Lessico congelato.

Spesso utilizziamo termini di cui ignoriamo il reale significato, ripetendo quel che sentiamo dagli altri e non comprendendo i vantaggi che possono portare alla nostra vita, impedendoci di scegliere con consapevolezza.

Tutto questo accade anche con gli elettrodomestici e in maggior misura con il frigorifero. Volete saperne qualcosa di più? Ecco spiegati in maniera molto semplice, alcuni termini tra i più comuni e un consiglio speciale sui modelli ad incasso.

LE STELLE DEL CONGELATORE
Molti guardano solo l’etichetta energetica ma pochi sanno cosa significano le stelle del congelatore. Dovete sapere che il periodo per il quale è possibile mantenere nel freezer un alimento congelato, dipende anche dalle stelle che vedete su libretto d’istruzioni e scheda tecnica interna all’apparecchio. A ogni stella corrisponde una temperatura di conservazione di – 6 gradi. Così ad esempio se sull’apparecchio sono stampate due stelle significa che la temperatura raggiunta nel vano è di -12°C. La minima temperatura che bisogna avere per conservare a lungo i cibi è quella garantita dalle tre stelle , ovvero a -18°C. perchè viene impedita la proliferazione batterica. Per congelare i cibi freschi è necessario invece avere un congelatore che abbia almeno 4 stelle , in grado di garantire una temperatura anche di -25°C , per portare in breve tempo a congelazione, eventuali alimenti freschi introdotti.

NO FROST
Detto anche sbrinamento automatico, è una tecnologia che evita la formazione di brina, soffiando aria fredda all’interno di frigorifero e congelatore per ridurre l’umidità ed evitare l’accumulo di ghiaccio. Oltre a ridurre lo spazio nel congelatore, l’accumulo di ghiaccio fa lavorare di più l’elettrodomestico quindi il No Frost fa anche risparmiare energia elettrica. Da non confondere però con la ventilazione perchè quella è solo nel vano frigorifero.

VENTILATO
Questa caratteristica fa in modo che l’aria circoli in maniera uniforme in tutto il frigorifero e la temperatura sia la stessa in ogni zona. Si capisce anche osservando bene l’interno del vano, dalla presenza di una piccola ventola che funziona ciclicamente. Non vale più quindi il consiglio delle nonne che diceva di posizionare i cibi su ripiani differenti per conservarli meglio: con questa caratteristica abbiamo identica temperatura a ogni livello.

ZONA ZERO GRADI
Chiamata in diversi modi a seconda delle case produttrici è un cassetto dedicato a carne, formaggi, pesce e verdura a umidità controllata. In questo modo si conservano più a lungo e si evita la formazione di muffe, oltre al fastidioso “effetto gomma da masticare” di carote e zucchine.

FUNZIONE VACANZE ( HOLIDAY)
Chiamata anche funzione Holiday è una funzione che permette, nei frigoriferi con display di controllo temperatura digitale, di escludere il funzionamento del frigorifero da quello del congelatore. In questo modo si evitano incidenti quando andiamo via di casa per tanto tempo.

CERNIERA PIATTA AUTOPORTANTE
E’ una questione che viene sollevata solitamente in fase di sostituzione di un frigorifero ad incasso, nel caso ci si appoggi a un mobiliere o architetto d’esperienza invece se ne parla in fase di scelta. La tecnica delle cerniere autoportanti prevede che l’anta del mobile della cucina sia fissata alla porta dell’elettrodomestico. In caso di sostituzione è un pò complicato perchè con l’andare del tempo, l’anta del mobile potrebbe subire modifiche e rendere difficoltoso fissare negli stessi fori, un modello di frigorifero nuovo.

CERNIERA A TRAINO
La cerniera a traino invece prevede l’anta del mobile già fissata direttamente alla colonna tramite cerniere e collegata alla porta del frigo tramite una rotaia di scorrimento: in caso di sostituzione quindi è sufficiente collegare le cerniere del frigorifero nuovo, all’anta del mobile. L’ unica azienda produttrice che spiega sul suo sito, questa fondamentale differenza è Liebherr. I miei complimenti, per i vostri prodotti e anche per la cura di questi dettagli.

CONSIGLIO: L’INCASSO DEVE FARE L’INCASSO.
Molte soluzioni di architetti o semplicemente fortemente volute dai clienti prevedono di inserire in nicchie o in mobili su misura, dei frigoriferi da libero posizionamento. La vita del vostro elettrodomestico si accorcia di molto perchè non esiste adeguata ventilazione, anche se il vostro mobiliere prevede delle griglie in alto o in basso. Se il fattore è puramente estetico si può benissimo risolvere con ante in acciaio, acquistabili a parte come accessori o di diversi materiali e colori, a seconda della casa produttrice.

