Lessico congelato.

Spesso utilizziamo termini di cui ignoriamo il reale significato, ripetendo quel che sentiamo dagli altri e non comprendendo i vantaggi che possono portare alla nostra vita, impedendoci di scegliere con consapevolezza.

Tutto questo accade anche con gli elettrodomestici e in maggior misura con il frigorifero. Volete saperne qualcosa di più? Ecco spiegati in maniera molto semplice, alcuni termini tra i più comuni e un consiglio speciale sui modelli ad incasso.

LE STELLE DEL CONGELATORE
Molti guardano solo l’etichetta energetica ma pochi sanno cosa significano le stelle del congelatore. Dovete sapere che il periodo per il quale è possibile mantenere nel freezer un alimento congelato, dipende anche dalle stelle che vedete su libretto d’istruzioni e scheda tecnica interna all’apparecchio. A ogni stella corrisponde una temperatura di conservazione di – 6 gradi. Così ad esempio se sull’apparecchio sono stampate due stelle significa che la temperatura raggiunta nel vano è di -12°C. La minima temperatura che bisogna avere per conservare a lungo i cibi è quella garantita dalle tre stelle , ovvero a -18°C. perchè viene impedita la proliferazione batterica. Per congelare i cibi freschi è necessario invece avere un congelatore che abbia almeno 4 stelle , in grado di garantire una temperatura anche di -25°C , per portare in breve tempo a congelazione, eventuali alimenti freschi introdotti.

NO FROST
Detto anche sbrinamento automatico, è una tecnologia che evita la formazione di brina, soffiando aria fredda all’interno di frigorifero e congelatore per ridurre l’umidità ed evitare l’accumulo di ghiaccio. Oltre a ridurre lo spazio nel congelatore, l’accumulo di ghiaccio fa lavorare di più l’elettrodomestico quindi il No Frost fa anche risparmiare energia elettrica. Da non confondere però con la ventilazione perchè quella è solo nel vano frigorifero.

VENTILATO
Questa caratteristica fa in modo che l’aria circoli in maniera uniforme in tutto il frigorifero e la temperatura sia la stessa in ogni zona. Si capisce anche osservando bene l’interno del vano, dalla presenza di una piccola ventola che funziona ciclicamente. Non vale più quindi il consiglio delle nonne che diceva di posizionare i cibi su ripiani differenti per conservarli meglio: con questa caratteristica abbiamo identica temperatura a ogni livello.

ZONA ZERO GRADI
Chiamata in diversi modi a seconda delle case produttrici è un cassetto dedicato a carne, formaggi, pesce e verdura a umidità controllata. In questo modo si conservano più a lungo e si evita la formazione di muffe, oltre al fastidioso “effetto gomma da masticare” di carote e zucchine.

FUNZIONE VACANZE ( HOLIDAY)
Chiamata anche funzione Holiday è una funzione che permette, nei frigoriferi con display di controllo temperatura digitale, di escludere il funzionamento del frigorifero da quello del congelatore. In questo modo si evitano incidenti quando andiamo via di casa per tanto tempo.

CERNIERA PIATTA AUTOPORTANTE
E’ una questione che viene sollevata solitamente in fase di sostituzione di un frigorifero ad incasso, nel caso ci si appoggi a un mobiliere o architetto d’esperienza invece se ne parla in fase di scelta. La tecnica delle cerniere autoportanti prevede che l’anta del mobile della cucina sia fissata alla porta dell’elettrodomestico. In caso di sostituzione è un pò complicato perchè con l’andare del tempo, l’anta del mobile potrebbe subire modifiche e rendere difficoltoso fissare negli stessi fori, un modello di frigorifero nuovo.

CERNIERA A TRAINO
La cerniera a traino invece prevede l’anta del mobile già fissata direttamente alla colonna tramite cerniere e collegata alla porta del frigo tramite una rotaia di scorrimento: in caso di sostituzione quindi è sufficiente collegare le cerniere del frigorifero nuovo, all’anta del mobile. L’ unica azienda produttrice che spiega sul suo sito, questa fondamentale differenza è Liebherr. I miei complimenti, per i vostri prodotti e anche per la cura di questi dettagli.

CONSIGLIO: L’INCASSO DEVE FARE L’INCASSO.
Molte soluzioni di architetti o semplicemente fortemente volute dai clienti prevedono di inserire in nicchie o in mobili su misura, dei frigoriferi da libero posizionamento. La vita del vostro elettrodomestico si accorcia di molto perchè non esiste adeguata ventilazione, anche se il vostro mobiliere prevede delle griglie in alto o in basso. Se il fattore è puramente estetico si può benissimo risolvere con ante in acciaio, acquistabili a parte come accessori o di diversi materiali e colori, a seconda della casa produttrice.

Tre volte l’ abbattitore.

“Io non sono come gli altri.”

Già per questo dovrebbe starvi non simpatico, simpaticissimo.

Questa era la risposta che Ernst Knam, a pasticceria appena aperta, dava ai clienti che chiedevano paste mignon e lo paragonavano ad altre realtà. Il tempo gli ha dato ragione.

Nel suo negozio non aumenta i prezzi da sette anni e in via Anfossi 10 si fa solo pasticceria da asporto: niente mignon, niente aggiunta di alcool nei dolci perché devono poter essere gustati da tutti, niente bevande di alcun genere.

Non giovedì 22 novembre perchè si celebrerà il Tris Day, dove verrà venduta solo ed esclusivamente la da gustare assieme a cioccolata calda con panna montata.Dopo più di trent’anni di onorata carriera, la mousse ai tre cioccolati è ancora e soprattutto il must have di chi entra nella Pasticceria Ernst Knam.

