Bollitori e affini 

Inizia l’autunno e la giornata di pioggia di oggi mi ha fatto tirare fuori dal mobile della cucina il mio aiutante invernale preferito: il bollitore elettrico.

La mia politica generale riguardo gli elettrodomestici e’ all’insegna della resistenza e alta qualità dei materiali, prima di tutto.

Per me un bollitore doveva essere capiente, circa 1,7 lt , necessariamente in acciaio inox e a spegnimento automatico.

Ho avuto per tre anni un bollitore Vitek con tutte queste caratteristiche e in più il filtro per il calcare da agganciare alla bocca versatrice che ha svolto un lavoro egregio.

Comodo perché facile da pulire e con una base in plastica semplice e poco ingombrante, lo ho ceduto ad un amico.

L’anno scorso ho pensato di cambiare prodotto perché per riscaldare il latte e alcuni cibi per il bambino che stava per nascere mi era utile programmare la temperatura dell’acqua , dote eccezionale di questo bollitore .

Non ho acquistato sterilizzatori, pulisci biberon e molti altri attrezzi che vengono generalmente consigliati per la prima infanzia . Ho preferito sempre sterilizzare ciucci e biberon con l’acqua a cento gradi del bollitore, scaldare il latte con acqua sopra ai settanta gradi e poi lasciare raffreddare e ora farmi tisane alla temperatura giusta per gustarmele evitando ustioni di terzo grado.

Ho scelto un bollitore Electrolux e sono contentissima del mio acquisto.

Corpo della brocca interamente in acciaio, filtro anticalcare, manico antiscivolo, tasto di apertura automatica del coperchio, ha un design scandinavo che mi è piaciuto subito.

La base, in acciaio anch’essa ha un piccolo display dove si legge la temperatura passo passo, dai 20 gradi fino a quando si scalda del tutto.

Quattro pulsanti grandi e intuitivi rendono semplice l’utilizzo anche senza leggere le istruzioni, come faccio sempre io.

Oltre ovviamente al tasto di accensione che fa partire il bollitore fino ai cento gradi e il fondamentale tenere in caldo, sono stati per me preziosi il pulsante One Cup turbo per scaldare piccole dosi di acqua velocemente e il tasto con i programmi preimpostati .  La funzione preset infatti permette di scaldare l’acqua in maniera precisa dai 50 gradi in su e ha quattro programmi appositi per preparare e gustare caffè americano, olong tea, white tea e green tea  alla temperatura corretta.

È’ molto sicuro perché la base non parte a scaldare se non viene inserita la brocca in maniera corretta mentre display e pulsanti sono a prova di acqua.

Gli unici difetti che ha sono chiaramente l’ingombro importante, nonostante  la base sia quadrata e non tonda per aiutare a inserirlo nel piano cucina più facilmente, il suono un po’ troppo potente del timer quando si arriva alla temperatura selezionata e la lettura della finestrella con la misura graduata, che è difficoltosa essendo proprio sotto al manico.

Lo consiglierei perché resiste bene nel tempo  con pochissima manutenzione.

Io vivo in una zona ad acqua molto calcarea e  lo pulisco senza prodotti industriali, con un cucchiaino di acido citrico e due, tre riscaldate a cento gradi .

Questo modello di bollitore ha dato forfait solo una volta, utilizzato a pieno regime in casa di una coppia di amici con cinque figli, di cui due neonati . So per certo però che si è comportato bene fino alla fine!

10 domande da farsi prima di acquistare una lavatrice 

 

Quando si acquista una lavatrice spesso ci si trova davanti un mondo immenso, difficile da comprendere .

Spesso questo è l’interrogatorio che faccio alla cliente che arriva in negozio chiedendo informazioni, fatene tesoro.

Prima di acquistarne una vi faccio ora l’elenco delle domande cui dovete rispondere prima di portarvi una nuova aiutante in casa.

Un po’ alla Marzullo: fatevi una domanda e datevi una risposta.

1  carica frontale o dall’alto?

2 avete problemi di spazio?

3 in quanti siete in famiglia?

4 che tipo di tessuto lavate più spesso?

5 avete un budget di spesa?

6 la preferite tecnologica o modello base,con pochi programmi?

7 preferite cambiarla ogni cinque, dieci anni o la volete far durare più di venti?

8 abitate in casa clima con il doppio attacco dell’acqua calda/fredda ?

9 la utilizzate nelle ore notturne o comunque sapete sfruttare l’alta classe energetica al massimo?

10 siete pronte a lasciar fare alla lavatrice?

Per la domanda nove, mi riferisco al fatto che è davvero inutile acquistare una lavatrice in tripla classe A se poi si utilizza sempre il programma rapido, che consuma molto.

Per la domanda dieci so già la risposta. No.

Perché comunque noi siamo per natura diffidenti: dobbiamo smanettare, alzare abbassare temperatura, giri, tempo di lavaggio.

Ma siamo donne e la lavatrice, come scoprirete presto, l’hanno inventata apposta per noi.

Possiamo farne quello che vogliamo!

