Estrattore o centrifuga?

Questa settimana mi sono imbattuta per la prima volta in un bar che nel menu appeso alla parete faceva distinzione tra estratto e centrifuga.

Incredibile.

Fino ad allora ho sempre trovato l’uno o l’altro e la cosa che mi stupisce di più è che si fa davvero fatica a riconoscerli, secondo me.

Quello che invece volevo rendere più chiaro è la differenza tra i due piccoli elettrodomestici che ci aiutano a prepararli: la centrifuga e l’estrattore.

LA CENTRIFUGA

Il primo ricordo risale a quando ero piccola.
I miei genitori sono da sempre delle persone un pò esagerate, specialmente mio padre. Sono fissati con la stagionalità di frutta e verdura, e fin qui tutto bene ma a casa mia si mangiavano certe cose fino ad averne la nausea, cose del tipo: radicchio a colazione. Le mezze misure in casa esistono poco. Ad ogni modo, la centrifuga me la ricordo perchè veniva usata a settembre e ci si faceva il succo con l’uva della campagna dei miei nonni: uva bianca e uva rossa. Era marrone, marca Moulinex se non sbaglio, faceva un casino infernale e aveva un serbatoio minuscolo che costringeva a tagliare la frutta sbucciata e a pezzi molto piccoli. Infatti mio padre per evitarsi questa rottura la usava con l’uva, che già è un tipo di frutto piccolo di suo e la buccia morbida: genio. Che i semini spaccassero le lame poco importava, tanto la usavamo una volta all’anno.

Oggi chiaramente questo tipo di elettrodomestico è molto migliorato e anche i tubi di immissione della frutta sono diventati più ampi, addirittura ho visto un modello dove ci può passare una mela intera e il motore è potente da sminuzzare la buccia quasi a non sentirla sotto i denti. Non ditemi di no, siamo onesti che anche con i prodotti migliori io ho sempre sentito qualche buccetta sotto ai denti. Se invece togliete anche la buccia prima di fare la centrifuga, siete un caso perso perchè sicuramente stirate anche le mutande, proprio come mia madre.
I serbatoi sono più capienti e la buccia viene il più possibile separata dal succo, facilitando così l’ingrato compito di pulire tutto l’elettrodomestico. Le retine di metallo che servono per trattenere le bucce sono a maglie più sottili e facili da smontare ma il concetto non cambia: le centrifughe hanno le lame. Sono in sostanza dei piccoli frullatori con retina e separatore di bucce. La prova? Centrifugate frutta fredda di frigorifero e appena bevete il succo lui sarà tiepidino, non freddo. Le lame scaldano. Ricapitolando: la centrifuga ha le lame come un frullatore, crea il succo di frutta tritandola, il residuo di polpa è umido.

L’ESTRATTORE

Ma veniamo all’estrattore o per meglio dire estrattore a freddo. Sì perchè la principale differenza è che lui la frutta non la trita e sminuzza con le lame, scaldandola: lui la pressa.

E’ infatti una specie di spremiagrumi capovolto a testa in giù che “rispetta” la frutta e riesce ad estrarne anche il succo più nascosto grazie alla sua componente speciale: la coclea. Non ha bisogno di grandi imboccature perché la frutta con questo elettrodomestico la dovremo tagliare per forza a pezzetti.

La parte più ingombrante risulta il motore mentre la parte di spremitura è più piccola perché il nostro succo viene spremuto direttamente all’esterno, così come il residuo secco. Di pulizia ancora più facile rispetto ad una centrifuga perché è molto silenzioso, l’estrattore riesce a estrarre succo anche verdura in foglia, come gli spinaci senza battere ciglio. Il movimento a vite riesce a spremere talmente bene i liquidi che il suo residuo risulta asciutto.

Se per la centrifuga si parla di Watt di potenza, la bontà di un estrattore si valuta principalmente dalle RPM, rotazioni per minuto.

Alcune ricerche effettuate hanno dimostrato che tutti gli estrattori al di sotto degli 80 giri al minuto hanno la caratteristica importante di non scaldare il succo estratto e quindi di mantenere inalterate le principali proprietà benefiche dei succhi di frutta e verdura. La spremitura a bassa velocità tipica degli estrattori non dovrebbe produrre calore, in questo modo i principi nutritivi presenti nei vegetali crudi si mantengono inalterati.

Proprio per questo motivo è importante bere il succo ma senza gettare via il residuo secco perché quelle sono tutte fibre importantissime. Si possono infatti utilizzare in mille ricette come dolci o aggiunte a colazione.

Da parte mia vi suggerisco, oltre a controllare i giri al minuto, di cercare un modello con una coclea in metallo e non in plastica perchè ha una durata maggiore nel tempo.

A questo punto mi è venuta una idea malsana: potrei fare uno scherzo alla prossima persona che viene a casa mia.

Riuscireste a capire la differenza tra un succo fatto con una centrifuga o con un’estrattore? La sfida è aperta.

Se ve ne offro una state attenti alla risposta! 🤣

5 idee regalo che ancora non vi hanno detto.

E’ arrivato il momento.

Sono ormai settimane che su Internet e tutti i social network impazzano le classifiche dei regali consigliati per il Natale 2017.

Io, la regina delle cose all’ultimo minuto, dei regali in extremis, delle figuracce perché mi dimentico di ringraziare le persone giuste o c’è sempre qualcuno a cui io non ho pensato che mi fa un regalo,  ho deciso di illuminarvi solo adesso.