Io, che sono una frana in questione di dolci ho chiesto allo Chef di quale elettrodomestico non potrebbe fare a meno per la preparazione del suo celebre dolce.

Una sola, lapidaria e sorridente risposta: l’abbattitore Electrolux.

Nel suo laboratorio infatti è presente il blastchiller di Electrolux, già presentato a Eurocucina 2018 e che avevo visto in funzione, in anteprima proprio da lui a marzo scorso.

Il nostro Ernst Knam sfrutta a tutto andare il programma speciale studiato per gelati e dessert: si passa da 175° a 25° in pochi minuti perchè il raffreddamento rapido consente di procedere subito con la farcitura, decorazioni o lucide e croccanti glassature.

E’ un elettrodomestico celebre perchè consente di preparare e gustare in totale sicurezza il sushi a casa propria, impostando il programma speciale di surgelazione dedicato, evitando la proliferazione batterica. Formaggi, frutta e verdura rimangono freschi come appena comprati; l’abbattimento veloce della temperatura riduce al minimo il fenomeno della cristallizzazione: le molecole degli alimenti non vengono distrutte, mentre le qualità organolettiche, vitamine e proprietà restano integre. Possiamo utilizzare programmi speciali per la surgelazione assistita che guidano il processo di abbattimento ottimale differenziato per ogni alimento.

Gli elettrodomestici marini.

Cuoce la pasta mentre stai calando l’ancora? Chi è?

Non soffre il mal di mare perchè ha le griglie ondulatorie? Chi è?

Tiene in fresca l’acqua gasata mentre viaggi sull’acqua salata? Chi è?

E’ l’elettrodomestico “marino”, scopritelo su Rieducational Channel.

Credo che circa il novanta per cento di voi abbia riconosciuto questa intro, una trasposizione degli sketch comici di Guzzanti.

Oggi vado al Salone Nautico di Genova e settimana scorsa, molti miei amici mi chiedevano cosa cavolo centrasse il mio lavoro.

Ebbene esistono gli elettrodomestici sulle barche, no?

Dalle barche a vela, agli yacht, alle grandi navi da crociera esistono elettrodomestici che devono essere in grado di essere utilizzati per garantirci la massima semplicità di utilizzo e comfort, dai più basici ai top di gamma.

Lavelli con due fuochi gas integrati, piano cottura e forno a gas in una unica soluzione, piano cottura elettrico, frigoriferi e perfino barbecue.

Che cosa differenzia gli elettrodomestici “marini” da quelli tradizionali?

  • la maggior parte dei piani a gas ha dei fermi rimovibili che consentono alla pentola di restare stabile sul fuoco prescelto.
  • le griglie del forno sono basculanti per poter mantenere sempre in bolla il cibo durante la cottura e seguire il movimento delle onde.
  •  i frigoriferi sono molto compatti e devono avere delle capacità di refrigerazione indipendenti dalla temperatura e umidità esterna oltre che dall’inclinazione dell’imbarcazione.

 

Seguite sul mio profilo Instagram le mie avventure al Salone Nautico di Genova con Gaggenau e scoprirete tante altre curiosità .

Milano Design Week: gli elettrodomestici che valeva davvero la pena vedere.

All’interno del Salone del Mobile e della Milano Design Week, un anno sì e uno no, c’è Eurocucina, la fiera dedicata a tutte le novità dell’arredamento cucina e relativi elettrodomestici.

Ma quest’anno, come vedete ho tardato più del solito a raccontarvela: c’era veramente troppa roba! Le dimensioni di questo evento stanno diventando sempre più grandi e le cose da vedere, tantissime.  Ho pensato di mostrarvi gli elettrodomestici che mi hanno colpita di più.

I prodotti a cui mi avvicinavo rientravano sempre in queste categorie:

  1. Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano.                       .
  2. Quelli che ne compreresti uno per colore.
  3. Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.
  4. Quelli iper connessi.
  5. Quelli strani forte.

Cominciamo.

MIELE 

 “Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano”.

Il commento di mia madre al video del filetto di salmone cotto solo per metà: “Faceva così anche il mio vecchio forno. E’ per quello che l’ho cambiato.”

Mamma, non capisci un tubo.

Il Dialog Oven è la vera novità di Eurocucina 2018: un metodo di cottura diverso dagli altri perchè utilizza la cosiddetta cottura volumetrica.  Semplificando, si può dire che è un forno dotato di un modulatore che genera onde elettromagnetiche in una specifica gamma di frequenze e le distribuisce nel vano cottura tramite due sensori.  Queste frequenze forniscono un feedback sulla quantità di energia assorbita dal cibo, che viene dunque modulata di conseguenza. In questo modo, ingredienti con differenti tempi di cottura possono essere disposti insieme su una teglia ed essere cotti alla perfezione esattamente nello stesso tempo e  la durata di cottura si accorcia fino al 70% rispetto ai metodi convenzionali. È tutta questione di chimica: le molecole nel cibo sono disposte in modi diversi e cambiano la loro disposizione durante la cottura, in base a questa modulazione i sensori comunicano al sistema la quantità di onde elettromagnetiche necessaria a completare la cottura. Il cibo viene cotto in modo “volumetrico” e quindi omogeneo: un filetto di carne, ad esempio, viene rosato uniformemente dai bordi fino al centro. Cosa assai difficile in un forno convenzionale, dove il calore cuoce sempre dall’esterno verso l’interno, consegnando spesso una carne perfetta al centro ma troppo cotta sui bordi.

