Arrivano le nuove Energy labels.

L’etichetta energetica è uno dei principali parametri di decisione durante la fase di acquisto di un nuovo elettrodomestico. Molti di noi però non la sanno leggere in maniera corretta e ancor di più non sanno sfruttare le capacità ecologiche del proprio apparecchio.

Vediamo di fare chiarezza rispetto ad alcune delle domande più frequenti che mi sono state rivolte.

Perché è stata creata una etichetta energetica europea?

La prima etichetta energetica è stata applicata nell’UE nel 1995 e oggi, secondo la Commissione Europea, l’85% dei consumatori europei la riconosce e se ne serve nelle decisioni d’acquisto. L’etichettatura energetica ha significativamente promosso l’innovazione tecnologica dei prodotti ela competitività dell’industria europea, favorendo l’immissione sul mercato di nuovi modelli di prodotti in classi energetiche via via superiori. E’ sostanzialmente un modo per invitare le aziende a fare ricerca e creare apparecchi elettrici sempre più attenti ai consumi e all’impatto ambientale.

Perché continuano a cambiare e ci creano confusione?

E’ necessario un continuo adeguamento e riscalaggio delle classi sia per poter tenere il passo con le innovazioni tecnologiche, che per invogliare le aziende e i consumatori ad avere più attenzione all’ambiente.

Il Regolamento 2017/1369/UE fissa i termini per sostituire le attuali classi A+, A++ e A+++ e definisce anche la procedura per riscalare successivamente le etichette sulla base dell’evoluzione tecnologica delle singole categorie di prodotto. Sei anni sono previsti come termine generale per introdurre la scala A-G nelle etichette, più 18 mesi supplementari per la comparsa dell’etichettanei negozi; ma solo 15 mesi per i cosiddetti elettrodomestici “bianchi” (per es: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie) più 12 mesi supplementari per la comparsa dell’etichetta nei negozi, e 9 anni perscaldacqua e caldaie con un tempo massimo totale di 12 anni.

Quando tutte le etichette con i “+” saranno state sostituite, un ulteriore riscalaggio sarà avviato in caso si verifichi un’eccedenza di modelli nelle classi di efficienza energetica superiori: il 30% nella classe A o il 50% nelle classi A+B. In ogni caso al momento del riscalaggio la classe A, e in alcuni casi anche la B, deve restare vuota per accogliere i modelli più performanti che nel tempo sarannosviluppati dall’industria. L’obiettivo dichiarato è un periodo di validità di ogni nuova generazione delle etichette di almeno 10 anni.

Cosa cambia tra la nuova etichetta e quella precedente?

Dal 1 marzo 2021 la nuova etichetta presenta delle novità:

  • la scala principale, sempre riferita come detto all’efficienza energetica, rimane colorata dal verde al rosso ma si ritorna alla classificazione iniziale da A a G, con un riscalaggio periodico, previsto ogni circa 10 anni o quando una significativa percentuale di modelli sarà presente nelle due classi di efficienza più elevate,
  • questa scala può essere “accorciata” nel caso la definizione di sette classi non sia possibile, quindi potrebbero in futuro esistere apparecchi con una scala di efficienza energetica con meno di sette classi. In questo caso le classi presenti dovranno comunque essere colorate dal verde al rosso,
  • viene introdotta, ove appropriato, una scala secondaria, da A a D, per il rumore emesso;
  • è ulteriormente accentuata la neutralità linguistica e sono stati potenziati i pittogrammi che informano a colpo d’occhio i consumatori sulle caratteristiche e sulle prestazioni energetiche e funzionali degli apparecchi, senza bisogno di ricorrere ad un testo che andrebbe presentato in tutte le lingue dell’Unione Europea;
  • il consumo di energia elettrica, espresso in kWh, è generalmente annuo ma può anche essere correlato al consumo per ciclo quando ritenuto più comprensibile per l’utente finale;
  • la classe A – e per alcuni prodotti anche la B – sarà sempre vuota al momento della prima applicazione della nuova etichetta per stimolare l’innovazione tecnologica e lasciare lo spazioai nuovi modelli più efficienti che entreranno nel mercato
  • è presente un “quick access code” o codice QR, che dà accesso alle informazioni sul prodotto, in lingua nazionale, presenti nella banca dati europea EPREL che sono leggibili attraverso la scansione con uno smartphone.

