davvero stupenda e funzionale! Difficile spiegare a parole una cosa così innovativa, quindi potete vedere il video di presentazione  qui .

Il secondo invito lo ho ricevuto da Neff che assieme a Doimocucine e alla famosissima foodblogger Sonia Peronaci ha realizzato uno showcooking nella bellissima sala di Spazio Cernaia, nel cuore del Brera Design District. Siccome gli appuntamenti sono sempre allo stesso orario mi sono persa la parte di showcooking. Sono però arrivata in tempo per toccare con mano i preziosi forni di Neff . E’ stato infatti presentato il nuovo modello di forno combinato che unisce alle già presenti modalità tradizionale e vapore, anche il programma speciale “Sous vide” per la cottura sottovuoto. La particolarità per me che sono molto pratica e una frana ai fornelli è la maniglia Slide&Hide , che ha la modalità di apertura come quella delle lavatrici: si tira una linguetta che in posizione di riposo è un tutt’uno con la porta del forno. Per gli uomini che mi leggono è per capirsi, come la tradizionale apertura del bagagliaio dell’auto. Una soluzione semplice ma assolutamente utile per guadagnare spazio nelle nostre cucine sempre più piccole e che non implica aperture automatizzate, che possono sempre rompersi nei momenti meno opportuni.

Meno pratica, secondo me invece è HIDE, la possibilità di far rientrare completamente la porta del forno nell’incasso del mobile. Può esserci infatti la dispersione del calore nell’ambiente, conseguenze sugli ingredienti della ricetta che stiamo cucinando e un picco energetico, una volta richiusa la porta, dato che il forno deve tornare alla giusta temperatura.  Potrebbe anche essere pericolosa nel caso ci siano bambini o animali domestici e il forno venisse posizionato in basso e non ad altezza busto. Ad ogni modo dal momento che Neff si rivolge solamente a mobilieri come rivenditori autorizzati già questo è garanzia di sicurezza: la vendita viene pianificata e accompagnata, senza essere esposta ad errori che si possono magari fare più facilmente negli acquisti d’impulso. Come già anticipato nella prima parte del mio racconto sul Fuorisalone il tema principale di quest’anno è stata la cappa aspirante inserita nel piano cottura. Anche Neff ha presentato il suo modello che consiste in un piano ad induzione con zone di cottura flessibili e non i tradizionali quattro fuochi ben definiti, con un grande elemento di aspirazione al centro. La cappa è protetta da una griglia in ghisa che però potrebbe alla lunga rovinare il piano in vetroceramica.

La parte più interessante degli eventi però non è quella di presentazione ma soprattutto i commenti successivi che si possono ascoltare aggirandosi ad orecchie tese, tra i partecipanti.  Ho potuto scambiare due parole con Sonia Peronaci sul tema elettrodomestici e mi ha veramente stupita: lei legge le istruzioni. Lei è una delle poche, pochissime persone a leggere i manuali d’uso e infatti ha candidamente paragonato l’uso delle istruzioni alle ricette: è vero che anche in cucina si può andare a braccio ma se si vogliono ottenere risultati perfetti bisogna attenersi alle dosi. Si trova sinceramente bene nella sua collaborazione ormai pluriennale con Neff e ha deciso di utilizzare i loro elettrodomestici anche per la sua scuola di cucina Sonia Factory.

Il terzo evento è stato un saluto agli amici di Miele al loro Gallery in zona Moscova e anche qui è stato presentato il loro modello di piano ad induzione con cappa integrata.

Ma come mai tutte le case produttrici di elettrodomestici  in questo periodo stanno realizzando cappe così particolari?

Andrea di Frigo2000, distributore di Bora per l’Italia, mi sorride sornione e ammette candidamente che sì , ora sono arrivati anche gli altri e no, loro non temono confronti. “E’ proprio adesso che arriva il bello.” mi dice “e questa è la filosofia di Frigo2000, la prima a credere in questo sistema di aspirazione.”. Il mio terzo incontro durante questo Fuorisalone infatti è stato con Bora, che ha portato a Milano un truck speciale, parcheggiato in zona Isola, a ridosso del bellissimo quartiere del Bosco Verticale. Non era uno spazio espositivo votato al design, con ospiti speciali a fare showcooking ma uno spazio dimostrativo non-stop , che mirava alla semplice spiegazione del prodotto e alla sua continua messa in funzione. Io chiedo: ” Ma come mai voi siete gli unici a fare questo? ” La risposta me la da Francesca Massobrio, responsabile comunicazione di Frigo2000:  “Per noi Eurocucina deve essere tutto l’anno!”.  Eurocucina per chi non lo sapesse è la fiera biennale, inserita all’interno del Fuorisalone che tratta il mondo degli elettrodomestici. Molti produttori quest’anno si sono limitati a fare una veloce presentazione di prodotto, dando più importanza all’evento in sè che al prodotto,  risparmiando le forze per l’anno prossimo, dato che quest’anno c’era Euroluce, la fiera dedicata all’illuminazione.

