Arrivano le nuove Energy labels.

L’etichetta energetica è uno dei principali parametri di decisione durante la fase di acquisto di un nuovo elettrodomestico. Molti di noi però non la sanno leggere in maniera corretta e ancor di più non sanno sfruttare le capacità ecologiche del proprio apparecchio.

Vediamo di fare chiarezza rispetto ad alcune delle domande più frequenti che mi sono state rivolte.

Perché è stata creata una etichetta energetica europea?

La prima etichetta energetica è stata applicata nell’UE nel 1995 e oggi, secondo la Commissione Europea, l’85% dei consumatori europei la riconosce e se ne serve nelle decisioni d’acquisto. L’etichettatura energetica ha significativamente promosso l’innovazione tecnologica dei prodotti ela competitività dell’industria europea, favorendo l’immissione sul mercato di nuovi modelli di prodotti in classi energetiche via via superiori. E’ sostanzialmente un modo per invitare le aziende a fare ricerca e creare apparecchi elettrici sempre più attenti ai consumi e all’impatto ambientale.

Perché continuano a cambiare e ci creano confusione?

E’ necessario un continuo adeguamento e riscalaggio delle classi sia per poter tenere il passo con le innovazioni tecnologiche, che per invogliare le aziende e i consumatori ad avere più attenzione all’ambiente.

Il Regolamento 2017/1369/UE fissa i termini per sostituire le attuali classi A+, A++ e A+++ e definisce anche la procedura per riscalare successivamente le etichette sulla base dell’evoluzione tecnologica delle singole categorie di prodotto. Sei anni sono previsti come termine generale per introdurre la scala A-G nelle etichette, più 18 mesi supplementari per la comparsa dell’etichettanei negozi; ma solo 15 mesi per i cosiddetti elettrodomestici “bianchi” (per es: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie) più 12 mesi supplementari per la comparsa dell’etichetta nei negozi, e 9 anni perscaldacqua e caldaie con un tempo massimo totale di 12 anni.

Quando tutte le etichette con i “+” saranno state sostituite, un ulteriore riscalaggio sarà avviato in caso si verifichi un’eccedenza di modelli nelle classi di efficienza energetica superiori: il 30% nella classe A o il 50% nelle classi A+B. In ogni caso al momento del riscalaggio la classe A, e in alcuni casi anche la B, deve restare vuota per accogliere i modelli più performanti che nel tempo sarannosviluppati dall’industria. L’obiettivo dichiarato è un periodo di validità di ogni nuova generazione delle etichette di almeno 10 anni.

Cosa cambia tra la nuova etichetta e quella precedente?

Dal 1 marzo 2021 la nuova etichetta presenta delle novità:

  • la scala principale, sempre riferita come detto all’efficienza energetica, rimane colorata dal verde al rosso ma si ritorna alla classificazione iniziale da A a G, con un riscalaggio periodico, previsto ogni circa 10 anni o quando una significativa percentuale di modelli sarà presente nelle due classi di efficienza più elevate,
  • questa scala può essere “accorciata” nel caso la definizione di sette classi non sia possibile, quindi potrebbero in futuro esistere apparecchi con una scala di efficienza energetica con meno di sette classi. In questo caso le classi presenti dovranno comunque essere colorate dal verde al rosso,
  • viene introdotta, ove appropriato, una scala secondaria, da A a D, per il rumore emesso;
  • è ulteriormente accentuata la neutralità linguistica e sono stati potenziati i pittogrammi che informano a colpo d’occhio i consumatori sulle caratteristiche e sulle prestazioni energetiche e funzionali degli apparecchi, senza bisogno di ricorrere ad un testo che andrebbe presentato in tutte le lingue dell’Unione Europea;
  • il consumo di energia elettrica, espresso in kWh, è generalmente annuo ma può anche essere correlato al consumo per ciclo quando ritenuto più comprensibile per l’utente finale;
  • la classe A – e per alcuni prodotti anche la B – sarà sempre vuota al momento della prima applicazione della nuova etichetta per stimolare l’innovazione tecnologica e lasciare lo spazioai nuovi modelli più efficienti che entreranno nel mercato
  • è presente un “quick access code” o codice QR, che dà accesso alle informazioni sul prodotto, in lingua nazionale, presenti nella banca dati europea EPREL che sono leggibili attraverso la scansione con uno smartphone.

