Milano Design Week: gli elettrodomestici che valeva davvero la pena vedere.

All’interno del Salone del Mobile e della Milano Design Week, un anno sì e uno no, c’è Eurocucina, la fiera dedicata a tutte le novità dell’arredamento cucina e relativi elettrodomestici.

Ma quest’anno, come vedete ho tardato più del solito a raccontarvela: c’era veramente troppa roba! Le dimensioni di questo evento stanno diventando sempre più grandi e le cose da vedere, tantissime.  Ho pensato di mostrarvi gli elettrodomestici che mi hanno colpita di più.

I prodotti a cui mi avvicinavo rientravano sempre in queste categorie:

  1. Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano.                       .
  2. Quelli che ne compreresti uno per colore.
  3. Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.
  4. Quelli iper connessi.
  5. Quelli strani forte.

Cominciamo.

MIELE 

 “Quelli che costano una fucilata ma valgono i soldi che costano”.

Il commento di mia madre al video del filetto di salmone cotto solo per metà: “Faceva così anche il mio vecchio forno. E’ per quello che l’ho cambiato.”

Mamma, non capisci un tubo.

Il Dialog Oven è la vera novità di Eurocucina 2018: un metodo di cottura diverso dagli altri perchè utilizza la cosiddetta cottura volumetrica.  Semplificando, si può dire che è un forno dotato di un modulatore che genera onde elettromagnetiche in una specifica gamma di frequenze e le distribuisce nel vano cottura tramite due sensori.  Queste frequenze forniscono un feedback sulla quantità di energia assorbita dal cibo, che viene dunque modulata di conseguenza. In questo modo, ingredienti con differenti tempi di cottura possono essere disposti insieme su una teglia ed essere cotti alla perfezione esattamente nello stesso tempo e  la durata di cottura si accorcia fino al 70% rispetto ai metodi convenzionali. È tutta questione di chimica: le molecole nel cibo sono disposte in modi diversi e cambiano la loro disposizione durante la cottura, in base a questa modulazione i sensori comunicano al sistema la quantità di onde elettromagnetiche necessaria a completare la cottura. Il cibo viene cotto in modo “volumetrico” e quindi omogeneo: un filetto di carne, ad esempio, viene rosato uniformemente dai bordi fino al centro. Cosa assai difficile in un forno convenzionale, dove il calore cuoce sempre dall’esterno verso l’interno, consegnando spesso una carne perfetta al centro ma troppo cotta sui bordi.

E’ chiaro che non è un forno per chi cucina poco ma un prodotto dedicato ad appassionati, che vogliono raggiungere risultati da ristorante gourmet anche a casa. E per questo forno, Miele parla proprio di   “unità gourmet”,  calcolando il valore di una unità gourmet come un kilojoule, riferendosi alla quantità di energia da trasmettere al cibo, mentre per “intensità” definisce quanto velocemente gli alimenti devono assorbire questa energia.

Difficile? Sicuramente Miele organizzerà formazione ed eventi dedicati per farvelo conoscere meglio. Voglia di sperimentare, buona volontà e tanta passione per la cucina dovranno però essere le caratteristiche fondamentali di chi lo vorrà come compagno di brigata tra i fornelli.

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SMEG

” Quelli che ne compreresti uno per colore” 

Come quando entri da Zara, trovi un paio di pantaloni che ti stanno bene e decidi di comprarli in tutte le tonalità.

Entro nello stand e faccio slalom tra russi, arabi e giapponesi intenti a fotografare i famosi frigoriferi “Fab” della linea anni ’50. I frigoriferi più amati del mondo sono stati rivisitati con nuove colorazioni, lucide e opache ma soprattutto è stata aumentata la capacità, migliorate le finiture interne e la classe energetica, fino ad arrivare ad A+ .

Sfido chiunque a non volerne uno per colore da mettere in ogni maledetta stanza della propria casa ideale.

Assieme alle cucine ” Portofino” , che io vorrei subito per la mia casa dei sogni!

Una perfetta linea di design per un modello di cucina a gasin 8 diversi colori e, per l’Italia, in due configurazioni: forno pirolitico con piano a gas, forno multifunzione con piano a gas. La linea estetica Portofino comprende anche la cappa aspirante a parete perfettamente coordinata ed è stata realizzata in modo da poter essere collocata sia a libero posizionamento, che in versione “Slot-in”, ovvero integrata in una cucina, come fosse ad incasso. Questo è possibile grazie all’allineamento perfetto tra superficie di cottura e apertura del forno, senza pericolo di rovinare la mobilia.

