5 idee regalo che ancora non vi hanno detto.

E’ arrivato il momento.

Sono ormai settimane che su Internet e tutti i social network impazzano le classifiche dei regali consigliati per il Natale 2017.

Io, la regina delle cose all’ultimo minuto, dei regali in extremis, delle figuracce perché mi dimentico di ringraziare le persone giuste o c’è sempre qualcuno a cui io non ho pensato che mi fa un regalo,  ho deciso di illuminarvi solo adesso.

Cinque idee appartenenti al mondo degli elettrodomestici , davvero utili e mai banali.

1. Macchina del caffè in capsule “Jolie” di Lavazza, edizione limitata Star Wars.

Si tratta di una macchina del caffè funzionante a capsule Lavazza A Modo Mio, in edizione limitata con finiture realizzate a mano, artigianalmente.

Compatta, sta anche su piani di lavoro di piccole dimensioni: 1250 Watt, 10 bar di pressione, serbatoio da 0,6 lt, erogazione caffè espresso programmabile, autospegnimento dopo 9 minuti. La nuova macchina Lavazza è stata presente con uno stand sia al Lucca Comics (1-5 novembre) e lo sarà anche al Torino Comics (16-17 dicembre), nonché in corner dedicati in alcuni selezionati UCI Cinemas in occasione del lancio del nuovo film. La macchina edizione limitata Star Wars™ sarà disponibile solo online, al prezzo di 139 euro, all’interno della landing page del nuovo sito web lavazza.it, una sezione interattiva e dedicata ai veri fan di Star Wars™.

2. Slow-cooker Crock-Pot Sauté

Che cos’è una slow-cooker? Un piccolo elettrodomestico che ti consente di programmare la cottura in modo da non disperdere le sostanze nutritive delle pietanze e farti trovare il pranzo o la cena pronte al momento giusto. Crock-Pot  aggiunge alla sua ampia gamma di pentole a cottura lenta il modello Sauté, provvisto di pentola interna in DuraCeramic e adatta quindi a tutti i tipi di piani cottura, inclusi quelli a gas e a induzione.

È quindi praticissima per rosolare i cibi sui fornelli oppure per la gratinatura finale in forno, con la sua capacità di 5 litri riesce a cuocere cibo per 5-6 persone e il comodo display  consente di programmarla e di mantenere il pasto in caldo, grazie alla funzione automatica “Auto Keep Warm”che  consuma quanto una lampadina.
Il prezzo indicativo al pubblico è di 149,90 euro.
3.  Bilancia elettronica da cucina Franke
Avete mai pensato a quel famoso video di YouTube dove il padre scambiava un iPad con un tagliere? Forse è proprio da lì che Franke è partita per realizzare una soluzione innovativa e di design fatta per integrarsi al meglio con la sua linea di lavelli ed elettrodomestici. Questo modello speciale si chiama Lightboard FS LGT e si posiziona perfettamente a filo sulla vasca del lavello, creando una elegante copertura e uno strumento funzionale. Toccando un pulsante si possono creare vari effetti di luce, schermo touch antischizzo, pesatura alimenti fino a 10 kg . E’ disponibile in due versioni di colore: nero e champagne per adattarsi alle finiture speciali di lavelli ed elettrodomestici della casa madre. Accessorio esclusivo e nato da poco si è aggiudicato la “honorable mention” al Red dot design award 2017.
Prezzo su richiesta.
4.  Purificatore d’aria Electrolux
L’aria pulita è essenziale per la qualità del sonno e della vita. In questi mesi invernali avere un ricambio d’aria sufficiente a mantenerci in salute è difficile: inquinamento, freddo polare e temperature caraibiche nei nostri condomini, non aiutano di certo. Il purificatore d’aria Oxygen EAP450 è dotato del sistema Pure Source™ di filtraggio a cinque fasi. Combatte gli inquinanti a livello molecolare per neutralizzare i virus, i batteri, i vapori chimici e gli odori, senza produrre l’ozono dannoso. Rimuove lo sporco, la polvere, il polline e i cattivi odori per rendere l’aria più pulita del 99,97%. Cattura i peli di animali e le particelle aeree rendendo la pulizia di casa più facile. Il sensore di qualità d’aria continuamente monitora la qualità dell’aria e regola automaticamente la velocità della filtrazione dell’aria. Inoltre con il sensore della luce, la sera automaticamente sceglie la modalità silenziosa per garantire un sonno sereno anche ai più sensibili. Tutti e tre i filtri: HEPA, carbone e antibatterico sono lavabili per garantire la massima igiene.
Il prezzo consigliato è di 499 euro.
5. Spazzola per animali universale per aspirapolvere  Bimar 
Vi ricordate che tempo fa avere l’accessorio per spazzolare e contemporaneamente aspirare i peli dei nostri cani era appannaggio di una sola marca ?
Ora non più.
Tantissimi italiani hanno uno o più compagni pelosi in casa e la maggior parte sono cani . Risolvere il problema dei peli in casa è sempre un disastro ma finalmente ho trovato la soluzione. Infatti indipendentemente dall’aspirapolvere in vostro possesso potete acquistare tre diversi kit universali da agganciare ai vostri aspirapolvere per spazzolare il vostro cane e aspirare direttamente i suoi peli. L’unica cosa che dovrete fare è scegliere il corretto tipo di spazzola, da utilizzare a seconda del pelo del vostro amico, lungo, medio o corto.

Il prezzo consigliato è di 89 euro.