Sì ma la differenza, in breve dove sta?

  • nella distribuzione dei modelli nelle classi di efficienza energetica. Infatti nella vecchia etichetta lo sviluppo tecnologico aveva portato la maggior parte dei modelli nelle classi a più elevata efficienza (A+, A++ e A+++) mentre le classi inferiori erano vuote o quasi; nella nuova etichetta la classe A è vuota e la classe B contiene pochi modelli che sono invece via via più presenti nelle classi da C a G per effetto del “riscalaggio” della scala di efficienza energetica. A parità di altre caratteristiche lo stesso modello può essere presente in due classi di efficienza energetica diverse nelle due generazioni dell’etichetta, ma non è meno performante è la scala di riferimento che è stata modificata;
  • nelle condizioni utilizzate per misurare il consumo di energia, ed eventualmente di acqua e le prestazioni funzionali. Per esempio nel caso delle lavatrici, l’efficienza energetica nella precedente etichetta si basava in generale sul consumo annuo ponderato di energia per i cicli di lavaggio a 40°C e 60°C a pieno carico e a mezzo carico, nella nuova etichetta è invece basata sul consumo ponderato di energia del nuovo programma eco 40-60 a pieno carico, mezzo carico e un quarto del carico nominale.

Perché in questo periodo trovo due etichette energetiche quando acquisto un elettrodomestico?

Un effetto inevitabile, anche se limitato nel tempo, è che alcuni utenti finali potrebbero essere disorientati nel trovare due etichette diverse nell’apparecchio appena comperato. Non si tratta di un errore, ma di un preciso obbligo per il fornitore. La presenza delle due etichette significa che lo specifico apparecchio è stato immesso sul mercato prima del 1 marzo 2021 e quindi risponde completamente alla precedente etichetta ma è anche già conforme ai requisiti di quella nuova.

Poiché la sostituzione delle etichette sarà graduale nel tempo per alcune tipologie di apparecchi gli utenti finali potranno trovare due diverse generazioni di etichetta energetica convivere fianco a fianco: è il caso per esempio degli elettrodomestici del lavaggio, cioè lavatrici, lavasciugatrici ed asciugatrici: per le prime due la nuova etichetta è presente dal 1 marzo 2021 mentre le asciugatrici continueranno ad avere la precedente versione etichetta fino alla revisione del relativo regolamento di prodotto.

DISCLAIMER NECESSARIO

Tutte le informazioni contenute nell’etichetta sono basate su prove standard, previste dalla legislazione europea e realizzate in condizioni di laboratorio: questo permette il confronto fra gli apparecchi della stessa categoria, ma il consumo energetico nella vita quotidiana dipende dal luogo e dalle condizioni di installazione e per molti prodotti dalla frequenza d’uso e quindi può variare rispetto ai valori indicati nell’etichetta.

Tutte queste informazioni e altri dettagli li potete trovare sulla guida ufficiale di Enea .

Io da parte mia mi accingo a studiare e capire meglio i parametri utilizzati per classificare le singole categorie, man mano che usciranno, per raccontarvi come utilizzarli al meglio.

Lavastoviglie e risparmio energetico

Siamo arrivati al terzo appuntamento per capire come leggere le etichette energetiche degli elettrodomestici.

Si potrebbe pensare che per la lavastoviglie valgano più o meno gli stessi criteri di misurazione della lavatrice ma non è così.
Il consumo annuale di energia è calcolato in una prova di 280 cicli di lavaggio con programma standard per stoviglie normalmente sporche, a pieno carico. Il calcolo tiene conto anche del consumo nelle modalità “spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i piatti lavati.
Il consumo annuale di acqua e la classe di efficienza energetica di asciugatura sono determinati per lo stesso ciclo di lavaggio.
I pittogrammi invece stanno ad indicare:
• il consumo annuo di acqua calcolato per 180 lavaggi, in litri 
• la classe di efficienza di asciugatura, su una scala da A a G 
• la capacità nominale di carico per il programma standard, in coperti 
• il rumore emesso per il programma standard, in decibel. 
L’efficacia di lavaggio non è più indicata sull’etichetta perché tutte le lavastoviglie possono essere immesse sul mercato comunitario solo se hanno una efficienza di lavaggio classe A.