Nel truck di Bora invece l’acqua bolliva costantemente nelle pentole e  il vapore veniva aspirato da tutti i diversi modelli di prodotto presenti. Questo modello di cappa è stato creato perchè il proprietario, esperto mobiliere, aveva sempre clienti insoddisfatti delle prestazioni delle cappe aspiranti. Non è proprio corretto parlare di aspirazione in questo caso, piuttosto di estrazione o di ricircolo dell’aria, se si decide di dotarla di tubature e filtro per reimmettere l’aria pulita nell’ambiente di cucina.

L’ultima domanda che faccio è il grande classico del cliente: “ma funzionano veramente?” La risposta è molto semplice: la cappa integrata nel piano cottura va ad aspirare il vapore prima che si propaghi nell’ambiente, spingendolo verso il basso con una serie di vortici che possono assomigliare a quelli di un’aspirapolvere ciclonico. Tutto questo al contrario delle tradizionali cappe, che vanno ad aspirare il vapore solo una volta che è già nell’ambiente, attirandolo verso l’alto.

Andrea risponde con una simpatia e cortesia uniche e sfila il serbatoio per farmi vedere che in realtà si tratta in buona sostanza, di una cappa capovolta.  La potenza aspirante la vedo da me dato che il vapore scompare in maniera molto veloce ma non posso fare a meno di chiedermi: sarà lo stesso con vapori più pesanti di quelli dell’acqua?

Sono per lo più indicate per le cucine costruite ad isola o con davanti una finestra; eliminano il problema della dispersione dei fumi, di cui si deve sempre tenere conto quando si progetta una cucina e risolvono il problema delle persone molto alte che, con le classiche cappe si devono piegare o sbattono la fronte mentre cucinano. Io sono molto interessata perchè è sempre bello poter trovare soluzioni personalizzate per i miei clienti, questo tipo di cappa è molto diffuso in Alto Adige e se tutti i produttori di elettrodomestici sono corsi ai ripari creando modelli simili, un motivo ci sarà. Molti miei clienti la hanno richiesta, in fase di progettazione ma ho optato per soluzioni alternative perché avendo spazio a disposizione mi pare uno spreco utilizzare una soluzione del genere. Io preferisco da sempre le soluzioni separate perché se la cappa aspirante o il piano ad induzione si guastano, si è costretti a buttare tutto.

Mi piace sempre però smentire le mie convinzioni, andare a fondo e conoscere meglio chi questo tipo di elettrodomestico lo ha lanciato per primo e ne conosce pregi e difetti. Andrò quindi a breve a visitare lo showroom di Cinisello Balsamo dove Frigo 2000 ha una esposizione di elettrodomestici funzionanti Bora assieme anche ad altre marche straordinarie, magari ancora poco conosciute in Italia come Wolf, Sub-zero e V-Zug. L’eccellenza è il loro mestiere e voglio proprio approfondire la questione cappa aspirante con piano ad induzione per parlarvene al meglio in un post dedicato.

Nel frattempo ancora mille complimenti a Frigo2000 per aver puntato dritti all’elettrodomestico, senza fronzoli: sta ad indicare una grande sicurezza nel prodotto ed enorme passione per il proprio lavoro.

10 cose da sapere prima di acquistare un piano a induzione.

Bello da vedere, semplice da usare, comodo da pulire e sicuro per bambini e anziani. Fortemente consigliato quando si acquista una nuova cucina e nella sostituzione di piani a gas, il piano induzione spopola. Bianco o  nero, a due, tre o quattro zone cottura, esistono modelli adatti ad ogni esigenza.

Prima di farsi prendere dall’entusiasmo però è necessario sapere alcune cose .

1) Verificare bene le misure di incasso se si sostituisce il vecchio piano a gas.

Il piano ad induzione va più in profondità all’interno del mobile cucina, all’incirca di  5 cm rispetto ai 2,5 del piano a gas e necessita di altri due, tre centimetri per lasciar lavorare bene il motore.

2) Il piano ad induzione non è il piano elettrico.

La differenza è che il primo lavora per magnetismo mentre il secondo ha una resistenza elettrica che scalda e fa diventare la zona cottura di colore rosso mentre è in funzione. Il materiale di cui sono fatti però è identico per entrambi: la vetroceramica.

3) Evitate di acquistare modelli con forme particolari.

Se la vostra cucina ha il piano di lavoro in marmo alla lunga sono poco pratici nell’utilizzo, per via delle pentole che possono toccarsi tra loro e  di difficoltosa sostituzione, mentre le classiche forme rettangolari sono modificabili senza grossi sforzi.

4) Il semifilo è sempre meglio.