Cinque idee appartenenti al mondo degli elettrodomestici , davvero utili e mai banali.

1. Macchina del caffè in capsule “Jolie” di Lavazza, edizione limitata Star Wars.

Si tratta di una macchina del caffè funzionante a capsule Lavazza A Modo Mio, in edizione limitata con finiture realizzate a mano, artigianalmente.

Compatta, sta anche su piani di lavoro di piccole dimensioni: 1250 Watt, 10 bar di pressione, serbatoio da 0,6 lt, erogazione caffè espresso programmabile, autospegnimento dopo 9 minuti. La nuova macchina Lavazza è stata presente con uno stand sia al Lucca Comics (1-5 novembre) e lo sarà anche al Torino Comics (16-17 dicembre), nonché in corner dedicati in alcuni selezionati UCI Cinemas in occasione del lancio del nuovo film. La macchina edizione limitata Star Wars™ sarà disponibile solo online, al prezzo di 139 euro, all’interno della landing page del nuovo sito web lavazza.it, una sezione interattiva e dedicata ai veri fan di Star Wars™.

2. Slow-cooker Crock-Pot Sauté

Che cos’è una slow-cooker? Un piccolo elettrodomestico che ti consente di programmare la cottura in modo da non disperdere le sostanze nutritive delle pietanze e farti trovare il pranzo o la cena pronte al momento giusto. Crock-Pot  aggiunge alla sua ampia gamma di pentole a cottura lenta il modello Sauté, provvisto di pentola interna in DuraCeramic e adatta quindi a tutti i tipi di piani cottura, inclusi quelli a gas e a induzione.

È quindi praticissima per rosolare i cibi sui fornelli oppure per la gratinatura finale in forno, con la sua capacità di 5 litri riesce a cuocere cibo per 5-6 persone e il comodo display  consente di programmarla e di mantenere il pasto in caldo, grazie alla funzione automatica “Auto Keep Warm”che  consuma quanto una lampadina.
Il prezzo indicativo al pubblico è di 149,90 euro.
3.  Bilancia elettronica da cucina Franke
Avete mai pensato a quel famoso video di YouTube dove il padre scambiava un iPad con un tagliere? Forse è proprio da lì che Franke è partita per realizzare una soluzione innovativa e di design fatta per integrarsi al meglio con la sua linea di lavelli ed elettrodomestici. Questo modello speciale si chiama Lightboard FS LGT e si posiziona perfettamente a filo sulla vasca del lavello, creando una elegante copertura e uno strumento funzionale. Toccando un pulsante si possono creare vari effetti di luce, schermo touch antischizzo, pesatura alimenti fino a 10 kg . E’ disponibile in due versioni di colore: nero e champagne per adattarsi alle finiture speciali di lavelli ed elettrodomestici della casa madre. Accessorio esclusivo e nato da poco si è aggiudicato la “honorable mention” al Red dot design award 2017.
Prezzo su richiesta.
4.  Purificatore d’aria Electrolux
L’aria pulita è essenziale per la qualità del sonno e della vita. In questi mesi invernali avere un ricambio d’aria sufficiente a mantenerci in salute è difficile: inquinamento, freddo polare e temperature caraibiche nei nostri condomini, non aiutano di certo. Il purificatore d’aria Oxygen EAP450 è dotato del sistema Pure Source™ di filtraggio a cinque fasi. Combatte gli inquinanti a livello molecolare per neutralizzare i virus, i batteri, i vapori chimici e gli odori, senza produrre l’ozono dannoso. Rimuove lo sporco, la polvere, il polline e i cattivi odori per rendere l’aria più pulita del 99,97%. Cattura i peli di animali e le particelle aeree rendendo la pulizia di casa più facile. Il sensore di qualità d’aria continuamente monitora la qualità dell’aria e regola automaticamente la velocità della filtrazione dell’aria. Inoltre con il sensore della luce, la sera automaticamente sceglie la modalità silenziosa per garantire un sonno sereno anche ai più sensibili. Tutti e tre i filtri: HEPA, carbone e antibatterico sono lavabili per garantire la massima igiene.
Il prezzo consigliato è di 499 euro.
5. Spazzola per animali universale per aspirapolvere  Bimar 
Vi ricordate che tempo fa avere l’accessorio per spazzolare e contemporaneamente aspirare i peli dei nostri cani era appannaggio di una sola marca ?
Ora non più.
Tantissimi italiani hanno uno o più compagni pelosi in casa e la maggior parte sono cani . Risolvere il problema dei peli in casa è sempre un disastro ma finalmente ho trovato la soluzione. Infatti indipendentemente dall’aspirapolvere in vostro possesso potete acquistare tre diversi kit universali da agganciare ai vostri aspirapolvere per spazzolare il vostro cane e aspirare direttamente i suoi peli. L’unica cosa che dovrete fare è scegliere il corretto tipo di spazzola, da utilizzare a seconda del pelo del vostro amico, lungo, medio o corto.

Il prezzo consigliato è di 89 euro.

Credit photo: Brit Morin

Do you know “Macchiatone”?

Cosa c’entra l’immagine di uno spritz in Piazza dei Signori a Padova?