Consigli

  • Acquistate un modello che abbia la possibilità di allaccio diretto al rubinetto di carico dell’acqua calda, in modo da abbreviare i tempi di riscaldamento e di durata generale dei programmi di lavaggio.
  • Inserite sempre il brillantante direttamente nella lavastoviglie perchè riduce i tempi di asciugatura e viene dosato a seconda del programma che utilizzate, evitando residui su bicchieri e piatti , come invece può succedere con le pastiglie o le capsule molli.
  • Inserite sempre il sale apposito per lavastoviglie, senza rimedi “fai da te”: la fa vivere più a lungo e combatte i residui di calcare.
  • Utilizzate spesso programmi ecologici e non fatevi spaventare dalla durata: più è lunga, meno energia viene utilizzata.

In foto: lavastoviglie ad incasso a scomparsa totale KitchenAid

L’etichetta energetica delle asciugatrici.

Nel caso dell’asciugatrice esistono parametri differenti a seconda che questa sia a condensazione, a gas, o ad evacuazione.
In questo caso parliamo dell’etichetta di una asciugatrice elettrica a condensazione per uso domestico.
La classe del consumo annuale di energia tiene conto di tre parametri:

  • il consumo medio annuale  per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a metà carico;
    l’indicazione del consumo standard annuale;
    l’indicazione della durata e della potenza utilizzate nelle fasi acceso/spento.

I simboli che troviamo in basso invece evidenziano meglio le performance e indicano:
  • la tipologia dell’apparecchio;
• la durata del ciclo di asciugatura, che corrisponde al programma Standard per tessuti di cotone a pieno carico, in minuti; • la capacità nominale di carico per il programma per tessuti in cotone, in kg; • il rumore emesso durante il programma standard di asciugatura per tessuti di cotone, in decibel; • la classe di efficienza di condensazione, su una scala da A a G. Dove per efficienza di condensazione di un programma, si intende il rapporto fra l’umidità condensata e raccolta nella vaschetta dell’asciugatrice e l’umidità rimossa dai panni bagnati durante l’asciugatura, per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a mezzo carico.

La classe di efficienza di condensazione è il dato più importante che faccio sempre notare ai miei clienti, specialmente se si posiziona l’asciugatrice in ambienti poco aerati o molto umidi.
È un valore che ci consente di conoscere il grado di dispersione di umidità rilasciato dall’asciugatrice nel locale in cui verrà posizionata.  

Questa classe ha più importanza anche della semplice efficienza energetica perché l’alta efficienza di condensazione ( quindi classe A) evita spiacevoli odori, muffe, ruggini e umidità su piastrelle o finestre durante il funzionamento dell’elettrodomestico.
Generalmente io sono contraria a mettere lavatrice e asciugatrice in mobiletti chiusi ma nel caso non poteste fare a meno, cercate di creare un mobile contenitore più grande delle dimensioni reali dell’elettrodomestico e senza il pannello di chiusura sul retro, in modo che vi possa essere la giusta areazione e la pulizia venga facilitata.

Non consiglio di posizionare gli elettrodomestici su un balcone aperto perché le schede elettroniche potrebbero danneggiarsi se esposte a temperature inferiori ai dieci gradi o dovessero essere in parte al sole.

E se ve lo state chiedendo: sì, nell’immagine di copertina c’è uno scorcio di Venezia perché se devo pensare all’umidità e a qualche città in cui una asciugatrice è assolutamente fondamentale, quella è proprio Venezia.

E’ questione di… clima

Scrivo questo post per rispondere a Valentina,  che sulla pagina Facebook di Caricovariabile mi chiedeva consigli  sull’elettrodomestico da acquistare per il problema della eccessiva umidità in casa.

