Detergenti e detersivi

Su Instagram ho notato che mi trovo spesso a parlare anche di detersivi, sfatando miti e consigliandovi un utilizzo più consapevole, acquistando prodotti professionali e dosandoli secondo le vostre esigenze.

Ecco quindi i link ai prodotti professionali che ho utilizzato e che possono risolvervi problemi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Bollitore ( pulizia velocissima con un cucchiaino)

Forno a vapore ( anticalcare)

Forno ( sporco medio)

Forno ( sporco ostinato)

Ferro da stiro ( pulizia piastra)

Ferro da stiro ( decalcificazione)

Piano a induzione

Lavatrice (pulizia intensiva)

Lavastoviglie ( pulizia intensiva)

Frigorifero ( pulizia concentrata senza risciacquo)

Macchina del caffè ( decalcificazione)

Macchina del caffè ( pulizia mensile da oli e residui interni)

Lavatrice/lavastoviglie (pulizia intensiva)

Lavatrice/lavastoviglie ( anticalcare)

Piano cottura a gas ( pulizia acciaio generica)

La prima volta degli elettrodomestici.

In direct su Instagram mi hanno fatto una domanda, qualche giorno fa,  mi chiedevano cosa è giusto fare appena arriva in casa un nuovo elettrodomestico. L’ho trovata molto interessante e proprio per questo ho deciso di fare un piccolo post a riguardo.

Se ve li installa il tecnico di un punto vendita non dovreste avere problemi: è buona norma testare il corretto funzionamento e fare il primo avvio in vostra presenza.

Nel caso invece aveste fatto da voi, ecco cosa fare con gli elettrodomestici più comuni.

LAVATRICE

Una volta installata e seguito il menu fare un lavaggio ad alta temperatura, 90 o 60 gradi con poco detersivo. L’odore di plastica se ne andrà e il cestello sarà igienizzato. Molti nuovi modelli hanno già di default il programma di avvio  che non vi fa partire la lavatrice se prima non fate un lavaggio a vuoto ad alta temperatura. 

LAVASTOVIGLIE

Anche per  la lavastoviglie, dopo averla installata è necessario un lavaggio “di prova”.  Inserite detersivo, sale e brillantante. Selezionate il programma più ad alta temperatura, generalmente 75 gradi o comunque quello con la dicitura “Intenso” o l’icona di pentole e piatti assieme. Nei modelli più performanti è anche possibile selezionare il livello di durezza dell’acqua del vostro comune di residenza, nel caso lo sapeste è importante inserirlo per avere una ottimale gestione del detersivo e risultati perfetti. 

FORNO

Personalmente non ritengo necessario usare un detergente specifico già dal primo utilizzo ma so che l’odore di plastica del forno nuovo può  infastidire molto. Io consiglio sempre di pulire leggermente l’interno con acqua e aceto di mele; dopo aver risciacquato bene, avviare il forno in modalità ventilata senza toccare i gradi di temperatura.

FRIGORIFERO

La pulizia del frigorifero nuovo è semplice perchè è sufficiente inserire in lavastoviglie i balconcini e i ripiani oppure lavarli a mano velocemente con poco detersivo. Il vano interno si può pulirlo in maniera leggera con acqua e aceto, come nel caso del forno. La pulizia del frigorifero nuovo è comodo farla mentre si aspetta che il gas refrigerante si stabilizzi: infatti non è consigliabile mettere l’elettrodomestico  subito in funzione ma aspettare  qualche ora prima di allacciarlo alla corrente.  

PIANO A INDUZIONE

Il piano a induzione, non mi stancherò mai di ripeterlo, si rovinerà e lo farà quando meno ve lo aspettate. Sarà un granello di zucchero o di sale sul fondo di una pentola, spostata da una zona di cottura all’altra,  a tradirvi e non ci sono rimedi miracolosi. La prima pulizia è sufficiente farla con un panno bagnato ma è ancora più importante verificare il funzionamento.  Prendete una pentola alta di quelle per la pasta e mettetela a bollire sui fuochi alla massima potenza, uno alla volta. 