Sì ma la differenza, in breve dove sta?

  • nella distribuzione dei modelli nelle classi di efficienza energetica. Infatti nella vecchia etichetta lo sviluppo tecnologico aveva portato la maggior parte dei modelli nelle classi a più elevata efficienza (A+, A++ e A+++) mentre le classi inferiori erano vuote o quasi; nella nuova etichetta la classe A è vuota e la classe B contiene pochi modelli che sono invece via via più presenti nelle classi da C a G per effetto del “riscalaggio” della scala di efficienza energetica. A parità di altre caratteristiche lo stesso modello può essere presente in due classi di efficienza energetica diverse nelle due generazioni dell’etichetta, ma non è meno performante è la scala di riferimento che è stata modificata;
  • nelle condizioni utilizzate per misurare il consumo di energia, ed eventualmente di acqua e le prestazioni funzionali. Per esempio nel caso delle lavatrici, l’efficienza energetica nella precedente etichetta si basava in generale sul consumo annuo ponderato di energia per i cicli di lavaggio a 40°C e 60°C a pieno carico e a mezzo carico, nella nuova etichetta è invece basata sul consumo ponderato di energia del nuovo programma eco 40-60 a pieno carico, mezzo carico e un quarto del carico nominale.

Perché in questo periodo trovo due etichette energetiche quando acquisto un elettrodomestico?

Un effetto inevitabile, anche se limitato nel tempo, è che alcuni utenti finali potrebbero essere disorientati nel trovare due etichette diverse nell’apparecchio appena comperato. Non si tratta di un errore, ma di un preciso obbligo per il fornitore. La presenza delle due etichette significa che lo specifico apparecchio è stato immesso sul mercato prima del 1 marzo 2021 e quindi risponde completamente alla precedente etichetta ma è anche già conforme ai requisiti di quella nuova.

Poiché la sostituzione delle etichette sarà graduale nel tempo per alcune tipologie di apparecchi gli utenti finali potranno trovare due diverse generazioni di etichetta energetica convivere fianco a fianco: è il caso per esempio degli elettrodomestici del lavaggio, cioè lavatrici, lavasciugatrici ed asciugatrici: per le prime due la nuova etichetta è presente dal 1 marzo 2021 mentre le asciugatrici continueranno ad avere la precedente versione etichetta fino alla revisione del relativo regolamento di prodotto.

DISCLAIMER NECESSARIO

Tutte le informazioni contenute nell’etichetta sono basate su prove standard, previste dalla legislazione europea e realizzate in condizioni di laboratorio: questo permette il confronto fra gli apparecchi della stessa categoria, ma il consumo energetico nella vita quotidiana dipende dal luogo e dalle condizioni di installazione e per molti prodotti dalla frequenza d’uso e quindi può variare rispetto ai valori indicati nell’etichetta.

Tutte queste informazioni e altri dettagli li potete trovare sulla guida ufficiale di Enea .

Io da parte mia mi accingo a studiare e capire meglio i parametri utilizzati per classificare le singole categorie, man mano che usciranno, per raccontarvi come utilizzarli al meglio.

L’etichetta energetica delle asciugatrici.

Nel caso dell’asciugatrice esistono parametri differenti a seconda che questa sia a condensazione, a gas, o ad evacuazione.
In questo caso parliamo dell’etichetta di una asciugatrice elettrica a condensazione per uso domestico.
La classe del consumo annuale di energia tiene conto di tre parametri:

  • il consumo medio annuale  per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a metà carico;
    l’indicazione del consumo standard annuale;
    l’indicazione della durata e della potenza utilizzate nelle fasi acceso/spento.

I simboli che troviamo in basso invece evidenziano meglio le performance e indicano:
  • la tipologia dell’apparecchio;
• la durata del ciclo di asciugatura, che corrisponde al programma Standard per tessuti di cotone a pieno carico, in minuti; • la capacità nominale di carico per il programma per tessuti in cotone, in kg; • il rumore emesso durante il programma standard di asciugatura per tessuti di cotone, in decibel; • la classe di efficienza di condensazione, su una scala da A a G. Dove per efficienza di condensazione di un programma, si intende il rapporto fra l’umidità condensata e raccolta nella vaschetta dell’asciugatrice e l’umidità rimossa dai panni bagnati durante l’asciugatura, per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a mezzo carico.