Con l’arrivo dell’inverno le nostre case, a seconda della tipologia di riscaldamento e di come sono state costruite, possono diventare molto umide o molto secche. Questi due estremi creano danni alla casa e alla salute, facilitando l’arrivo e la diffusione dei virus di stagione.

Esistono moltissimi modelli di deumidificatore in commercio ma a grandi linee possono essere distinti in due grandi categorie, quelli fissi e quelli portatili. Ciò che li differenzia, ovviamente, è il fatto che i primi sono obbligati a restare nell’ambiente in cui vengono installati, mentre quelli portatili possono essere trasportati da una stanza all’altra a seconda delle nostre esigenze.

La scelta di un deumidificatore portatile va fatta in base all’ambiente in cui verrà posizionato, la capacità di deumidificare l’aria , espressa in litri sulle schede tecniche e  tenendo d’occhio i consumi energetici perchè se il prodotto che scegliamo consuma più di un climatizzatore, non vale assolutamente la pena acquistarlo.

La  troppa umidità nelle nostre case dipende da vari fattori: se cuciniamo tanto, se stendiamo i vestiti in casa, se arieggiamo poco gli ambienti alla mattina per mancanza di tempo ecc.. .  In molti casi la situazione si è risolta con l’acquisto di una cappa da cucina a carboni attivi e filtri acciaio lavabili in lavastoviglie, una asciugatrice, l’installazione di un climatizzatore fisso o tutte queste cose insieme.

L’estate caldissima dell’anno 2015 ha visto un boom di vendite di climatizzatori fissi a pompa di calore con funzione solo deumidificatore che hanno aiutato in molti casi a non rendere la casa umida in inverno. Infatti  in generale un deumidificatore fisso o un condizionatore con funzione deumidificatore è più efficace rispetto ad un deumidificatore portatile.

In ogni caso dipende dal budget che si ha a disposizione, dagli spazi casalinghi e dalla possibilità di installare il motore del condizionatore sul balcone di casa o all’esterno del condominio. In linea di massima un buon deumidificatore ha un prezzo che si aggira dai 200 euro in su; quelli che costano meno non sono da considerare per durata e funzionamento effettivo. Un climatizzatore pompa di calore con funzione deumidificatore invece,  parte dagli 800 euro in su ma avrà una possibilità di utilizzo più ampia nel corso delle stagioni.

Il  problema delle case con aria troppo secca è spesso dovuto all’impianto di riscaldamento a pavimento. E’ una questione risolvibile molto più facilmente con umidificatori  dai 40 euro in su. Ne esistono due  tipologie : classico ad ebollizione e ad ultrasuoni .

Quello classico riscalda l’acqua del serbatoio fino ad ebollizione, spesso ha una piccola conca vicino al beccuccio di evaporazione, dove possiamo mettere il nostro amato pumilene, che fa tanto inverno! Ha però come difetto la maggiore rumorosità e la continua formazione di calcare.

In quello ad ultrasuoni invece un trasduttore posto nell’acqua trasforma l’energia elettrica in ultrasuoni generando microvibrazioni che creano ebollizione a basse temperature. Funziona anche a freddo e in entrambi i casi ottiene risultati ottimali con basso consumo energetico. Molto piu silenzioso di quello classico, produce comunque un fischio che di notte non è molto piacevole per gli animali e i bimbi piccoli : consiglio quindi di tenerlo spento nelle ore notturne.

 

 

 

 

La lavasciugatrice

Dice un vecchio proverbio che gli apparecchi che fanno due funzioni, non ne fanno bene nessuna delle due.

Non è vero perchè la lavasciuga è una ottima lavatrice . Un pò meno performante come asciugatrice.

Spesso i negozianti scoraggiano  l’acquisto di una lavasciugatrice e anche io rientro in questa categoria . La consiglio invece alle ultras del ferro da stiro e a chi proprio ha problemi di spazio irrisolvibili.