Credit photo: Brit Morin

Guida alla scelta del piccolo elettrodomestico da cucina.

In questo periodo si sono concluse molte liste nozze ma altrettante stanno iniziando a prendere forma.

Gli elettrodomestici per la cucina sono quelli più gettonati in assoluto e mi ritrovo sempre a consigliare gli sposi su questo argomento. Io li vedo spinti a destra e a manca, terrorizzati da amici e parenti sull’assoluta necessità di avere il Bimby, piuttosto che una impastatrice KitchenAid o di quelli che ” guarda che basta un frullatore a immersione con gli accessori”.

Bisogna in questo caso ragionare a mente fredda e provare a non impazzire cercando siti internet che sbandierano confronti imparziali ma che poi imparziali non sono. Se ad esempio, cercate opinioni sulle impastatrici e doveste capitare su un sito come “impastatricetop.it “ ,  provate a capire chi li scrive. Non è un sito di professionisti del settore e non è un sito di casalinghe che fanno da test di questi elettrodomestici. Riuscirete a capire chi scrive solo una volta che cliccherete acquista oppure i più smaliziati noteranno che tutte le inserzioni pubblicitarie rimandano ad Amazon.com.

Ma va? 

Io credo invece che non esista un elettrodomestico adatto a tutti. Ci sono le mode passeggere, i modelli storici usati dalle nostre famiglie, l’influenza di social media e tv che condizionano le nostre scelte.  Troppo spesso ci accorgiamo solo dopo l’acquisto, che quel prodotto non faceva per noi. Invece di dilungarmi in particolari tecnici, ecco quindi le domande che mai vi fareste, prima di comprare una impastatrice o un robot da cucina e che invece sono molto utili.

 

  1. Quanto spazio avete in cucina? Dovete trovare la postazione più comoda per il vostro aiutante: vicino al piano di lavoro, ad una presa elettrica e non troppo distante dal lavandino. Nel caso non la voleste a vista, misurate bene soprattutto l’altezza della macchina che scegliete, in modo da sapere lo spazio che andrebbe a occupare.
  2. Quanti siete in famiglia? E’ una domanda fondamentale per capire quanti litri di capacità massimi deve avere il boccale, evitando di acquistare ciotole opzionali o di dover preparare le pietanze in due momenti differenti. Sarà una domanda utile a farvi riflettere anche sui materiali da preferire, io suggerirei molto acciaio (vero, non verniciato di grigio) nel caso abbiate mariti amanti della cucina o figli  intraprendenti che la useranno assieme a voi.
  3. Vi piace DAVVERO cucinare oppure siete trascinati dall’entusiasmo del momento? Non dovete pensare a cosa potreste cucinare con quell’elettrodomestico ma a cosa cucinate nel vostro quotidiano. E’ una domanda un pò antipatica ma se non vi rispondete con sincerità, una volta passate le prime settimane di entusiasmo, in cui proverete ogni tipo di ricetta del manuale d’istruzioni potreste lasciare l’elettrodomestico in un angolo e utilizzarlo solo per impastare la pizza.
  4. Quali sono le vostre abitudini alimentari? Avete allergie particolari, cibi a cui non potete rinunciare, siete vegetariani, celiaci ecc. Amate le cene con gli amici oppure non siete mai in più di tre a pranzo e cena? Sono abitudini da valutare perché vi possono aiutare a scegliere il modello più giusto per voi, ad esempio lo sapevate che esistono macchine del pane realizzate appositamente per celiaci? Chi è  vegano forse non potrà fare a meno di avere accessori come l’estrattore di frutta, lo spiralizer per fare spaghetti di zucchine, macinagrani per riso e semi. Chi invece è appassionato di lievitati potrebbe benissimo fare a meno di tutto questo e comprare una semplice planetaria.
  5. Quali sono gli accessori opzionali di cui ASSOLUTAMENTE non potreste fare a meno? Chi acquista un food processor mi chiede sempre “ma perché ci mettono pure lo spremiagrumi che tanto non lo uso? E tutte ste lame a cosa servono?”.  Questi accessori vengono inclusi nella confezione per finire in fondo ai cassetti di cucina, senza passare dal via ed esser poi ritrovati dopo anni , a volte persino dopo il forfait del nostro elettrodomestico. E’ quindi importante sapere se non potete fare a meno dei dischi che affettano le verdure ma del tirapasta invece sì: ciò vi consente di risparmiare, scegliendo il modello che non lo include.
  6. La funzione COTTURA è per voi davvero indispensabile? Dovete essere sinceri con voi stessi. Quante volte pensate di usarla? Volete programmare e non pensare e ritenete di non avere tempo né voglia? Sapete già quale è il risultato di un cibo cotto in questa maniera oppure dopo le prime volte tornereste comunque a fare il soffritto nella classica pentola ? Gli elettrodomestici con la funzione cottura hanno una differenza di prezzo significativa, rispetto agli altri e sarebbe un peccato spendere soldi in più per poi lasciarla quasi inutilizzata.
  7. Come ve la cavate con la tecnologia? Volete luci led, display con timer, immagini di ricette da seguire passo passo oppure pensate che vi sarebbero d’impiccio mentre cucinate? Gli schermi touch screen ormai iniziano ad essere la regola nei modelli di alta fascia ma bisogna essere brave ad usarli. Siete organizzatissime e quindi non toccherete mai il display con le mani sporche di farina o siete pasticcione dalle mani appiccicose? Nel secondo caso ve lo dico io: meglio scegliere le manopole o le leve numerate.
  8. Avete e utilizzate spesso la lavastoviglie? Sembra scontato ma molte persone non hanno ancora la lavastoviglie in cucina. Inoltre, sono molti i robot da cucina che hanno accessori, boccali o lame che non possono essere lavati con questo elettrodomestico. Informatevi bene su come si possono pulire le singole componenti e se per voi è più comodo sciacquare a mano le parti del robot o dell’impastatrice oppure non potreste fare a meno di mettere tutto in lavastoviglie.

