Lavastoviglie e risparmio energetico

Siamo arrivati al terzo appuntamento per capire come leggere le etichette energetiche degli elettrodomestici.

Si potrebbe pensare che per la lavastoviglie valgano più o meno gli stessi criteri di misurazione della lavatrice ma non è così.
Il consumo annuale di energia è calcolato in una prova di 280 cicli di lavaggio con programma standard per stoviglie normalmente sporche, a pieno carico. Il calcolo tiene conto anche del consumo nelle modalità “spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i piatti lavati.
Il consumo annuale di acqua e la classe di efficienza energetica di asciugatura sono determinati per lo stesso ciclo di lavaggio.
I pittogrammi invece stanno ad indicare:
• il consumo annuo di acqua calcolato per 180 lavaggi, in litri 
• la classe di efficienza di asciugatura, su una scala da A a G 
• la capacità nominale di carico per il programma standard, in coperti 
• il rumore emesso per il programma standard, in decibel. 
L’efficacia di lavaggio non è più indicata sull’etichetta perché tutte le lavastoviglie possono essere immesse sul mercato comunitario solo se hanno una efficienza di lavaggio classe A.

Consigli

  • Acquistate un modello che abbia la possibilità di allaccio diretto al rubinetto di carico dell’acqua calda, in modo da abbreviare i tempi di riscaldamento e di durata generale dei programmi di lavaggio.
  • Inserite sempre il brillantante direttamente nella lavastoviglie perchè riduce i tempi di asciugatura e viene dosato a seconda del programma che utilizzate, evitando residui su bicchieri e piatti , come invece può succedere con le pastiglie o le capsule molli.
  • Inserite sempre il sale apposito per lavastoviglie, senza rimedi “fai da te”: la fa vivere più a lungo e combatte i residui di calcare.
  • Utilizzate spesso programmi ecologici e non fatevi spaventare dalla durata: più è lunga, meno energia viene utilizzata.

In foto: lavastoviglie ad incasso a scomparsa totale KitchenAid

5 cose che odiamo fare con gli elettrodomestici 

 

Inutile nascondersi. Tutti abbiamo qualche lavoretto di casa che detestiamo fare.

Personalmente pulire il lavello di cucina e pelare la frutta si piazzano sempre ai primi posti ma è una questione soggettiva!

Ho visto recentemente, un post su Instagram di AGipsyinthekitchen in cui scrive che svuotare la lavastoviglie è una delle operazioni che eviterebbe volentieri di fare. Anche stendere i panni è una delle cose più odiate ma con l’arrivo della asciugatrice, questo problema per tanti sembra essersi risolto.

Ecco qui allora le  5 cose che, dalla mia esperienza, proprio non ci piace fare con gli elettrodomestici.

1)  Pulire il filtro della lavatrice.

“Quale filtro? Quale lavatrice?”

Capita spesso che si telefoni all’assistenza tecnica  o al rivenditore  dicendo che la lavatrice non scarica più l’acqua. Molto spesso è colpa del filtro intasato, solitamente di forcine, acchiappacolore, monete e fazzoletti. Sarebbe buona norma pulirlo almeno una volta al mese ma rimandiamo talmente tante volte il momento di farlo che finisce che ce ne dimentichiamo.

2) Svuotare il serbatoio del ferro da stiro .

“Ah non si può lasciare dentro l’acqua?”

Sia che si tratti di ferro a vapore tradizionale che di ferro caldaia, questa cosa di svuotare il serbatoio a molti di noi  non va giù .È invece buona norma svuotarlo sempre per evitare calcare e ristagni che possono creare odore sui vestiti. Le persone davvero precise, come mi è già capitato di vedere in casi limite gestiscono l’acqua in modo da finire la pila di bucato da stirare, nell’esatto momento in cui il serbatoio resta a secco.

3) Tagliare la frutta per l’estrattore di succhi.

“Ma quindi posso metter giù la frutta intera?”