E’ una tipologia di elettrodomestico che crea divergenze di opinioni e divisioni di bucato, ora vi spiego in che senso.

Ci sono alcune cose da sapere prima di procedere all’acquisto :

1    Non asciuga come una asciugatrice singola.

Bisogna infatti prima di tutto essere consapevoli che i risultati non saranno gli stessi di una asciugatrice singola. Servirà però a togliere la maggior parte dell’umidità residua del bucato, accelerando il processo di asciugatura sul classico stendino e facilitando la stiratura.

2   Il carico di lavaggio non è uguale a quello di asciugatura.

Molto spesso non si fa caso alle etichette energetiche, che già di per sè sono complicate da leggere ma se fate attenzione vedrete che le lava-asciuga hanno il carico di lavaggio  garantito,  diverso da quello per l’asciugatura: la soluzione migliore quindi sarebbe quella di togliere una parte di bucato dal cestello per avere un risultato uniforme.

3  Fare attenzione alla tipologia di tessuti che asciugate.

Se nelle asciugatrici è facile avere il sensore dell’umidità che regola il grado di asciugatura in base alla centrifuga fatta dalla lavatrice, nelle lavasciuga non lo si trova.I programmi di asciugatura sono pochi e semplici ma procedono indifferentemente dal grado di umidità dei capi ; bisogna perciò fare attenzione al mix di tessuti che si inseriscono per evitare di rovinarli.

4 Togliere velocemente i capi dall’oblò dopo l’asciugatura.

Vale ancora di più la regola di togliere subito i capi dalla asciugatura: se per l’asciugatrice singola il “pericolo” è quello di veder riformare le pieghe e avere alla lunga i capi che sanno di secco; per la lavasciuga è vero il contrario. E’ infatti probabile che possano assorbire quell’odore fastidioso di umidità che può alla lunga formarsi in tutte le lavatrici. E’ancora più consigliabile quindi,  fare lavaggi a 90° per tenere il cestello della lavasciuga il più possibile igienizzato.

5  I cicli di asciugatura possono essere un pò più lunghi

Non è una regola fissa ma spesso i cicli di asciugatura durano un po’ di più perché vengono effettuati in un ambiente umido dopo la fine del lavaggio e non in un cesto asciutto. Un pò come cercare di asciugare l’ambiente del nostro bagno dopo una lunga doccia . A far bene,  si potrebbe asciugare il cestello della lavasciuga nel momento tra lavaggio e asciugatura ma chi c’ha voglia?

Il mio consiglio quindi è quello di valutare bene questi punti prima dell’acquisto .

Se vi aspettate gli stessi risultati dell’asciugatrice in poco spazio,  vi consiglio di cercare il posto ideale per sistemarla in sede separata dalla lavatrice.

Se invece adorate stirare, è una attività che vi rilassa tremendamente ma non ne potete più di avere calzini sui termosifoni e stendini in cui inciampare per casa  è proprio il prodotto che fa per voi!

Alla fine questi vecchi proverbi un pò di verità ce l’hanno sempre, basta saperli utilizzare a proprio vantaggio.

 

 

Tempo d’asciugatrice

Elettrodomestico amatissimo in America ed utilizzato da sempre per ovvie ragioni meteorologiche in tutto il Nord Europa, l’asciugatrice si sta facendo strada nelle case italiane solo negli ultimi anni.

Guardata con terribile sospetto è accusata dei peggiori “maglionicidi”. Non si sa come mai ma ” alla sorella del collega di mio marito, quella volta che l’ha usata gli è uscito un maglione grande così”.

Proprio oggi consegno alla mia amica la sua prima asciugatrice, tanto desiderata in questi giorni di pioggia.

Ecco quello che le ho consigliato nella fase di scelta della macchina e cosa le ho raccomandato per utilizzarla al meglio, senza stress.

1) La stanza è dotata di finestre oppure no?

Io in ogni caso consiglio asciugatrici che abbiano efficacia di condensazione in classe A, ovvero che abbiano la minore dispersione di umidità possibile. In un ambiente senza finestre , vi lascio immaginare cosa può formarsi oltre alla condensa, ad ogni ciclo di asciugatura. L’efficacia di condensazione è quel simbolino con la vasca e le goccioline che sta in basso a sinistra nelle etichette energetiche di ogni asciugatrice a pompa di calore.