 

Solo una volta segnate queste vostre esigenze su un foglio, assieme al budget da investire in questo elettrodomestico potrete iniziare a valutare marchi, modelli e prezzi. Quello che va bene per la vostra amica che adora cucinare e ha cinque figli, potrebbe non andare bene per voi,  che cucinate solo stretto necessario e vi sentite mancare al solo pensiero di dover pulire la parte inferiore delle pale del Bimby dall’impasto della pizza.

Ogni riferimento è puramente casuale.

 

Multi-groomer WAHL

L’altra sera parlando con amici ho chiesto chi utilizzasse il regolabarba o rasoio elettrico. La risposta mi ha stupito. Solamente uno lo utilizza per tenerla regolata, gli altri due utilizzano quotidianamente il rasoio manuale, l’ultimo ha pochissima ricrescita e la fa una volta ogni morte di Papa. In un gruppo di trentenni mi sarei aspettata una risposta diversa e invece no.

Oggi va molto di moda la barba, meglio se lunga, quindi il piccolo elettrodomestico più venduto in questo settore è senza dubbio il regolabarba. Se si parla di marche, i leader del settore sappiamo tutti quali sono ma c’è una casa produttrice in particolare che è garanzia di una qualità talmente alta e professionale che spesso non si sa nemmeno che la si può trovare nei negozi.

Si tratta di Wahl. Nel 1919 Leo J. Wahl presentò la richiesta di brevetto per il suo tagliacapelli elettromagnetico e la produzione iniziò presso la Wahl Manufacturing Company.  Si trattava del primo pratico tagliacapelli con il motore incorporato, anziché connesso tramite un braccio flessibile. Prima della fine del 1920 la fabbrica aveva prodotto e venduto migliaia di tosatrici ai barbieri di tutti gli Stati Uniti.

E’ un marchio che ha una fama indiscussa ma chiaramente non è un prodotto che posso testare io personalmente. Mi sono quindi affidata alla valutazione di mio marito, che di barba e capelli ne ha tantissimi e del nostro amico barbiere.

Il modello che andrò a mostrarvi è il 9864, nella foto qui sotto. Questo è un prodotto completo che consente di essere utilizzato come rasoio, regolabarba, tagliacapelli e taglia peli del naso.

Wahl-Lithium-Ion-Slate-Stainless-Steel-Trimmer-9864

 

 

PUNTI FORTI

  1. Poca rumorosità e vibrazioni non fastidiose. Ci sono rasoi che fanno un baccano infernale e per molti può sembrare un pregio, una specie di sinonimo di potenza ma non è così. La struttura del rasoio potrebbe non essere di alta qualità e il motore non durare a lungo.
  2. Struttura metallo. La prima cosa che colpisce di questo rasoio è il suo peso. E’ vero sarà anche la batteria ma la struttura in metallo si sente eccome! Ovviamente si tratta di un pregio perchè difficilmente si usano rasoi del genere per tanto tempo di fila e quindi il peso non è un problema. Al contrario significa durevolezza e più resistenza ad urti e alle continue vibrazioni delle lame.
  3. Ricarica veloce e duratura. Partiamo dal presupposto che le cose quando ci servono non sono mai cariche. Questo modello ha fino a 4 ore di autonomia ad uso continuo se viene ricaricato due ore e la speciale funzione di ricarica veloce di 1 minuto per evitare di restare con la barba rifinita a metà. Questa è un vantaggio mica da poco!
  4. Lame professionali. Mio marito per testarne la qualità ha provato la testina tagliacapelli sul suo braccio, dove i peli sono tanti, lunghi e fini, in una zona sensibile. Risultato? Zona perfettamente rasata e senza arrossamenti al primo passaggio. Le lame tagliano quindi in maniera perfetta senza toccare la pelle.
  5. Naso e orecchie. Accessorio molto sottovalutato, anche dalla sottoscritta che ha subito sentenziato: “ma perchè pure questo, ma serve davvero?!”. In realtà questo semplice accessorio in più ci consente di evitare l’acquisto dell’apposito tagliapeli del naso elettrico che occuperebbe spazio nei nostri già piccoli bagni. L’utilizzo effettivo magari sarà minimo ma conviene.

 