Gli elettrodomestici marini.

Cuoce la pasta mentre stai calando l’ancora? Chi è?

Non soffre il mal di mare perchè ha le griglie ondulatorie? Chi è?

Tiene in fresca l’acqua gasata mentre viaggi sull’acqua salata? Chi è?

E’ l’elettrodomestico “marino”, scopritelo su Rieducational Channel.

Credo che circa il novanta per cento di voi abbia riconosciuto questa intro, una trasposizione degli sketch comici di Guzzanti.

Oggi vado al Salone Nautico di Genova e settimana scorsa, molti miei amici mi chiedevano cosa cavolo centrasse il mio lavoro.

Ebbene esistono gli elettrodomestici sulle barche, no?

Dalle barche a vela, agli yacht, alle grandi navi da crociera esistono elettrodomestici che devono essere in grado di essere utilizzati per garantirci la massima semplicità di utilizzo e comfort, dai più basici ai top di gamma.

Lavelli con due fuochi gas integrati, piano cottura e forno a gas in una unica soluzione, piano cottura elettrico, frigoriferi e perfino barbecue.

Che cosa differenzia gli elettrodomestici “marini” da quelli tradizionali?

  • la maggior parte dei piani a gas ha dei fermi rimovibili che consentono alla pentola di restare stabile sul fuoco prescelto.
  • le griglie del forno sono basculanti per poter mantenere sempre in bolla il cibo durante la cottura e seguire il movimento delle onde.
  •  i frigoriferi sono molto compatti e devono avere delle capacità di refrigerazione indipendenti dalla temperatura e umidità esterna oltre che dall’inclinazione dell’imbarcazione.

 

Seguite sul mio profilo Instagram le mie avventure al Salone Nautico di Genova con Gaggenau e scoprirete tante altre curiosità .

5 cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso

Se negli anni Ottanta e Novanta la tendenza era quella di inserire il frigorifero nella mobilia della cucina, adesso stiamo assistendo al grande ritorno del libero posizionamento, sia per quanto riguarda i frigoriferi che per tutti gli altri elettrodomestici. Il modello Fab di Smeg ne è l’esempio per eccellenza.

Ma spesso chi acquista casa oggi, la trova già arredata e la cucina è la nota dolente. Alcuni lo chiamano frigorifero ” ad incastro” , perché in effetti è inserito nella mobilia della cucina ma il suo nome corretto è “frigorifero ad incasso” o “built-in”.

Quando si tratta di arredarne una, spesso arriviamo talmente esasperati  e bombardati da mille informazioni, che finiamo per affidarci completamente e rischiare di prendere la prima soluzione che ci viene proposta.

Ci accorgiamo della sua esistenza e delle sue caratteristiche solo quando inizia a dare i primi problemi, vero?

Ecco allora le cinque cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso.

  1.  ETICHETTA ARGENTO.  Fotografate l’etichetta argento o bianca che è posta all’interno del vano frigorifero, generalmente a metà altezza o ai lati del cassetto verdura. In questo modo potrete cercare in Internet gli schemi d’incasso del vostro modello ed eviterete di stressarvi con il metro, rischiando di dare misure errate a chi dovrà sostituirlo.
  2. TIPOLOGIA DI CERNIERE DELL’ANTA. Verificate o fotografate la tipologia di cerniere di apertura dell’anta del frigorifero. E’ possibile che siano fisse o a scorrimento ed è un’altra informazione da dare al venditore perché possa sostituire il vostro modello con il minore impatto possibile sulla vostra mobilia.
  3. COMBINATO O DIVISO IN DUE? Il vostro frigorifero è separato dalla parte freezer? Ci sono alcuni modelli che possono sembrare combinati ( ovvero parte frigo + congelatore unite) ma sono invece due elettrodomestici separati. In questo modo potreste dover cambiare solo la parte che non funziona più.
  4. COLLEGAMENTO ELETTRICO. Controllate che l’installatore non tagli i fili elettrici “per comodità” ma vi sia una presa di corrente a muro a norma, in questo modo non incorrerete in futuro in pericolosi sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare l’elettrodomestico.
  5. NO A SOLUZIONI FAI DA TE. Non pensate di poter inserire un frigorifero da libero posizionamento nel vano della mobilia dove prima stava un frigorifero ad incasso. E’ una soluzione che va ad accorciare la vita del frigorifero a causa della scarsa ventilazione. Molto spesso sarete poi costretti a tenerlo spostato dal fondo della parete per via dell’apertura della porta: il modello da posizionamento libero, infatti necessita di qualche centimetro in più di agio. Ci sono poche case produttrici che realizzano le porte ” a filo”, ovvero che anche da aperte restano in linea con l’ingombro del corpo del frigorifero.

