Multi-groomer WAHL

L’altra sera parlando con amici ho chiesto chi utilizzasse il regolabarba o rasoio elettrico. La risposta mi ha stupito. Solamente uno lo utilizza per tenerla regolata, gli altri due utilizzano quotidianamente il rasoio manuale, l’ultimo ha pochissima ricrescita e la fa una volta ogni morte di Papa. In un gruppo di trentenni mi sarei aspettata una risposta diversa e invece no.

Oggi va molto di moda la barba, meglio se lunga, quindi il piccolo elettrodomestico più venduto in questo settore è senza dubbio il regolabarba. Se si parla di marche, i leader del settore sappiamo tutti quali sono ma c’è una casa produttrice in particolare che è garanzia di una qualità talmente alta e professionale che spesso non si sa nemmeno che la si può trovare nei negozi.

Si tratta di Wahl. Nel 1919 Leo J. Wahl presentò la richiesta di brevetto per il suo tagliacapelli elettromagnetico e la produzione iniziò presso la Wahl Manufacturing Company.  Si trattava del primo pratico tagliacapelli con il motore incorporato, anziché connesso tramite un braccio flessibile. Prima della fine del 1920 la fabbrica aveva prodotto e venduto migliaia di tosatrici ai barbieri di tutti gli Stati Uniti.

E’ un marchio che ha una fama indiscussa ma chiaramente non è un prodotto che posso testare io personalmente. Mi sono quindi affidata alla valutazione di mio marito, che di barba e capelli ne ha tantissimi e del nostro amico barbiere.

Il modello che andrò a mostrarvi è il 9864, nella foto qui sotto. Questo è un prodotto completo che consente di essere utilizzato come rasoio, regolabarba, tagliacapelli e taglia peli del naso.

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PUNTI FORTI

  1. Poca rumorosità e vibrazioni non fastidiose. Ci sono rasoi che fanno un baccano infernale e per molti può sembrare un pregio, una specie di sinonimo di potenza ma non è così. La struttura del rasoio potrebbe non essere di alta qualità e il motore non durare a lungo.
  2. Struttura metallo. La prima cosa che colpisce di questo rasoio è il suo peso. E’ vero sarà anche la batteria ma la struttura in metallo si sente eccome! Ovviamente si tratta di un pregio perchè difficilmente si usano rasoi del genere per tanto tempo di fila e quindi il peso non è un problema. Al contrario significa durevolezza e più resistenza ad urti e alle continue vibrazioni delle lame.
  3. Ricarica veloce e duratura. Partiamo dal presupposto che le cose quando ci servono non sono mai cariche. Questo modello ha fino a 4 ore di autonomia ad uso continuo se viene ricaricato due ore e la speciale funzione di ricarica veloce di 1 minuto per evitare di restare con la barba rifinita a metà. Questa è un vantaggio mica da poco!
  4. Lame professionali. Mio marito per testarne la qualità ha provato la testina tagliacapelli sul suo braccio, dove i peli sono tanti, lunghi e fini, in una zona sensibile. Risultato? Zona perfettamente rasata e senza arrossamenti al primo passaggio. Le lame tagliano quindi in maniera perfetta senza toccare la pelle.
  5. Naso e orecchie. Accessorio molto sottovalutato, anche dalla sottoscritta che ha subito sentenziato: “ma perchè pure questo, ma serve davvero?!”. In realtà questo semplice accessorio in più ci consente di evitare l’acquisto dell’apposito tagliapeli del naso elettrico che occuperebbe spazio nei nostri già piccoli bagni. L’utilizzo effettivo magari sarà minimo ma conviene.