2) La vostra lavatrice quanti giri di centrifuga fa?

Sembra una domanda poco importante . Invece non lo è . È inutile acquistare una asciugatrice se si ha una lavatrice con meno di mille giri. Le fate fare il doppio del lavoro: i risultati possono non essere ottimali e i tempi di asciugatura aumentano, dato che la stragrande maggioranza dei nuovi modelli a pompa di calore è tarato su lavatrici con mille e più giri di centrifuga.

3) Volete creare una colonna bucato?

Ovvero pensate di mettere asciugatrice sopra alla lavatrice? Prima di tutto vi comunico che la lavatrice sta sempre sotto.  Se volete una colonna bucato noi consigliamo due soluzioni: acquistare l’asciugatrice della stessa marca della lavatrice,  per evitare in futuro problemi con centro assistenza autorizzati e garanzie  oppure creare un mobiletto con un ripiano abbastanza resistente da sopportare il peso di una asciugatrice. Tanti vendono anche supporti universali per collegare marche diverse tra loro ma io non mi sono mai fidata. Incidenti domestici con bambini e animali sono all’ordine del giorno, meglio evitare e lavare e asciugare in sicurezza.

4) Asciugare col vapore?

Quando vi dicono che l’asciugatrice   asciuga col vapore, fatevi una risata. Con l’aerosol secondo voi si asciugano i calzini? Direi di no. Il vapore serve invece per distendere le pieghe,  dare sollievo agli allergici dato che peli e pollini se ne vanno e per dare un giro di vita a vestiti delicati,  durante il cambio armadio ad esempio. I capi vi sembreranno appena stirati, di quel fantastico caldo umido paragonabile al pane appena sfornato.

5) Tempo di asciugatura ?

Non temete e non spaventatevi. La durata del programma non riflette il consumo di energia elettrica e permette ai vostri vestiti, un minore shock termico.  Attenetevi ai programmi dedicati a ogni tessuto e , nel caso di Electrolux, almeno per i primi tempi non cedete al famoso “time manager”. Tutti hanno la tentazione di smanettare e abbreviare i tempi ma potreste ritrovarvi con i capi mal asciugati e magari rovinati.

6) Partenze ritardate e piegature!

È importante esserci sempre quando termina l’asciugatura. La partenza ritardata nella lavatrice è comodissima ma non levare subito i capi dall’asciugatrice, vi fa tornare le pieghe. Inserite tutti i capi come se li stiraste, ad esempio le camice come se fossero da appendere: polsini e collo allacciati. Lenzuola piegate, maglie con applicazioni o stampe al rovescio e piumoni d’oca ( non quelli sintetici o extrafini ) assieme a palline da tennis, per sprimacciarli al meglio . Asciugate le scarpe solo con l’apposito cesto, mi raccomando!

7) La pulizia e manutenzione quotidiana 

È importante svuotare la condensa quando la macchina ve lo chiede per evitare antipatici ristagni e odori sgradevoli. I filtri, generalmente due, si riempiranno di pelucchi che andrete a levare, prima con un colpo di aspirapolvere e poi sciacquandoli sotto l’acqua corrente. Più li mantenete puliti e migliore sarà, sia la resa dei consumi in bolletta, sia l’asciugatura dei vestiti. Non cedete a rimedi casalinghi e  profumatori interni se non previsti dalla casa produttrice, rischiate di veder macchiato il vostro vestito preferito.

8) Leggere le istruzioni

Ogni tanto sento persone insoddisfatte della loro asciugatrice. Molto spesso nessuno si è preso la briga di leggere le istruzioni. Consiglio sempre di dare una scorsa veloce e poi tenerle a portata di mano per le emergenze, altrimenti richiedete l’intervento dell’esperto che ve la può spiegare a pagamento. È un peccato acquistare una super asciugatrice e poi utilizzarla al 10% delle sue potenzialità.
Vi sembra complicato dover seguire queste piccole avvertenze?