E’ chiaro che non è un forno per chi cucina poco ma un prodotto dedicato ad appassionati, che vogliono raggiungere risultati da ristorante gourmet anche a casa. E per questo forno, Miele parla proprio di   “unità gourmet”,  calcolando il valore di una unità gourmet come un kilojoule, riferendosi alla quantità di energia da trasmettere al cibo, mentre per “intensità” definisce quanto velocemente gli alimenti devono assorbire questa energia.

Difficile? Sicuramente Miele organizzerà formazione ed eventi dedicati per farvelo conoscere meglio. Voglia di sperimentare, buona volontà e tanta passione per la cucina dovranno però essere le caratteristiche fondamentali di chi lo vorrà come compagno di brigata tra i fornelli.

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SMEG

” Quelli che ne compreresti uno per colore” 

Come quando entri da Zara, trovi un paio di pantaloni che ti stanno bene e decidi di comprarli in tutte le tonalità.

Entro nello stand e faccio slalom tra russi, arabi e giapponesi intenti a fotografare i famosi frigoriferi “Fab” della linea anni ’50. I frigoriferi più amati del mondo sono stati rivisitati con nuove colorazioni, lucide e opache ma soprattutto è stata aumentata la capacità, migliorate le finiture interne e la classe energetica, fino ad arrivare ad A+ .

Sfido chiunque a non volerne uno per colore da mettere in ogni maledetta stanza della propria casa ideale.

Assieme alle cucine ” Portofino” , che io vorrei subito per la mia casa dei sogni!

Una perfetta linea di design per un modello di cucina a gasin 8 diversi colori e, per l’Italia, in due configurazioni: forno pirolitico con piano a gas, forno multifunzione con piano a gas. La linea estetica Portofino comprende anche la cappa aspirante a parete perfettamente coordinata ed è stata realizzata in modo da poter essere collocata sia a libero posizionamento, che in versione “Slot-in”, ovvero integrata in una cucina, come fosse ad incasso. Questo è possibile grazie all’allineamento perfetto tra superficie di cottura e apertura del forno, senza pericolo di rovinare la mobilia.

I modelli esposti al Salone del Mobile erano la versione studiata per il mercato americano e la loro caratteristica principale è la dimensione: sono ENORMI. Misurano un metro e venti di lunghezza e visto anche il loro incredibile assorbimento energetico di quasi 12 kw, in Italia dovremmo aver bisogno di un generatore elettrico in giardino per farle funzionare. Il piano cottura non è semplicemente a gas e il forno non è semplicemente un forno: anzi.  Sfruttando le dimensioni, Smeg ci da la possibilità di tre diversi sistemi di cottura, combinando piano gas, induzione, piastra teppanyaki o grill. I forni in realtà possono essere anche due, uno più grande e uno di minore capacità, credo anche per rispondere alla annosa questione del “non accendo il forno per questa minima cosa, né la scaldo al microonde perché sennò mi si ammoscia tutta”.

Beati gli americani, in questo caso.

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FABER“Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.”

“E’ una cappa? Ma se sembra un televisore!”

In effetti appena ci sono passata a fianco , questa è stata la prima cosa che ho pensato.

Sembrava un televisore sopra a un piano cottura e ho subito pensato alle enormi problematiche che avrebbe potuto avere una soluzione simile. Invece era una cappa a parete di nuova generazione.

Una cappa a parete “flat”, Faber la aveva già creata con Talika e il sistema aspirante Nautilus ma con Twice, il design e le performance hanno fatto un’ulteriore passo avanti. Il  vetro con cui è stata realizzata è un elemento in più per renderla maggiormente simile a un “touch screen”.  Parlando di caratteristiche tecniche, la novità è  la tecnologia Aries, che prende il nome dalla forma del diffusore interno dei motori, che ricorda la testa di un ariete. Grazie alla potenza di due motori brushless, Aries aggiunge performance di oltre 700 m3 di capacità aspirante, abbattendo anche la rumorosità. Tutto questo permette alle cappe della serie Vertical  di raggiungere la classe energetica A+, livello che per questo elettrodomestico è sempre stata una chimera. Minimo ingombro, bassa rumorosità anche al massimo della potenza e impatto estetico molto limitato nell’ambiente cucina, perchè si integra perfettamente con qualsiasi arredamento, anche nella versione silver.

Magari non sarà facilissima da pulire ma non esiste nulla che possa levarci questa incombenza, quindi evitate solo di avere le mani unte quando dovete aprirla per aumentare la potenza.

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AEG 

“Quelli iper connessi”

Il piano cottura per quelle come me: quelle disorganizzate, che vogliono mangiare sano e in fretta e finisce che bruciano tutto. Ah ma gli schermi touch li sappiamo usare bene.

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di piano a induzione.

Induzione perchè lo sbatti di pulire il gas non fa per me, mentre dare una passata sul piano a induzione ci metto cinque secondi e me la sono anche già messa via che basta un granello di sale per poterlo graffiare. Infatti io in cucina il sale non lo uso, tiè.

In  breve, il piano imposta da solo la temperatura perfetta e monitora costantemente il livello di cottura: basta selezionare sul display touch a colori integrato, il tipo di alimento da cucinare e di cottura desiderata. Il piano attiverà autonomamente il programma di Cottura Assistita più adatto e grazie alla tecnologia SenseCook Fry riconoscerà in maniera automatica la pentola, suggerendo il momento ideale per iniziare a cuocere, impostando la temperatura ottimale per ogni varietà di alimento, monitorando in maniera precisa e costante il livello e le fasi di cottura.

Disponibile in due modelli, di dimensioni da 60 o 80 cm, il piano MaxiSense in vetro nero bisellato è composto da 4 zone cottura ed è dotato di un’area che permette l’utilizzo di pentole di qualsiasi forma o misura. La speciale funzione PowerSlide attiva tre zone diverse con tre livelli di temperatura preimpostata, per facilitare ogni fase di preparazione e garantire un’esperienza da Chef professionale.