 

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PUNTI DEBOLI

  1. Senza filo. Il mio amico barbiere ha sentenziato: “Che bell’oggetto! Sì però cordless…” Ecco, quello che per noi nella quotidianità risulta comodo, per i professionisti risulta scomodo. Essendo un regolabarba e un rifinitore è difficile che vi sia un utilizzo quotidiano e nonostante le batterie al litio siano ultra performanti, la durata della “vita” di un regolabarba a filo è superiore.
  2. Distanziatori e precisione di regolazione. Sarebbe importante avere la possibilità di seguire le esigenze di lunghezza di barba, corpo e capelli, senza dover sostituire tutte le volte i distanziatori, semplicemente spostando un cursore sull’impugnatura. Eviterebbe ai più sbadati di perdere il distanziatore preferito oppure di non utilizzare mai alcuni di loro.
  3. Indicatore di batteria.  Sarebbe cosa buona e giusta su un prodotto così ben fatto poter riuscire a sapere il grado di carica della batteri , un pò come avviene sui nostri cellulari invece c’è semplicemente un cambio di colore della luce. L’indicatore LED semplice quindi secondo me non è sufficiente e soprattutto nel mondo dei piccoli elettrodomestici senza filo è importante saper quando ricaricare un prodotto.
  4. Manutenzione.  Non c’è niente da fare: quando ci si abitua bene, poi si fa fatica a tornare indietro. E’ vero le lame sono di un materiale eccezionale, autoaffilanti e delicate sulla pelle ma non sono lavabili sotto l’acqua corrente. Nè tantomeno possono essere utilizzate sotto la doccia. Ecco che quindi la manutenzione delle lame con pennellino e lubrificante si fa importante per la durata nel tempo di questo eccezionale aiutante domestico.

 

Conclusioni?

Questo tipo di prodotto secondo me è perfetto per chi non è alle prime armi con barba, baffi e capelli. Eccezionale per la sua precisione consente di mantenere barba, baffi, pizzetto e basette sempre in estremo ordine e con poca fatica. E’ adatto per chi ha costanza e riesce a curare le lame nel tempo,  per gli sportivi che devono rasare spesso anche altri parti del corpo, senza voler ricorrere sempre alla ceretta.

Tenete sempre presente che mentre acquistate un rasoio, un tagliacapelli, un regolabarba dovete pensare a quanto e come lo usate ma anche alla vostra tipologia di barba e capelli. Spesso infatti siamo scontenti dei nostri elettrodomestici perchè prima di acquistarli non pensiamo a come li usiamo.

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Sulla mia pagina Facebook e profilo Instagram potrete vedere i video che ho fatto per farvi sentire il rumore e vedere gli effetti e la delicatezza della rasatura.

A questo link inoltre potete vedere il video di presentazione Wahl del regolabarba 9864  .

Per maggiori informazioni su questa azienda invece ecco il sito ufficiale http://wahlglobal.com

 

 

 

Il negoziante in fiera 

La domenica è fatta per riposare, diceva qualcuno.

Io invece sono andata alla fiera annuale del nostro gruppo di acquisto di elettrodomestici, assieme a quel santo di mio marito.

È un appuntamento importante perché ci consente di vedere le novità, cercare di prevedere le tendenze del periodo natalizio e confrontarci direttamente con i rappresentanti delle diverse case produttrici.

Arrivare presto e andarsene prima è una regola fondamentale, sia per poter bere un caffè e una brioche con calma al buffet salutando i colleghi che per organizzare mentalmente il giro di stand  da fare, in modo da ottimizzare le tempistiche.

Io ero arrivata lanciata su Dyson, Miele e Kitchenaid perché sono marchi molto forti, conosciuti perché validi e che hanno lanciato novità importanti nell’ ultimo periodo. Ero pronta comunque a farmi sorprendere da tutti.

Durante i prossimi giorni farò un post dettagliato in cui vi racconterò tutto quello che ho visto. A sensazione posso dire che mai come oggi ho ragionato sulla enorme distanza che separa il negoziante dalla realtà.