Ho riscritto l’inizio di questo post perché un commento ad un mio post di Instagram mi ha illuminata. Abbiamo tutti gusti differenti riguardo al caffè e ogni regione italiana ha un tipo di caffè che la rappresenta: questo ragionamento vale anche per altri tipi di bevande che, se non vengono consumati nel loro luogo di origine, spesso diventano tristi imitazioni. Vi faccio un esempio per farmi capire meglio.

Ho studiato tre anni all’Università di Padova e quando mi sono trasferita a Milano per continuare il mio percorso con la laurea specialistica ho subìto due tipi di trauma.

Il primo riguarda l’aperitivo, dove lo spritz non aveva l’oliva ed era dolcissimo e strapieno di cubi di ghiaccio. Sacrilegio.

Il secondo invece riguarda proprio il caffè perché a Milano, il concetto di “macchiatone” non esiste.

Mi ricordo ancora il bar in zona San Babila dove, alla mia richiesta di  ” Buongiorno! Un macchiatone, per favore!” la risposta è stata un: ” Prego?!” . Non perché non avesse sentito quello che gli avevo detto ma proprio perché non sapeva cosa prepararmi. Non si tratta di latte macchiato, non si tratta di cappuccino, non si parla di caffè macchiato: il macchiatone è una cosa a sè. Detto questo mi sono avventurata nel provare a trovare una macchina del caffè che possa riprodurre abbastanza fedelmente il macchiatone veneto.

Partiamo subito dal presupposto che, senza dover versare il latte in maniera separata dalla produzione del caffè,  non è possibile gustarne uno davvero buono. In questo modo poi possiamo gestire la qualità e la quantità di latte che vogliamo e in alcuni casi anche la temperatura ideale.

Ecco tre aiutanti davvero valide, una per ogni sistema diverso di preparazione del caffè. Se cliccate sul loro nome si aprirà il link diretto con immagine e possibilità di acquisto al miglior prezzo.

GRANI

Saeco PicoBaristo HD8925/01

  • Macine in ceramica che assicurano una macinatura uniforme, duratura nel tempo e non surriscaldano i chicchi
  • Filtro AquaClean, previene la formazione del calcare e blocca le impurità dell’acqua; fino a 5000 tazze* senza bisogno di decalcificare
  • Personalizzazione: lunghezza caffè regolabile, 5 intensità di aroma, 10 impostazioni di macinatura, 3 livelli di temperatura
  • Dall’espresso al cappuccino 11 specialità in un tocco
  • Caraffa latte integrata
  • Display LED intuitivo e finiture in acciaio inossidabile
  • *Basato su 8 sostituzioni del filtro come indicato sulla macchina, il numero effettivo di tazze dipende dalla varietà di caffè selezionata, dai programmi di risciacquo e di pulizia

Prezzo ufficiale consigliato al pubblico di 829 euro . Anche se sul link a cui vi invio al momento costa di meno.

MACINATO

DeLonghi EC860M

  • Macchina per il caffè espresso e cappuccinatore
  • Sistema Automatic Cappuccino e latte regolabile
  • corpo interamente in acciaio inox
  • 2 sistemi di riscaldamento Thermoblock
  • nuovo portafiltro professionale con sistema crema per caffè in polvere e cialde E.S.E.
  • 15 Bar
  • Energy Saving con sistema stand by.

Prezzo consigliato al pubblico euro 350

CAPSULE

LAVAZZA Fantasia

  • Regolazione quantità crema per selezionare il livello di crema di latte desiderato tra 3 possibilità
  • Touch control; interfaccia touch
  • Funzioni ricette latte; per selezionare 3 possibili tipologie di ricette
  • Spegnimento automatico dopo 9 minuti
  • Capacità del serbatoio: 1,2 lt
  • Potenza 1200 Watt

Questo modello viene venduto SOLO ONLINE a 139 euro.

Foto credit: b-Line.it

Ferro da stiro delle mie brame

“Buongiorno. Mi servirebbe un ferro da stiro.”
Quando un cliente entra e pronuncia questa frase, solitamente da qui in poi parte il mio interrogatorio.

Forse non tutti sanno che esistono diverse tipologie di questo elettrodomestico, qui vi faccio un breve riepilogo con qualche consiglio utile. 

  • Ferro da stiro a secco

Piccolo elettrodomestico senza serbatoio per l’acqua. Utilizzato per lo più da persone anziane, sta scomparendo e sono ancora poche le case produttrici che lo fabbricano.

  • Ferro da stiro a vapore

Dal più semplice al più performante, con vapore verticale o autospegnimento, è il modello che tutti almeno una volta abbiamo usato. Nel tempo il serbatoio è diventato più capiente rispetto al passato e per contrastare i depositi di calcare è stata inserita in quasi tutti i modelli in commercio, una pastiglia anticalcare; la potenza oscilla tra i 1200 Watt e i 2600 Watt e restano solo pochi modelli con piastra in acciaio liscio, rispetto a quelli a superficie satinata o ricoperti di ceramica per evitare il “lucido” su capi scuri.  E’ stato inoltre  introdotto recentemente, un modello dove non è più necessario regolare la temperatura a seconda della tipologia di tessuto che stiriamo. Ma sono sicura che molte di voi lo usano sempre al massimo della potenza, o sbaglio?

I più venduti sono indubbiamente quelli a marca Rowenta , su cui i clienti solitamente si fiondano fin dall’inizio. Hanno sicuramente il pregio della durata nel tempo e della facilità d’uso, oltre a innovare continuamente e con giudizio i loro modelli, come fatto con il DW6010 Rowenta Eco-intelligence.