I modelli esposti al Salone del Mobile erano la versione studiata per il mercato americano e la loro caratteristica principale è la dimensione: sono ENORMI. Misurano un metro e venti di lunghezza e visto anche il loro incredibile assorbimento energetico di quasi 12 kw, in Italia dovremmo aver bisogno di un generatore elettrico in giardino per farle funzionare. Il piano cottura non è semplicemente a gas e il forno non è semplicemente un forno: anzi.  Sfruttando le dimensioni, Smeg ci da la possibilità di tre diversi sistemi di cottura, combinando piano gas, induzione, piastra teppanyaki o grill. I forni in realtà possono essere anche due, uno più grande e uno di minore capacità, credo anche per rispondere alla annosa questione del “non accendo il forno per questa minima cosa, né la scaldo al microonde perché sennò mi si ammoscia tutta”.

Beati gli americani, in questo caso.

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FABER“Quelli di design che ti fanno venire il dubbio su cosa sono realmente.”

“E’ una cappa? Ma se sembra un televisore!”

In effetti appena ci sono passata a fianco , questa è stata la prima cosa che ho pensato.

Sembrava un televisore sopra a un piano cottura e ho subito pensato alle enormi problematiche che avrebbe potuto avere una soluzione simile. Invece era una cappa a parete di nuova generazione.

Una cappa a parete “flat”, Faber la aveva già creata con Talika e il sistema aspirante Nautilus ma con Twice, il design e le performance hanno fatto un’ulteriore passo avanti. Il  vetro con cui è stata realizzata è un elemento in più per renderla maggiormente simile a un “touch screen”.  Parlando di caratteristiche tecniche, la novità è  la tecnologia Aries, che prende il nome dalla forma del diffusore interno dei motori, che ricorda la testa di un ariete. Grazie alla potenza di due motori brushless, Aries aggiunge performance di oltre 700 m3 di capacità aspirante, abbattendo anche la rumorosità. Tutto questo permette alle cappe della serie Vertical  di raggiungere la classe energetica A+, livello che per questo elettrodomestico è sempre stata una chimera. Minimo ingombro, bassa rumorosità anche al massimo della potenza e impatto estetico molto limitato nell’ambiente cucina, perchè si integra perfettamente con qualsiasi arredamento, anche nella versione silver.

Magari non sarà facilissima da pulire ma non esiste nulla che possa levarci questa incombenza, quindi evitate solo di avere le mani unte quando dovete aprirla per aumentare la potenza.

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AEG 

“Quelli iper connessi”

Il piano cottura per quelle come me: quelle disorganizzate, che vogliono mangiare sano e in fretta e finisce che bruciano tutto. Ah ma gli schermi touch li sappiamo usare bene.

Partendo dal presupposto che stiamo parlando di piano a induzione.

Induzione perchè lo sbatti di pulire il gas non fa per me, mentre dare una passata sul piano a induzione ci metto cinque secondi e me la sono anche già messa via che basta un granello di sale per poterlo graffiare. Infatti io in cucina il sale non lo uso, tiè.

In  breve, il piano imposta da solo la temperatura perfetta e monitora costantemente il livello di cottura: basta selezionare sul display touch a colori integrato, il tipo di alimento da cucinare e di cottura desiderata. Il piano attiverà autonomamente il programma di Cottura Assistita più adatto e grazie alla tecnologia SenseCook Fry riconoscerà in maniera automatica la pentola, suggerendo il momento ideale per iniziare a cuocere, impostando la temperatura ottimale per ogni varietà di alimento, monitorando in maniera precisa e costante il livello e le fasi di cottura.

Disponibile in due modelli, di dimensioni da 60 o 80 cm, il piano MaxiSense in vetro nero bisellato è composto da 4 zone cottura ed è dotato di un’area che permette l’utilizzo di pentole di qualsiasi forma o misura. La speciale funzione PowerSlide attiva tre zone diverse con tre livelli di temperatura preimpostata, per facilitare ogni fase di preparazione e garantire un’esperienza da Chef professionale.

Niente più ansie di capire quale cosa cuocere per prima con il pericolo di andare oltre il tempo di cottura o peggio, bruciare tutto se ci sono ospiti che vi mandano in confusione.

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ELECTROLUX

“Quelli strani forte”

L’elettrodomestico per chi è ossessionato dai microbi oppure deve eliminare le tracce di un crimine. In breve, per psicopatici o lanciatori di coltelli.

La avete mai vista una lavacoltelli e tagliere ad incasso? Eh? No, vero?

Io sì e sono rimasta molto ammirata.

Electrolux ha pensato, giustamente, che la società di oggi sia piena zeppa di devianze mentali. Quanti articoli online avete trovato sui microbi che si accumulano sui taglieri di legno? O sui cucchiai di legno? Vi dicono anche di scegliere quelli in plastica che però lasciano tutti quei segni marroncini con l’andare del tempo. Per non parlare della paura di non riuscire a togliere lo sporco dalle lame dei coltelli in titanio che costano come una rata del mutuo.