Abbiamo davvero poco tempo per informarci, fare ricerca e conoscere bene i prodotti e siamo fuori strada rispetto al monitoraggio delle tendenze. Non sappiamo cavalcare l’onda, forse  perché siamo troppo impegnati a testa bassa a sopravvivere.

Mentre ero allo stand Dyson cercando di informarmi sul nuovo phon , la dimostratrice rispondeva ad un signore dicendo : “sì il phon arriverà verso dicembre, non so dirle se entro Natale o meno perché si figuri che neanche le blogger lo hanno ancora e iniziano a chiederlo anche parrucchieri professionisti.”.  Il signore annuisce e ribatte  : ” chi lo deve ancora avere scusi? È un altro distributore?” .

Ecco. Un filo fuori strada.

In più, quello del rivenditore di elettrodomestici  è un mondo molto maschile. Ne ho avuto riprova quando oggi  tutti i negozianti che conosco erano lanciati su TV e impianti stereo di ultima generazione, cercavano di partecipare al gioco che faceva vincere sconti sui prodotti esposti e mandavano mogli e figlie a farsi fare acconciature agli stand Remington. Ma la mia esperienza mi insegna che quelle che poi in negozio decidono cosa comprare sono le donne. O no?

Mandate mai vostro marito in libera uscita ad acquistare elettrodomestici o piuttosto siete voi a mandarlo per informarsi e avere l’ultima parola?  Non sarebbe importante per chi vende, capire a chi si rivolge?

Riflessione semiseria: non ci sono più le fiere di una volta.

E parlo di una cosa seria come i gadget, signori miei.Magliette, peluche, orologi, gadget di fiere anni novanta che mi portava mio Papà e conservo ancora .

Oggi ero partita alla loro ricerca perché anche mio figlio potesse iniziare la sua raccolta ma son tornata a casa con : cataloghi aggiornati al 2015 , penne a sfera, ricettari dedicati al microonde e palline da tennis imbustate a tre a tre.

Come direbbe Guzzanti: c’è grossa crisi.

 

 

Lavatrici di legno

Settimana scorsa sono stata a Padova, la mia città dei tempi universitari e ho avuto una piccola illuminazione per scrivere il post di oggi.

Per l’esame di Olmi, Scienza Politica se non sbaglio , oltre al manuale principale , Tempo e diplomazia, avevo dovuto studiare un testo particolare a scelta tra un libretto che trattava di malattie e carestie e l’altro di vele e cannoni . Le facili ironie si sprecano ma mai quanto le risate ad immaginare i soldati mentre caricavano i primi cannoni da guerra fatti in legno: di fatto un’arma monouso ! Inutile dire quale ho scelto.

Cosa c’entra con questo post? Perché anche le prime lavatrici erano in legno. E molte donne hanno rischiato la vita !

Secondo alcuni storici,  il titolo di inventore della lavatrice spetterebbe all’americano  William Blackstone , un mercante che aveva particolarmente a cuore le fatiche domestiche di sua moglie. Infatti, nel 1874  le regalò per il suo compleanno, un barile di legno da riempire con acqua calda e sapone. All’interno del barile c’era un perno dotato di pioli che, ruotando, muoveva i panni e li lavava.

Non è chiaro poi se successivamente uomini che decisero di costruirla in metallo e dotarla di elettricità volessero far fuori le consorti.  Un difetto non trascurabile era infatti che nei primi modelli  il motore elettrico non era ben isolato dal cestello e spesso, riceveva spruzzi d’acqua che causavano cortocircuiti e pericolosissime scosse elettriche .

Dopo aver risolto questo PICCOLO inconveniente si passò al migliorare la stabilità di questo innovativo elettrodomestico.

La Germania , che già prima della seconda guerra mondiale aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata ma i prodotti erano però privi di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l’installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento o si ribaltavano.  Fu introdotta allora la soluzione del blocco di cemento interno  (di ghisa nel caso di Miele) per rendere stabile la macchina e facilmente installabile in ogni parte della casa.

Grande invenzione davvero.