Se cucinate molto è consigliabile acquistare un modello con profilo sottile in acciaio oppure a semifilo , elegante e sfuggente per evitare che si possano depositare con il tempo, antipatici residui di cibo attorno alla cornice del piano. Questo succede spesso, nonostante i mobilieri siano bravi e attenti nel mettere la striscia di silicone termico tra la cornice e il piano cucina.

5) Il comfort prima di tutto.

E’ importante che le zone cottura siano comode per voi e quindi pensate a quali zone utilizzate di più. Ad esempio, per chi cucina poco,  avere un piano a induzione con la zona dal diametro più piccolo in alto a sinistra, non è una scelta molto indovinata.

6) Che diametro?

Informatevi bene  sul diametro effettivo di riconoscimento delle pentole. Se siete dipendenti dal caffè della moka è doveroso sapere che la classica moka ad 1 tazza  molto spesso non viene letta. E’ uno spreco utilizzare la moka sull’adattatore quindi consiglio l’acquisto di una moka da 2 tazze .

7) Attenzione al tempo!

Ripensate i vostri tempi di cottura. La pasta ci mette davvero poco a bollire. Non avrete più il tempo di andare a mettervi la tuta, pensare a che sugo abbinarci, scegliere il tipo di pasta, apparecchiare ecc… . L’induzione viaggia veloce!

8) Pentole vecchie, pentole nuove.

Se non volete cambiare la vostra squadra di pentole e padelle preferite, è sufficiente verificare che siano adatte all’induzione avvicinando al loro fondo una calamita. Se si attacca allora potete utilizzarla, altrimenti c’è la possibilità di un adattatore ma vi avverto che non è la stessa cosa.

9) Se salta la corrente non è colpa dell’induzione.

Molte persone diffidano dall’induzione per paura di consumare troppi kilowatt ma ora esistono modelli che prevedono un limitatore incorporato che evita questo inconveniente. Se in casa avete elettrodomestici più vecchi di dieci anni però sappiate che se avete il piano induzione acceso e salta la corrente, la colpa non è sua ma degli altri elettrodomestici.

10) Graffi e pulizia.

Sarà sicuramente più facile e semplice da pulire rispetto al gas, con le griglie e piano acciaio inox da sfregare ogni volta. Ma sappiate che il piano ad induzione si rovinerà, si graffierà e a volte potrà rimanere il segno della piastra dell’adattatore. Mi raccomando cercate di utilizzare prodotti specifici per la pulizia, meglio se della marca del vostro piano cottura e non rimedi fatti in casa.

 

Pic from Pinterest @Modulnova Sydney Studio : cucina Modulnova e piano ad induzione Smeg.

 

L’elettrodomestico che risolve il problema rifiuti.

Io ci ho provato ad avere in giardino il bidone per il compostaggio dei rifiuti organici e mi son trovata il cane che dava la caccia ai topi. Lo ho levato subito. 

La raccolta differenziata è semplice ma la parte del rifiuto umido, specialmente in estate è una scocciatura e ricettacolo di odori non proprio gradevoli. Se si hanno per caso imprevisti e non si segue il calendario della raccolta, ancora peggio.
 

Ma forse c’è una soluzione. E lo ho trovato nelle recensioni dell’edizione 2017 del CES, salone di importanza mondiale dedicato all’innovazione tecnologica, tenutosi a Las Vegas i primi giorni di gennaio.

Per farvi una idea dell’ampiezza del termine “innovazione tecnologica”, al salone sono state presentate automobili sempre più sicure grazie ad avanzati sistemi di controllo della guida; letti intelligenti, che con uno speciale algoritmo riescono ogni notte a modificare angolazione per favorire il buon sonno ; smart jewels, come l’anello che monitora la nostra salute registrando gruppo sanguigno, ore dormite e il battito cardiaco, ecc.. .

Ma la rivelazione green, come dicevo prima è stata nel campo degli elettrodomestici.

Whirlpool, attraverso il suo incubatore di innovazione WLabs ha creato Zera™ , il primo sistema di riciclo domestico, in grado di convertire entro 24 ore i rifiuti alimentari di una settimana, in fertilizzante fatto in casa e subito pronto all’uso.

Una vera rivoluzione che ha ottenuto il“Best of innovation Award” per la categoria Eco-Design e Sustainble ed il premio “Innovation Award” nelle categorie Tech for a Better World e Home Appliances.

Disegnato per integrarsi al meglio nella cucina, il sistema di riciclo alimentare Zera™ è nato proprio per ridurre gli sprechi e favorire la raccolta differenziata: progettato in base ai consumi di una famiglia media americana, lo si può controllare anche da remoto con l’app dedicata di Whirlpool.

E sperando arrivi presto in Italia, calcolando che i rifiuti di una famiglia media americana molto probabilmente sono superiori ai miei.