A parte gli scherzi esistono molte persone con allergie serie che devono lavare sempre scrupolosamente gli attrezzi da cucina e questo elettrodomestico può aiutarli molto.Se nella vostra cucina ad isola avete dello spazio che vi avanza, io una lavacoltelli ad incasso la metterei e sono molto seria. E’ di quelle cose ASSOLUTAMENTE da mostrare agli amici quando vengono vedere casa nuova per la prima volta.

Per approfondire la questione vi invito a cliccare sul nome del brand di ogni elettrodomestico di cui vi ho parlato, sono in colore blu non per un mio vezzo ma perchè c’è il link diretto ai loro siti web.

Se volete invece guardare le storie in evidenza sul mio profilo  Instagram (@caricovariabile)  troverete anche molti altri modelli e prodotti, divisi diligentemente per casa produttrice.

Son brava o no?

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Per vedere i prezzi

Quello che non è stato detto sulla lavatrice Samsung QuickDrive

Le presentazioni dei nuovi prodotti, solitamente sono delle pippe assurde e molto noiose, piene di parole autocelebrative da parte dei manager, grandi sbadigli dei giornalisti, appunti presi in fretta e il relativo articolo  “copia-incolla” del comunicato stampa che l’agenzia manderà di lì a poche ore.

Giovedì 22 febbraio, al Samsung District non è stato così .

È stata presentata la nuova gamma di lavatrici QuickDrive e in attesa dell’inizio della conferenza stampa ho curiosato un pò in giro. E’ stato un piccolo evento dove l’apparecchio non è stato messo in funzione ma sono stati elencati tutti i passaggi che hanno portato Samsung alla sua realizzazione, sia dal punto di vista degli investimenti economici che di campagna pubblicitaria e i risultati di bucato che promette di farci ottenere. “Speed, Performance, Care” sono gli obiettivi che si sono posti di raggiungere con questa linea di prodotti.

Samsung è pienamente consapevole di esser arrivata per ultima in questo settore e non fa nulla per nasconderlo, anzi cerca di evidenziare come le sue caratteristiche di innovazione e alta tecnologia possano riflettersi in maniera positiva sui grandi elettrodomestici.

Son rimasta davvero stupita perché in nessun luogo si strizzava l’occhio al genere femminile, come spesso accade con le lavatrici e le asciugatrici, Samsung invece sembrava volersi rivolgere al genere maschile.

Vi spiego perché.

L’area del “Samsung District” dedicata alla zona lavaggio e asciugatura aveva note maschili nell’arredamento e nel visual merchandising. Il video di presentazione di QuickDrive si ispira molto a quelli del mondo dell’automotive, la grafica infatti mi ha ricordato lo spot dell’Alfa Romeo “Mito” di anni fa. Lo spot pubblicitario visto in anteprima con Filippo Magnini come protagonista è davvero inusuale se si pensa che stiamo parlando di lavatrici.

Ho ascoltato attentamente la sua presentazione e poi, quatta quatta mentre fioccavano le interviste ai top manager e a Filippo Magnini, testimonial dell’evento e della campagna pubblicitaria, mi sono avvicinata alla lavatrice da 10 chili per misurarla, toccarla e visionarla per bene, centimetro dopo centimetro.

Ecco tutte le info che ho raccolto.

  1. I coreani non fanno nulla per nasconderlo, questo modello si ispira ai grandi marchi tedeschi del lavaggio come Miele: struttura in metallo di qualità e pochi parti in plastica molto resistente. Il peso della macchina è significativo e quasi il doppio rispetto ai precedenti di Samsung. La profondità è maggiore del normale anche se è dichiarata attorno ai 60 centimetri, se calcoliamo la stondatura della parte frontale, l’ingombro di manopola e oblò, si arriva quasi ai 65-67 centimetri.
  2. Ha un posizionamento di prezzo compreso tra gli 800 e i 1600 euro, a seconda della diversa capacità di carico, dagli 8 fino ai 10 chili del top di gamma. La classe energetica è A-50%, ciò vuol dire che risparmia fino al 50% di energia rispetto alla classe A+++ . E’ una macchina progettata per poter ridurre le tempistiche di lavaggio mantenendo ottimi risultati. Mentre le altre lavatrici hanno programmi di lunga durata e solo uno o due cicli a breve tempistica e alti consumi, questo modello riduce le normali tempistiche di lavaggio di tutti i programmi, fino al 50%.
  3. Se si dovessero spiegare tutte le sue caratteristiche staremmo qui fino a domani ma vi riassumo quali sono le più importanti . QuickDrive, il doppio movimento che dà il nome alla lavatrice : il fondo del cestello è dotato di un movimento autonomo e contrario che consente di spostare il bucato anche in avanti e indietro e non solo di ruotarlo all’interno della vasca di lavaggio. Questo consente di bagnare e lavare più velocemente i capi. La geometria del cestello BubbleCARE che ha migliorato la versione Diamond aggiungendo fori disposti strategicamente in modo da velocizzare le fasi di centrifuga e creare un cuscino d’acqua in cui i capi vengano sbattuti meno possibile sulle pareti. L’apertura AddWash che consente di aggiungere capi o detergenti durante il lavaggio e l’app specialeQ-rator che consente di pianificare il lavaggio selezionando programma, temperatura e orario di fine ciclo ma non solo, propone anche programmi alternativi in base ai parametri inseriti per poter risparmiare ancora più energia. E’ anche possibile fare il bucato partendo dalla tipologia di tessuti inseriti in lavatrice, ad esempio se selezioniamo “sintetici” e “jeans” verrà escluso automaticamente il programma “lana”.
  4.  La asciugabiancheria della stessa linea uscirà sul mercato alla fine dell’estate per poi essere spinta con adeguata campagna pubblicitaria e promozionale in autunno.

