Il cliente SENZA ragione

A grande richiesta ecco una delle cose da non fare se non volete inimicarvi un commerciante.
Ora io solitamente sono molto paziente, cordiale e comprensiva. Quello che proprio mi fa perdere la testa e’ la maleducazione, la mancanza di rispetto.
Se lavoro in un negozio, non significa che sono la tua serva: ti accompagno nella scelta del prodotto di cui hai bisogno.
Non si entra in un negozio, si provano un paio di scarpe e poi si comprano su internet. Non si entra in un negozio e poi si contratta il prezzo come al mercato del pesce dicendo con arroganza ma a quel negozio la’ mi facevano dieci euro di meno perché la mia risposta è sempre : perché allora non è andata la?
Tutto questo è irrispettoso e maleducato per il lavoro di una persona che si fa il mazzo per pagare affitto, luce, riscaldamento, tasse, non ha la maternità ne’ la malattia, sabato e domenica libere. Si può invece tranquillamente chiedere ogni cosa col sorriso, farsi dire la motivazione del prezzo e il servizio che viene offerto. È molto importante essere onesti perché è rispetto anche quello , se si sa già quel che si vuole si evita di far perder tempo al commesso ma anche a se stessi e si arriva alla questione del prezzo, se è importante, più velocemente.
Qui sotto, il dialogo avuto con un cliente venerdì mattina.
Cliente (70 anni, sguardo truce dall’alto in basso, camicia e jeans): “Lavatrici Miele ne avete?”
Io ( sorridendo): “BUONGIORNO. sì certo. Ha già una idea del modello?”
Cliente ( seccato) : “no”
– Mi sposto nella zona dedicata e gliene mostro alcune ma dopo tre minuti, vedo che in tasca ha un foglietto che spunta.-
Io ( sorridendo) : “Lo tiri pure fuori.”
Cliente ( per nulla a disagio, sempre seccato, si acciglia) : “cosa?”
Io ( sempre sorridente) : “il foglietto.”
Cliente ( finge sorpresa, spiega il foglietto, inforca gli occhiali ) :
“ah sì giusto allora il modello WDA ( esita, come non sapesse proseguire, performance  da attore consumato) WDA 211 lo avete?”
Io (smetto di sorridere): “mi ha detto una balla prima allora.”
Cliente ( alza il volto e sostiene il mio sguardo)  : “sì.” 
Silenzio.
Cliente ( rompe il silenzio come niente fosse) : “Mi può dire le differenze tra quella che le ho detto e questa?”
Io ( sorrido di nuovo) : “non gliele hanno spiegate dove è andato prima o aveva voglia di leggere la scheda su Internet? Mi spiace ma non sono qui a farmi prendere per il culo.”
Silenzio.
Cliente ( perde la sicumera dell’inizio, sguardo truce ma sorriso imbarazzato).
Io: “Arrivederci”.
Ci vuole rispetto per il lavoro degli altri e solo allora, lo si può pretendere.

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