Il piano cottura a gas è ormai obsoleto?

Il piano cottura che non ci abbandona mai.

SE NE PARLA SEMPRE MENO MA IL PIANO A GAS RESISTE.

Se ne parla sempre meno, le riviste di arredamento non lo calcolano più se non per i servizi in stile nordico o nella versione del blocco cucina, compriamo case che non prevedono proprio l’allaccio del gas a progetto, non lo acquistiamo più da nuovo figuriamoci in fase di sostituzione! Solo in casi estremi!

In realtà, fuori dai social, il piano a gas in Italia ha ancora una massiccia presenza all’interno delle abitazioni e sembra che il mondo faccia finta che non esista.

Il piano a gas è diventato ormai quasi più una scelta di vita: celebra la vita lenta e i risultati di cottura della nonna e vuoi mettere la differenza tra spadellare con la semplice induzione o a fiamma viva? 

Anni fa quando i formatori interni dei grandi marchi di elettrodomestici dovevano spiegare l’induzione, portavano a dimostrazione della superiorità dell’induzione, la velocità di riscaldamento delle pentole o delle padelle rispetto al piano a gas.

In realtà, come ben sappiamo, DIPENDE e dipende tanto dalle pentole che utilizziamo e anche dalla tipologia di piano a gas perchè non sono tutti uguali. Questo lo sa bene chi acquista una consulenza con me in fase di sostituzione del piano cottura.

Per la casa di Milano, grazie a SMEG a ho scelto questo piano a gas pazzesco.

Ecco qui in 8 semplici punti, le motivazioni della mia scelta:

  • Sono in un appartamento in affitto e non posso modificare troppe cose, sia per il fatto che non ho soldi da buttare sia perchè la proprietaria di casa è molto affezionata agli arredi che mi ha lasciato.
  • Non era possibile installare l’induzione perchè la casa è in stile “vecchia Milano” e con impianti datati che avrebbero richisto di muratura per far arrivare una linea elettrica abbastanza potente da supportare un moderno piano a induzione.
  • Il piano cottura precedente doveva essere sostituito ed era sempre a gas, installato nel top in laminato della cucina subito sopra al forno ad incasso. Per chi non lo sapesse, il piano a gas ha misure di ingombro nella parte inferiore al piano della cucina che sono molto differenti da quelle del piano a induzione. Quest’ultimo infatti necessita di spazio di ventilazione per far funzionare le ventole di raffreddamento dei magneti ed è quindi più ingombrante di un piano a gas. Proprio per questo motivo, avere un forno nella parte sottostante senza poter alzare il piano di lavoro della cucina andava a occupare centimetri utili e non consentiva anche in questo caso, l’installazione corretta di un piano a induzione.
  • Detto questo ho pensato allo stile della cucina e ho scelto un piano cottura in acciaio inox spazzolato, di facile pulizia e con le griglie in ghisa. Non avere rivestimenti smaltati o piani a gas con base in vetroceramica per me è sempre stato prioritario perchè mi trasmette un senso di pulizia più ampio e evito che si sbecchino o si rovinino con il tempo. Vedere lo smalto non uniforme come accade con le unghie delle mani mi avrebbe dato molta noia. Le griglie sono in ghisa e non smaltate ovviamente per lo stesso identico motivo.
  • Ho scelto i comandi, quindi le manopole, frontali. Che cosa vuol dire?  Vuol dire che quando mi avvicino al piano, non ho subito la griglia e lo spargifiamma vicini al tronco del corpo e i comandi a lato ma ho prima i comandi per far funzionare tutti i fuochi e solo poi iniziano le griglie e gli spargifiamma. La ritengo una tipologia di piano a gas molto più sicura e a prova di bambino o di incidentali rovesciamenti di pentole.
  • Le griglie sono incrociate sopra allo spargifiamma. Ultimamente ho notato come i piani a gas abbiano le griglie con molto spazio sopra allo spargifiamma, come a dover utilizzare sempre e solo pentole di medie o grandi dimensioni. Ho scelto la forma delle griglie che fosse a “X” sopra ai diversi spargifiamma perchè così eviterò di dover acquistare riduttori per la moka o padellini più piccoli che, senza un riduttore potrebbero rovesciarsi o risultare troppo vicini alla fiamma, facendo bruciare velocemente il cibo e rovinando il pentolame.
  • Il piano è da 60 cm anche se, mantenendo lo stesso incasso e quindi senza modificare il piano di lavoro, avrei avuto la possibilità di installarne uno da cinque fuochi e 75cm di larghezza. Essendo in tre in famiglia, non sento la necessità di avere più di 4 fuochi da far funzionare contemporaneamente.
  • Le potenze dei vari fuochi non dipendono dal loro diametro ma dallo spargifiamma e dalla loro struttura perchè potenziano la velocità di riscaldamento. I due fuochi medi hanno un riscaldamento semi-rapido; la tripla corona, ultra-rapido e il fuoco più piccolo viene denominato ausiliario dato che la sua funzione sarebbe quella di mantenere in caldo o riscaldare sughi, piccole moke o pentolini di sugo.

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