Daniele Grassi, vice presidente Samsung Home Appliances ha inoltre confermato come Samsung, soprattutto per questa gamma di prodotti, punti sulla vendita offline perché si tratta di un prodotto “game changer” che alzerà l’asticella dell’innovazione nel mondo delle lavatrici, aumentando i benefici per il consumatore e costringendo anche i principali competitor ad adeguarsi. Proprio per questo è una gamma che necessita di spiegazioni dettagliate.  Ho inoltre avuto la conferma che Samsung, nella sua parte dedicata ai grandi elettrodomestici è molto amata dagli under 50 , specialmente il mondo dei frigoriferi è quello in cui l’85% dei consumatori si dichiara molto soddisfatto.

Molto attesa la presenza di Samsung ad Eurocucina 2018 con la serie built-in, dove il colosso coreano ancora sta muovendo i primi passi; fino ad ora i feedback dei mobilieri sono stati positivi al punto da aver chiuso importanti accordi con produttori di cucine del Veneto.

Per i più curiosi, sulla mia pagina Facebook , potete trovare i video dove esamino in religioso silenzio e concentrazione la lavatrice e lo spot pubblicitario ispirato all’automotive!

Backmarket, il mercato dell’usato tecnologico.

Al momento dell’acquisto di una lavatrice nuova, nel nostro punto vendita abbiamo attuato una prassi lavorativa specifica: facciamo firmare immediatamente al cliente il modulo RAEE (Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici) per lo smaltimento in discarica, qualora ci sia un vecchio modello da ritirare.

In Italia, ogni abitante produce in media 18,9 kg di RAEE per un totale di 1,2 milioni di tonnellate nello scorso anno (Global E-Waste Monitor 2017), di cui solo 275.691 tonnellate sono state raccolte, eliminate e riciclate in maniera professionale, secondo i dati del Centro di Coordinamento RAEE, che lavora sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente. Il tasso di produzione di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) aumenta in maniera costante. Molti clienti e rivenditori si chiedono se non ci sia effettivamente una obsolescenza programmata dei prodotti. Recentemente, tutti abbiamo potuto leggere  sui principali media il caso di Apple, accusata di aver volutamente rallentato il funzionamento dei vecchi modelli di IPhone per favorire l’acquisto di quelli nuovi.

E’ nata però nel 2014 la start-up Back Market, che prova ad aiutare l’ambiente e donare una seconda vita agli apparecchi elettronici: dagli smartphone, ai televisori, ai piccoli elettrodomestici. Si tratta del primo marketplace che permette al grande pubblico di acquistare migliaia di prodotti elettrici ed elettronici rimessi a nuovo da professionisti certificati.

Cercando di convincere i consumatori ad acquistare un apparecchio ricondizionato piuttosto che uno nuovo, si abbassano i volumi di RAEE e si aiuta l’ambiente, riducendo le emissioni di CO2 . Oltre ad essere una piattaforma di e-commerce, Back Market è anche un team di 60 persone, la cui filosofia è trasformare profondamente il comportamento dei consumatori e contemporaneamente lottare contro l’obsolescenza programmata. Back Market è attiva non soltanto in Francia ma ugualmente in altri quattro paesi europei: Germania, Italia, Spagna e Belgio. prodotti, che sono funzionali oltre che nuovi di zecca, rappresentano una vera alternativa. Sono tra il 30 ed il 70% meno cari rispetto agli apparecchi nuovi e spingono i consumatori a riflettere su un nuovo modo di consumo responsabile.

A pensarci bene, quanti di noi hanno acquistato smartphone o tablet da parenti o amici che sostituivano il loro apparecchio con il modello successivo?

I fondatori Thibaud Hug de Larauze, Quentin Le Brouster e Vianney Vaute sono convinti che i bisogni dei consumatori, in ambito di prodotti elettronici ed elettrici possano essere ugualmente soddisfatti grazie agli apparecchi ricondizionati. Sin dalla sua creazione, Back Market vanta 500.000 clienti in Europa i cui acquisti sono principalmente smartphones e tablets: cio’ si traduce in oltre 175 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici in meno.