Ikea food truck festival

Lo scorso fine settimana sono andata a cena al Food  truck Festival organizzato da The Hub Trentino. Location informale, musica perfetta, specialità da tutta Italia da assaggiare: un festival del cibo di strada versione gourmet.  Ad un certo punto scatta la voglia di tigelle e tortelli di zucca e ci si mette in coda. Mentre ci avviciniamo, osserviamo come i proprietari abbiano riadattato la roulotte in una cucina super attrezzata:  a sinistra il marito cuoceva e farciva tigelle, a destra la moglie batteva cassa e spadellava i tortelli. Entrambi lavoravano su piastre a induzione portatili Silvercrest, nuovissime e funzionanti a pieno regime.

Nell’immaginario di tutti si pensa alla fatica di un lavoro del genere e sopratutto al caldo che si può patire in estate.

Niente di più lontano dal vero: se l’atmosfera della manifestazione era vintage, così come le roulotte, gli apecar e camioncini restaurati, l’attrezzatura era moderna.

Le piastre a induzione sono l’ideale: non scaldano l’ambiente, mantengono la temperatura costante senza paura di bruciare il cibo e sono facili da pulire.

Sfogliando il catalogo Ikea poi mi sono imbattuta  nella versione economica e alla portata di tutti di questo meraviglioso elettrodomestico. Comodo per cucinare in giardino o in terrazza o ovunque ci sia una presa di corrente. Niente odori in casa, niente piastre elettriche ustionanti e facili a sporcarsi: ideale per campeggiatori, studenti e chi ha poco spazio in generale.

Il prodotto in questione si chiama Tillreda e ha misure comode: 38,5cm X 30cm per 3kg di peso.  Grande come un tagliere ha un gancio per appenderla in cucina o trasportarla facilmente.

Brava Ikea. Unico appunto: tremenda la fotografia del catalogo dove nuotano spaghetti, broccoli, pomodori e basilico tutti in pentola appassionatamente. Sappiamo che il cibo non è il vostro forte ma se volete vi mandiamo la foto degli amici emiliani del Food Truck festival: ravioli di grano duro alla zucca con un goccio di aceto balsamico e tigelle col lardo, tutta un’altra storia.

 

Noi e gli elettrodomestici 

Inizia la settimana e osservare mio marito nel weekend,  ha ispirato la seconda parte del mio esperimento socio-psicologico sul nostro rapporto con gli elettrodomestici. Mentre noi donne siamo piene di sfumature,  è più facile dividere gli uomini in categorie, anche se ci possiamo accorgere di avere qualche incrocio negli uomini che conosciamo.

Ecco come siete, con la dovuta ironia chiaramente:

1)  Il precisino.

Alla prima impressione sembra quello meno problematico perché lo si potrebbe pensare autonomo nell’utilizzo dell’elettrodomestico. Invece no: lui studia e poi osserva. Controlla ogni tuo movimento sospetto: come stai mettendo i piatti guarda che non si puliscono bene, hai messo il sale, hai cambiato il sacchetto all’aspirapolvere, guarda che la temperatura del frigo devi sistemarla quando cambiano le stagioni, e così via.  Lui legge le istruzioni da cima a fondo prima di accendere qualsiasi apparecchio, fa la fotocopia della fotocopia dello scontrino e scrive la data di scadenza del due anni di garanzia europea per sincerarsi di fare in tempo il prolungamento. Siccome la sorte è anche un po’ bastarda, è la categoria a cui si rompono più spesso gli elettrodomestici.

2)  “L’ho visto su internet”

Potrei anche definirlo l’indeciso ma in realtà sa benissimo cosa vuole quando si trova al punto di partenza della sua ricerca. Solo che non si fida dell’animo umano e entrare in un negozio gli mette ansia, oppure vuole fare l’affare della vita. Su internet. Travolto da forum, blog , recensioni di giornali di settore, prezzi dello stesso prodotto con enormi differenze, offerte outlet, promozioni in negozio, consegna e ritira, video dimostrativi su YouTube si ritrova a chiedere opinioni agli amici su Facebook e a telefonare o mandare email ai negozi vicini per avere informazioni.  Lo si può riconoscere perché  arrivacon dieci stampe diverse o screenshot sul cellulare per decidere cosa comprare, ma è passato talmente troppo tempo dall’inizio delle sue ricerche e per disperazione acquista l’offerta del mese.

3) Il settoriale

Lo ho definito così perché ha una spiccata preferenza per uno, massimo due elettrodomestici . Gli altri potrebbero non esistere o comunque non devono costare troppo perché l’ investimento non varrebbe la pena. Solitamente si concentra su televisore e impianti stereo e pretende il meglio :  deve essere il più grande, l’ ultimo modello, ultra moderno ma funzionale, solitamente con tecnologia 3D, predisposto per essere connesso a qualsiasi altro dispositivo compresa la Playstation e le casse stereo wifi, avere di base una risoluzione altissima ecc.  Si concentra su un elettrodomestico come si concentra sulla sua macchina e di solito,  quando si cambia una, si cambia anche l’ altro.