 Ecco il link al mini sito dedicato: https://www.zera.com/

10 idee regalo per le vostre persone del cuore 

Questi sono i giorni in cui, da bambina, avevo già scritto e spedito la letterina a Babbo Natale. Dovrei andare a ripescarne qualcuna per esserne certa ma ricordo che la mia richiesta era sempre la stessa: un cane!

Il cane,  in effetti arrivava sempre ma chissà come mai, in versione peluche. State attenti ai desideri non accolti dei bambini perché poi posson diventare patologici: io ora di cani ne ho quattro!

Per me Natale significa lavoro intenso, dai primi giorni di dicembre alla vigilia, gomito a gomito con i miei genitori a vendere e fare pacchetti regalo fino alle 18:55 del 24 dicembre.

Non saprei immaginarlo diversamente e sarebbe davvero strano non sentire la frase di mio padre alla chiusura della serranda: “e anche questo Natale se lo semo levati dalle palle”. Dogui style !
Ogni anno cerchiamo di creare una selezione di regali utili e mai banali per accontentare i clienti più esigenti.

Ecco la nostra lista novità per il Natale 2016  con qualche suggerimento per il destinatario del regalo.

Per l’amica 

Prynt, la cover per smartphone che sostituisce la polaroid, stampando immediatamente le vostre foto preferite.

Versione innovativa della Vecchia polaroid , la cover Prynt, oltre a proteggere il vostro dispositivo, vi permetterà di stampare le foto dei vostri ricordi più belli su carta fotografica in soli 30 secondi. La cover Prynt è compatibile per cellulari iOs e Android. Sul sito ufficiale http://www.prynt.co si trovano I modelli adattabili e precisamente: iPhone 6s, iPhone 6, iPhone 5s, iPhone 5c, iPhone 5, Samsung Galaxy S5 and Samsung Galaxy S4.

Il fratello

Gasatore BEER BAR by SodaStream, per le serate invernali con gli amici o una birra fresca l’estate, quando regolarmente si dimentica di metterla in frigo.

Dall’acqua alla birra il passo è breve e nasce l’innovativo sistema pensato per creare la birra a casa, aggiungendo acqua frizzante direttamente alla birra concentrata, fermentata alla perfezione. Beer Bar è una versione speciale di SodaStream costituita da un gasatore SodaStream Genesis , con apparecchio, bombola e bottiglia certificata; birra concentrata Blondie; una birra doppio malto, leggera e naturale, che ha un gusto autentico e delicato e un intenso aroma di luppolo.


La mamma

Macchina per il sottovuoto Magic Vac Alice White Silver edition . Un modo non troppo velato per dirLe che gli avanzi dei pranzi di Natale ce li portiamo a casa volentieri.

Conservare gli alimenti in assenza di aria permette infatti di prolungarne la freschezza, poiché tutti i batteri e le muffe che necessitano dell’ossigeno per proliferare vengono inibiti e non possono danneggiare i cibi.Un ulteriore uso culinario della macchina sottovuoto è la marinatura: le fibre delle carni sottovuoto tendono infatti ad aprirsi durante l’aspirazione, e questo favorisce la penetrazione degli aromi di marinatura in tempi molto più brevi rispetto al normale metodo per immersione. È inoltre sempre più popolare la cottura “sous vide”, ovvero sottovuoto, effettuata con pietanze e condimenti sigillati sottovuoto in sacchetti idonei alle alte temperature e cotti in acqua a temperature moderate.

Questo modello ha un ciclo completamente automatico e un ciclo manuale con la funzione di saldatura istantanea per cibi fragili e delicati, tastiera multifunzione impermeabile per resistere all’uso in cucina e la possibilità di creare il vuoto anche nei contenitori con valvola apposita.


Il papà

Stazione meteo casalinga di Netatmo, per il papà tecnologico che vuole sempre sapere che tempo farà.

Una vera e propria stazione climatica personalizzata, quella proposta da Netatmo. Si compone di due unità – una da connettere al router Wi-Fi e l’altra da lasciare all’esterno (ad esempio in balcone) – che comunicano con un’applicazione mobile da scaricare sul cellulare. Da qui è possibile visualizzare tutte i principali parametri ambientali: temperatura, pressione, tasso di umidità, livello delle precipitazioni ma anche qualità dell’aria e inquinamento acustico.


La sorella

Poco tempo a disposizione, amore per la cucina, senso estetico sviluppato e “ho visto quella in TV…!”