  • Ferro da stiro a serbatoio separato

Viene spesso confuso con il ferro da stiro a caldaia ma il suo aspetto è quello di un classico ferro a vapore, collegato ad una base dotata di serbatoio molto capiente, fino oltre un litro e una pressione standard per il vapore. E’  l’ideale per chi ha molto bucato da stirare e pochissimo tempo. Il vantaggio di un ferro con serbatoio separato è infatti quello di raggiungere più velocemente la temperatura rispetto ad un ferro a caldaia, mantenendo i vantaggi della maneggevolezza del ferro da stiro normale. Le piastre del ferro sono microforate nella maggior parte dei casi,  per una fuoriuscita uniforme del vapore e rivestite in ceramica o materiale antiaderente.

Questa tipologia “ibrida” ha un prezzo che oscilla tra i cento e duecento euro. Per quanto riguarda la mia esperienza, un modello apprezzato dai clienti è l’Ariete EcoPower 6430.

  • Ferro da stiro a caldaia

Chi non ha mai avuto in casa un ferro a caldaia?  E’ il ferro da stiro delle mamme per eccellenza, il più gettonato per chi ha tanto da stirare, necessita di serbatoio capiente e tanta potenza. Il più regalato a Natale, compleanni e Festa della Mamma ma torneremo sulla questione regali più avanti. Il corpo del ferro da stiro ricorda lo stile industriale con manico in sughero, il cavo elettrico rinforzato e un unico potente tasto per il getto di vapore. Differisce dal modello a serbatoio separato perché il ferro ha un serbatoio di quasi due litri che riesce a garantire una stiratura attorno alle due ore, per il peso maggiore della piastra in alluminio, che facilita la stiratura e il manometro per la pressione, in alcuni casi regolabile.

La più conosciuta e venduta è ancora la Vaporella Polti, affidabile e robusta senza troppi fronzoli. Il prezzo di questi modelli parte dagli ottanta euro ma può arrivare fino ai seicento euro. 

  • Sistema stirante

Il sistema stirante è un prodotto completo: in un solo colpo avrete ferro da stiro, serbatoio separato dalla capienza imbattibile e asse da stiro. L’asse non è però come tutte le altre, solitamente ha la base soffiante per facilitare la velocità di stiratura, in pratica mentre voi stirate un lato della maglietta, dall’altra parte l’asse fa la stessa cosa. L’unico neo è che non tutti i modelli in commercio hanno anche il motore aspirante e con la sola base soffiante, il vapore residuo potrebbe diffondersi molto nell’ambiente andando a creare condensa su muri e vetri o creare piccole macchie d’acqua sul pavimento.

Il loro prezzo parte all’incirca dagli ottocento euro in su e i due modelli più conosciuti sono il Laurastar “Go” e il “Fashion Master” di Miele.
Mi sento però di darvi due consigli, che valgono per qualsiasi modello deciderete di acquistare.

ANTICALCARE E ACQUA DISTILLATA

Tutti i ferri da stiro sono nati per essere utilizzati con semplice acqua e non con acqua distillata o denaturata, per questo ci possono essere problemi di funzionamento. Leggete attentamente il libretto d’istruzioni per capire se il vostro modello ha l’anticalcare già inserito e come è necessario comportarsi per farlo durare più a lungo e non rovinare i vostri vestiti preferiti.

PESO DEL FERRO

In negozio capita di vedere clienti che soppesano i ferri da stiro come si fa solitamente al mercato bussando su angurie e meloni. Il peso è un vantaggio nel caso del ferro da stiro perché pesando già di suo, vi evita la fatica di premere con il braccio sull’asse per appianare le pieghe più difficili. Se invece utilizzate spesso la funzione del vapore verticale per rinfrescare giacche, vestiti, tende o camicie allora il peso può essere un problema.

Se avete obiezioni riguardo al peso ideale di un ferro da stiro, vi mando qui, dove ne ho parlato ampiamente.
  In conclusione però voglio mettere le mani avanti : io non stiro spesso.

A parte casi eccezionali, io piego molto bene e riduco l’umidità dei capi con l’asciugatrice. Altro mio validissimo aiutante è il dizionario di greco delle superiori, strumento indispensabile per togliere le pieghe più ostinate.
Credit Image : “Italian for my girlfriend”

 

 

 

 

Questione di peso

Spesso la prima cosa che mi si chiede di un elettrodomestico : ” Mi fa sentire se è tanto pesante”?

Credo sia un retaggio dei tempi che furono, quando la merce ancora la si acquistava prevalentemente “a peso”. Ma è davvero così importante?

Qui vi riassumo quello che rispondo ai miei clienti quando, inevitabilmente spunta questa domanda.