No. È una operazione che scoraggia un po’ chi vorrebbe farsi un sano estratto in velocità, tanto che a volte si finisce per mangiare la mela a morsi. Se con alcuni modelli di centrifuga è possibile farlo e vi assicuro che è una gran soddisfazione vedere un frutto entrare intero e uscire sminuzzato, senza sporcare niente in cucina, con l’estrattore non si può. La differenza sta proprio nella sua prerogativa principale: la coclea. Mentre le lame della centrifuga possono anche tritare una mela intera, la coclea che è fatta in plastica non riesce ad avere la stessa forza. Se vogliamo quindi estrarre tutto il succo possibile con il minimo scarto ci toccherà tagliare la frutta prima di inserirla nel boccale.

4) Sostituire il sacchetto dell’aspirapolvere.

“Non sarà mica già pieno!”

A volte arriviamo fino a quasi farlo scoppiare,nel caso non si abbia un modello di aspirapolvere con segnalatore di riempimento sacchetto. Attenzione e precisione degna di un addetto al disinnesco bombe,  per togliere il sacchetto dalla sua sede quando è troppo pieno.

Mi si può anche dire che i modelli senza sacco agevolano il tutto. E invece no. Gente terrorizzata dall’idea di svuotarlo tutte le volte, prima arriva la frase ” ah lo voglio senza sacco!”, ” ma devo svuotarlo ogni volta?” e al mio ” sarebbe meglio,sì.”: il panico. Soprattutto perché molti serbatoi sono di plastica trasparente e lo sporco si vede. Pochi resistono a utilizzare una cosa con il serbatoio sporco! E qui arriviamo al punto iniziale: chi ha un aspirapolvere col sacco si dimentica di svuotarlo finché non scoppia, perché lo sporco non lo vede. Io, almeno dico a mio marito che mi dimentico.

5) Pulire il forno.

“Le righe sul vetro”

Un minuto di silenzio.

Non c’è prodotto specifico per pulirlo, non c’è pirolisi, non c’è modello combinato col vapore che tenga. È vero sono funzioni che ci facilitano la vita ma ci vorrà sempre  e comunque il nostro olio di gomito. E lo sporco, si sa non va a formarsi dove è più facile rimuoverlo.

È bene quindi informarsi, prima dell’acquisto di un forno cercando di scegliere un prodotto che abbia materiali semplici da pulire ( il semplice smalto non è uno di questi) o comunque la possibilità di smontare il vetro per lavarlo comodamente.

Dimmi come fai il caffè e ti dirò chi sei

Su una cosa siamo tutti d’accordo, del caffè non si può fare a meno. 

Ecco una descrizione semiseria di noi caffè dipendenti e delle macchine che scegliamo per farlo. 

Come vedrete, manca la macchina per il caffè americano perché se lo bevo, verso la polvere direttamente nella tazza con l’acqua calda del bollitore. 

E non è caffè, siamo seri.

I MOKISTI

Questa è la categoria di cui faccio parte io. Irriducibili, tradizionalisti e sniffatori compulsivi, i mokisti adorano il rituale del caffè mattutino. Amano il tendere l’orecchio per sentire il gorgoglio della moka e tengono il caffè macinato in barattoli di metallo. La loro versione avanzata è composta da chi acquista la moka elettrica programmabile per chi la mattina ha i minuti contati e non vuole farsi mancare il profumo del caffè, evitando disastri in cucina.

CONSIGLI

Solo al primo utilizzo se abitate in zone molto calcaree aggiungete una punta di cucchiaino di aceto bianco all’acqua nel serbatoio. Non avvitate troppo forte la moka o  dovrete cambiare troppo spesso la guarnizione perchè metà caffè vi si versa sul piano cottura, vero marito??!!! E infine: cara mamma, il tuo caffè è tremendo. Non lavare la moka ogni volta con lo Svelto! Sacrilegio!

I CIALDISTI

Corrente di pensiero che deriva dagli Espressisti, ovvero chi ha sempre utilizzato la tradizionale macchina del caffè espresso. Solitamente acquistano semplicemente perché la loro, comprata negli anni Novanta, si è rotta. In negozio viene sempre citata, al momento dell’acquisto, la possibilità di utilizzare la cialda  ma è più frequente l’utilizzo classico con caffè macinato.  Chi utilizza le cialde solitamente è un vero amante della pulizia per un motivo molto semplice: sapore classico e facile dosaggio, la macchina non si sporca di polvere di caffè.