In questi giorni in televisione pubblicizzano la versione multi-cooker di DeLonghi ma noi sappiamo che KitchenAid è arrivata prima, ancora anni fa ed è tutta un’altra storia.   Il Multi-Cooker KitchenAid rosola, scotta, cuoce a fuoco lento, bolle, cuoce a vapore e cuoce lentamente. Mette inoltre a disposizione funzioni speciali per riso, zuppa, risotto, pilaf, porridge, cottura al forno e yogurt. Potete programmare i tempi di cottura senza stress e se il piatto è pronto ma voi non lo siete ancora, la funzione di mantenimento in caldo fa sì che il cibo non si raffreddi per un massimo di 24 ore. Il preciso controllo della temperatura monitora le temperature da 35 a 230 °C . Il cestello per cottura a vapore in acciaio inox può fungere anche da griglia per arrosti. Il display digitale assistito intuitivo mostra tempi e temperature precisi e istruzioni passo passo per tutte le modalità di cottura nel recipiente di cottura antiaderente e antigraffio CeramaShield. Il coperchio in vetro trasparente consente di osservare le pietanze e il mescolatore mentre miscela, capovolge, mescola, pulisce le pareti e incorpora gli ingredienti con tre velocità e due modalità di mescolamento intermittenti per garantire una distribuzione del calore ottimale e una cottura uniforme, qualunque sia la ricetta.

La suocera  

Lagostina Clipsò + precision per sostituire la vecchia pentola a pressione con una di più facile apertura e gestione, in completa sicurezza.

La Lagostina Clipsò + precision è una pentola a pressione in acciaio inox 18/10 di recente uscita che può vantare diverse nuove caratteristiche. Innanzitutto il sistema di apertura e di chiusura avviene senza alcuno sforzo da parte dell’utente che può effettuare l’operazione con una sola mano. Le modalità di cottura sono due: una per le verdure e per i cibi più delicati e una per il pesce, la carne e per tutti gli alimenti congelati.Il fondo è ovviamente in acciaio con fondo incapsulato, ideale per i piani ad induzione.  Due funzioni nello specifico la distinguono dalle altre:

-l’Eco-Energy system, che riesce quasi a dimezzare i tempi di cottura grazie ad una valvola che rilascia in maniera automatica e subitanea fino all’85% di aria.

– l’Eco-Timer, una sorta di timer smart che aiuta a risparmiare tempo ed energia elettrica, riuscendo a capire in maniera autonoma quando la cottura sta iniziando e quando sta finendo.

La figlia

Nuovissimo robot aspirapolvere Electrolux, per una donna dalle mille vite che è sempre fuori casa.

L’unico robot aspirapolvere con la forma triangolare TrinityTM e con la spazzola laterale PowerBrushTM per raggiungere meglio gli angoli e pulire in modo più approfondito lungo le pareti e nei punti difficili. La Tecnologia Adattiva MotionSenseTM ottimizza gli spostamenti sotto e attorno agli oggetti, lungo le pareti e battiscopa per una pulizia personalizzata su tutti i tipi di pavimento. Solo tre ore di ricarica, batteria al litio extra resistente, grande display con timer programmabile comprendente anche il tempo di rientro alla base, sistema di rilevamento degli ostacoli e dei dislivelli a luci infrarosse, riesce a salire su tappeti a trama dura e ha la possibilità di inserimento di barriera virtuale.

Il figlio

Bose Diffusore SoundLink Color Bluetooth® e la musica sarà garantita per tutta la festa. 

Fra studenti o amici, questo diffusore wireless rende ogni incontro davvero speciale. Questo famoso diffusore Bluetooth è realizzato per essere trasportato ovunque. Disponibile in tante diverse colorazioni, compatto ma resistente, offre un suono bilanciato anche ad alto volume.  Garantisce fino ad otto ore di utilizzo continuo con una singola ricarica della batteria.

La collega

Un piccolo pensiero utile e di design che fa bella figura in qualsiasi situazione.

Soehnle Ravenna 68026 detto anche Rolando : diffusore di aromi, ionizzatore con cromoterapia. Rilassa e  l’ambiente dall’elettricità statica.

Un piccolo oggetto somigliante ad un ufo volante a base bianca, bello da vedere sia spento che in funzione. Utile perché riesce a togliere quel fastidioso sentore di secco che spesso il riscaldamento può creare in inverno. Si possono inserire aromi di tutte le tipologie ma meglio evitare oli essenziali troppo forti perché possono danneggiare l’apparecchio. È possibile modificare il ciclo cromoterapico, selezionando il tasto centrale mentre è illuminato di un  determinato colore oppure spegnerlo, lasciando una luce lieve e bianca.

E per te?

Forno a vapore da libero posizionamento per mamme lavoratrici.

Io arrivo sempre per ultima e non so mai cosa chiedere a Babbo Natale  perché mi sembra di avere tutto. Però quest’anno ammetto che mi piacerebbe avere davvero un forno a vapore da libero posizionamento e quindi da poter posizionare in cucina come un semplice microonde. Sterilizzare, cuocere e scaldare i cibi per Giulio in maniera sana, scongelare, cuocere gnocchi senza che scuociano o si attacchino tra loro come nella pentola, decidere alle sette di voler mangiare la pizza alle otto e mezza e quindi far lievitare quasi due chili di impasto in quaranta minuti… tutte cose che mi servirebbero proprio.