In fondo, il mondo è sempre stato mosso da un uomo che vuole rendere felice una donna, le facilita un compito ingrato, pensa di farle un piacere e invece no!

Chissà quante se ne sono sentite dire il povero Blackstone e i suoi successori : “non funziona!”,” È’ troppo piccola!”,”Cosa ci faccio con sto aggeggio!”, “Dove bisogna schiacciare?”, “Ho preso la scossa! Vuoi uccidermi?”, ” la roba non viene pulita!lavo a mano!”.

In fondo siamo una certezza: mai contente. 

Ieri, oggi e domani . 

Il cliente SENZA ragione

A grande richiesta ecco una delle cose da non fare se non volete inimicarvi un commerciante.

Ora io solitamente sono molto paziente, cordiale e comprensiva. Quello che proprio mi fa perdere la testa e’ la maleducazione, la mancanza di rispetto.

Se lavoro in un negozio, non significa che sono la tua serva: ti accompagno nella scelta del prodotto di cui hai bisogno.

Non si entra in un negozio, si provano un paio di scarpe e poi si comprano su internet. Non si entra in un negozio e poi si contratta il prezzo come al mercato del pesce dicendo con arroganza ma a quel negozio la’ mi facevano dieci euro di meno perché la mia risposta è sempre : perché allora non è andata la?

Tutto questo è irrispettoso e maleducato per il lavoro di una persona che si fa il mazzo per pagare affitto, luce, riscaldamento, tasse, non ha la maternità ne’ la malattia, sabato e domenica libere. Si può invece tranquillamente chiedere ogni cosa col sorriso, farsi dire la motivazione del prezzo e il servizio che viene offerto. È molto importante essere onesti perché è rispetto anche quello , se si sa già quel che si vuole si evita di far perder tempo al commesso ma anche a se stessi e si arriva alla questione del prezzo, se è importante, più velocemente.

Qui sotto, il dialogo avuto con un cliente venerdì mattina.

Cliente (70 anni, sguardo truce dall’alto in basso, camicia e jeans): “Lavatrici Miele ne avete?”

Io ( sorridendo): “BUONGIORNO. sì certo. Ha già una idea del modello?”

Cliente ( seccato) : “no”

– Mi sposto nella zona dedicata e gliene mostro alcune ma dopo tre minuti, vedo che in tasca ha un foglietto che spunta.-

Io ( sorridendo) : “Lo tiri pure fuori.”

Cliente ( per nulla a disagio, sempre seccato, si acciglia) : “cosa?”

Io ( sempre sorridente) : “il foglietto.”

Cliente ( finge sorpresa, spiega il foglietto, inforca gli occhiali ) :

“ah sì giusto allora il modello WDA ( esita, come non sapesse proseguire, performance  da attore consumato) WDA 211 lo avete?”

Io (smetto di sorridere): “mi ha detto una balla prima allora.”

Cliente ( alza il volto e sostiene il mio sguardo)  : “sì.” 

Silenzio.

Cliente ( rompe il silenzio come niente fosse) : “Mi può dire le differenze tra quella che le ho detto e questa?”

Io ( sorrido di nuovo) : “non gliele hanno spiegate dove è andato prima o aveva voglia di leggere la scheda su Internet? Mi spiace ma non sono qui a farmi prendere per il culo.”

Silenzio.

Cliente ( perde la sicumera dell’inizio, sguardo truce ma sorriso imbarazzato).

Io: “Arrivederci”.

Ci vuole rispetto per il lavoro degli altri e solo allora, lo si può pretendere.

5  parole chiave nel linguaggio degli elettrodomestici

Molto spesso quando si sente parlare di caratteristiche di elettrodomestici capita di vedere utilizzati termini di cui si sa poco il significato preciso.

Ecco qui in parole semplici che cosa vogliono dire.