In Italia sono presenti dal 2016 e il loro sito internet risulta pulito, professionale, divertente nelle fasi di attesa e rassicurante grazie ad anno di garanzia e supporto online. Addirittura un commento di un cliente del mese di gennaio 2018 definisce la loro assistenza “esistente” dato che “è la prima volta che mi capita che qualcuno si interessi al post-vendita”. Navigando tra le recensioni online ho trovato clienti per la maggior parte soddisfatti, anche se quando si parla di commenti via web bisognerebbe sempre prendere tutto con le pinze, chiedendoci : “ Sarà vero?”.  Il target di clientela sembra principalmente under 45 e molto rapido nelle decisioni d’acquisto.

Sarebbe interessante sapere se in futuro questa filosofia di prodotti ricondizionati potrà essere applicata al mondo dei grandi elettrodomestici a libero posizionamento e a incasso. Sicuramente più difficili da vendere, sicuramente più impegnativi dal punto di vista della gestione di riparazione e magazzino, certamente con una vita più duratura rispetto a quelli elettronici.

E voi, acquistereste una lavatrice, una asciugatrice o un’aspirapolvere ricondizionato e con garanzia?

Photo credit: solotablet.it

Il volantino del climatizzatore

Sta arrivando il caldo finalmente e inizia la caccia al condizionatore.

L’altro giorno, in negozio da mio padre ho trovato un giornalino strano, che ha attirato subito la mia attenzione. Ho pensato fosse un catalogo di qualche nuova casa produttrice oppure un volantino di Trony, dato che i colori principali erano blu, bianco e rosso.

Invece no.

E’ un volantino particolare, studiato dai distributori del gruppo d’acquisto NordEst per i negozi di superficie medio piccola con l’intenzione di parlare al cliente in una maniera diversa e coraggiosa. Essendo un gruppo d’acquisto del Nord Italia, NordEst ha deciso di prepararsi per tempo all’arrivo del caldo perché in queste zone esistono tante famiglie che ancora non lo hanno installato e che si trovano a volerlo acquistare solo quando il caldo diventa insopportabile.

Le cose che mi hanno stupita sono cinque:

  1.  In prima battuta si cerca prima di tutto di informare il cliente e spronarlo a provvedere al condizionatore per tempo, in modo da evitare quanto successo a molte persone due anni fa:  dover peregrinare da un punto vendita ad un altro, alla ricerca di qualsiasi prodotto possa dare un pò di refrigerio perché le scorte delle grandi aziende sono finite.
  2.  Nella seconda pagina, dove solitamente si trovano già i prodotti abbiamo invece un elenco di domande e risposte che cercano di sfatare tutti i falsi miti sui climatizzatori: dal consumo energetico, al prezzo, alla stagionalità d’uso, all’inquinamento ambientale. E’ un vantaggio per il negoziante, che evita così di dover rispondere sempre le stesse cose mentre il cliente riesce ad informarsi in autonomia senza dover per forza sentirsi in dovere di acquistare nell’immediato.
  3. Solo a questo punto troviamo i prodotti: ventilatori innovativi e condizionatori sia fissi che portatili. Le case produttrici sono state posizionate in ordine alfabetico, alcune hanno due pagine dedicate, altre solo una e tutti i prodotti sono di nuova generazione, due o massimo tre modelli per categoria. Foto, caratteristiche e modelli sono posizionati nelle pagine come beni di lusso: ricordano un pò i consigli per gli acquisti delle riviste di moda dove vestiti, borse, scarpe e accessori vengono valorizzati con belle immagini e descrizioni semplici e immediate. Non troviamo infatti etichette energetiche o dati complessi come nei cataloghi veri e propri. In ultima pagina troviamo i deumidificatori, soluzione che viene sempre molto richiesta durante il periodo estivo, principalmente per case in montagna e di campagna.
  4.  In ultima pagina c’è una parte dedicata all’elenco dei servizi che i rivenditori del gruppo possono offrire. E’ breve e generica ma riesce perfettamente a dare un’idea di quello che serve per installare un condizionatore, consigliando al cliente di passare in negozio e chiedere consiglio anche per le possibili detrazioni fiscali e finanziamenti. E’ un’arma a doppio taglio ma essendo fatta per i negozi a superficie medio piccola, va incontro alle loro esigenze. Ad esempio dalle mie parti, specialmente nelle valli i negozianti sono anche certificati come riparatori e idraulici quindi possono sia vendere il prodotto che installarlo. I piccoli punti vendita come mio padre invece non possono installare i condizionatori ma si appoggiano ad idraulici certificati per un pacchetto completo.
  5. Veniamo ora però alla caratteristica principale di questo volantino e che mi ha stupito molto. Non ci sono prezzi. Di nessun tipo. Questo è un atto coraggioso perché molte persone vengono attirate da vari sottocosto, prezzi colorati, barrati, percentuali di sconto, caratteri cubitali e chi più ne ha più ne metta. In questo volantino invece non c’è nessuna indicazione di prezzo ed è un segnale forte per due motivi.  Prima di tutto perché offre al consumatore qualcosa che altri non danno: la conoscenza del prodotto; in seconda battuta è un segnale forte anche per il negoziante, che può così avere un volantino informativo che duri tutta la stagione estiva e senza l’ansia del confronto con i concorrenti.