Yuhuuuu amici!!! Se mi leggete ecco, questo è il mio desiderio!

E se comprassi un robot aspirapolvere?

Ci son due tipi di persone.

Quelli che quando comprano un paio di scarpe, una borsa o dei vestiti, se possono li indossano subito e quelli che invece se li coccolano, portandoli a casa e indossandoli con grande cura e parsimonia.

Quelli che quando comprano il pane a mezzogiorno, arrivano a casa con già mezza ciabatta mangiata a morsi e quelli che aspettano di arrivare a casa, tagliarlo e metterlo in tavola.

Quelli che leggono schede tecniche da cima a fondo, studiano manuali d’uso alla perfezione e tengono scontrini in buste di plastica . E quelli che le istruzioni non le leggono.

MAI.

Sono consapevoli dei loro limiti e vedono l’arrivo di un nuovo elettrodomestico come una sfida all’indovinare come utilizzarlo al meglio, senza romperlo .

Io se non si era capito, appartengo alla tipologia, de “i senza-pazienza”.

Un’aspirapolvere-robot per me è una bella sfida perché c’è poco da intuire e molto da studiare se si vuole utilizzarlo al meglio. Faccio quindi parte di tutte le persone che vorrebbero acquistarne uno da una vita ma c’è sempre qualcosa che li frena.

Una cosa da valutare bene prima di acquistare sono in ogni caso le traiettorie di pulizia. Il nuovo Scout rx1 di Miele copre la maggior parte della superficie come fosse uno sciatore provetto, traccia linee perfette su tutti i tipi di pavimento.Grazie  alle ruote dentate e regolando l’altezza media,  riesce a salire e pulire anche i tappeti a trama dura e senza frange.  Deve migliorarsi per problemi di lettura dei sensori che se si impolverano il robot si blocca, scalata agli sgabelli con base curva e lettura della superficie da pulire perché  nel caso si abiti in mansarda, la videocamera che legge il soffitto potrebbe avere qualche problema.
Le migliori esperienze di vendita e post vendita le ho avute con due case produttrici in particolare: Ariete e IRobot.

Ariete con il modello Briciola ha soddisfatto i clienti che volevano un modello intuitivo, poco costoso, di facile manutenzione e per superfici di metratura medio-piccola. Ogni tanto può capitare che legga riflessi del pavimento come ostacoli ma per una pulizia quotidiana sommaria è un modello molto buono. Avendo poche funzioni è anche difficile romperlo.

Fino ad ora i modelli di iRobot come Roomba e tutte le sue varianti, per me rimangono i migliori. Sono stati i primi a introdurre questa tipologia di piccolo elettrodomestico, sono in continua evoluzione tecnologica e hanno una assistenza post-vendita che al momento, sul mercato è senza pari . Difetto riscontrato: il modello con sensore dello sporco.

Soprattutto in caso di animali domestici.

Una cliente è venuta disperata in negozio perché il suo cane era stato male mentre lei non c’era e il robot era attivo, ha rilevato lo sporco e lo ha ben spalmato per casa. Ecco, per esperienza, queste cose l’assistenza, non le passa.

Fino a poco tempo fa ero ancora in attesa del modello che mi risolvesse anche il problema degli angoli . Potrebbe fare al caso mio il nuovo modello di Electrolux, Motion Sense a forma triangolare con spazzola extra lunga per angoli e battiscopa, batteria al litio con autonomia per rientro alla base. Attenderò qualche mese per vedere dal vivo il suo funzionamento e capirne pregi e difetti.

Staremo a vedere.

E’ questione di… clima

Scrivo questo post per rispondere a Valentina,  che sulla pagina Facebook di Caricovariabile mi chiedeva consigli  sull’elettrodomestico da acquistare per il problema della eccessiva umidità in casa.

Con l’arrivo dell’inverno le nostre case, a seconda della tipologia di riscaldamento e di come sono state costruite, possono diventare molto umide o molto secche. Questi due estremi creano danni alla casa e alla salute, facilitando l’arrivo e la diffusione dei virus di stagione.

Esistono moltissimi modelli di deumidificatore in commercio ma a grandi linee possono essere distinti in due grandi categorie, quelli fissi e quelli portatili. Ciò che li differenzia, ovviamente, è il fatto che i primi sono obbligati a restare nell’ambiente in cui vengono installati, mentre quelli portatili possono essere trasportati da una stanza all’altra a seconda delle nostre esigenze.

La scelta di un deumidificatore portatile va fatta in base all’ambiente in cui verrà posizionato, la capacità di deumidificare l’aria , espressa in litri sulle schede tecniche e  tenendo d’occhio i consumi energetici perchè se il prodotto che scegliamo consuma più di un climatizzatore, non vale assolutamente la pena acquistarlo.