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PUNTI DEBOLI

  1. Senza filo. Il mio amico barbiere ha sentenziato: “Che bell’oggetto! Sì però cordless…” Ecco, quello che per noi nella quotidianità risulta comodo, per i professionisti risulta scomodo. Essendo un regolabarba e un rifinitore è difficile che vi sia un utilizzo quotidiano e nonostante le batterie al litio siano ultra performanti, la durata della “vita” di un regolabarba a filo è superiore.
  2. Distanziatori e precisione di regolazione. Sarebbe importante avere la possibilità di seguire le esigenze di lunghezza di barba, corpo e capelli, senza dover sostituire tutte le volte i distanziatori, semplicemente spostando un cursore sull’impugnatura. Eviterebbe ai più sbadati di perdere il distanziatore preferito oppure di non utilizzare mai alcuni di loro.
  3. Indicatore di batteria.  Sarebbe cosa buona e giusta su un prodotto così ben fatto poter riuscire a sapere il grado di carica della batteri , un pò come avviene sui nostri cellulari invece c’è semplicemente un cambio di colore della luce. L’indicatore LED semplice quindi secondo me non è sufficiente e soprattutto nel mondo dei piccoli elettrodomestici senza filo è importante saper quando ricaricare un prodotto.
  4. Manutenzione.  Non c’è niente da fare: quando ci si abitua bene, poi si fa fatica a tornare indietro. E’ vero le lame sono di un materiale eccezionale, autoaffilanti e delicate sulla pelle ma non sono lavabili sotto l’acqua corrente. Nè tantomeno possono essere utilizzate sotto la doccia. Ecco che quindi la manutenzione delle lame con pennellino e lubrificante si fa importante per la durata nel tempo di questo eccezionale aiutante domestico.

 

Conclusioni?

Questo tipo di prodotto secondo me è perfetto per chi non è alle prime armi con barba, baffi e capelli. Eccezionale per la sua precisione consente di mantenere barba, baffi, pizzetto e basette sempre in estremo ordine e con poca fatica. E’ adatto per chi ha costanza e riesce a curare le lame nel tempo,  per gli sportivi che devono rasare spesso anche altri parti del corpo, senza voler ricorrere sempre alla ceretta.

Tenete sempre presente che mentre acquistate un rasoio, un tagliacapelli, un regolabarba dovete pensare a quanto e come lo usate ma anche alla vostra tipologia di barba e capelli. Spesso infatti siamo scontenti dei nostri elettrodomestici perchè prima di acquistarli non pensiamo a come li usiamo.

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Sulla mia pagina Facebook e profilo Instagram potrete vedere i video che ho fatto per farvi sentire il rumore e vedere gli effetti e la delicatezza della rasatura.

A questo link inoltre potete vedere il video di presentazione Wahl del regolabarba 9864  .

Per maggiori informazioni su questa azienda invece ecco il sito ufficiale http://wahlglobal.com

 

 

 

I simboli della lavatrice

Mi sono chiesta come mai nelle interfacce delle lavatrici in particolare modo vengono spesso affiancati i simboli al testo per rappresentare i programmi di lavaggio o le opzioni.

Se una volta le lavatrici avevano solo due manopole di cui una aveva numeri o al massimo lettere , ora si sta diffondendo sempre di più il “solo testo” anche nel caso del digitale.

A me i simboli piacciono, li trovo riassuntivi e altamente sfidanti. Oltre ai grandi classici cotone e “lavaggio a mano”, gli altri chi li avrà inventati? Chi avrà inventato la consuetudine di allegare alla dicitura “sintetici” , il simbolo della provetta chimica?

Quali studi ci sono dietro alla semplicità d’uso di questi elettrodomestici? Da dove nascono?

I simboli utilizzati sulle lavatrici derivano sostanzialmente da quelli che troviamo riportati sui nostri capi di abbigliamento e cambiano a seconda del Paese di appartenenza. I singoli comitati dell’Unione Europea stanno rivedendo gli standard delle etichette di manutenzione esistenti in collaborazione con altri organismi internazionali, in modo che possano creare un sistema unificato.

I simboli utilizzati in Europa sono un marchio GENETEX ovvero dell’Associazione Internazionale per l’Etichettatura di Manutenzione del Tessile (GINETEX) , l’organismo mondiale che governa le etichette di manutenzione dal 1975.

I Paesi membri del GINETEX sono Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Israele, Austria, Svizzera e Spagna.

Una corretta etichetta di manutenzione per i Paesi europei deve necessariamente comprendere almeno quattro e talvolta cinque simboli nel seguente ordine: 1) lavaggio, 2) candeggio, 3) stiratura, 4) lavaggio a secco e 5) asciugatura.

Ultimamente c’è sempre più spazio per il testo perchè la varietà di prodotti tessili e le variabili di lavaggio cominciano ad essere troppo particolari per essere riassunte in un simbolo così come l’alfabetizzazione è sempre meno diffusa e il ricorrere a simboli e numeri , superfluo.

I simboli utili che troviamo generalmente in tutte le lavatrici  sono questi.

Nel cassetto detersivi:

  1. Bacinella con una linea verticale -> PRELAVAGGIO. Qui potete inserire smacchiatori, piccole quantità di detersivo che vanno a lavare lo sporco ostinato prima del lavaggio classico.
  2. Bacinella con due linee verticali-> LAVAGGIO.  Qui va inserito il detersivo per il lavaggio .
  3. Piccolo cassetto che può essere singolo oppure posizionato sopra alla sezione del prelavaggio, colorato in maniera diversa dagli altri e con un fiore stilizzato -> Qui è dove va inserito L’AMMORBIDENTE.