 

FERRO DA STIRO

Non sempre il fatto che sia leggero è un vantaggio: molte signore soppesano i ferri da stiro in esposizione come si fa con i meloni al supermercato. Il movimento corretto che ci consente di non sforzare troppo la spalla sarebbe quello di far scivolare il ferro da stiro sui capi, senza premere verso il basso. In questo modo, un ferro pesante può aiutarci con il suo stesso peso, distendendo le pieghe in pochi passaggi,  evitando di farci premere la piastra contro il piano da stiro. Un ferro da stiro troppo leggero potrebbe inoltre voler dire ” piastra sottile” che si riscalda in fretta ma altrettanto rapidamente si raffredda. Questo non è necessariamente un punto a sfavore perché è il modello ideale per chi lo utilizza al bisogno , magari solo per stirare un vestito o una camicia prelevati in ritardo dall’asciugatrice.
SCOPA ELETTRICA

Molti li vogliono poco pesanti perché devono aspirare scale e portarlo da un piano all’altro senza farsi venire mal di schiena. Io , che metto davvero a dura prova gli elettrodomestici vivo su un piano unico e ho acquistato un aspirapolvere a traino pesante,  con paracolpi che non lasciano il segno sui muri e rotelle comode da poter trascinare, sentendomi libera di aspirare dove volessi con il bastone prolunga. Il peso quindi non è mai stato un problema per me ma avessi avuto scale interne all’appartamento non so se avrei fatto la stessa scelta. Spesso infatti chi ha scale opta per la scopa elettrica con una sostanziale differenza: nell’aspirapolvere muoviamo solo il bastone e la spazzola in fondo che pesano relativamente poco, mentre con la scopa elettrica ad ogni movimento spostiamo anche scocca, sacchetto, motore, filtri ecc. Sarà difficile trovare un punto d’incontro tra potenza, resistenza dei materiali e leggerezza nella scopa elettrica ma molte aziende ci stanno lavorando.  La tecnologia senza sacco e il particolare modello di Dyson con il motore in alto hanno contribuito a modernizzare questo elettrodomestico infernale. Non è per niente comodo pulire ogni singolo scalino con una scopa elettrica, sollevandola ogni volta. A meno che non abbiate una scopa elettrica cordless: quelle sono davvero leggere e maneggevoli, la batteria non dura a lungo se avete una casa di grande superficie ma parleremo di loro a tempo debito. In conclusione, nel caso non lo aveste capito io tifo per l’aspirapolvere a traino.

#teamvacuum.

ASCIUGACAPELLI

Negli anni Novanta c’erano questi enormi phon pesantissimi di cui anche io ho ricordo che se per caso ti sfuggivano di mano riuscivano a rompere persino le piastrelle del bagno. Alcuni avevano il bocchettone d’acciaio, rischio perenne di ustione ma la velocità di asciugatura era senza pari. Ora la domanda sul peso del phon è un “must”  e mi sono accorta, non tanto per i miei capelli ma quando devo asciugare quell’anguilla di mio figlio un phon leggero, potente e compatto è l’ideale. Molte persone anziane farebbero fatica e anche i giovani che ormai si destreggiano molto bene con arricciacapelli e piastre hanno bisogno di poter utilizzare modelli leggeri per creare velocemente lo styling desiderato. In negozio, anche per buon senso spesso non è possibile provare tutti i modelli e sentirne la leggerezza,  perché tenere un phon in mano qualche secondo non è sufficiente per valutarlo correttamente. Come fate, infatti a ricordarvi il peso del vostro? Un trucco consiste nello scegliere phon con canna media e pochi accessori, prendere il phon con la destra, se siete mancini e con la sinistra se siete destrorsi. Il disagio vi farà sentire meglio il peso del prodotto: se non vi sembra pesante, allora è quello giusto per voi. Vi raccomando di fare attenzione a non esser tratti in inganno dalla troppa leggerezza perché un motore potente, inserito in una scocca “light” potrebbe dare problemi. Non cercate poi di trovare scorciatoie acquistando phon da viaggio con l’obiettivo di avere un phon leggero da utilizzare quotidianamente . Durerà neanche il tempo della garanzia, se vi va bene.

In conclusione acquistate elettrodomestici poco pesanti ma di marche conosciute e certificate, perché possiate utilizzarli sapendo che la loro leggerezza è data dalla ricerca tecnologica e non da risparmio sulla qualità dei materiali dell’azienda produttrice.

Aspirapolvere, vapore e acari

Settimana scorsa sono andata a fare il test allergologico. Continuavo a tossire come una pazza e non era bronchite.

Ebbene la risposta dell’ allergologo è stata : acari.

ACARI. 

Mi da un foglio con disegnato un tremendo acaro gigante, che consegna sempre per terrorizzare la gente ma mi dice che se uno dovesse seguire tutto quello che c’è scritto impazzirebbe sicuramente.

L’unica domanda che mi sento di fare è : ma se prendo un pulitore a vapore?

Alza il sopracciglio e dice: “tanto si riformano pochissimo tempo dopo.”

Ringrazio e me ne vado.

Ma quindi queste scope a vapore che ho sempre venduto e che ho usato anche io? Ecco quindi quello che mi sento di consigliare a chi intende acquistare un pulitore a vapore o i nuovi modelli che combinano vapore e aspirazione.

1 Due cose in una raramente danno buoni risultati.

Come prima cosa quando si acquista un prodotto che fa due funzioni in uno è difficile davvero che possa farle bene entrambe.  Specialmente quando si tratta di aspirazione e lavaggio è capitato che lo sporco rimanesse incastrato nelle setole della spazzola nella fase aspirante e durante la pulizia con vapore tornasse a ripresentarsi sul pavimento, favorito dall’umidità. Considerate poi che la scopa a vapore, in poche parole, altro non è che un mocio potente: usatelo solo come passaggio quotidiano, non sostituitelo al classico straccio con detersivo e olio di gomito.