La  troppa umidità nelle nostre case dipende da vari fattori: se cuciniamo tanto, se stendiamo i vestiti in casa, se arieggiamo poco gli ambienti alla mattina per mancanza di tempo ecc.. .  In molti casi la situazione si è risolta con l’acquisto di una cappa da cucina a carboni attivi e filtri acciaio lavabili in lavastoviglie, una asciugatrice, l’installazione di un climatizzatore fisso o tutte queste cose insieme.

L’estate caldissima dell’anno 2015 ha visto un boom di vendite di climatizzatori fissi a pompa di calore con funzione solo deumidificatore che hanno aiutato in molti casi a non rendere la casa umida in inverno. Infatti  in generale un deumidificatore fisso o un condizionatore con funzione deumidificatore è più efficace rispetto ad un deumidificatore portatile.

In ogni caso dipende dal budget che si ha a disposizione, dagli spazi casalinghi e dalla possibilità di installare il motore del condizionatore sul balcone di casa o all’esterno del condominio. In linea di massima un buon deumidificatore ha un prezzo che si aggira dai 200 euro in su; quelli che costano meno non sono da considerare per durata e funzionamento effettivo. Un climatizzatore pompa di calore con funzione deumidificatore invece,  parte dagli 800 euro in su ma avrà una possibilità di utilizzo più ampia nel corso delle stagioni.

Il  problema delle case con aria troppo secca è spesso dovuto all’impianto di riscaldamento a pavimento. E’ una questione risolvibile molto più facilmente con umidificatori  dai 40 euro in su. Ne esistono due  tipologie : classico ad ebollizione e ad ultrasuoni .

Quello classico riscalda l’acqua del serbatoio fino ad ebollizione, spesso ha una piccola conca vicino al beccuccio di evaporazione, dove possiamo mettere il nostro amato pumilene, che fa tanto inverno! Ha però come difetto la maggiore rumorosità e la continua formazione di calcare.

In quello ad ultrasuoni invece un trasduttore posto nell’acqua trasforma l’energia elettrica in ultrasuoni generando microvibrazioni che creano ebollizione a basse temperature. Funziona anche a freddo e in entrambi i casi ottiene risultati ottimali con basso consumo energetico. Molto piu silenzioso di quello classico, produce comunque un fischio che di notte non è molto piacevole per gli animali e i bimbi piccoli : consiglio quindi di tenerlo spento nelle ore notturne.

 

 

 

 

Impastatrici,robot e affini

Oggi le cime sono bianche e l’inverno è finalmente arrivato. Più fa freddo più mi vien voglia di cucinare, non c’è verso. Niente fa più atmosfera natalizia di un forno acceso.

Ci sono tante scuole di pensiero in cucina e soprattutto nell’uso dei piccoli elettrodomestici: chi non può più fare a meno del Bimby, oltranzisti KitchenAid, fan sfegatati di Kenwood e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente ho il Bimby ma lo uso come un robot da cucina, la funzione cottura viene attivata poco e niente, ogni tanto per le vellutate, ecco. Non sono soddisfatta di come fa gli impasti lievitati di pizza, torte e pane perché non ti ritrovi una bella palla di impasto uniforme come con la planetaria ma una palla tutta tagliuzzata.

L’impastatrice sarà il mio prossimo acquisto.E dopo attente valutazioni sarà una Kitchenaid.

Per l’assistenza post-vendita eccezionale, per i materiali con cui è costruita, per la semplicità d’uso e perché è bellissima.

A differenza di altri ha il motore a iniezione diretta, ovvero il motore è tutto nel braccio di lavoro e non nel corpo macchina, quindi non ha bisogno di molti watt di potenza per funzionare. Non stupitevi quindi se vedrete scritto sull’etichetta 300w di potenza mentre gli altri ne hanno quasi 2000w.

Il corpo è tutto in ghisa in modo da durare nel tempo e non avere problemi di stabilità durante l’utilizzo. Gli accessori sono infiniti e combinabili in mille modi diversi a seconda di quello che cuciniamo di più. Semplice da utilizzare e facile da pulire.

Ultimamente è stata pubblicizzata sui social ma non ancora mostrata e distribuita ai rivenditori, la versione Mini della classica impastatrice Kitchenaid Artisan.

La si può chiamare “planetaria per single”, ha una ciotola da 3,3lt di capacità e lavora circa mezzo chilo di impasto, 250w di potenza, occupa poco spazio e dal lato pratico sono state introdotte piccole migliorie.

Il motore è a corrente continua come nel modello più grande semi-professionale, quello con ciotola da 6lt di capacità e bracci sollevatori.

È stata ridotta di molto la rumorosità in tutte le fasi di lavoro, la ciotola è più bassa e senza manico come nel modello Classic ed è stato tolto l’anello di metallo che stava sopra all’attacco dei ganci in modo da facilitare e velocizzare il cambio frusta/farfalla/gancio impastatore.