 

Attorno alla manopola della lavatrice invece i simboli più comuni sono:

  1. COTONE.  Vi sembrerà una specie di fungo o un pop-corn ma l’intenzione è quella di rappresentare un fiore di cotone. In altri casi invece può essere semplicemente una maglietta maniche corte o lunghe.
  2. SINTETICI. Più o meno stilizzata questa icona sarà sempre una provetta da esperimenti chimici e avrà la forma di un triangolo aperto su un lato.
  3. LANA. Viene utilizzato molto spesso il simbolo Woolmark che consiste in tre gomitoli di lana posizionati l’uno vicino all’altro, come un triangolo intrecciato. In qualche caso invece viene disegnato per bene un gomitolo di lana con tanto di ferri da lavoro. Nel caso ci sia LANA/A MANO troverete il simbolo di una bacinella con una mano stilizzata in posizione verticale o diagonale.
  4. DELICATI. Il simbolo per antonomasia dei delicato è il fiore. Non come quello dell’ammorbidente che è senza il pistillo centrale e senza il gambo ma un vero e proprio fiorellino di campo, come quelli disegnati dai bambini.
  5. A FREDDO. Il simbolo del lavaggio a freddo è il fiocco di neve , a volte inserito all’interno di una bacinella , altre volte da solo.
  6. SETA.  La seta viene spesso rappresentata con una farfalla , in verticale o in diagonale come se volasse.
  7. PIUMONI. Questo programma viene rappresentato in tre modi: con una piuma d’oca, una giacca a piumino o una coperta trapuntata che ricorda il piumone da letto vero e proprio.
  8. RAPIDO/QUOTIDIANO. Forse se non venisse rappresentato da un orologio in fuga,  con quelle tre linee che stanno a simboleggiare la velocità, non sarebbe il programma più usato al mondo.
  9. STIROFACILE. Più che un programma è una opzione ed è un ferro da stiro stilizzato. Su alcuni modelli di lavatrice lo si può trovare con le stesse tre linee del programma rapido, sempre a simboleggiare la velocità di esecuzione.
  10. AMMOLLO/ RISCIACQUO. Troviamo semplicemente una bacinella piena d’acqua quasi fino all’orlo oppure una bacinella con delle gocce che la riempiono.
  11. SCARICO DELL’ACQUA. Uno dei simboli più semplici. Viene disegnato come una bacinella riempita con acqua fino a metà e una linea verticale al centro che ne taglia il fondo . Nelle lavatrici più recenti, questa linea diventa una freccia con la punta rivolta verso il basso.
  12. CENTRIFUGA. La centrifuga è rappresentata da un simbolo simile a una chiocciola o ad un vortice che, in alcuni modelli che lo prevedono , può essere ad un solo anello o a più anelli, a seconda che la centrifuga sia “delicata”o “forte”.
  13. ECOLOGICI . Sono le versioni dei programmi classici però a ridotto consumo energetico. Solitamente vengono indicati da una etichetta o freccia simile a un segnale stradale con la punta rivolta verso l’interno.

 

Questi sono i  i simboli della lavatrice più utilizzati in modo che possiate riconoscerli anche senza il testo a fianco. Per qualsiasi dubbio ad ogni modo conservate e leggete sempre il  libretto d’istruzioni. La tabella esplicativa si trova quasi sempre nelle prime tre pagine.

 

 

 

 

Frullatore

Avviso.

Questo non è un post di prodotto ma la parola rende bene come mi sento io al momento.

Shakerata, elettrizzata, spaesata ed emozionata.

Incredibile.

Da pochi mesi ho aperto questo blog e non mi aspettavo di essere travolta così presto dagli eventi. Ho scritto e sto scrivendo articoli per magazine online di importanza nazionale come Lacasainordine.ilgiornale.it e donnamoderna.com .

I miei tempi saranno sempre più stretti, il lavoro tanto e ci sono progetti che si stanno delineando molto velocemente.

In questo momento posso solo essere felice. Felice come chi,  avvolto dalla nebbia da un po’ di tempo, non vedeva la strada da prendere e oggi invece ha capito quale direzione percorrere. Nuvole alte, forza di volontà, tanta passione e le persone giuste al momento giusto mi hanno aiutata a credere in questo percorso.

Non finirò mai di ringraziarle.

Si dice che dai trent’anni in su, inizia una nuova fase della vita.

Direi allora che per me, il cambiamento è appena cominciato.

Pic from tastysketch.com.

Designer Andy Gao

Spremiagrumi e dintorni 

Influenza che non è proprio influenza ma tosse da allergia agli acari, che con questo tempo secco vanno a nozze, più raffreddore. Non se ne può più.

Quando ero malata la prima cosa che mi preparava la vicina di casa che mi faceva da babysitter era la spremuta di arancia.Filtrata. Perché allora mi facevano senso i pezzettini.

All’università quando filippo veniva a trovarmi portava casse di arance per tutti per fare spremute la mattina e il lavandino si riempiva subito di bucce e si faceva colazione sostanziosa in pieno hangover.

Ho resistito all’acquisto dell’estrattore perché non ho lo spazio fisico in cui metterlo e sono pigra, pigra da morire all’idea di doverlo pulire.

Lo spremiagrumi invece guai se manca, lo ho sia elettrico che manuale e fanno entrambi il loro sporco lavoro. Ho notato lavorando che è un elettrodomestico che resiste a centrifughe ed estrattori e spremitori di melograno: lui è sempre lì.

Dimmi come fai il caffè e ti dirò chi sei

Su una cosa siamo tutti d’accordo, del caffè non si può fare a meno. 

Ecco una descrizione semiseria di noi caffè dipendenti e delle macchine che scegliamo per farlo. 

Come vedrete, manca la macchina per il caffè americano perché se lo bevo, verso la polvere direttamente nella tazza con l’acqua calda del bollitore. 

E non è caffè, siamo seri.

I MOKISTI

Questa è la categoria di cui faccio parte io. Irriducibili, tradizionalisti e sniffatori compulsivi, i mokisti adorano il rituale del caffè mattutino. Amano il tendere l’orecchio per sentire il gorgoglio della moka e tengono il caffè macinato in barattoli di metallo. La loro versione avanzata è composta da chi acquista la moka elettrica programmabile per chi la mattina ha i minuti contati e non vuole farsi mancare il profumo del caffè, evitando disastri in cucina.