Niente più ansie di capire quale cosa cuocere per prima con il pericolo di andare oltre il tempo di cottura o peggio, bruciare tutto se ci sono ospiti che vi mandano in confusione.

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ELECTROLUX

“Quelli strani forte”

L’elettrodomestico per chi è ossessionato dai microbi oppure deve eliminare le tracce di un crimine. In breve, per psicopatici o lanciatori di coltelli.

La avete mai vista una lavacoltelli e tagliere ad incasso? Eh? No, vero?

Io sì e sono rimasta molto ammirata.

Electrolux ha pensato, giustamente, che la società di oggi sia piena zeppa di devianze mentali. Quanti articoli online avete trovato sui microbi che si accumulano sui taglieri di legno? O sui cucchiai di legno? Vi dicono anche di scegliere quelli in plastica che però lasciano tutti quei segni marroncini con l’andare del tempo. Per non parlare della paura di non riuscire a togliere lo sporco dalle lame dei coltelli in titanio che costano come una rata del mutuo.

A parte gli scherzi esistono molte persone con allergie serie che devono lavare sempre scrupolosamente gli attrezzi da cucina e questo elettrodomestico può aiutarli molto.Se nella vostra cucina ad isola avete dello spazio che vi avanza, io una lavacoltelli ad incasso la metterei e sono molto seria. E’ di quelle cose ASSOLUTAMENTE da mostrare agli amici quando vengono vedere casa nuova per la prima volta.

Per approfondire la questione vi invito a cliccare sul nome del brand di ogni elettrodomestico di cui vi ho parlato, sono in colore blu non per un mio vezzo ma perchè c’è il link diretto ai loro siti web.

Se volete invece guardare le storie in evidenza sul mio profilo  Instagram (@caricovariabile)  troverete anche molti altri modelli e prodotti, divisi diligentemente per casa produttrice.

Son brava o no?

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Per vedere i prezzi

5 cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso

Se negli anni Ottanta e Novanta la tendenza era quella di inserire il frigorifero nella mobilia della cucina, adesso stiamo assistendo al grande ritorno del libero posizionamento, sia per quanto riguarda i frigoriferi che per tutti gli altri elettrodomestici. Il modello Fab di Smeg ne è l’esempio per eccellenza.

Ma spesso chi acquista casa oggi, la trova già arredata e la cucina è la nota dolente. Alcuni lo chiamano frigorifero ” ad incastro” , perché in effetti è inserito nella mobilia della cucina ma il suo nome corretto è “frigorifero ad incasso” o “built-in”.

Quando si tratta di arredarne una, spesso arriviamo talmente esasperati  e bombardati da mille informazioni, che finiamo per affidarci completamente e rischiare di prendere la prima soluzione che ci viene proposta.

Ci accorgiamo della sua esistenza e delle sue caratteristiche solo quando inizia a dare i primi problemi, vero?

Ecco allora le cinque cose da sapere prima di sostituire un frigorifero ad incasso.

  1.  ETICHETTA ARGENTO.  Fotografate l’etichetta argento o bianca che è posta all’interno del vano frigorifero, generalmente a metà altezza o ai lati del cassetto verdura. In questo modo potrete cercare in Internet gli schemi d’incasso del vostro modello ed eviterete di stressarvi con il metro, rischiando di dare misure errate a chi dovrà sostituirlo.
  2. TIPOLOGIA DI CERNIERE DELL’ANTA. Verificate o fotografate la tipologia di cerniere di apertura dell’anta del frigorifero. E’ possibile che siano fisse o a scorrimento ed è un’altra informazione da dare al venditore perché possa sostituire il vostro modello con il minore impatto possibile sulla vostra mobilia.
  3. COMBINATO O DIVISO IN DUE? Il vostro frigorifero è separato dalla parte freezer? Ci sono alcuni modelli che possono sembrare combinati ( ovvero parte frigo + congelatore unite) ma sono invece due elettrodomestici separati. In questo modo potreste dover cambiare solo la parte che non funziona più.
  4. COLLEGAMENTO ELETTRICO. Controllate che l’installatore non tagli i fili elettrici “per comodità” ma vi sia una presa di corrente a muro a norma, in questo modo non incorrerete in futuro in pericolosi sbalzi di corrente che potrebbero danneggiare l’elettrodomestico.
  5. NO A SOLUZIONI FAI DA TE. Non pensate di poter inserire un frigorifero da libero posizionamento nel vano della mobilia dove prima stava un frigorifero ad incasso. E’ una soluzione che va ad accorciare la vita del frigorifero a causa della scarsa ventilazione. Molto spesso sarete poi costretti a tenerlo spostato dal fondo della parete per via dell’apertura della porta: il modello da posizionamento libero, infatti necessita di qualche centimetro in più di agio. Ci sono poche case produttrici che realizzano le porte ” a filo”, ovvero che anche da aperte restano in linea con l’ingombro del corpo del frigorifero.

 

 

 

 

 

 

 

Caricovariabile @Fuorisalone 2017 (seconda parte) 

Alle sei del pomeriggio di giovedì, assieme alla mia amica sono arrivata all’evento Faber dove veniva presentata K-ARTA, la cappa filtrante con tecnologia saliscendi, rivestita in pregiata carta di Fabriano da Sandro Tiberi: l’ultimo mastro cartaio ufficiale della regione Marche.