ASCIUGATRICE

Sempre valido per togliere l’odore di plastica e la polvere di fabbrica, passare un panno umido con pochissimo detersivo all’interno del cesto, quando la portate a casa. Poi è sufficiente farla funzionare a vuoto, selezionando un ciclo di asciugatura a freddo e se il vostro modello lo prevede magari un ciclo con aggiunta di vapore per poi lasciare aperto l’oblò ad asciugare.

CAPPA ASPIRANTE

Appena acquistata una cappa aspirante assicuratevi di rimuovere tutta la pellicola. Spesso ci sono clienti che si lamentano perchè la loro cappa è azzurra o nera e non acciaioli : in realtà quella è proprio pellicola protettiva per l’acciaio quindi dovete rimuoverla per bene. Fate la cosiddetta “Prova del foglio” , tenendo un foglio bianco in mano subito sotto i filtri antigrasso e azionando la cappa fino ad arrivare al massimo della potenza. Se il foglio resta attaccato ai filtri, grazie al flusso d’aria, allora non ci sono problemi e i fumi saliranno. Per evitare che la polvere di fabbrica dei filtri antigrasso vada nelle nostre pentole è sufficiente staccarli e inserirli in lavastoviglie. Mi raccomando, in questo caso sto parlando dei filtri antigrasso in metallo e non di filtri a carboni attivi ( dischi neri che fanno un rumore come di maracas) o filtri in lana di roccia.

Gli elettrodomestici marini.

Cuoce la pasta mentre stai calando l’ancora? Chi è?

Non soffre il mal di mare perchè ha le griglie ondulatorie? Chi è?

Tiene in fresca l’acqua gasata mentre viaggi sull’acqua salata? Chi è?

E’ l’elettrodomestico “marino”, scopritelo su Rieducational Channel.

Credo che circa il novanta per cento di voi abbia riconosciuto questa intro, una trasposizione degli sketch comici di Guzzanti.

Oggi vado al Salone Nautico di Genova e settimana scorsa, molti miei amici mi chiedevano cosa cavolo centrasse il mio lavoro.

Ebbene esistono gli elettrodomestici sulle barche, no?

Dalle barche a vela, agli yacht, alle grandi navi da crociera esistono elettrodomestici che devono essere in grado di essere utilizzati per garantirci la massima semplicità di utilizzo e comfort, dai più basici ai top di gamma.

Lavelli con due fuochi gas integrati, piano cottura e forno a gas in una unica soluzione, piano cottura elettrico, frigoriferi e perfino barbecue.

Che cosa differenzia gli elettrodomestici “marini” da quelli tradizionali?

  • la maggior parte dei piani a gas ha dei fermi rimovibili che consentono alla pentola di restare stabile sul fuoco prescelto.
  • le griglie del forno sono basculanti per poter mantenere sempre in bolla il cibo durante la cottura e seguire il movimento delle onde.
  •  i frigoriferi sono molto compatti e devono avere delle capacità di refrigerazione indipendenti dalla temperatura e umidità esterna oltre che dall’inclinazione dell’imbarcazione.

 

Seguite sul mio profilo Instagram le mie avventure al Salone Nautico di Genova con Gaggenau e scoprirete tante altre curiosità .

Milano Design Week: gli elettrodomestici che valeva davvero la pena vedere.

All’interno del Salone del Mobile e della Milano Design Week, un anno sì e uno no, c’è Eurocucina, la fiera dedicata a tutte le novità dell’arredamento cucina e relativi elettrodomestici.

Ma quest’anno, come vedete ho tardato più del solito a raccontarvela: c’era veramente troppa roba! Le dimensioni di questo evento stanno diventando sempre più grandi e le cose da vedere, tantissime.  Ho pensato di mostrarvi gli elettrodomestici che mi hanno colpita di più.

I prodotti a cui mi avvicinavo rientravano sempre in queste categorie:

  1. Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano.                       .
  2. Quelli che ne compreresti uno per colore.
  3. Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.
  4. Quelli iper connessi.
  5. Quelli strani forte.

Cominciamo.

MIELE 

 “Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano”.

Il commento di mia madre al video del filetto di salmone cotto solo per metà: “Faceva così anche il mio vecchio forno. E’ per quello che l’ho cambiato.”

Mamma, non capisci un tubo.