CONSIGLI

Solo al primo utilizzo se abitate in zone molto calcaree aggiungete una punta di cucchiaino di aceto bianco all’acqua nel serbatoio. Non avvitate troppo forte la moka o  dovrete cambiare troppo spesso la guarnizione perchè metà caffè vi si versa sul piano cottura, vero marito??!!! E infine: cara mamma, il tuo caffè è tremendo. Non lavare la moka ogni volta con lo Svelto! Sacrilegio!

I CIALDISTI

Corrente di pensiero che deriva dagli Espressisti, ovvero chi ha sempre utilizzato la tradizionale macchina del caffè espresso. Solitamente acquistano semplicemente perché la loro, comprata negli anni Novanta, si è rotta. In negozio viene sempre citata, al momento dell’acquisto, la possibilità di utilizzare la cialda  ma è più frequente l’utilizzo classico con caffè macinato.  Chi utilizza le cialde solitamente è un vero amante della pulizia per un motivo molto semplice: sapore classico e facile dosaggio, la macchina non si sporca di polvere di caffè.

I GRANISTI

Sempre derivanti dagli espressisti, sono gli Estremisti del caffè. Non hanno problemi di spazio in cucina,  dal momento che la maggior parte delle macchine da caffè in grani sonovoluminose oppure scelgono la macchina del caffè ad incasso. Ne bevono quantità considerevoli e selezionano con cura la torrefazione da cui rifornirsi. 

CONSIGLI

Per entrambe le categorie vale la regola dello svuotamento quotidiano del serbatoio dell’acqua, la decalcificazione mensile e la pulizia del cappuccinatore dai residui di latte.  Fare particolare attenzione quando si acquista il caffè in grani perché ogni tanto nelle confezioni si possono trovare residui calcarei e piccoli sassi che vanno a bloccare o rovinare il macinatore interno alla macchina. 

 I CAPSULISTI

Potrei definirli gli imbruttiti del caffè. Zero tempo da perdere, poco spazio a disposizione, assaggiano gusti diversi per poi acquistare sempre gli stessi, rifilando quelli particolari agli amici in visita.Ora che esiste il mondo delle capsule compatibili la categoria si è allargata  e ha reso capsulisti anche gli amanti del caffè al ginseng, tisane rilassanti e caffè d’orzo.

A chi gli fa notare che le capsule inquinano, il capsulista risponde che è possibile farne anche usi diversi riciclandole come addobbi natalizi, lavoretti per bambini, collane e anelli ecologici. Sempre un passo avanti.

CONSIGLI

Poca manutenzione, intuitiva da utilizzare , serbatoi lavabili in lavastoviglie, la macchina per caffè in capsule è la più venduta.

Consiglio solamente di utilizzare il kit decalcificante acquistato in punti vendita specifici o centri assistenza autorizzati. L’aceto va bene nella stessa quantità citata per la moka per il primo avvio ma non è da utilizzare come manutenzione anticalcare.  Se avete un modello con serbatoio per il latte riponetelo sempre in frigo e dopo l’uso lavatelo accuratamente per evitare odori sgradevoli e batteri.

Il forno a vapore

La tipologia di forno di cui parliamo in questo post non ha niente a che fare con la cucina d’ospedale o piatti insipidi e incolori.

Negli ultimi anni c’è stata una progressiva sparizione dei forni con solo funzione microonde o combinati con forni “normali”, quindi statico/ventilato/grill. I mobilieri che ne hanno ancora a magazzino molto spesso li regalano pur di liberarsene.

Calato dal nord a velocità supersonica è arrivato anche in Italia, il forno a vapore.

È aumentata la nostra attenzione nei confronti del cibo e della sua ricerca e preparazione:  di conseguenza si vuole mantenerne le proprietà per renderlo il più gustoso e salutare possibile.

C’è al momento grande confusione su questo tipo di elettrodomestico e anche in internet girano descrizioni di prodotto poco chiare . Il rischio è di acquistare un prodotto sbagliato, se non si viene consigliati adeguatamente.

Esistono due tipologie:  aggiunta di vapore e combinato col vapore.

Il forno con aggiunta di vapore è un forno classico con funzione statico/ventilato/grill , dotato di un piccolo serbatoio o cannuccia estraibile che ci consente di inserire un getto di vapore nel vano cottura. 

Fa la funzione della vecchia bacinella di acqua che si metteva in forno quando si cuoceva a lungo la carne o impasti lievitati. Rende il cibo più morbido e nel caso dei lievitati, digeribile.

Ci sono diversi modelli in commercio che possono prevedere programmi pre-impostati dove il vapore viene immesso automaticamente a intervalli regolari oppure manualmente con un comando apposito.

È indicato per chi cucina spesso carne, specialmente a cottura lenta, selvaggina e pizza pane e focacce dolci o salate.

Il forno combinato con vapore è invece quello che la maggior parte delle persone ha in mente quando entra in un negozio chiedendo informazioni.

Si possono cucinare verdure e pesce al vapore ma anche pizza, lasagne e tutte le ricette che abbiamo sempre fatto con il nostro solito forno.

Il punto è che il forno a vapore non si ferma a verdure e pesce ma ha una infinita’ di plus che lo rendono il prodotto ideale per chi adora cucinare.