Il punto debole secondo me è che c’è poco spazio per la personalizzazione al termine del volantino e in copertina fanno un pò a pugni la scritta ” catalogo 2017″ e ” la guida per scegliere il climatizzatore” . Questo potrebbe trarre in inganno il clientela così come ha ingannato me perché non è chiaro se si stratta di un catalogo di una marca particolare o di un volantino Trony ( per via dei colori) anche se forse, in effetti non saprei nemmeno io come chiamarlo.   Qualcuno potrebbe obiettare che il cliente dopo essersi informato con questo volantino se ne va ad acquistare dove il prezzo è più basso. Io rispondo che è  un rischio che si corre sempre, anche e soprattutto se si aderisce ad un giornalino zeppo di prezzi e sottocosto.

Bravi davvero NordEst perché andare controcorrente è sempre una scommessa ma questo è solo l’inizio:  sono sicura verrete copiati da molti altri gruppi d’acquisto.

Voi cercate di fare ancora meglio!

Multi-groomer WAHL

L’altra sera parlando con amici ho chiesto chi utilizzasse il regolabarba o rasoio elettrico. La risposta mi ha stupito. Solamente uno lo utilizza per tenerla regolata, gli altri due utilizzano quotidianamente il rasoio manuale, l’ultimo ha pochissima ricrescita e la fa una volta ogni morte di Papa. In un gruppo di trentenni mi sarei aspettata una risposta diversa e invece no.

Oggi va molto di moda la barba, meglio se lunga, quindi il piccolo elettrodomestico più venduto in questo settore è senza dubbio il regolabarba. Se si parla di marche, i leader del settore sappiamo tutti quali sono ma c’è una casa produttrice in particolare che è garanzia di una qualità talmente alta e professionale che spesso non si sa nemmeno che la si può trovare nei negozi.

Si tratta di Wahl. Nel 1919 Leo J. Wahl presentò la richiesta di brevetto per il suo tagliacapelli elettromagnetico e la produzione iniziò presso la Wahl Manufacturing Company.  Si trattava del primo pratico tagliacapelli con il motore incorporato, anziché connesso tramite un braccio flessibile. Prima della fine del 1920 la fabbrica aveva prodotto e venduto migliaia di tosatrici ai barbieri di tutti gli Stati Uniti.

E’ un marchio che ha una fama indiscussa ma chiaramente non è un prodotto che posso testare io personalmente. Mi sono quindi affidata alla valutazione di mio marito, che di barba e capelli ne ha tantissimi e del nostro amico barbiere.

Il modello che andrò a mostrarvi è il 9864, nella foto qui sotto. Questo è un prodotto completo che consente di essere utilizzato come rasoio, regolabarba, tagliacapelli e taglia peli del naso.

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PUNTI FORTI

  1. Poca rumorosità e vibrazioni non fastidiose. Ci sono rasoi che fanno un baccano infernale e per molti può sembrare un pregio, una specie di sinonimo di potenza ma non è così. La struttura del rasoio potrebbe non essere di alta qualità e il motore non durare a lungo.
  2. Struttura metallo. La prima cosa che colpisce di questo rasoio è il suo peso. E’ vero sarà anche la batteria ma la struttura in metallo si sente eccome! Ovviamente si tratta di un pregio perchè difficilmente si usano rasoi del genere per tanto tempo di fila e quindi il peso non è un problema. Al contrario significa durevolezza e più resistenza ad urti e alle continue vibrazioni delle lame.
  3. Ricarica veloce e duratura. Partiamo dal presupposto che le cose quando ci servono non sono mai cariche. Questo modello ha fino a 4 ore di autonomia ad uso continuo se viene ricaricato due ore e la speciale funzione di ricarica veloce di 1 minuto per evitare di restare con la barba rifinita a metà. Questa è un vantaggio mica da poco!
  4. Lame professionali. Mio marito per testarne la qualità ha provato la testina tagliacapelli sul suo braccio, dove i peli sono tanti, lunghi e fini, in una zona sensibile. Risultato? Zona perfettamente rasata e senza arrossamenti al primo passaggio. Le lame tagliano quindi in maniera perfetta senza toccare la pelle.
  5. Naso e orecchie. Accessorio molto sottovalutato, anche dalla sottoscritta che ha subito sentenziato: “ma perchè pure questo, ma serve davvero?!”. In realtà questo semplice accessorio in più ci consente di evitare l’acquisto dell’apposito tagliapeli del naso elettrico che occuperebbe spazio nei nostri già piccoli bagni. L’utilizzo effettivo magari sarà minimo ma conviene.