1. MOTORE INVERTER

L’Inverter è un controllore elettronico che permette di variare la frequenza e tensione della corrente per garantire il massimo rendimento e il minimo consumo a qualsiasi regime/giro di rotazione del motore.  Ad esempio, nel caso dei frigoriferi con questa tecnologia , per mantenere costante la temperatura impostata dall’utente nelle ore notturne, il motocopressore avrà meno bisogno di energia per girare e quindi, variando la sua velocità al regime minimo, avremo meno consumo di elettricità.

Anche per la lavatrice, se il carico massimo è di 8kg e noi ne utilizziamo solo 3kg, il motore avrà meno richiesta di potenza per far girare il cestello e quindi, come nel caso dei frigoriferi vale la stessa proporzione: meno potenza richiesta, meno energia richiesta. Inoltre gli elettrodomestici ci guadagnano in silenziosità perché variando la velocità, varia anche il rumore del motore.

2. NO FROST

Il sistema No Frost, Frost Free, Frostless o sbrinamento automatico è un meccanismo che esegue regolarmente lo sbrinamento dell’evaporatore all’interno di un freezer.

Il meccanismo No Frost riscalda l’elemento refrigerante per un certo periodo di tempo, in modo da sciogliere il ghiaccio che vi si è formato sopra. L’acqua quindi viene raccolta in una vaschetta installata sul compressore, in modo che il calore da esso generato ne velocizzi l’evaporazione.Il sistema viene regolato da un timer meccanico o elettronico: dopo alcune ore di funzionamento del compressore, la resistenza elettrica posta sotto l’evaporatore viene attivata per 15-30 minuti circa.

Nei modelli combinati (freezer/frigorifero) dotati di sistema No Frost l’aria privata di umidità viene inviata dal freezer allo scompartimento del frigorifero, in modo che anche al suo interno non si formi condensa e che i cibi vengano conservati meglio.

3. POMPA DI CALORE

Si parla di pompa di calore solitamente in due casi: asciugatrici e condizionatori d’aria a installazione fissa. Questo meccanismo è in grado di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa ad una sorgente a temperatura più alta, utilizzando differenti forme di energia, generalmente elettrica.

Il meccanismo per i condizionatori fissi è solitamente quello aria-aria, che estrae calore dall’aria e lo riversa all’interno o all’esterno di un edificio, a seconda della stagione. D’estate ad esempio, cambia la direzione del flusso di calore: il liquido refrigerante evapora nel radiatore interno e condensa nel radiatore esterno. L’aria interna viene inoltre deumidificata.

Tanti pensano nel caso delle asciugatrici,  che ci sia differenza tra modelli a condensazione e a pompa di calore. In realtà tutte le asciugatrici sono a condensazione , vale a dire che l’aria passa attraverso un condensatore, dove viene deumidificata. Nelle asciugatrici dotate di pompa di calore il funzionamento sarebbe come quello di un condizionatore impostato sulle temperature invernali: l’aria esterna viene immessa all’interno della macchina, riscaldata, immessa nel cesto per poi passare nel condensatore.L’acqua condensata viene raccolta in una vaschetta oppure scaricata all’esterno tramite un tubicino in gomma.

4. FILTRO HEPA

Con il termine filtro HEPA (dall’inglese High Efficiency Particulate Air filter) si indica un particolare sistema di filtrazione ad elevata efficienza.

È composto da foglietti filtranti di microfibre che hanno il compito di bloccare le particelle solide, generalmente quelle dell’aria. Le particelle solide possono essere infatti nocive per la salute.

Solitamente viene utilizzato soprattutto negli aspirapolvere e scope elettriche  per ridurre al minimo la dispersione di allergeni e acari nell’ambiente durante il processo di aspirazione.

5. DAB/DAB+

Il Digital Audio Broadcasting (DAB), dalla lingua inglese diffusione audio digitale, è uno standard di radiodiffusione digitale che permette la trasmissione sonora di programmi radiofonici con qualità paragonabile, nella sua ultima versione (DAB+), a quella di un compact disc.