Tutti gli accessori classici sono funzionanti anche  nel modello mini anche se la gamma di colori si riduce a sei: nero opaco, grigio opaco, blu, rosa e paprika.

Ma ora la brutta notizia : il prezzo non è Mini.

Dalle informazioni recuperate in fiera due mesi fa, la differenza di prezzo rispetto al modello da 4,8lt è di circa 50€ in meno per la Mini.

Il ragionamento che abbiamo fatto tutti è stato : beh ma a sto punto se c’è così poca differenza, mi prendo quella che almeno un 1kg di impasto per la pizza me lo fa.

Non fa una piega.

Il forno a vapore

La tipologia di forno di cui parliamo in questo post non ha niente a che fare con la cucina d’ospedale o piatti insipidi e incolori.

Negli ultimi anni c’è stata una progressiva sparizione dei forni con solo funzione microonde o combinati con forni “normali”, quindi statico/ventilato/grill. I mobilieri che ne hanno ancora a magazzino molto spesso li regalano pur di liberarsene.

Calato dal nord a velocità supersonica è arrivato anche in Italia, il forno a vapore.

È aumentata la nostra attenzione nei confronti del cibo e della sua ricerca e preparazione:  di conseguenza si vuole mantenerne le proprietà per renderlo il più gustoso e salutare possibile.

C’è al momento grande confusione su questo tipo di elettrodomestico e anche in internet girano descrizioni di prodotto poco chiare . Il rischio è di acquistare un prodotto sbagliato, se non si viene consigliati adeguatamente.

Esistono due tipologie:  aggiunta di vapore e combinato col vapore.

Il forno con aggiunta di vapore è un forno classico con funzione statico/ventilato/grill , dotato di un piccolo serbatoio o cannuccia estraibile che ci consente di inserire un getto di vapore nel vano cottura. 

Fa la funzione della vecchia bacinella di acqua che si metteva in forno quando si cuoceva a lungo la carne o impasti lievitati. Rende il cibo più morbido e nel caso dei lievitati, digeribile.

Ci sono diversi modelli in commercio che possono prevedere programmi pre-impostati dove il vapore viene immesso automaticamente a intervalli regolari oppure manualmente con un comando apposito.

È indicato per chi cucina spesso carne, specialmente a cottura lenta, selvaggina e pizza pane e focacce dolci o salate.

Il forno combinato con vapore è invece quello che la maggior parte delle persone ha in mente quando entra in un negozio chiedendo informazioni.

Si possono cucinare verdure e pesce al vapore ma anche pizza, lasagne e tutte le ricette che abbiamo sempre fatto con il nostro solito forno.

Il punto è che il forno a vapore non si ferma a verdure e pesce ma ha una infinita’ di plus che lo rendono il prodotto ideale per chi adora cucinare.

Si presenta come un forno normale ma con un serbatoio capiente da cui verrà prelevata, scaldata e immessa l’acqua nel vano cottura. In alcuni prodotti è possibile scegliere, oltre alla temperatura anche la percentuale di umidità per la cottura,ad esempio cuocere al 25%, 50% o 100% di umidità .

Il bello di questa tipologia di forno è che si può decidere di preparare l’impasto della pizza alle sette di sera e cenare alle otto. Il processo di lievitazione a umidità e temperatura costante permette una accelerazione significativa nella preparazione di tutti i lievitati.

Si possono cuocere riso ma soprattutto pasta fresca e gnocchi senza timore di scuocerli . Cuocere  gli gnocchi di patate nel forno a vapore è qualcosa di veramente innovativo, così come assaggiare gli spiedini di carne con pollo e verdure. Il pollo è difficile da cuocere se lo si vuole morbido al punto giusto e che non sappia di suola di scarpe ma utilizzando il vapore resta morbido e saporito.

Il vero vantaggio per le donne pratiche però è la pulizia. La pulizia del forno, l’incubo casalingo di ogni famiglia!

Questo è un problema che il forno con funzione pirolitica non riesce a risolvere completamente perché spesso tiene in ostaggio il nostro elettrodomestico per una notte intera, con alti consumi di elettricità.

Cento gradi di umidità e mezz’ora di tempo possono bastare invece per sciogliere schizzi di grasso su vetro e pareti. Un sogno.  

Portate pazienza se all’inizio sbaglierete qualcosa, spesso quando lo si usa le prime volte ci si trova a cuocere nel forno a vapore delle verdure, buttando uno sguardo ogni tanto per controllare ma mai vi sembreranno cotte. Siamo infatti abituati allo scolorirsi del cibo con il processo di bollitura e lessatura ma con il vapore, i colori rimangono.

Non vi resterà altro che seguire il consiglio dei grandi chef, urlato nelle cucine di tutti i programmi tv del momento: assaggiate, assaggiate, assaggiate sempre !
Foto Pinterest dal libro di cucina vintage “the fireside cookbook”.