 

 

 

 

 

 

 

10 cose da sapere prima di acquistare un piano a induzione.

Bello da vedere, semplice da usare, comodo da pulire e sicuro per bambini e anziani. Fortemente consigliato quando si acquista una nuova cucina e nella sostituzione di piani a gas, il piano induzione spopola. Bianco o  nero, a due, tre o quattro zone cottura, esistono modelli adatti ad ogni esigenza.

Prima di farsi prendere dall’entusiasmo però è necessario sapere alcune cose .

1) Verificare bene le misure di incasso se si sostituisce il vecchio piano a gas.

Il piano ad induzione va più in profondità all’interno del mobile cucina, all’incirca di  5 cm rispetto ai 2,5 del piano a gas e necessita di altri due, tre centimetri per lasciar lavorare bene il motore.

2) Il piano ad induzione non è il piano elettrico.

La differenza è che il primo lavora per magnetismo mentre il secondo ha una resistenza elettrica che scalda e fa diventare la zona cottura di colore rosso mentre è in funzione. Il materiale di cui sono fatti però è identico per entrambi: la vetroceramica.

3) Evitate di acquistare modelli con forme particolari.

Se la vostra cucina ha il piano di lavoro in marmo alla lunga sono poco pratici nell’utilizzo, per via delle pentole che possono toccarsi tra loro e  di difficoltosa sostituzione, mentre le classiche forme rettangolari sono modificabili senza grossi sforzi.

4) Il semifilo è sempre meglio.

Se cucinate molto è consigliabile acquistare un modello con profilo sottile in acciaio oppure a semifilo , elegante e sfuggente per evitare che si possano depositare con il tempo, antipatici residui di cibo attorno alla cornice del piano. Questo succede spesso, nonostante i mobilieri siano bravi e attenti nel mettere la striscia di silicone termico tra la cornice e il piano cucina.

5) Il comfort prima di tutto.

E’ importante che le zone cottura siano comode per voi e quindi pensate a quali zone utilizzate di più. Ad esempio, per chi cucina poco,  avere un piano a induzione con la zona dal diametro più piccolo in alto a sinistra, non è una scelta molto indovinata.

6) Che diametro?

Informatevi bene  sul diametro effettivo di riconoscimento delle pentole. Se siete dipendenti dal caffè della moka è doveroso sapere che la classica moka ad 1 tazza  molto spesso non viene letta. E’ uno spreco utilizzare la moka sull’adattatore quindi consiglio l’acquisto di una moka da 2 tazze .

7) Attenzione al tempo!

Ripensate i vostri tempi di cottura. La pasta ci mette davvero poco a bollire. Non avrete più il tempo di andare a mettervi la tuta, pensare a che sugo abbinarci, scegliere il tipo di pasta, apparecchiare ecc… . L’induzione viaggia veloce!

8) Pentole vecchie, pentole nuove.

Se non volete cambiare la vostra squadra di pentole e padelle preferite, è sufficiente verificare che siano adatte all’induzione avvicinando al loro fondo una calamita. Se si attacca allora potete utilizzarla, altrimenti c’è la possibilità di un adattatore ma vi avverto che non è la stessa cosa.

9) Se salta la corrente non è colpa dell’induzione.

Molte persone diffidano dall’induzione per paura di consumare troppi kilowatt ma ora esistono modelli che prevedono un limitatore incorporato che evita questo inconveniente. Se in casa avete elettrodomestici più vecchi di dieci anni però sappiate che se avete il piano induzione acceso e salta la corrente, la colpa non è sua ma degli altri elettrodomestici.

10) Graffi e pulizia.

Sarà sicuramente più facile e semplice da pulire rispetto al gas, con le griglie e piano acciaio inox da sfregare ogni volta. Ma sappiate che il piano ad induzione si rovinerà, si graffierà e a volte potrà rimanere il segno della piastra dell’adattatore. Mi raccomando cercate di utilizzare prodotti specifici per la pulizia, meglio se della marca del vostro piano cottura e non rimedi fatti in casa.

 

Pic from Pinterest @Modulnova Sydney Studio : cucina Modulnova e piano ad induzione Smeg.