2 Che tipo di casa avete?

Se avete magari una casa su più piani potrebbe essere comodo avere un elettrodomestico che compia due funzioni in una ma solamente se il modello in questione risulta DAVVERO leggero. Cosa impossibile. Per chi ha una metratura medio piccola invece può essere una buona soluzione. Fate attenzione ad usarlo sul parquet chiedendo a chi ve lo ha posato se si può pulire con il vapore. Non credete troppo facilmente alla regolazione della potenza in base al tipo di pavimento. Sul marmo ad esempio può succedere che lasci aloni fastidiosi e di dover ripassare più volte ma tutto dipende sempre dal vostro grado di perfezione di pulizia.

3 Esigenze specifiche? 

Bambini? Cani? Gatti? Allergie?Ecco queste sono variabili da considerare. Come diceva prima l’allergologo, il vapore  contro gli acari può fare qualcosa solo temporaneamente. Inoltre la potenza del vapore di una scopa a vapore difficilmente arriva ai livelli di un vaporetto, decisamente più ingombrante ma sicuro e potente con valvola di pressione e sicurezza.  Nel caso aveste animali in casa vi consiglio di prender un modello con profumatore incorporato . A me è capitato che dopo aver passato la scopa a vapore restasse un fastidioso odore di “cane bagnato” . Meglio quindi qualcosa che abbia un profumatore o la possibilità di inserire un detergente all’interno del serbatoio.

4 Maneggevolezza e manutenzione ordinaria. 

Il problema principale è sempre quello. Se compriamo qualcosa di leggero e maneggevole non dura un accidente, se prendiamo qualcosa di robusto e potente dura tremila anni ma ci fa sviluppare numerosi mal di schiena .  Cosa fare?

Mettersi l’anima in pace. Bisognerà sempre pulire però gli elettrodomestici ci possono aiutare a fare meno fatica, se usati bene. Le scope elettriche cordless vanno benone per una pulizia giornaliera veloce ma dato che sono senza sacco vanno sempre svuotate e ricaricate. Gli aspirapolveri con filtro antiacaro sono davvero efficaci nel ridurre la dispersione di questi tremendi affari nell’aria ma solo se ci ricordiamo di cambiare il filtro quando si consuma. I panni delle scope a vapore vanno lavati in lavatrice ad alte temperature per tornare ad essere come nuovi ed efficaci nella pulizia.  Il serbatoio dell’acqua deve essere svuotato regolarmente, specialmente se si vive in città con acqua molto calcarea. Niente è esente da fatica, purtroppo.

5 Assistenza tecnica vicino a casa o comunque valida.

Fondamentale. Informatevi su internet, dal vostro negoziante di fiducia o da amici e parenti su quale prodotto si rompe meno e può andare meglio per voi. Evitate, se potete di acquistare un modello nuovo appena uscito o di case produttrici che non conoscete, anche se il prezzo vi tenta. Può succedere che subito dopo esca un modello successivo,  dove l’azienda mette rimedio agli errori di progettazione del primo.

Fondamentale sapere dove andare per eventuali ricambi o rotture di prodotto. Non finirò mai di ripeterlo che sapere, nel  momento in cui si acquista, dove andare quando si rompe l’elettrodomestico è fondamentale. Si romperà sempre di domenica ma almeno lunedì mattina avrete già il numero verde o fisso sottomano per risolvere la questione.

O affidarvi alla vostra personal shopper di elettrodomestici.

Che sarei io. Eheh.

Dimmi come fai il caffè e ti dirò chi sei

Su una cosa siamo tutti d’accordo, del caffè non si può fare a meno. 

Ecco una descrizione semiseria di noi caffè dipendenti e delle macchine che scegliamo per farlo. 

Come vedrete, manca la macchina per il caffè americano perché se lo bevo, verso la polvere direttamente nella tazza con l’acqua calda del bollitore. 

E non è caffè, siamo seri.

I MOKISTI

Questa è la categoria di cui faccio parte io. Irriducibili, tradizionalisti e sniffatori compulsivi, i mokisti adorano il rituale del caffè mattutino. Amano il tendere l’orecchio per sentire il gorgoglio della moka e tengono il caffè macinato in barattoli di metallo. La loro versione avanzata è composta da chi acquista la moka elettrica programmabile per chi la mattina ha i minuti contati e non vuole farsi mancare il profumo del caffè, evitando disastri in cucina.

CONSIGLI

Solo al primo utilizzo se abitate in zone molto calcaree aggiungete una punta di cucchiaino di aceto bianco all’acqua nel serbatoio. Non avvitate troppo forte la moka o  dovrete cambiare troppo spesso la guarnizione perchè metà caffè vi si versa sul piano cottura, vero marito??!!! E infine: cara mamma, il tuo caffè è tremendo. Non lavare la moka ogni volta con lo Svelto! Sacrilegio!

I CIALDISTI

Corrente di pensiero che deriva dagli Espressisti, ovvero chi ha sempre utilizzato la tradizionale macchina del caffè espresso. Solitamente acquistano semplicemente perché la loro, comprata negli anni Novanta, si è rotta. In negozio viene sempre citata, al momento dell’acquisto, la possibilità di utilizzare la cialda  ma è più frequente l’utilizzo classico con caffè macinato.  Chi utilizza le cialde solitamente è un vero amante della pulizia per un motivo molto semplice: sapore classico e facile dosaggio, la macchina non si sporca di polvere di caffè.