Mentre Sandro Tiberi creava carta a ciclo continuo affascinando tutti, io scansavo giapponesi impazziti ammirando le sue opere d’arte, alcune di esse trasferite sul rivestimento di alcune cappe come nel caso di Talika. Sono pezzi unici e speciali che uniscono territorio, arte, qualità e funzionalità. La mia amica ha immediatamente chiesto: “Ma non è troppo delicata la carta? Come si fa a pulirla bene? Non ingiallisce e assorbe gli odori?” E’ una domanda davvero pratica e intelligente, che anche io mi ero posta quando a Fabriano, ci era stata mostrata in anteprima. Ma non avevo ancora fatto la carta di Sandro Tiberi e soprattutto non la avevo portata a casa. E’ da circa due mesi che ho in salotto una rosa di carta e il foglio che ho fatto con le mie mani: la carta non è ingiallita e non ha assorbito odori di alcun tipo ( come invece pensavo), non si è sfibrata o rovinata. E nemmeno seccata. Tanto di cappello!

Mi ha anche molto colpito il progetto realizzato da Faber assieme a Haute Material : il tavolo Convivio, esposto durante il Fuorisalone sia nel loro spazio che in quello di Colmar, in via Borgonuovo. Il titolo dice già tutto: “Un tavolo che si fa cucina“. Sì, ma come? Una struttura moderna di legno e metallo, disegnata da Giulio Iacchetti, semplicemente schiacciando un pulsante si rivela una cucina vera e propria: lavello e rubinetto in acciaio, piano ad induzione e cappa aspirante, entrambi Faber. Davvero stupenda e funzionale! Difficile spiegare a parole una cosa così innovativa, quindi potete vedere il video di presentazione  qui .

Il secondo invito lo ho ricevuto da Neff che assieme a Doimocucine e alla famosissima foodblogger Sonia Peronaci ha realizzato uno showcooking nella bellissima sala di Spazio Cernaia, nel cuore del Brera Design District. Siccome gli appuntamenti sono sempre allo stesso orario mi sono persa la parte di showcooking. Sono però arrivata in tempo per toccare con mano i preziosi forni di Neff . E’ stato infatti presentato il nuovo modello di forno combinato che unisce alle già presenti modalità tradizionale e vapore, anche il programma speciale “Sous vide” per la cottura sottovuoto. La particolarità per me che sono molto pratica e una frana ai fornelli è la maniglia Slide&Hide , che ha la modalità di apertura come quella delle lavatrici: si tira una linguetta che in posizione di riposo è un tutt’uno con la porta del forno. Per gli uomini che mi leggono è per capirsi, come la tradizionale apertura del bagagliaio dell’auto. Una soluzione semplice ma assolutamente utile per guadagnare spazio nelle nostre cucine sempre più piccole e che non implica aperture automatizzate, che possono sempre rompersi nei momenti meno opportuni.

Meno pratica, secondo me invece è HIDE, la possibilità di far rientrare completamente la porta del forno nell’incasso del mobile. Può esserci infatti la dispersione del calore nell’ambiente, conseguenze sugli ingredienti della ricetta che stiamo cucinando e un picco energetico, una volta richiusa la porta, dato che il forno deve tornare alla giusta temperatura.  Potrebbe anche essere pericolosa nel caso ci siano bambini o animali domestici e il forno venisse posizionato in basso e non ad altezza busto. Ad ogni modo dal momento che Neff si rivolge solamente a mobilieri come rivenditori autorizzati già questo è garanzia di sicurezza: la vendita viene pianificata e accompagnata, senza essere esposta ad errori che si possono magari fare più facilmente negli acquisti d’impulso. Come già anticipato nella prima parte del mio racconto sul Fuorisalone il tema principale di quest’anno è stata la cappa aspirante inserita nel piano cottura. Anche Neff ha presentato il suo modello che consiste in un piano ad induzione con zone di cottura flessibili e non i tradizionali quattro fuochi ben definiti, con un grande elemento di aspirazione al centro. La cappa è protetta da una griglia in ghisa che però potrebbe alla lunga rovinare il piano in vetroceramica.

La parte più interessante degli eventi però non è quella di presentazione ma soprattutto i commenti successivi che si possono ascoltare aggirandosi ad orecchie tese, tra i partecipanti.  Ho potuto scambiare due parole con Sonia Peronaci sul tema elettrodomestici e mi ha veramente stupita: lei legge le istruzioni. Lei è una delle poche, pochissime persone a leggere i manuali d’uso e infatti ha candidamente paragonato l’uso delle istruzioni alle ricette: è vero che anche in cucina si può andare a braccio ma se si vogliono ottenere risultati perfetti bisogna attenersi alle dosi. Si trova sinceramente bene nella sua collaborazione ormai pluriennale con Neff e ha deciso di utilizzare i loro elettrodomestici anche per la sua scuola di cucina Sonia Factory.

Il terzo evento è stato un saluto agli amici di Miele al loro Gallery in zona Moscova e anche qui è stato presentato il loro modello di piano ad induzione con cappa integrata.

Ma come mai tutte le case produttrici di elettrodomestici  in questo periodo stanno realizzando cappe così particolari?