La morbidezza ritrovata di tutti quegli asciugamani e accappatoi,  ormai più simili al cilicio che al cotone 100% e  l’ordine e pulizia in casa senza stendibiancheria e calzini stesi ovunque, vi ripagheranno dello sforzo.

10 domande da farsi prima di acquistare una lavatrice 

 

Quando si acquista una lavatrice spesso ci si trova davanti un mondo immenso, difficile da comprendere .

Spesso questo è l’interrogatorio che faccio alla cliente che arriva in negozio chiedendo informazioni, fatene tesoro.

Prima di acquistarne una vi faccio ora l’elenco delle domande cui dovete rispondere prima di portarvi una nuova aiutante in casa.

Un po’ alla Marzullo: fatevi una domanda e datevi una risposta.

1  carica frontale o dall’alto?

2 avete problemi di spazio?

3 in quanti siete in famiglia?

4 che tipo di tessuto lavate più spesso?

5 avete un budget di spesa?

6 la preferite tecnologica o modello base,con pochi programmi?

7 preferite cambiarla ogni cinque, dieci anni o la volete far durare più di venti?

8 abitate in casa clima con il doppio attacco dell’acqua calda/fredda ?

9 la utilizzate nelle ore notturne o comunque sapete sfruttare l’alta classe energetica al massimo?

10 siete pronte a lasciar fare alla lavatrice?

Per la domanda nove, mi riferisco al fatto che è davvero inutile acquistare una lavatrice in tripla classe A se poi si utilizza sempre il programma rapido, che consuma molto.

Per la domanda dieci so già la risposta. No.

Perché comunque noi siamo per natura diffidenti: dobbiamo smanettare, alzare abbassare temperatura, giri, tempo di lavaggio.

Ma siamo donne e la lavatrice, come scoprirete presto, l’hanno inventata apposta per noi.

Possiamo farne quello che vogliamo!

A+++

 

Spesso quando si acquistano elettrodomestici nuovi , si cerca di fare attenzione al portafoglio e anche all’ambiente, scegliendo prodotti di tripla classe A+ . Ma cosa vuol dire?

L’energy label, come è chiamata all’estero e’ una unità di misura dei consumi degli elettrodomestici , normata dall’Unione Europea, indicante i consumi annuali in kWh assieme ad altre voci significative, diverse per tipologia di prodotto.

Ecco in cinque punti, le cose da sapere quando si legge l’etichetta energetica di un elettrodomestico .

1) Vecchio e nuovo

le classi vengono riviste ogni tot anni . La classe A di una volta ora è la Z.  Se oggi si sostituisce un forno e il frigorifero e’ classe A+++ dell’anno 2003, non si deve pensare sia la stessa cosa.

2) Mai fermarsi alle apparenze

E’ buona cosa leggere tutta l’etichetta senza fermarsi alla freccia nera in alto indicante A+++. Spesso è meglio acquistare  una lavatrice con la scritta generica  A++  e giri di centrifuga in classe A , di una macchina con tripla classe A e indicante classe B di centrifuga.

3) L’unica cosa che conta

Se per noi è importante la silenziosità perché abbiamo il sonno leggero o abitiamo in un condominio, osserveremo bene i valori dell’icona dei decibel e non quelli dell’efficacia di asciugatura .

4) Teoria  e pratica

Bisogna capire che i consumi variano molto a seconda dall’utilizzo che ne facciamo. Se scegliamo  il programma ecologico e’ possibile far funzionare lavastoviglie e lavatrice assieme all’aspirapolvere a tutta potenza, utilizzando appieno . Se invece selezioniamo sempre cicli di lavaggio brevi, che consumano molta energia, e’ possibile avere qualche sorpresa.

5) Il sacro e il profano

Se si hanno forno e frigorifero da 25 anni e si acquista una lavastoviglie nuova tripla classe A, sarà difficile vedere un calo drastico dei consumi elettrici in bolletta o evitare di superare i kilowatt standard facendo saltare il salvavita.

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