 

I pericoli dei rimedi naturali

Ho sentito l’urgenza di scrivere questa riflessione dopo aver visto una condivisione su Facebook, dove si promettevano mirabolanti risultati nel pulire il forno con rimedi naturali . E i commenti al post erano di persone che davvero ci avevano provato e si erano ritrovate con parti del forno corrose o rovinate.

Vi dirò una cosa che probabilmente vi stupirà: gli elettrodomestici non sono di origine naturale. La natura li spaventa e li danneggia.

Bicarbonato di sodio, aceto, ammoniaca, succo di limone, strane palle di carta stagnola per ridurre la staticità nell’asciugatrice e chi più ne ha più ne metta. State uccidendo il vostro elettrodomestico o se vogliamo dirla più terra terra: state buttando via i soldi che avete speso per comprarlo.

Niente di tutto questo vi serve per pulirlo perché è fatto di acciaio,ferro, alluminio, vetro, smalto, resina, vernice e plastica. Molti prodotti naturali che vengono spesso citati, come ad esempio limone e bicarbonato sono altamente corrosivi e vanno a rovinare le superfici del forno irrimediabilmente, compromettendo anche l’antiaderenza delle teglie.

Ma non parliamo solo di forni.

Ho visto lavastoviglie,  il cui interno di acciaio era diventato tendente al marrone dopo lavaggi con aceto di vino; lavatrici con cestelli opachi e guarnizioni dell’oblò rinsecchite; aspirapolveri con motori fusi a causa di sacchetti usati più volte per non inquinare e perché “tanto sono di tela”,  macchine del caffè e ferri da stiro ingolfati da troppo acido citrico ecc.

Quando si pulisce un elettrodomestico bisogna utilizzare prodotti specifici o piccoli trucchi che nel tempo danno buonissimi risultati.

Pulire il forno la sera stessa è vero che è una gran rottura di scatole ma salva il vostro aiutante di fiducia. Piuttosto lasciate le padelle nell’acquaio ma date al forno una sommaria passata con una pezza bagnata. Quando avretepiù tempo   utilizzerete il prodotto apposito ma  il forno non si presenterà con tremende righe di grassonfra un vetro e l’altro o schizzi interni che non vanno più via.

Tanti mi chiedono perché le lavatrici una volta duravano di più e io rispondo che dipende da come le si usa.

Le nostre nonne usavano e usano ancora lavaggi ad alte temperature e bassi giri di centrifuga: il modo migliore per far durare a lungo una macchina! Basterebbe un lavaggio a novanta gradi, una volta al mese per evitare odori sgradevoli e mantenere in salute il motore della nostra lavatrice.

L’unico elettrodomestico che apprezza la pulizia naturale è l’interno del frigorifero: bacinella di acqua calda e pochissimo succo di limone per il profumo.

Tutto quello che ho scritto l’ho imparato in negozio e a casa dei miei genitori, dove troneggia una lavastoviglie Miele il cui meraviglioso interno di acciaio inox è diventato color ruggine,come il rame.

Grazie aceto, sei stato proprio divino.

Battutona.

Il forno a vapore

La tipologia di forno di cui parliamo in questo post non ha niente a che fare con la cucina d’ospedale o piatti insipidi e incolori.

Negli ultimi anni c’è stata una progressiva sparizione dei forni con solo funzione microonde o combinati con forni “normali”, quindi statico/ventilato/grill. I mobilieri che ne hanno ancora a magazzino molto spesso li regalano pur di liberarsene.

Calato dal nord a velocità supersonica è arrivato anche in Italia, il forno a vapore.

È aumentata la nostra attenzione nei confronti del cibo e della sua ricerca e preparazione:  di conseguenza si vuole mantenerne le proprietà per renderlo il più gustoso e salutare possibile.

C’è al momento grande confusione su questo tipo di elettrodomestico e anche in internet girano descrizioni di prodotto poco chiare . Il rischio è di acquistare un prodotto sbagliato, se non si viene consigliati adeguatamente.

Esistono due tipologie:  aggiunta di vapore e combinato col vapore.

Il forno con aggiunta di vapore è un forno classico con funzione statico/ventilato/grill , dotato di un piccolo serbatoio o cannuccia estraibile che ci consente di inserire un getto di vapore nel vano cottura. 

Fa la funzione della vecchia bacinella di acqua che si metteva in forno quando si cuoceva a lungo la carne o impasti lievitati. Rende il cibo più morbido e nel caso dei lievitati, digeribile.

Ci sono diversi modelli in commercio che possono prevedere programmi pre-impostati dove il vapore viene immesso automaticamente a intervalli regolari oppure manualmente con un comando apposito.