Andrea di Frigo2000, distributore di Bora per l’Italia, mi sorride sornione e ammette candidamente che sì , ora sono arrivati anche gli altri e no, loro non temono confronti. “E’ proprio adesso che arriva il bello.” mi dice “e questa è la filosofia di Frigo2000, la prima a credere in questo sistema di aspirazione.”. Il mio terzo incontro durante questo Fuorisalone infatti è stato con Bora, che ha portato a Milano un truck speciale, parcheggiato in zona Isola, a ridosso del bellissimo quartiere del Bosco Verticale. Non era uno spazio espositivo votato al design, con ospiti speciali a fare showcooking ma uno spazio dimostrativo non-stop , che mirava alla semplice spiegazione del prodotto e alla sua continua messa in funzione. Io chiedo: ” Ma come mai voi siete gli unici a fare questo? ” La risposta me la da Francesca Massobrio, responsabile comunicazione di Frigo2000:  “Per noi Eurocucina deve essere tutto l’anno!”.  Eurocucina per chi non lo sapesse è la fiera biennale, inserita all’interno del Fuorisalone che tratta il mondo degli elettrodomestici. Molti produttori quest’anno si sono limitati a fare una veloce presentazione di prodotto, dando più importanza all’evento in sè che al prodotto,  risparmiando le forze per l’anno prossimo, dato che quest’anno c’era Euroluce, la fiera dedicata all’illuminazione.

Nel truck di Bora invece l’acqua bolliva costantemente nelle pentole e  il vapore veniva aspirato da tutti i diversi modelli di prodotto presenti. Questo modello di cappa è stato creato perchè il proprietario, esperto mobiliere, aveva sempre clienti insoddisfatti delle prestazioni delle cappe aspiranti. Non è proprio corretto parlare di aspirazione in questo caso, piuttosto di estrazione o di ricircolo dell’aria, se si decide di dotarla di tubature e filtro per reimmettere l’aria pulita nell’ambiente di cucina.

L’ultima domanda che faccio è il grande classico del cliente: “ma funzionano veramente?” La risposta è molto semplice: la cappa integrata nel piano cottura va ad aspirare il vapore prima che si propaghi nell’ambiente, spingendolo verso il basso con una serie di vortici che possono assomigliare a quelli di un’aspirapolvere ciclonico. Tutto questo al contrario delle tradizionali cappe, che vanno ad aspirare il vapore solo una volta che è già nell’ambiente, attirandolo verso l’alto.

Andrea risponde con una simpatia e cortesia uniche e sfila il serbatoio per farmi vedere che in realtà si tratta in buona sostanza, di una cappa capovolta.  La potenza aspirante la vedo da me dato che il vapore scompare in maniera molto veloce ma non posso fare a meno di chiedermi: sarà lo stesso con vapori più pesanti di quelli dell’acqua?

Sono per lo più indicate per le cucine costruite ad isola o con davanti una finestra; eliminano il problema della dispersione dei fumi, di cui si deve sempre tenere conto quando si progetta una cucina e risolvono il problema delle persone molto alte che, con le classiche cappe si devono piegare o sbattono la fronte mentre cucinano. Io sono molto interessata perchè è sempre bello poter trovare soluzioni personalizzate per i miei clienti, questo tipo di cappa è molto diffuso in Alto Adige e se tutti i produttori di elettrodomestici sono corsi ai ripari creando modelli simili, un motivo ci sarà. Molti miei clienti la hanno richiesta, in fase di progettazione ma ho optato per soluzioni alternative perché avendo spazio a disposizione mi pare uno spreco utilizzare una soluzione del genere. Io preferisco da sempre le soluzioni separate perché se la cappa aspirante o il piano ad induzione si guastano, si è costretti a buttare tutto.

Mi piace sempre però smentire le mie convinzioni, andare a fondo e conoscere meglio chi questo tipo di elettrodomestico lo ha lanciato per primo e ne conosce pregi e difetti. Andrò quindi a breve a visitare lo showroom di Cinisello Balsamo dove Frigo 2000 ha una esposizione di elettrodomestici funzionanti Bora assieme anche ad altre marche straordinarie, magari ancora poco conosciute in Italia come Wolf, Sub-zero e V-Zug. L’eccellenza è il loro mestiere e voglio proprio approfondire la questione cappa aspirante con piano ad induzione per parlarvene al meglio in un post dedicato.

Nel frattempo ancora mille complimenti a Frigo2000 per aver puntato dritti all’elettrodomestico, senza fronzoli: sta ad indicare una grande sicurezza nel prodotto ed enorme passione per il proprio lavoro.

10 cose da sapere prima di acquistare un piano a induzione.

Bello da vedere, semplice da usare, comodo da pulire e sicuro per bambini e anziani. Fortemente consigliato quando si acquista una nuova cucina e nella sostituzione di piani a gas, il piano induzione spopola. Bianco o  nero, a due, tre o quattro zone cottura, esistono modelli adatti ad ogni esigenza.

Prima di farsi prendere dall’entusiasmo però è necessario sapere alcune cose .

1) Verificare bene le misure di incasso se si sostituisce il vecchio piano a gas.

Il piano ad induzione va più in profondità all’interno del mobile cucina, all’incirca di  5 cm rispetto ai 2,5 del piano a gas e necessita di altri due, tre centimetri per lasciar lavorare bene il motore.

2) Il piano ad induzione non è il piano elettrico.

La differenza è che il primo lavora per magnetismo mentre il secondo ha una resistenza elettrica che scalda e fa diventare la zona cottura di colore rosso mentre è in funzione. Il materiale di cui sono fatti però è identico per entrambi: la vetroceramica.

3) Evitate di acquistare modelli con forme particolari.

Se la vostra cucina ha il piano di lavoro in marmo alla lunga sono poco pratici nell’utilizzo, per via delle pentole che possono toccarsi tra loro e  di difficoltosa sostituzione, mentre le classiche forme rettangolari sono modificabili senza grossi sforzi.

4) Il semifilo è sempre meglio.

Se cucinate molto è consigliabile acquistare un modello con profilo sottile in acciaio oppure a semifilo , elegante e sfuggente per evitare che si possano depositare con il tempo, antipatici residui di cibo attorno alla cornice del piano. Questo succede spesso, nonostante i mobilieri siano bravi e attenti nel mettere la striscia di silicone termico tra la cornice e il piano cucina.