Si presenta come un forno normale ma con un serbatoio capiente da cui verrà prelevata, scaldata e immessa l’acqua nel vano cottura. In alcuni prodotti è possibile scegliere, oltre alla temperatura anche la percentuale di umidità per la cottura,ad esempio cuocere al 25%, 50% o 100% di umidità .

Il bello di questa tipologia di forno è che si può decidere di preparare l’impasto della pizza alle sette di sera e cenare alle otto. Il processo di lievitazione a umidità e temperatura costante permette una accelerazione significativa nella preparazione di tutti i lievitati.

Si possono cuocere riso ma soprattutto pasta fresca e gnocchi senza timore di scuocerli . Cuocere  gli gnocchi di patate nel forno a vapore è qualcosa di veramente innovativo, così come assaggiare gli spiedini di carne con pollo e verdure. Il pollo è difficile da cuocere se lo si vuole morbido al punto giusto e che non sappia di suola di scarpe ma utilizzando il vapore resta morbido e saporito.

Il vero vantaggio per le donne pratiche però è la pulizia. La pulizia del forno, l’incubo casalingo di ogni famiglia!

Questo è un problema che il forno con funzione pirolitica non riesce a risolvere completamente perché spesso tiene in ostaggio il nostro elettrodomestico per una notte intera, con alti consumi di elettricità.

Cento gradi di umidità e mezz’ora di tempo possono bastare invece per sciogliere schizzi di grasso su vetro e pareti. Un sogno.  

Portate pazienza se all’inizio sbaglierete qualcosa, spesso quando lo si usa le prime volte ci si trova a cuocere nel forno a vapore delle verdure, buttando uno sguardo ogni tanto per controllare ma mai vi sembreranno cotte. Siamo infatti abituati allo scolorirsi del cibo con il processo di bollitura e lessatura ma con il vapore, i colori rimangono.

Non vi resterà altro che seguire il consiglio dei grandi chef, urlato nelle cucine di tutti i programmi tv del momento: assaggiate, assaggiate, assaggiate sempre !
Foto Pinterest dal libro di cucina vintage “the fireside cookbook”.

La lavasciugatrice

Dice un vecchio proverbio che gli apparecchi che fanno due funzioni, non ne fanno bene nessuna delle due.

Non è vero perchè la lavasciuga è una ottima lavatrice . Un pò meno performante come asciugatrice.

Spesso i negozianti scoraggiano  l’acquisto di una lavasciugatrice e anche io rientro in questa categoria . La consiglio invece alle ultras del ferro da stiro e a chi proprio ha problemi di spazio irrisolvibili.

E’ una tipologia di elettrodomestico che crea divergenze di opinioni e divisioni di bucato, ora vi spiego in che senso.

Ci sono alcune cose da sapere prima di procedere all’acquisto :

1    Non asciuga come una asciugatrice singola.

Bisogna infatti prima di tutto essere consapevoli che i risultati non saranno gli stessi di una asciugatrice singola. Servirà però a togliere la maggior parte dell’umidità residua del bucato, accelerando il processo di asciugatura sul classico stendino e facilitando la stiratura.

2   Il carico di lavaggio non è uguale a quello di asciugatura.

Molto spesso non si fa caso alle etichette energetiche, che già di per sè sono complicate da leggere ma se fate attenzione vedrete che le lava-asciuga hanno il carico di lavaggio  garantito,  diverso da quello per l’asciugatura: la soluzione migliore quindi sarebbe quella di togliere una parte di bucato dal cestello per avere un risultato uniforme.

3  Fare attenzione alla tipologia di tessuti che asciugate.

Se nelle asciugatrici è facile avere il sensore dell’umidità che regola il grado di asciugatura in base alla centrifuga fatta dalla lavatrice, nelle lavasciuga non lo si trova.I programmi di asciugatura sono pochi e semplici ma procedono indifferentemente dal grado di umidità dei capi ; bisogna perciò fare attenzione al mix di tessuti che si inseriscono per evitare di rovinarli.

4 Togliere velocemente i capi dall’oblò dopo l’asciugatura.

Vale ancora di più la regola di togliere subito i capi dalla asciugatura: se per l’asciugatrice singola il “pericolo” è quello di veder riformare le pieghe e avere alla lunga i capi che sanno di secco; per la lavasciuga è vero il contrario. E’ infatti probabile che possano assorbire quell’odore fastidioso di umidità che può alla lunga formarsi in tutte le lavatrici. E’ancora più consigliabile quindi,  fare lavaggi a 90° per tenere il cestello della lavasciuga il più possibile igienizzato.

5  I cicli di asciugatura possono essere un pò più lunghi

Non è una regola fissa ma spesso i cicli di asciugatura durano un po’ di più perché vengono effettuati in un ambiente umido dopo la fine del lavaggio e non in un cesto asciutto. Un pò come cercare di asciugare l’ambiente del nostro bagno dopo una lunga doccia . A far bene,  si potrebbe asciugare il cestello della lavasciuga nel momento tra lavaggio e asciugatura ma chi c’ha voglia?

Il mio consiglio quindi è quello di valutare bene questi punti prima dell’acquisto .

Se vi aspettate gli stessi risultati dell’asciugatrice in poco spazio,  vi consiglio di cercare il posto ideale per sistemarla in sede separata dalla lavatrice.

Se invece adorate stirare, è una attività che vi rilassa tremendamente ma non ne potete più di avere calzini sui termosifoni e stendini in cui inciampare per casa  è proprio il prodotto che fa per voi!