 

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PUNTI DEBOLI

  1. Senza filo. Il mio amico barbiere ha sentenziato: “Che bell’oggetto! Sì però cordless…” Ecco, quello che per noi nella quotidianità risulta comodo, per i professionisti risulta scomodo. Essendo un regolabarba e un rifinitore è difficile che vi sia un utilizzo quotidiano e nonostante le batterie al litio siano ultra performanti, la durata della “vita” di un regolabarba a filo è superiore.
  2. Distanziatori e precisione di regolazione. Sarebbe importante avere la possibilità di seguire le esigenze di lunghezza di barba, corpo e capelli, senza dover sostituire tutte le volte i distanziatori, semplicemente spostando un cursore sull’impugnatura. Eviterebbe ai più sbadati di perdere il distanziatore preferito oppure di non utilizzare mai alcuni di loro.
  3. Indicatore di batteria.  Sarebbe cosa buona e giusta su un prodotto così ben fatto poter riuscire a sapere il grado di carica della batteri , un pò come avviene sui nostri cellulari invece c’è semplicemente un cambio di colore della luce. L’indicatore LED semplice quindi secondo me non è sufficiente e soprattutto nel mondo dei piccoli elettrodomestici senza filo è importante saper quando ricaricare un prodotto.
  4. Manutenzione.  Non c’è niente da fare: quando ci si abitua bene, poi si fa fatica a tornare indietro. E’ vero le lame sono di un materiale eccezionale, autoaffilanti e delicate sulla pelle ma non sono lavabili sotto l’acqua corrente. Nè tantomeno possono essere utilizzate sotto la doccia. Ecco che quindi la manutenzione delle lame con pennellino e lubrificante si fa importante per la durata nel tempo di questo eccezionale aiutante domestico.

 

Conclusioni?

Questo tipo di prodotto secondo me è perfetto per chi non è alle prime armi con barba, baffi e capelli. Eccezionale per la sua precisione consente di mantenere barba, baffi, pizzetto e basette sempre in estremo ordine e con poca fatica. E’ adatto per chi ha costanza e riesce a curare le lame nel tempo,  per gli sportivi che devono rasare spesso anche altri parti del corpo, senza voler ricorrere sempre alla ceretta.

Tenete sempre presente che mentre acquistate un rasoio, un tagliacapelli, un regolabarba dovete pensare a quanto e come lo usate ma anche alla vostra tipologia di barba e capelli. Spesso infatti siamo scontenti dei nostri elettrodomestici perchè prima di acquistarli non pensiamo a come li usiamo.

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Sulla mia pagina Facebook e profilo Instagram potrete vedere i video che ho fatto per farvi sentire il rumore e vedere gli effetti e la delicatezza della rasatura.

A questo link inoltre potete vedere il video di presentazione Wahl del regolabarba 9864  .

Per maggiori informazioni su questa azienda invece ecco il sito ufficiale http://wahlglobal.com

 

 

 

L’elettrodomestico che risolve il problema rifiuti.

Io ci ho provato ad avere in giardino il bidone per il compostaggio dei rifiuti organici e mi son trovata il cane che dava la caccia ai topi. Lo ho levato subito. 

La raccolta differenziata è semplice ma la parte del rifiuto umido, specialmente in estate è una scocciatura e ricettacolo di odori non proprio gradevoli. Se si hanno per caso imprevisti e non si segue il calendario della raccolta, ancora peggio.
 

Ma forse c’è una soluzione. E lo ho trovato nelle recensioni dell’edizione 2017 del CES, salone di importanza mondiale dedicato all’innovazione tecnologica, tenutosi a Las Vegas i primi giorni di gennaio.

Per farvi una idea dell’ampiezza del termine “innovazione tecnologica”, al salone sono state presentate automobili sempre più sicure grazie ad avanzati sistemi di controllo della guida; letti intelligenti, che con uno speciale algoritmo riescono ogni notte a modificare angolazione per favorire il buon sonno ; smart jewels, come l’anello che monitora la nostra salute registrando gruppo sanguigno, ore dormite e il battito cardiaco, ecc.. .

Ma la rivelazione green, come dicevo prima è stata nel campo degli elettrodomestici.

Whirlpool, attraverso il suo incubatore di innovazione WLabs ha creato Zera™ , il primo sistema di riciclo domestico, in grado di convertire entro 24 ore i rifiuti alimentari di una settimana, in fertilizzante fatto in casa e subito pronto all’uso.

Una vera rivoluzione che ha ottenuto il“Best of innovation Award” per la categoria Eco-Design e Sustainble ed il premio “Innovation Award” nelle categorie Tech for a Better World e Home Appliances.