Il Dialog Oven è la vera novità di Eurocucina 2018: un metodo di cottura diverso dagli altri perchè utilizza la cosiddetta cottura volumetrica.  Semplificando, si può dire che è un forno dotato di un modulatore che genera onde elettromagnetiche in una specifica gamma di frequenze e le distribuisce nel vano cottura tramite due sensori.  Queste frequenze forniscono un feedback sulla quantità di energia assorbita dal cibo, che viene dunque modulata di conseguenza. In questo modo, ingredienti con differenti tempi di cottura possono essere disposti insieme su una teglia ed essere cotti alla perfezione esattamente nello stesso tempo e  la durata di cottura si accorcia fino al 70% rispetto ai metodi convenzionali. È tutta questione di chimica: le molecole nel cibo sono disposte in modi diversi e cambiano la loro disposizione durante la cottura, in base a questa modulazione i sensori comunicano al sistema la quantità di onde elettromagnetiche necessaria a completare la cottura. Il cibo viene cotto in modo “volumetrico” e quindi omogeneo: un filetto di carne, ad esempio, viene rosato uniformemente dai bordi fino al centro. Cosa assai difficile in un forno convenzionale, dove il calore cuoce sempre dall’esterno verso l’interno, consegnando spesso una carne perfetta al centro ma troppo cotta sui bordi.

E’ chiaro che non è un forno per chi cucina poco ma un prodotto dedicato ad appassionati, che vogliono raggiungere risultati da ristorante gourmet anche a casa. E per questo forno, Miele parla proprio di   “unità gourmet”,  calcolando il valore di una unità gourmet come un kilojoule, riferendosi alla quantità di energia da trasmettere al cibo, mentre per “intensità” definisce quanto velocemente gli alimenti devono assorbire questa energia.

Difficile? Sicuramente Miele organizzerà formazione ed eventi dedicati per farvelo conoscere meglio. Voglia di sperimentare, buona volontà e tanta passione per la cucina dovranno però essere le caratteristiche fondamentali di chi lo vorrà come compagno di brigata tra i fornelli.

IMG_3058

SMEG

” Quelli che ne compreresti uno per colore” 

Come quando entri da Zara, trovi un paio di pantaloni che ti stanno bene e decidi di comprarli in tutte le tonalità.

Entro nello stand e faccio slalom tra russi, arabi e giapponesi intenti a fotografare i famosi frigoriferi “Fab” della linea anni ’50. I frigoriferi più amati del mondo sono stati rivisitati con nuove colorazioni, lucide e opache ma soprattutto è stata aumentata la capacità, migliorate le finiture interne e la classe energetica, fino ad arrivare ad A+ .

Sfido chiunque a non volerne uno per colore da mettere in ogni maledetta stanza della propria casa ideale.

Assieme alle cucine ” Portofino” , che io vorrei subito per la mia casa dei sogni!

Una perfetta linea di design per un modello di cucina a gasin 8 diversi colori e, per l’Italia, in due configurazioni: forno pirolitico con piano a gas, forno multifunzione con piano a gas. La linea estetica Portofino comprende anche la cappa aspirante a parete perfettamente coordinata ed è stata realizzata in modo da poter essere collocata sia a libero posizionamento, che in versione “Slot-in”, ovvero integrata in una cucina, come fosse ad incasso. Questo è possibile grazie all’allineamento perfetto tra superficie di cottura e apertura del forno, senza pericolo di rovinare la mobilia.

I modelli esposti al Salone del Mobile erano la versione studiata per il mercato americano e la loro caratteristica principale è la dimensione: sono ENORMI. Misurano un metro e venti di lunghezza e visto anche il loro incredibile assorbimento energetico di quasi 12 kw, in Italia dovremmo aver bisogno di un generatore elettrico in giardino per farle funzionare. Il piano cottura non è semplicemente a gas e il forno non è semplicemente un forno: anzi.  Sfruttando le dimensioni, Smeg ci da la possibilità di tre diversi sistemi di cottura, combinando piano gas, induzione, piastra teppanyaki o grill. I forni in realtà possono essere anche due, uno più grande e uno di minore capacità, credo anche per rispondere alla annosa questione del “non accendo il forno per questa minima cosa, né la scaldo al microonde perché sennò mi si ammoscia tutta”.

Beati gli americani, in questo caso.

IMG_3127

FABER“Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.”

“E’ una cappa? Ma se sembra un televisore!”