I GRANISTI

Sempre derivanti dagli espressisti, sono gli Estremisti del caffè. Non hanno problemi di spazio in cucina,  dal momento che la maggior parte delle macchine da caffè in grani sonovoluminose oppure scelgono la macchina del caffè ad incasso. Ne bevono quantità considerevoli e selezionano con cura la torrefazione da cui rifornirsi. 

CONSIGLI

Per entrambe le categorie vale la regola dello svuotamento quotidiano del serbatoio dell’acqua, la decalcificazione mensile e la pulizia del cappuccinatore dai residui di latte.  Fare particolare attenzione quando si acquista il caffè in grani perché ogni tanto nelle confezioni si possono trovare residui calcarei e piccoli sassi che vanno a bloccare o rovinare il macinatore interno alla macchina. 

 I CAPSULISTI

Potrei definirli gli imbruttiti del caffè. Zero tempo da perdere, poco spazio a disposizione, assaggiano gusti diversi per poi acquistare sempre gli stessi, rifilando quelli particolari agli amici in visita.Ora che esiste il mondo delle capsule compatibili la categoria si è allargata  e ha reso capsulisti anche gli amanti del caffè al ginseng, tisane rilassanti e caffè d’orzo.

A chi gli fa notare che le capsule inquinano, il capsulista risponde che è possibile farne anche usi diversi riciclandole come addobbi natalizi, lavoretti per bambini, collane e anelli ecologici. Sempre un passo avanti.

CONSIGLI

Poca manutenzione, intuitiva da utilizzare , serbatoi lavabili in lavastoviglie, la macchina per caffè in capsule è la più venduta.

Consiglio solamente di utilizzare il kit decalcificante acquistato in punti vendita specifici o centri assistenza autorizzati. L’aceto va bene nella stessa quantità citata per la moka per il primo avvio ma non è da utilizzare come manutenzione anticalcare.  Se avete un modello con serbatoio per il latte riponetelo sempre in frigo e dopo l’uso lavatelo accuratamente per evitare odori sgradevoli e batteri.

Sette consigli per una lavastoviglie

Agli amici che chiedono al volo consigli sull’acquisto di elettrodomestici, faccio classifiche delle case produttrici via whatsapp.

Qui sotto trovate sette punti, secondo me fondamentali per quanto riguarda la scelta, utilizzo e manutenzione della lavastoviglie.

1) quanti siete in famiglia e quanti lavaggi fate al giorno?poche funzioni o alta tecnologia? Acquistare quello che ci serve davvero è la soluzione per un buon rapporto con il nostro elettrodomestico.

2) avete una casa clima o avete possibilità  di allaccio diretto dell’acqua di carico al rubinetto dell’acqua calda  ? Si risparmiano tempo e consumi.

3) se potete, acquistatela con tutto l’interno della vasca in acciaio . I residui di cibo alla lunga possono impregnare la plastica e dare cattivo odore.

4) è utile il programma con il riconoscimento della tipologia di detersivo per evitare residui di pastiglie o polvere sul fondo della vasca. Anche utilizzare programmi lunghi non guasta ma so che si fa fatica a utilizzarli.

5) utilizzate brillantante e sale apposito per lavastoviglie. No rimedi casalinghi e naturali o pastiglie che promettono tutto in uno. Con i primi rischiate di rompere la lavastoviglie, che non è per niente uno strumento “naturale” e con i secondi, utilizzandoli con lavaggi brevi, finite per mangiare il brillantante con gli spaghetti.

6) controllate che la marca che scegliete abbia una buona assistenza e soprattutto sia il più possibile vicina a voi.

7) non fatevi ingolosire dai prolungamenti di assistenza che costano poco. spesso sono delle specie di aziende terze che prima di intervenire ci mettono il doppio della normale assistenza . Tenete con cura lo scontrino fino all’anno e mezzo dall’acquisto e poi chiamate l’assistenza autorizzata per farvi fare un’offerta di prolungamento della garanzia.

Io ho pensato alle mie esigenze ad esempio.

Abito provvisoriamente in un appartamento e quindi ho comprato la mia all’IKEA,  che fa fare i suoi elettrodomestici da Electrolux-Rex . Consuma tanto, lava in fretta, ha cinque tasti intuitivi, il filtro si pulisce velocemente  e lava bene i bicchieri, mi evita di pensare e scegliere.

Sensazione meravigliosa a fine giornata.