Normalmente, quando si parla di DAB+ , si fa riferimento alla nuova tecnologia della ricezione radiofonica: un po’ simile a quello che è successo anni fa con l’introduzione e passaggio al digitale delle trasmissioni televisive. Ora infatti, negli autoradio, hi-fi e stereo dotati di tecnologia DAB+, si possono ascoltare molti più versioni della stessa emittente ad esempio canali a musica dedicata o programmazione posticipata di un’ora. Nel complesso, la trasmissione DAB+ presenta alcuni vantaggi rispetto a quella analogica, come  la minore influenza o assenza di interferenze sul segnale, la ricerca automatica della stazione in funzione della posizione del ricevente.

Nel febbraio 2016 il 70% della popolazione italiana è raggiunto da un segnale outdoor (al di fuori degli edifici) DAB+, con una copertura concentrata nel nord Italia e nelle grandi città, mentre nel 2017 è previsto il raggiungimento di una copertura nazionale del 90%.

Noi e gli elettrodomestici 

Inizia la settimana e osservare mio marito nel weekend,  ha ispirato la seconda parte del mio esperimento socio-psicologico sul nostro rapporto con gli elettrodomestici. Mentre noi donne siamo piene di sfumature,  è più facile dividere gli uomini in categorie, anche se ci possiamo accorgere di avere qualche incrocio negli uomini che conosciamo.

Ecco come siete, con la dovuta ironia chiaramente:

1)  Il precisino.

Alla prima impressione sembra quello meno problematico perché lo si potrebbe pensare autonomo nell’utilizzo dell’elettrodomestico. Invece no: lui studia e poi osserva. Controlla ogni tuo movimento sospetto: come stai mettendo i piatti guarda che non si puliscono bene, hai messo il sale, hai cambiato il sacchetto all’aspirapolvere, guarda che la temperatura del frigo devi sistemarla quando cambiano le stagioni, e così via.  Lui legge le istruzioni da cima a fondo prima di accendere qualsiasi apparecchio, fa la fotocopia della fotocopia dello scontrino e scrive la data di scadenza del due anni di garanzia europea per sincerarsi di fare in tempo il prolungamento. Siccome la sorte è anche un po’ bastarda, è la categoria a cui si rompono più spesso gli elettrodomestici.

2)  “L’ho visto su internet”

Potrei anche definirlo l’indeciso ma in realtà sa benissimo cosa vuole quando si trova al punto di partenza della sua ricerca. Solo che non si fida dell’animo umano e entrare in un negozio gli mette ansia, oppure vuole fare l’affare della vita. Su internet. Travolto da forum, blog , recensioni di giornali di settore, prezzi dello stesso prodotto con enormi differenze, offerte outlet, promozioni in negozio, consegna e ritira, video dimostrativi su YouTube si ritrova a chiedere opinioni agli amici su Facebook e a telefonare o mandare email ai negozi vicini per avere informazioni.  Lo si può riconoscere perché  arrivacon dieci stampe diverse o screenshot sul cellulare per decidere cosa comprare, ma è passato talmente troppo tempo dall’inizio delle sue ricerche e per disperazione acquista l’offerta del mese.

3) Il settoriale

Lo ho definito così perché ha una spiccata preferenza per uno, massimo due elettrodomestici . Gli altri potrebbero non esistere o comunque non devono costare troppo perché l’ investimento non varrebbe la pena. Solitamente si concentra su televisore e impianti stereo e pretende il meglio :  deve essere il più grande, l’ ultimo modello, ultra moderno ma funzionale, solitamente con tecnologia 3D, predisposto per essere connesso a qualsiasi altro dispositivo compresa la Playstation e le casse stereo wifi, avere di base una risoluzione altissima ecc.  Si concentra su un elettrodomestico come si concentra sulla sua macchina e di solito,  quando si cambia una, si cambia anche l’ altro.