In effetti appena ci sono passata a fianco , questa è stata la prima cosa che ho pensato.

Sembrava un televisore sopra a un piano cottura e ho subito pensato alle enormi problematiche che avrebbe potuto avere una soluzione simile. Invece era una cappa a parete di nuova generazione.

Una cappa a parete “flat”, Faber la aveva già creata con Talika e il sistema aspirante Nautilus ma con Twice, il design e le performance hanno fatto un’ulteriore passo avanti. Il  vetro con cui è stata realizzata è un elemento in più per renderla maggiormente simile a un “touch screen”.  Parlando di caratteristiche tecniche, la novità è  la tecnologia Aries, che prende il nome dalla forma del diffusore interno dei motori, che ricorda la testa di un ariete. Grazie alla potenza di due motori brushless, Aries aggiunge performance di oltre 700 m3 di capacità aspirante, abbattendo anche la rumorosità. Tutto questo permette alle cappe della serie Vertical  di raggiungere la classe energetica A+, livello che per questo elettrodomestico è sempre stata una chimera. Minimo ingombro, bassa rumorosità anche al massimo della potenza e impatto estetico molto limitato nell’ambiente cucina, perchè si integra perfettamente con qualsiasi arredamento, anche nella versione silver.

Magari non sarà facilissima da pulire ma non esiste nulla che possa levarci questa incombenza, quindi evitate solo di avere le mani unte quando dovete aprirla per aumentare la potenza.

TWICE_SET

AEG 

“Quelli iper connessi”

Il piano cottura per quelle come me: quelle disorganizzate, che vogliono mangiare sano e in fretta e finisce che bruciano tutto. Ah ma gli schermi touch li sappiamo usare bene.

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di piano a induzione.

Induzione perchè lo sbatti di pulire il gas non fa per me, mentre dare una passata sul piano a induzione ci metto cinque secondi e me la sono anche già messa via che basta un granello di sale per poterlo graffiare. Infatti io in cucina il sale non lo uso, tiè.

In  breve, il piano imposta da solo la temperatura perfetta e monitora costantemente il livello di cottura: basta selezionare sul display touch a colori integrato, il tipo di alimento da cucinare e di cottura desiderata. Il piano attiverà autonomamente il programma di Cottura Assistita più adatto e grazie alla tecnologia SenseCook Fry riconoscerà in maniera automatica la pentola, suggerendo il momento ideale per iniziare a cuocere, impostando la temperatura ottimale per ogni varietà di alimento, monitorando in maniera precisa e costante il livello e le fasi di cottura.

Disponibile in due modelli, di dimensioni da 60 o 80 cm, il piano MaxiSense in vetro nero bisellato è composto da 4 zone cottura ed è dotato di un’area che permette l’utilizzo di pentole di qualsiasi forma o misura. La speciale funzione PowerSlide attiva tre zone diverse con tre livelli di temperatura preimpostata, per facilitare ogni fase di preparazione e garantire un’esperienza da Chef professionale.

Niente più ansie di capire quale cosa cuocere per prima con il pericolo di andare oltre il tempo di cottura o peggio, bruciare tutto se ci sono ospiti che vi mandano in confusione.

ambientatatouchlow

ELECTROLUX

“Quelli strani forte”

L’elettrodomestico per chi è ossessionato dai microbi oppure deve eliminare le tracce di un crimine. In breve, per psicopatici o lanciatori di coltelli.

La avete mai vista una lavacoltelli e tagliere ad incasso? Eh? No, vero?

Io sì e sono rimasta molto ammirata.

Electrolux ha pensato, giustamente, che la società di oggi sia piena zeppa di devianze mentali. Quanti articoli online avete trovato sui microbi che si accumulano sui taglieri di legno? O sui cucchiai di legno? Vi dicono anche di scegliere quelli in plastica che però lasciano tutti quei segni marroncini con l’andare del tempo. Per non parlare della paura di non riuscire a togliere lo sporco dalle lame dei coltelli in titanio che costano come una rata del mutuo.

A parte gli scherzi esistono molte persone con allergie serie che devono lavare sempre scrupolosamente gli attrezzi da cucina e questo elettrodomestico può aiutarli molto.Se nella vostra cucina ad isola avete dello spazio che vi avanza, io una lavacoltelli ad incasso la metterei e sono molto seria. E’ di quelle cose ASSOLUTAMENTE da mostrare agli amici quando vengono vedere casa nuova per la prima volta.