Disegnato per integrarsi al meglio nella cucina, il sistema di riciclo alimentare Zera™ è nato proprio per ridurre gli sprechi e favorire la raccolta differenziata: progettato in base ai consumi di una famiglia media americana, lo si può controllare anche da remoto con l’app dedicata di Whirlpool.

E sperando arrivi presto in Italia, calcolando che i rifiuti di una famiglia media americana molto probabilmente sono superiori ai miei.

 Ecco il link al mini sito dedicato: https://www.zera.com/

Il forno a vapore

La tipologia di forno di cui parliamo in questo post non ha niente a che fare con la cucina d’ospedale o piatti insipidi e incolori.

Negli ultimi anni c’è stata una progressiva sparizione dei forni con solo funzione microonde o combinati con forni “normali”, quindi statico/ventilato/grill. I mobilieri che ne hanno ancora a magazzino molto spesso li regalano pur di liberarsene.

Calato dal nord a velocità supersonica è arrivato anche in Italia, il forno a vapore.

È aumentata la nostra attenzione nei confronti del cibo e della sua ricerca e preparazione:  di conseguenza si vuole mantenerne le proprietà per renderlo il più gustoso e salutare possibile.

C’è al momento grande confusione su questo tipo di elettrodomestico e anche in internet girano descrizioni di prodotto poco chiare . Il rischio è di acquistare un prodotto sbagliato, se non si viene consigliati adeguatamente.

Esistono due tipologie:  aggiunta di vapore e combinato col vapore.

Il forno con aggiunta di vapore è un forno classico con funzione statico/ventilato/grill , dotato di un piccolo serbatoio o cannuccia estraibile che ci consente di inserire un getto di vapore nel vano cottura. 

Fa la funzione della vecchia bacinella di acqua che si metteva in forno quando si cuoceva a lungo la carne o impasti lievitati. Rende il cibo più morbido e nel caso dei lievitati, digeribile.

Ci sono diversi modelli in commercio che possono prevedere programmi pre-impostati dove il vapore viene immesso automaticamente a intervalli regolari oppure manualmente con un comando apposito.

È indicato per chi cucina spesso carne, specialmente a cottura lenta, selvaggina e pizza pane e focacce dolci o salate.

Il forno combinato con vapore è invece quello che la maggior parte delle persone ha in mente quando entra in un negozio chiedendo informazioni.

Si possono cucinare verdure e pesce al vapore ma anche pizza, lasagne e tutte le ricette che abbiamo sempre fatto con il nostro solito forno.

Il punto è che il forno a vapore non si ferma a verdure e pesce ma ha una infinita’ di plus che lo rendono il prodotto ideale per chi adora cucinare.

Si presenta come un forno normale ma con un serbatoio capiente da cui verrà prelevata, scaldata e immessa l’acqua nel vano cottura. In alcuni prodotti è possibile scegliere, oltre alla temperatura anche la percentuale di umidità per la cottura,ad esempio cuocere al 25%, 50% o 100% di umidità .

Il bello di questa tipologia di forno è che si può decidere di preparare l’impasto della pizza alle sette di sera e cenare alle otto. Il processo di lievitazione a umidità e temperatura costante permette una accelerazione significativa nella preparazione di tutti i lievitati.

Si possono cuocere riso ma soprattutto pasta fresca e gnocchi senza timore di scuocerli . Cuocere  gli gnocchi di patate nel forno a vapore è qualcosa di veramente innovativo, così come assaggiare gli spiedini di carne con pollo e verdure. Il pollo è difficile da cuocere se lo si vuole morbido al punto giusto e che non sappia di suola di scarpe ma utilizzando il vapore resta morbido e saporito.

Il vero vantaggio per le donne pratiche però è la pulizia. La pulizia del forno, l’incubo casalingo di ogni famiglia!

Questo è un problema che il forno con funzione pirolitica non riesce a risolvere completamente perché spesso tiene in ostaggio il nostro elettrodomestico per una notte intera, con alti consumi di elettricità.

Cento gradi di umidità e mezz’ora di tempo possono bastare invece per sciogliere schizzi di grasso su vetro e pareti. Un sogno.  

Portate pazienza se all’inizio sbaglierete qualcosa, spesso quando lo si usa le prime volte ci si trova a cuocere nel forno a vapore delle verdure, buttando uno sguardo ogni tanto per controllare ma mai vi sembreranno cotte. Siamo infatti abituati allo scolorirsi del cibo con il processo di bollitura e lessatura ma con il vapore, i colori rimangono.

Non vi resterà altro che seguire il consiglio dei grandi chef, urlato nelle cucine di tutti i programmi tv del momento: assaggiate, assaggiate, assaggiate sempre !
Foto Pinterest dal libro di cucina vintage “the fireside cookbook”.