4) “Decide mia moglie”

sottotitolo: il disinteressato.  Solitamente non si interessa di questioni casalinghe, perché lavora spesso fuori città o proprio perché alla donna di casa fa piacere che lui non se ne occupi. Dipendente a chiamata , risponde in base alle esigenze della compagna: al massimo va in avanscoperta informandosi su prezzi e modelli per poi riferire a casa.  Tornando insieme per l’ acquisto, lui annuisce ai discorsi e fa qualche domanda qui e la per non sembrare scortese. Molto spesso invece, la moglie decide in autonomia e lui scopre solo mesi dopo la cifra spesa per quel prodotto ed è sempre troppo alta: un breve lamento come la morte del cigno e fine: basta che tu sia contenta e che la casa vada avanti come sempre

5) L’interscambiabile

Preziosissimo aiutante senza macchia e senza paura, si adegua alle situazioni e se lasciato solo, pur nel panico di sbagliare qualcosa e poi sentirsele di cotte e di crude, ci prova. Stira una camicia all’ occorrenza, carica il bucato nella lavatrice mentre tu badi al bambino, svuota i piatti dalla lavastoviglie, spesso ha un cavallo di battaglia in cucina e lo prepara volentieri per gli amici. Co- protagonista della casa, spesso ha dei compiti chiari all’interno dell’ organizzazione e li rispetta volentieri . Nella fase di acquisto partecipa attivamente e si percepisce la reale competenza con domande mirate. Autore indiscusso di maglioni infeltriti, tappi di birra bloccati nel tubo dell’aspirapolvere e  cibo bruciato ogni tanto gli si preferirebbe la categoria precedente.

6) Il tecnologico

Fermo sostenitore del progresso e della scienza deve avere l’ultimo modello di qualsiasi elettrodomestico. Di età trasversale, essere tecnologici e’ un modo di essere . Fra i primi ad avere il bimby, la macchina del caffè elettrica o il bollitore, aveva Internet fin dagli albori, il primo modello di IPod e ora ha tutto cordless o wifi. Ha la casa tutta programmata con l’impianto domotico: irrigazione, taglio dell’erba, cancelli automatici, lavatrice, asciugatrice, TV, forno e computer , ogni cosa e’ calcolata. Salvo poi acquistare l’ultimo modello di smartphone che però non è compatibile con l’app che comanda la domotica di casa: troppo recente. 

7) Il tecnico 

Tu chiedi a lui e sarai salvato/a. Questa categoria si divide in due: il tecnico dotato di manine d’oro e il tecnico non dotato di manine d’oro.

Il tecnico con mani d’oro riesce a far ripartire lavatrici con un pugno come faceva Fonzie in Happy Days.  Gli riesce facile ogni piccola riparazione casalinga degli elettrodomestici fuori garanzia : dal cambiare il tubo di scarico della lavastoviglie allo sbrinare il freezer, dal cambiare la lampadina interna del forno a trovare il ricambio esatto per il filtro della asciugatrice . Si relaziona con il referente dell’assistenza come fosse un suo amico, ordina anche i pezzi di ricambio su internet e osserva i video-guida su YouTube ripetendoli  all’istante  sull’elettrodomestico bisognoso.

Il tecnico senza mani d’oro ha grande forza di volontà, senso innato del risparmio e alta autostima che gli permette di resistere ai colpi della sorte. Chiama aiuto solo se realmente disperato,  spesso ordina pezzi su internet credendo di aver fatto l’affare della vita con un prodotto simile ma non originale oppure sbaglia il codice del modello, ci tiene in ogni caso a dimostrare alla moglie di essere un vero uomo Alfa multitasking mentre lei alza gli occhi al cielo, implorando l’intervento dell’assistenza che le restituisca la lavatrice funzionante.

Amici miei, se vi riconoscete fate un fischio perché ho pensato proprio a voi mentre scrivevo!