5) Il comfort prima di tutto.

E’ importante che le zone cottura siano comode per voi e quindi pensate a quali zone utilizzate di più. Ad esempio, per chi cucina poco,  avere un piano a induzione con la zona dal diametro più piccolo in alto a sinistra, non è una scelta molto indovinata.

6) Che diametro?

Informatevi bene  sul diametro effettivo di riconoscimento delle pentole. Se siete dipendenti dal caffè della moka è doveroso sapere che la classica moka ad 1 tazza  molto spesso non viene letta. E’ uno spreco utilizzare la moka sull’adattatore quindi consiglio l’acquisto di una moka da 2 tazze .

7) Attenzione al tempo!

Ripensate i vostri tempi di cottura. La pasta ci mette davvero poco a bollire. Non avrete più il tempo di andare a mettervi la tuta, pensare a che sugo abbinarci, scegliere il tipo di pasta, apparecchiare ecc… . L’induzione viaggia veloce!

8) Pentole vecchie, pentole nuove.

Se non volete cambiare la vostra squadra di pentole e padelle preferite, è sufficiente verificare che siano adatte all’induzione avvicinando al loro fondo una calamita. Se si attacca allora potete utilizzarla, altrimenti c’è la possibilità di un adattatore ma vi avverto che non è la stessa cosa.

9) Se salta la corrente non è colpa dell’induzione.

Molte persone diffidano dall’induzione per paura di consumare troppi kilowatt ma ora esistono modelli che prevedono un limitatore incorporato che evita questo inconveniente. Se in casa avete elettrodomestici più vecchi di dieci anni però sappiate che se avete il piano induzione acceso e salta la corrente, la colpa non è sua ma degli altri elettrodomestici.

10) Graffi e pulizia.

Sarà sicuramente più facile e semplice da pulire rispetto al gas, con le griglie e piano acciaio inox da sfregare ogni volta. Ma sappiate che il piano ad induzione si rovinerà, si graffierà e a volte potrà rimanere il segno della piastra dell’adattatore. Mi raccomando cercate di utilizzare prodotti specifici per la pulizia, meglio se della marca del vostro piano cottura e non rimedi fatti in casa.

 

Pic from Pinterest @Modulnova Sydney Studio : cucina Modulnova e piano ad induzione Smeg.

 

Il forno a vapore

La tipologia di forno di cui parliamo in questo post non ha niente a che fare con la cucina d’ospedale o piatti insipidi e incolori.

Negli ultimi anni c’è stata una progressiva sparizione dei forni con solo funzione microonde o combinati con forni “normali”, quindi statico/ventilato/grill. I mobilieri che ne hanno ancora a magazzino molto spesso li regalano pur di liberarsene.

Calato dal nord a velocità supersonica è arrivato anche in Italia, il forno a vapore.

È aumentata la nostra attenzione nei confronti del cibo e della sua ricerca e preparazione:  di conseguenza si vuole mantenerne le proprietà per renderlo il più gustoso e salutare possibile.

C’è al momento grande confusione su questo tipo di elettrodomestico e anche in internet girano descrizioni di prodotto poco chiare . Il rischio è di acquistare un prodotto sbagliato, se non si viene consigliati adeguatamente.

Esistono due tipologie:  aggiunta di vapore e combinato col vapore.

Il forno con aggiunta di vapore è un forno classico con funzione statico/ventilato/grill , dotato di un piccolo serbatoio o cannuccia estraibile che ci consente di inserire un getto di vapore nel vano cottura. 

Fa la funzione della vecchia bacinella di acqua che si metteva in forno quando si cuoceva a lungo la carne o impasti lievitati. Rende il cibo più morbido e nel caso dei lievitati, digeribile.

Ci sono diversi modelli in commercio che possono prevedere programmi pre-impostati dove il vapore viene immesso automaticamente a intervalli regolari oppure manualmente con un comando apposito.

È indicato per chi cucina spesso carne, specialmente a cottura lenta, selvaggina e pizza pane e focacce dolci o salate.

Il forno combinato con vapore è invece quello che la maggior parte delle persone ha in mente quando entra in un negozio chiedendo informazioni.

Si possono cucinare verdure e pesce al vapore ma anche pizza, lasagne e tutte le ricette che abbiamo sempre fatto con il nostro solito forno.

Il punto è che il forno a vapore non si ferma a verdure e pesce ma ha una infinita’ di plus che lo rendono il prodotto ideale per chi adora cucinare.

Si presenta come un forno normale ma con un serbatoio capiente da cui verrà prelevata, scaldata e immessa l’acqua nel vano cottura. In alcuni prodotti è possibile scegliere, oltre alla temperatura anche la percentuale di umidità per la cottura,ad esempio cuocere al 25%, 50% o 100% di umidità .

Il bello di questa tipologia di forno è che si può decidere di preparare l’impasto della pizza alle sette di sera e cenare alle otto. Il processo di lievitazione a umidità e temperatura costante permette una accelerazione significativa nella preparazione di tutti i lievitati.

Si possono cuocere riso ma soprattutto pasta fresca e gnocchi senza timore di scuocerli . Cuocere  gli gnocchi di patate nel forno a vapore è qualcosa di veramente innovativo, così come assaggiare gli spiedini di carne con pollo e verdure. Il pollo è difficile da cuocere se lo si vuole morbido al punto giusto e che non sappia di suola di scarpe ma utilizzando il vapore resta morbido e saporito.

Il vero vantaggio per le donne pratiche però è la pulizia. La pulizia del forno, l’incubo casalingo di ogni famiglia!