È indicato per chi cucina spesso carne, specialmente a cottura lenta, selvaggina e pizza pane e focacce dolci o salate.

Il forno combinato con vapore è invece quello che la maggior parte delle persone ha in mente quando entra in un negozio chiedendo informazioni.

Si possono cucinare verdure e pesce al vapore ma anche pizza, lasagne e tutte le ricette che abbiamo sempre fatto con il nostro solito forno.

Il punto è che il forno a vapore non si ferma a verdure e pesce ma ha una infinita’ di plus che lo rendono il prodotto ideale per chi adora cucinare.

Si presenta come un forno normale ma con un serbatoio capiente da cui verrà prelevata, scaldata e immessa l’acqua nel vano cottura. In alcuni prodotti è possibile scegliere, oltre alla temperatura anche la percentuale di umidità per la cottura,ad esempio cuocere al 25%, 50% o 100% di umidità .

Il bello di questa tipologia di forno è che si può decidere di preparare l’impasto della pizza alle sette di sera e cenare alle otto. Il processo di lievitazione a umidità e temperatura costante permette una accelerazione significativa nella preparazione di tutti i lievitati.

Si possono cuocere riso ma soprattutto pasta fresca e gnocchi senza timore di scuocerli . Cuocere  gli gnocchi di patate nel forno a vapore è qualcosa di veramente innovativo, così come assaggiare gli spiedini di carne con pollo e verdure. Il pollo è difficile da cuocere se lo si vuole morbido al punto giusto e che non sappia di suola di scarpe ma utilizzando il vapore resta morbido e saporito.

Il vero vantaggio per le donne pratiche però è la pulizia. La pulizia del forno, l’incubo casalingo di ogni famiglia!

Questo è un problema che il forno con funzione pirolitica non riesce a risolvere completamente perché spesso tiene in ostaggio il nostro elettrodomestico per una notte intera, con alti consumi di elettricità.

Cento gradi di umidità e mezz’ora di tempo possono bastare invece per sciogliere schizzi di grasso su vetro e pareti. Un sogno.  

Portate pazienza se all’inizio sbaglierete qualcosa, spesso quando lo si usa le prime volte ci si trova a cuocere nel forno a vapore delle verdure, buttando uno sguardo ogni tanto per controllare ma mai vi sembreranno cotte. Siamo infatti abituati allo scolorirsi del cibo con il processo di bollitura e lessatura ma con il vapore, i colori rimangono.

Non vi resterà altro che seguire il consiglio dei grandi chef, urlato nelle cucine di tutti i programmi tv del momento: assaggiate, assaggiate, assaggiate sempre !
Foto Pinterest dal libro di cucina vintage “the fireside cookbook”.

Online e Offline

In questi anni abbiamo assistito al fenomeno degli elettrodomestici venduti online e posso assicurare che è sempre più difficile trovare qualcosa da dire quando il cliente chiede: ma perché costa così tanto acquistandolo da voi e così poco se lo compro online?

Io stessa ieri ho alzato le braccia e mi sono arresa. Se ci si informa su Internet, si sta attenti a non farsi prendere dall’entusiasmo del momento e si acquista qualcosa che DAVVERO ci serve, si monitorano le spese di spedizione e ci si assicura che sia un prodotto su cui l’assistenza ufficiale risponderà: non ci sono obiezioni da poter fare.

Quello che possiamo fare noi è consigliare le marche, poter dire qualche retroscena della produzione del prodotto, qualche trucco per l’utilizzo ma è ormai evidente che si sta andando sempre più nella direzione dell’autosufficienza d’acquisto, come la chiamo io.

Navigando sui forum si riesce a farsi una idea di come funziona un prodotto e se va meglio rispetto ad un altro. In tanti poi utilizzano la tecnica del venire in bottega a chiedere informazioni per poi acquistare su Internet e noi cerchiamo di difenderci come possiamo, dare meno informazioni, far tornare il cliente più volte per evitare di perderlo .

Il lavoro del commesso e del piccolo negozio di elettrodomestici quindi è finito?

Io penso che il futuro sia la consulenza in generale: fatta da persone davvero preparate e che aiutino il cliente a districarsi nella giungla di prodotti e promozioni, controllando i prezzi online e offline, dando supporto nel post vendita specialmente nei rapporti con l’assistenza.

Voi cosa ne pensate? Avete acquistato già qualche prodotto del genere online?

Come vi siete trovati?

Io intanto torno a controllare quali sono i migliori siti di online shop per elettrodomestici .

 

Foto Pinterest