I GRANISTI

Sempre derivanti dagli espressisti, sono gli Estremisti del caffè. Non hanno problemi di spazio in cucina,  dal momento che la maggior parte delle macchine da caffè in grani sonovoluminose oppure scelgono la macchina del caffè ad incasso. Ne bevono quantità considerevoli e selezionano con cura la torrefazione da cui rifornirsi. 

CONSIGLI

Per entrambe le categorie vale la regola dello svuotamento quotidiano del serbatoio dell’acqua, la decalcificazione mensile e la pulizia del cappuccinatore dai residui di latte.  Fare particolare attenzione quando si acquista il caffè in grani perché ogni tanto nelle confezioni si possono trovare residui calcarei e piccoli sassi che vanno a bloccare o rovinare il macinatore interno alla macchina. 

 I CAPSULISTI

Potrei definirli gli imbruttiti del caffè. Zero tempo da perdere, poco spazio a disposizione, assaggiano gusti diversi per poi acquistare sempre gli stessi, rifilando quelli particolari agli amici in visita.Ora che esiste il mondo delle capsule compatibili la categoria si è allargata  e ha reso capsulisti anche gli amanti del caffè al ginseng, tisane rilassanti e caffè d’orzo.

A chi gli fa notare che le capsule inquinano, il capsulista risponde che è possibile farne anche usi diversi riciclandole come addobbi natalizi, lavoretti per bambini, collane e anelli ecologici. Sempre un passo avanti.

CONSIGLI

Poca manutenzione, intuitiva da utilizzare , serbatoi lavabili in lavastoviglie, la macchina per caffè in capsule è la più venduta.

Consiglio solamente di utilizzare il kit decalcificante acquistato in punti vendita specifici o centri assistenza autorizzati. L’aceto va bene nella stessa quantità citata per la moka per il primo avvio ma non è da utilizzare come manutenzione anticalcare.  Se avete un modello con serbatoio per il latte riponetelo sempre in frigo e dopo l’uso lavatelo accuratamente per evitare odori sgradevoli e batteri.

Impastatrici,robot e affini

Oggi le cime sono bianche e l’inverno è finalmente arrivato. Più fa freddo più mi vien voglia di cucinare, non c’è verso. Niente fa più atmosfera natalizia di un forno acceso.

Ci sono tante scuole di pensiero in cucina e soprattutto nell’uso dei piccoli elettrodomestici: chi non può più fare a meno del Bimby, oltranzisti KitchenAid, fan sfegatati di Kenwood e chi più ne ha più ne metta.

Personalmente ho il Bimby ma lo uso come un robot da cucina, la funzione cottura viene attivata poco e niente, ogni tanto per le vellutate, ecco. Non sono soddisfatta di come fa gli impasti lievitati di pizza, torte e pane perché non ti ritrovi una bella palla di impasto uniforme come con la planetaria ma una palla tutta tagliuzzata.

L’impastatrice sarà il mio prossimo acquisto.E dopo attente valutazioni sarà una Kitchenaid.

Per l’assistenza post-vendita eccezionale, per i materiali con cui è costruita, per la semplicità d’uso e perché è bellissima.

A differenza di altri ha il motore a iniezione diretta, ovvero il motore è tutto nel braccio di lavoro e non nel corpo macchina, quindi non ha bisogno di molti watt di potenza per funzionare. Non stupitevi quindi se vedrete scritto sull’etichetta 300w di potenza mentre gli altri ne hanno quasi 2000w.

Il corpo è tutto in ghisa in modo da durare nel tempo e non avere problemi di stabilità durante l’utilizzo. Gli accessori sono infiniti e combinabili in mille modi diversi a seconda di quello che cuciniamo di più. Semplice da utilizzare e facile da pulire.

Ultimamente è stata pubblicizzata sui social ma non ancora mostrata e distribuita ai rivenditori, la versione Mini della classica impastatrice Kitchenaid Artisan.

La si può chiamare “planetaria per single”, ha una ciotola da 3,3lt di capacità e lavora circa mezzo chilo di impasto, 250w di potenza, occupa poco spazio e dal lato pratico sono state introdotte piccole migliorie.

Il motore è a corrente continua come nel modello più grande semi-professionale, quello con ciotola da 6lt di capacità e bracci sollevatori.

È stata ridotta di molto la rumorosità in tutte le fasi di lavoro, la ciotola è più bassa e senza manico come nel modello Classic ed è stato tolto l’anello di metallo che stava sopra all’attacco dei ganci in modo da facilitare e velocizzare il cambio frusta/farfalla/gancio impastatore.

Tutti gli accessori classici sono funzionanti anche  nel modello mini anche se la gamma di colori si riduce a sei: nero opaco, grigio opaco, blu, rosa e paprika.

Ma ora la brutta notizia : il prezzo non è Mini.

Dalle informazioni recuperate in fiera due mesi fa, la differenza di prezzo rispetto al modello da 4,8lt è di circa 50€ in meno per la Mini.

Il ragionamento che abbiamo fatto tutti è stato : beh ma a sto punto se c’è così poca differenza, mi prendo quella che almeno un 1kg di impasto per la pizza me lo fa.

Non fa una piega.

Elettrodomestici e sicurezza.

Molti amici in questo periodo stanno facendo casa o ristrutturando appartamenti e mi hanno chiesto qualche consiglio in merito alla scelta, utilizzo e installazione dei loro elettrodomestici  .

In più ieri il giornale titolava come da foto sopra: una signora si è ustionata perché la sua vecchia lavastoviglie, installata con fili volanti ancora più di dieci anni prima ha fatto cortocircuito.