Questo è un problema che il forno con funzione pirolitica non riesce a risolvere completamente perché spesso tiene in ostaggio il nostro elettrodomestico per una notte intera, con alti consumi di elettricità.

Cento gradi di umidità e mezz’ora di tempo possono bastare invece per sciogliere schizzi di grasso su vetro e pareti. Un sogno.  

Portate pazienza se all’inizio sbaglierete qualcosa, spesso quando lo si usa le prime volte ci si trova a cuocere nel forno a vapore delle verdure, buttando uno sguardo ogni tanto per controllare ma mai vi sembreranno cotte. Siamo infatti abituati allo scolorirsi del cibo con il processo di bollitura e lessatura ma con il vapore, i colori rimangono.

Non vi resterà altro che seguire il consiglio dei grandi chef, urlato nelle cucine di tutti i programmi tv del momento: assaggiate, assaggiate, assaggiate sempre !
Foto Pinterest dal libro di cucina vintage “the fireside cookbook”.

Sette consigli per una lavastoviglie

Agli amici che chiedono al volo consigli sull’acquisto di elettrodomestici, faccio classifiche delle case produttrici via whatsapp.

Qui sotto trovate sette punti, secondo me fondamentali per quanto riguarda la scelta, utilizzo e manutenzione della lavastoviglie.

1) quanti siete in famiglia e quanti lavaggi fate al giorno?poche funzioni o alta tecnologia? Acquistare quello che ci serve davvero è la soluzione per un buon rapporto con il nostro elettrodomestico.

2) avete una casa clima o avete possibilità  di allaccio diretto dell’acqua di carico al rubinetto dell’acqua calda  ? Si risparmiano tempo e consumi.

3) se potete, acquistatela con tutto l’interno della vasca in acciaio . I residui di cibo alla lunga possono impregnare la plastica e dare cattivo odore.

4) è utile il programma con il riconoscimento della tipologia di detersivo per evitare residui di pastiglie o polvere sul fondo della vasca. Anche utilizzare programmi lunghi non guasta ma so che si fa fatica a utilizzarli.

5) utilizzate brillantante e sale apposito per lavastoviglie. No rimedi casalinghi e naturali o pastiglie che promettono tutto in uno. Con i primi rischiate di rompere la lavastoviglie, che non è per niente uno strumento “naturale” e con i secondi, utilizzandoli con lavaggi brevi, finite per mangiare il brillantante con gli spaghetti.

6) controllate che la marca che scegliete abbia una buona assistenza e soprattutto sia il più possibile vicina a voi.

7) non fatevi ingolosire dai prolungamenti di assistenza che costano poco. spesso sono delle specie di aziende terze che prima di intervenire ci mettono il doppio della normale assistenza . Tenete con cura lo scontrino fino all’anno e mezzo dall’acquisto e poi chiamate l’assistenza autorizzata per farvi fare un’offerta di prolungamento della garanzia.

Io ho pensato alle mie esigenze ad esempio.

Abito provvisoriamente in un appartamento e quindi ho comprato la mia all’IKEA,  che fa fare i suoi elettrodomestici da Electrolux-Rex . Consuma tanto, lava in fretta, ha cinque tasti intuitivi, il filtro si pulisce velocemente  e lava bene i bicchieri, mi evita di pensare e scegliere.

Sensazione meravigliosa a fine giornata.

 

 

Elettrodomestici e sicurezza.

Molti amici in questo periodo stanno facendo casa o ristrutturando appartamenti e mi hanno chiesto qualche consiglio in merito alla scelta, utilizzo e installazione dei loro elettrodomestici  .

In più ieri il giornale titolava come da foto sopra: una signora si è ustionata perché la sua vecchia lavastoviglie, installata con fili volanti ancora più di dieci anni prima ha fatto cortocircuito.

Ecco il riassunto di quello che ho detto ai miei amici in 10 punti.

1) Quando il mobiliere o il tecnico installa gli elettrodomestici assicurarsi che vi siano prese elettriche singole, una per ciascun apparecchio.

2) Non far collegare più elettrodomestici tra loro per ricavare spazio nel retro della cucina. È sufficiente il cortocircuito di uno solo di loro per farli bruciare tutti.

3) Se si abita in case antiche assicurarsi che gli elettrodomestici siano collegati ad una presa elettrica con tre fori : ciò significa che hanno la sicurezza a terra .

4) Far controllare l’antenna della TV sul tetto ogni quattro anni per verificare che sia tutto a posto.

5)  Acquistare piani cottura a induzione dotati di limitatore di corrente per evitare pericolosi sbalzi.

6) Pulire una volta alla settimana il filtro di lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie per mantenere costante l’efficienza energetica dell’apparecchio .

7) Non aprire e chiudere troppo spesso frigorifero e congelatore per evitare accumuli di brina e ghiaccio se non avete un prodotto con tecnologia No Frost .

8) Quando dovete utilizzare più elettrodomestici in contemporanea selezionate programmi con la dicitura Eco oppure modificate la potenza dell’aspirapolvere o temperatura del ferro da stiro  perché non siano al livello massimo.

9) No ai rimedi casalinghi/naturali come pulire le superfici di acciaio con l’aceto o esagerare con prodotti specifici  pulisci lavatrice/lavastoviglie. Per una manutenzione ordinaria è sufficiente effettuare un lavaggio a 90 gradi ( a 75 nel caso delle lavastoviglie) almeno una volta al mese.

10) Ultimo suggerimento : LEGGERE LE ISTRUZIONI e cambiare spesso programmi di lavaggio o livelli di potenza degli apparecchi. Spesso è sufficiente dare un’occhiata a libretto per evitare disastri e modificare le nostre abitudini per utilizzare al meglio i nostri elettrodomestici .