Per approfondire la questione vi invito a cliccare sul nome del brand di ogni elettrodomestico di cui vi ho parlato, sono in colore blu non per un mio vezzo ma perchè c’è il link diretto ai loro siti web.

Se volete invece guardare le storie in evidenza sul mio profilo  Instagram (@caricovariabile)  troverete anche molti altri modelli e prodotti, divisi diligentemente per casa produttrice.

Son brava o no?

IMG_2876

Per vedere i prezzi

Gli elettrodomestici per la seconda casa.

E’ iniziato agosto, il mese per eccellenza delle seconde case: mare, montagna o campagna non fa differenza. Molti di noi hanno posti del cuore, con case più o meno grandi, più o meno vecchie, più o meno confortevoli.

C’è però un fatto da considerare: gli elettrodomestici di queste seconde case sono sempre i più bistrattati, generalmente modelli di seconda scelta o che abbiamo utilizzato per anni nelle case di città e che sono stati spostati poi al mare o in montagna. Altri sono eredità di nonne, mamme, zie o regali di Natale che abbiamo ricevuto in doppia copia.

Ci sono alcuni consigli però da considerare prima di acquistarli. In questo modo arriverete al vostro “buen ritiro” pronti a rilassarvi senza incappare in rotture di scatole considerevoli.

  1. Verificare che i nostri elettrodomestici abbiano l’ assistenza tecnica con sede vicina alla nostra casa di vacanza. Vogliamo sempre evitare di pensare al peggio ma sapere chi chiamare in caso di guasto è fondamentale. Se l’assistenza tecnica è a cento chilometri di distanza sarà difficile possa venire a controllare i vostri elettrodomestici durante i periodi festivi. In questo modo invece potremmo avere più probabilità di essere visitati velocemente dall’assistenza, rispetto a chi abita più lontano.
  2. Non acquistare prodotti di sottomarca “perchè tanto son elettrodomestici che uso poche volte all’anno”. Spesso proprio le cose che vengono utilizzate poche volte tendono a rompersi di più e a subire i segni del tempo e del poco utilizzo ( guarnizioni secche, punti di ruggine, plastica ingiallita, schede elettroniche con problemi ecc..). Pensate ad esempio ad una automobile acquistata e usata solo poche volte l’anno. O siete campioni di manutenzione e dedicate loro del tempo oppure provate a trovare modelli che abbiano materiali semplici e durevoli.
  3. Valutare se conviene il trasferimento di un modello di elettrodomestico vecchio dalla città. E’ vero che l’utilizzo sarà minore in quantità ma trasferire un vecchio modello di forno di dieci anni fa nella nostra casa di montagna potrebbe avere qualche ripercussione sul consumo elettrico. Rischiamo di trovarci a dover usare un elettrodomestico alla volta per evitare di superare il limite dei chilowatt, proprio nel bel mezzo della preparazione del cenone di Capodanno o nel pulire i piatti della grigliata di Ferragosto .
  4.   Fate attenzione al fai da te. Non prendete iniziative nel collegare, scollegare o sistemare elettrodomestici durante le vacanze se non siete abituati a farlo già da tempo. E’ vero che la buona volontà fa miracoli ma chiamate un buon idraulico o buon elettricista del posto: conoscerete delle figure che vi potranno sempre essere d’aiuto in futuro e saranno i soldi meglio spesi, perché eviterete di farvi del male.

Quando l’elettrodomestico non va in vacanza..

Da ieri è iniziata ufficialmente l’estate, anche se noi ce ne eravamo accorti già da un pò , visto il caldo tremendo di questi giorni.

Mi ricordo che quando ero piccola e si partiva per il mare, mia madre aveva sempre il terrore di tornare a casa e trovare frigorifero e congelatore in panne, lavatrice televisore o lavastoviglie bruciate da un cortocircuito e chi più ne ha, più ne metta. Tralasciando l’innata positività di mia mamma, tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta di inconvenienti di questo genere al rientro dalle vacanze.

Ecco qualche consiglio per non avere sorprese, soprattutto se avete la fortuna di stare lontani per molto tempo .