4) “Decide mia moglie”

sottotitolo: il disinteressato.  Solitamente non si interessa di questioni casalinghe, perché lavora spesso fuori città o proprio perché alla donna di casa fa piacere che lui non se ne occupi. Dipendente a chiamata , risponde in base alle esigenze della compagna: al massimo va in avanscoperta informandosi su prezzi e modelli per poi riferire a casa.  Tornando insieme per l’ acquisto, lui annuisce ai discorsi e fa qualche domanda qui e la per non sembrare scortese. Molto spesso invece, la moglie decide in autonomia e lui scopre solo mesi dopo la cifra spesa per quel prodotto ed è sempre troppo alta: un breve lamento come la morte del cigno e fine: basta che tu sia contenta e che la casa vada avanti come sempre

5) L’interscambiabile

Preziosissimo aiutante senza macchia e senza paura, si adegua alle situazioni e se lasciato solo, pur nel panico di sbagliare qualcosa e poi sentirsele di cotte e di crude, ci prova. Stira una camicia all’ occorrenza, carica il bucato nella lavatrice mentre tu badi al bambino, svuota i piatti dalla lavastoviglie, spesso ha un cavallo di battaglia in cucina e lo prepara volentieri per gli amici. Co- protagonista della casa, spesso ha dei compiti chiari all’interno dell’ organizzazione e li rispetta volentieri . Nella fase di acquisto partecipa attivamente e si percepisce la reale competenza con domande mirate. Autore indiscusso di maglioni infeltriti, tappi di birra bloccati nel tubo dell’aspirapolvere e  cibo bruciato ogni tanto gli si preferirebbe la categoria precedente.

6) Il tecnologico

Fermo sostenitore del progresso e della scienza deve avere l’ultimo modello di qualsiasi elettrodomestico. Di età trasversale, essere tecnologici e’ un modo di essere . Fra i primi ad avere il bimby, la macchina del caffè elettrica o il bollitore, aveva Internet fin dagli albori, il primo modello di IPod e ora ha tutto cordless o wifi. Ha la casa tutta programmata con l’impianto domotico: irrigazione, taglio dell’erba, cancelli automatici, lavatrice, asciugatrice, TV, forno e computer , ogni cosa e’ calcolata. Salvo poi acquistare l’ultimo modello di smartphone che però non è compatibile con l’app che comanda la domotica di casa: troppo recente. 

7) Il tecnico 

Tu chiedi a lui e sarai salvato/a. Questa categoria si divide in due: il tecnico dotato di manine d’oro e il tecnico non dotato di manine d’oro.

Il tecnico con mani d’oro riesce a far ripartire lavatrici con un pugno come faceva Fonzie in Happy Days.  Gli riesce facile ogni piccola riparazione casalinga degli elettrodomestici fuori garanzia : dal cambiare il tubo di scarico della lavastoviglie allo sbrinare il freezer, dal cambiare la lampadina interna del forno a trovare il ricambio esatto per il filtro della asciugatrice . Si relaziona con il referente dell’assistenza come fosse un suo amico, ordina anche i pezzi di ricambio su internet e osserva i video-guida su YouTube ripetendoli  all’istante  sull’elettrodomestico bisognoso.

Il tecnico senza mani d’oro ha grande forza di volontà, senso innato del risparmio e alta autostima che gli permette di resistere ai colpi della sorte. Chiama aiuto solo se realmente disperato,  spesso ordina pezzi su internet credendo di aver fatto l’affare della vita con un prodotto simile ma non originale oppure sbaglia il codice del modello, ci tiene in ogni caso a dimostrare alla moglie di essere un vero uomo Alfa multitasking mentre lei alza gli occhi al cielo, implorando l’intervento dell’assistenza che le restituisca la lavatrice funzionante.

Amici miei, se vi riconoscete fate un fischio perché ho pensato proprio a voi mentre scrivevo! 

“Quello giusto”

Non ci rendiamo conto di quanto gli elettrodomestici incidano sulla nostra vita.

Ad esempio io, che sono poco sana di mente, ogni volta che incontro persone nuove o guardo le fashion blogger su Instagram , cerco di immaginare quali elettrodomestici possano avere in casa. Quale lavatrice possano avere per lavare quei capi costosissimi, se passano l’aspirapolvere  oppure hanno il Roomba, se le food blogger hanno forni performanti in casa o si arrangiano come possono. Mi interessano i retroscena tecnologici  delle foto patinate, ecco.

Al di là delle collaborazioni lavorative, sia chiaro. Mi piacerebbe sapere perché hanno scelto quell’elettrodomestico rispetto ad un altro e se ne conoscono l’importanza oppure era questione di prezzo o design.

Per me l’elettrodomestico è come un fidanzato perfetto. Lo cerchi all’infinito, ne provi moltissimi e arrivi con una idea totalmente diversa da quella con cui eri partita: bisogna sentirselo addosso e saperne accettare i difetti, valorizzandone i pregi.

Immedesimarsi nell’azienda produttrice, capirne il design, utilizzare le funzioni al meglio ma soprattutto sapere che si crea un sodalizio dove lui si dovrà prendere cura delle cose  cui teniamo di più.

In questo blog cerchiamo  insieme di trovare “quello giusto”!
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