La classe di efficienza di condensazione è il dato più importante che faccio sempre notare ai miei clienti, specialmente se si posiziona l’asciugatrice in ambienti poco aerati o molto umidi.
È un valore che ci consente di conoscere il grado di dispersione di umidità rilasciato dall’asciugatrice nel locale in cui verrà posizionata.  

Questa classe ha più importanza anche della semplice efficienza energetica perché l’alta efficienza di condensazione ( quindi classe A) evita spiacevoli odori, muffe, ruggini e umidità su piastrelle o finestre durante il funzionamento dell’elettrodomestico.
Generalmente io sono contraria a mettere lavatrice e asciugatrice in mobiletti chiusi ma nel caso non poteste fare a meno, cercate di creare un mobile contenitore più grande delle dimensioni reali dell’elettrodomestico e senza il pannello di chiusura sul retro, in modo che vi possa essere la giusta areazione e la pulizia venga facilitata.

Non consiglio di posizionare gli elettrodomestici su un balcone aperto perché le schede elettroniche potrebbero danneggiarsi se esposte a temperature inferiori ai dieci gradi o dovessero essere in parte al sole.

E se ve lo state chiedendo: sì, nell’immagine di copertina c’è uno scorcio di Venezia perché se devo pensare all’umidità e a qualche città in cui una asciugatrice è assolutamente fondamentale, quella è proprio Venezia.

Impariamo a leggere l’etichetta energetica!

“Basta che sia in classe A++++++++!”.

Questo, per i miei clienti è sempre uno dei requisiti fondamentali che un buon elettrodomestico deve avere. Ma ci chiediamo mai cosa significano queste categorie? In base a quali criteri viene valutata, la classe energetica di un elettrodomestico?

La classe di efficienza energetica è basata sull’Indice di Efficienza Energetica (EEI) che generalmente ha un intervallo di sette livelli, dalla A+++ alla D ed è comune a tutti i 28 Paesi membri. Osservando semplicemente i colori si può vedere come le frecce colorate vengano usate per differenziare prodotti altamente efficienti (verde scuro) da prodotti meno efficienti (rosso).

E fin qui, lo sapevamo tutti.

La nuova tipologia di etichetta energetica introdotta nel 2010, invece ci aiuta a capire meglio i costi di mantenimento di un elettrodomestico, grazie alle icone. In questo modo è davvero molto semplice leggerle, soprattutto in fase di acquisto.

Inizieremo un percorso, tra i principali elettrodomestici per imparare a comprendere correttamente queste icone.

Lavatrice

Il consumo annuale di energia per le lavatrici viene calcolato con una procedura standard, uguale in tutta Europa: si eseguono 220 cicli di lavaggio, sia con programmi “Cotone 60°C” a pieno e a mezzo carico, sia con lavaggi  “Cotone a 40° C” a pieno e mezzo carico. Nel calcolo si tiene conto anche dei consumi minimi e in stand-by, ad esempio quando la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i panni.

Osservando le icone possiamo comprendere subito:

il consumo annuo di acqua, sempre calcolato per 220 lavaggi, espresso in litri;

• la capacità di carico per il programma standard (Cotone bianco a 60°C o a 40°C), espresso in kg

• la classe di efficienza della centrifuga su una scala da A a G, dove la lettera A indica la più efficiente e quindi minori consumi, la G la meno efficiente con maggiori consumi;

• il rumore emesso, espresso in decibel, sia per la fase di lavaggio che per quella di centrifugazione.

Da queste informazioni è facile dedurre che il consumo energetico reale è diverso da quello che troviamo scritto sull’etichetta. Tutto dipende dalle modalità e dalla frequenza di utilizzo e soprattutto dalla temperatura di lavaggio scelta.

Ad esempio per il ciclo a 90°C  si deve calcolare un costo e un consumo energetico superiore, che può arrivare anche a doppiare quello del ciclo a 60°C. Ecco perchè se avete contemporaneamente in funzione, tre elettrodomestici ad alta efficienza energetica con programmi ad alto assorbimento, la corrente elettrica di casa potrebbe andare comunque in sovraccarico.