  1. Frigorifero/ Congelatore.  Chi ha due singoli elettrodomestici, uno per refrigerare e uno per congelare, può tranquillamente mantenere in funzione il congelatore e svuotare il frigorifero. E’ sufficiente  dare una pulita veloce, spegnerlo e lasciare la porta leggermente socchiusa, in modo che evapori la condensa e non si creino muffa o odori spiacevoli. Chi invece ha un modello recente di frigorifero con congelatore combinato, se ha trovato un commesso preparato sarà stato informato della possibilità di avere la parte refrigerante , autonoma rispetto alla parte congelante. Questo tipo di funzione ha nomi diversi a seconda del modello ma spesso viene chiamata proprio funzione Vacanze. In questo modo si può spegnere il frigorifero e fare la stessa procedura che ho scritto sopra e che vale per chi ha due elettrodomestici separati.
  2. Televisore, Hi-Fi, Radio, Lettori Dvd, Playstation e Telefono fisso. Anni fa se non sbaglio era partita una campagna che parlava proprio del non lasciare il televisore in stand-by per via del consumo energetico e del risparmio in bolletta. Io oltre a questo consiglio che dovrebbe valere sempre vi consiglio anche di staccare la spina elettrica dalla presa di corrente a muro: so che è una rottura di scatole perché magari dovrete risintonizzare l’ora e la data al vostro rientro ma è sempre meglio che trovarli tutti fulminati. E’ infatti frequente, specialmente durante i temporali estivi che ci possano essere sbalzi di corrente che vanno a compromettere il funzionamento di questi elettrodomestici.
  3. Lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie.  Per questa tipologia di elettrodomestici non ci sono che questi due grandi consigli. Nel caso della lavastoviglie si tratta di buonsenso nel pulire il filtro prima di partire per evitare ristagni di cattivi odori e, così come per la lavatrice, lasciare lo sportello aperto  in modo che l’umidità residua defluisca e non si creino muffe o depositi di calcare all’interno. Parlando di asciugatrice invece, oltre allo sportello aperto è fondamentale svuotare il contenitore dell’acqua di condensa, nel caso non aveste un modello con lo scarico diretto a muro.
  4. Macchina del caffè, bollitore, ferro da stiro.  So che probabilmente state pensando che il ferro da stiro non centri proprio niente a fianco di bollitore e macchina del caffè, e invece no. Rientra nella categoria dei “serbatoi dimenticati dei piccoli elettrodomestici”.  E’ buona prassi svuotare sempre totalmente il serbatoio di ferro da stiro, macchina del caffè e bollitore ogni volta che li usiamo. Ci evita noiose e frequenti operazioni di pulizia dal calcare, anche se sulla scatola del ferro da stiro stesso c’è scritto che quel modello ha l’anticalcare incluso. Meglio non sfidarlo. Molti invece mantengono l’acqua nel serbatoio della macchina del caffè perché così quando sentiamo l’esigenza della nostra dose quotidiana di caffeina , non ci tocca aspettare il riscaldamento dell’acqua, perdendo preziosi minuti.  Per gustarlo come si deve sarebbe meglio avere spesso acqua fresca e tenere pulito il filtro specialmente nel caso di modelli automatici e caffè in grani.
  5. Aspirapolvere e aspirabriciole .   Non cercate di saltare questo punto adducendo come motivazione il fatto che voi tanto avete il modello senza sacco. Il modello senza sacco è un elettrodomestico che richiede alta manutenzione e svuotamento costante del serbatoio. E’ un consiglio che vale per tutte le categorie “aspiratrici”: bidoni aspirapolvere, scope elettriche con e senza sacco, scope elettriche cordless, aspirapolvere a traino , con e senza sacco. Prima di partire dovrete pulire il serbatoio nel caso abbiate un bagless, sostituire il filtro motore o gettare il sacchetto, anche se è pieno solo per metà. Mi rivolgo in particolare a chi , come me accende l’aspirapolvere anche per eliminare ospiti indesiderati, ragni e insetti vari: non vorrete mica trovarli moltiplicati al vostro ritorno, vero?

5 cose che odiamo fare con gli elettrodomestici 

 

Inutile nascondersi. Tutti abbiamo qualche lavoretto di casa che detestiamo fare.