Alla fine questi vecchi proverbi un pò di verità ce l’hanno sempre, basta saperli utilizzare a proprio vantaggio.

 

 

Tempo d’asciugatrice

Elettrodomestico amatissimo in America ed utilizzato da sempre per ovvie ragioni meteorologiche in tutto il Nord Europa, l’asciugatrice si sta facendo strada nelle case italiane solo negli ultimi anni.

Guardata con terribile sospetto è accusata dei peggiori “maglionicidi”. Non si sa come mai ma ” alla sorella del collega di mio marito, quella volta che l’ha usata gli è uscito un maglione grande così”.

Proprio oggi consegno alla mia amica la sua prima asciugatrice, tanto desiderata in questi giorni di pioggia.

Ecco quello che le ho consigliato nella fase di scelta della macchina e cosa le ho raccomandato per utilizzarla al meglio, senza stress.

1) La stanza è dotata di finestre oppure no?

Io in ogni caso consiglio asciugatrici che abbiano efficacia di condensazione in classe A, ovvero che abbiano la minore dispersione di umidità possibile. In un ambiente senza finestre , vi lascio immaginare cosa può formarsi oltre alla condensa, ad ogni ciclo di asciugatura. L’efficacia di condensazione è quel simbolino con la vasca e le goccioline che sta in basso a sinistra nelle etichette energetiche di ogni asciugatrice a pompa di calore.

2) La vostra lavatrice quanti giri di centrifuga fa?

Sembra una domanda poco importante . Invece non lo è . È inutile acquistare una asciugatrice se si ha una lavatrice con meno di mille giri. Le fate fare il doppio del lavoro: i risultati possono non essere ottimali e i tempi di asciugatura aumentano, dato che la stragrande maggioranza dei nuovi modelli a pompa di calore è tarato su lavatrici con mille e più giri di centrifuga.

3) Volete creare una colonna bucato?

Ovvero pensate di mettere asciugatrice sopra alla lavatrice? Prima di tutto vi comunico che la lavatrice sta sempre sotto.  Se volete una colonna bucato noi consigliamo due soluzioni: acquistare l’asciugatrice della stessa marca della lavatrice,  per evitare in futuro problemi con centro assistenza autorizzati e garanzie  oppure creare un mobiletto con un ripiano abbastanza resistente da sopportare il peso di una asciugatrice. Tanti vendono anche supporti universali per collegare marche diverse tra loro ma io non mi sono mai fidata. Incidenti domestici con bambini e animali sono all’ordine del giorno, meglio evitare e lavare e asciugare in sicurezza.

4) Asciugare col vapore?

Quando vi dicono che l’asciugatrice   asciuga col vapore, fatevi una risata. Con l’aerosol secondo voi si asciugano i calzini? Direi di no. Il vapore serve invece per distendere le pieghe,  dare sollievo agli allergici dato che peli e pollini se ne vanno e per dare un giro di vita a vestiti delicati,  durante il cambio armadio ad esempio. I capi vi sembreranno appena stirati, di quel fantastico caldo umido paragonabile al pane appena sfornato.

5) Tempo di asciugatura ?

Non temete e non spaventatevi. La durata del programma non riflette il consumo di energia elettrica e permette ai vostri vestiti, un minore shock termico.  Attenetevi ai programmi dedicati a ogni tessuto e , nel caso di Electrolux, almeno per i primi tempi non cedete al famoso “time manager”. Tutti hanno la tentazione di smanettare e abbreviare i tempi ma potreste ritrovarvi con i capi mal asciugati e magari rovinati.

6) Partenze ritardate e piegature!

È importante esserci sempre quando termina l’asciugatura. La partenza ritardata nella lavatrice è comodissima ma non levare subito i capi dall’asciugatrice, vi fa tornare le pieghe. Inserite tutti i capi come se li stiraste, ad esempio le camice come se fossero da appendere: polsini e collo allacciati. Lenzuola piegate, maglie con applicazioni o stampe al rovescio e piumoni d’oca ( non quelli sintetici o extrafini ) assieme a palline da tennis, per sprimacciarli al meglio . Asciugate le scarpe solo con l’apposito cesto, mi raccomando!

7) La pulizia e manutenzione quotidiana 

È importante svuotare la condensa quando la macchina ve lo chiede per evitare antipatici ristagni e odori sgradevoli. I filtri, generalmente due, si riempiranno di pelucchi che andrete a levare, prima con un colpo di aspirapolvere e poi sciacquandoli sotto l’acqua corrente. Più li mantenete puliti e migliore sarà, sia la resa dei consumi in bolletta, sia l’asciugatura dei vestiti. Non cedete a rimedi casalinghi e  profumatori interni se non previsti dalla casa produttrice, rischiate di veder macchiato il vostro vestito preferito.

8) Leggere le istruzioni

Ogni tanto sento persone insoddisfatte della loro asciugatrice. Molto spesso nessuno si è preso la briga di leggere le istruzioni. Consiglio sempre di dare una scorsa veloce e poi tenerle a portata di mano per le emergenze, altrimenti richiedete l’intervento dell’esperto che ve la può spiegare a pagamento. È un peccato acquistare una super asciugatrice e poi utilizzarla al 10% delle sue potenzialità.
Vi sembra complicato dover seguire queste piccole avvertenze?

La morbidezza ritrovata di tutti quegli asciugamani e accappatoi,  ormai più simili al cilicio che al cotone 100% e  l’ordine e pulizia in casa senza stendibiancheria e calzini stesi ovunque, vi ripagheranno dello sforzo.