Ecco il riassunto di quello che ho detto ai miei amici in 10 punti.

1) Quando il mobiliere o il tecnico installa gli elettrodomestici assicurarsi che vi siano prese elettriche singole, una per ciascun apparecchio.

2) Non far collegare più elettrodomestici tra loro per ricavare spazio nel retro della cucina. È sufficiente il cortocircuito di uno solo di loro per farli bruciare tutti.

3) Se si abita in case antiche assicurarsi che gli elettrodomestici siano collegati ad una presa elettrica con tre fori : ciò significa che hanno la sicurezza a terra .

4) Far controllare l’antenna della TV sul tetto ogni quattro anni per verificare che sia tutto a posto.

5)  Acquistare piani cottura a induzione dotati di limitatore di corrente per evitare pericolosi sbalzi.

6) Pulire una volta alla settimana il filtro di lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie per mantenere costante l’efficienza energetica dell’apparecchio .

7) Non aprire e chiudere troppo spesso frigorifero e congelatore per evitare accumuli di brina e ghiaccio se non avete un prodotto con tecnologia No Frost .

8) Quando dovete utilizzare più elettrodomestici in contemporanea selezionate programmi con la dicitura Eco oppure modificate la potenza dell’aspirapolvere o temperatura del ferro da stiro  perché non siano al livello massimo.

9) No ai rimedi casalinghi/naturali come pulire le superfici di acciaio con l’aceto o esagerare con prodotti specifici  pulisci lavatrice/lavastoviglie. Per una manutenzione ordinaria è sufficiente effettuare un lavaggio a 90 gradi ( a 75 nel caso delle lavastoviglie) almeno una volta al mese.

10) Ultimo suggerimento : LEGGERE LE ISTRUZIONI e cambiare spesso programmi di lavaggio o livelli di potenza degli apparecchi. Spesso è sufficiente dare un’occhiata a libretto per evitare disastri e modificare le nostre abitudini per utilizzare al meglio i nostri elettrodomestici .

Bollitori e affini 

Inizia l’autunno e la giornata di pioggia di oggi mi ha fatto tirare fuori dal mobile della cucina il mio aiutante invernale preferito: il bollitore elettrico.

La mia politica generale riguardo gli elettrodomestici e’ all’insegna della resistenza e alta qualità dei materiali, prima di tutto.

Per me un bollitore doveva essere capiente, circa 1,7 lt , necessariamente in acciaio inox e a spegnimento automatico.

Ho avuto per tre anni un bollitore Vitek con tutte queste caratteristiche e in più il filtro per il calcare da agganciare alla bocca versatrice che ha svolto un lavoro egregio.

Comodo perché facile da pulire e con una base in plastica semplice e poco ingombrante, lo ho ceduto ad un amico.

L’anno scorso ho pensato di cambiare prodotto perché per riscaldare il latte e alcuni cibi per il bambino che stava per nascere mi era utile programmare la temperatura dell’acqua , dote eccezionale di questo bollitore .

Non ho acquistato sterilizzatori, pulisci biberon e molti altri attrezzi che vengono generalmente consigliati per la prima infanzia . Ho preferito sempre sterilizzare ciucci e biberon con l’acqua a cento gradi del bollitore, scaldare il latte con acqua sopra ai settanta gradi e poi lasciare raffreddare e ora farmi tisane alla temperatura giusta per gustarmele evitando ustioni di terzo grado.

Ho scelto un bollitore Electrolux e sono contentissima del mio acquisto.

Corpo della brocca interamente in acciaio, filtro anticalcare, manico antiscivolo, tasto di apertura automatica del coperchio, ha un design scandinavo che mi è piaciuto subito.

La base, in acciaio anch’essa ha un piccolo display dove si legge la temperatura passo passo, dai 20 gradi fino a quando si scalda del tutto.

Quattro pulsanti grandi e intuitivi rendono semplice l’utilizzo anche senza leggere le istruzioni, come faccio sempre io.

Oltre ovviamente al tasto di accensione che fa partire il bollitore fino ai cento gradi e il fondamentale tenere in caldo, sono stati per me preziosi il pulsante One Cup turbo per scaldare piccole dosi di acqua velocemente e il tasto con i programmi preimpostati .  La funzione preset infatti permette di scaldare l’acqua in maniera precisa dai 50 gradi in su e ha quattro programmi appositi per preparare e gustare caffè americano, olong tea, white tea e green tea  alla temperatura corretta.

È’ molto sicuro perché la base non parte a scaldare se non viene inserita la brocca in maniera corretta mentre display e pulsanti sono a prova di acqua.

Gli unici difetti che ha sono chiaramente l’ingombro importante, nonostante  la base sia quadrata e non tonda per aiutare a inserirlo nel piano cucina più facilmente, il suono un po’ troppo potente del timer quando si arriva alla temperatura selezionata e la lettura della finestrella con la misura graduata, che è difficoltosa essendo proprio sotto al manico.

Lo consiglierei perché resiste bene nel tempo  con pochissima manutenzione.

Io vivo in una zona ad acqua molto calcarea e  lo pulisco senza prodotti industriali, con un cucchiaino di acido citrico e due, tre riscaldate a cento gradi .

Questo modello di bollitore ha dato forfait solo una volta, utilizzato a pieno regime in casa di una coppia di amici con cinque figli, di cui due neonati . So per certo però che si è comportato bene fino alla fine!