Personalmente pulire il lavello di cucina e pelare la frutta si piazzano sempre ai primi posti ma è una questione soggettiva!

Ho visto recentemente, un post su Instagram di AGipsyinthekitchen in cui scrive che svuotare la lavastoviglie è una delle operazioni che eviterebbe volentieri di fare. Anche stendere i panni è una delle cose più odiate ma con l’arrivo della asciugatrice, questo problema per tanti sembra essersi risolto.

Ecco qui allora le  5 cose che, dalla mia esperienza, proprio non ci piace fare con gli elettrodomestici.

1)  Pulire il filtro della lavatrice.

“Quale filtro? Quale lavatrice?”

Capita spesso che si telefoni all’assistenza tecnica  o al rivenditore  dicendo che la lavatrice non scarica più l’acqua. Molto spesso è colpa del filtro intasato, solitamente di forcine, acchiappacolore, monete e fazzoletti. Sarebbe buona norma pulirlo almeno una volta al mese ma rimandiamo talmente tante volte il momento di farlo che finisce che ce ne dimentichiamo.

2) Svuotare il serbatoio del ferro da stiro .

“Ah non si può lasciare dentro l’acqua?”

Sia che si tratti di ferro a vapore tradizionale che di ferro caldaia, questa cosa di svuotare il serbatoio a molti di noi  non va giù .È invece buona norma svuotarlo sempre per evitare calcare e ristagni che possono creare odore sui vestiti. Le persone davvero precise, come mi è già capitato di vedere in casi limite gestiscono l’acqua in modo da finire la pila di bucato da stirare, nell’esatto momento in cui il serbatoio resta a secco.

3) Tagliare la frutta per l’estrattore di succhi.

“Ma quindi posso metter giù la frutta intera?”

No. È una operazione che scoraggia un po’ chi vorrebbe farsi un sano estratto in velocità, tanto che a volte si finisce per mangiare la mela a morsi. Se con alcuni modelli di centrifuga è possibile farlo e vi assicuro che è una gran soddisfazione vedere un frutto entrare intero e uscire sminuzzato, senza sporcare niente in cucina, con l’estrattore non si può. La differenza sta proprio nella sua prerogativa principale: la coclea. Mentre le lame della centrifuga possono anche tritare una mela intera, la coclea che è fatta in plastica non riesce ad avere la stessa forza. Se vogliamo quindi estrarre tutto il succo possibile con il minimo scarto ci toccherà tagliare la frutta prima di inserirla nel boccale.

4) Sostituire il sacchetto dell’aspirapolvere.

“Non sarà mica già pieno!”

A volte arriviamo fino a quasi farlo scoppiare,nel caso non si abbia un modello di aspirapolvere con segnalatore di riempimento sacchetto. Attenzione e precisione degna di un addetto al disinnesco bombe,  per togliere il sacchetto dalla sua sede quando è troppo pieno.

Mi si può anche dire che i modelli senza sacco agevolano il tutto. E invece no. Gente terrorizzata dall’idea di svuotarlo tutte le volte, prima arriva la frase ” ah lo voglio senza sacco!”, ” ma devo svuotarlo ogni volta?” e al mio ” sarebbe meglio,sì.”: il panico. Soprattutto perché molti serbatoi sono di plastica trasparente e lo sporco si vede. Pochi resistono a utilizzare una cosa con il serbatoio sporco! E qui arriviamo al punto iniziale: chi ha un aspirapolvere col sacco si dimentica di svuotarlo finché non scoppia, perché lo sporco non lo vede. Io, almeno dico a mio marito che mi dimentico.

5) Pulire il forno.

“Le righe sul vetro”

Un minuto di silenzio.

Non c’è prodotto specifico per pulirlo, non c’è pirolisi, non c’è modello combinato col vapore che tenga. È vero sono funzioni che ci facilitano la vita ma ci vorrà sempre  e comunque il nostro olio di gomito. E lo sporco, si sa non va a formarsi dove è più facile rimuoverlo.

È bene quindi informarsi, prima dell’acquisto di un forno cercando di scegliere un prodotto che abbia materiali semplici da pulire ( il semplice smalto non è uno di questi) o comunque la possibilità di smontare il vetro per lavarlo comodamente.