Estrattore o centrifuga?

Questa settimana mi sono imbattuta per la prima volta in un bar che nel menu appeso alla parete faceva distinzione tra estratto e centrifuga.

Incredibile.

Fino ad allora ho sempre trovato l’uno o l’altro e la cosa che mi stupisce di più è che si fa davvero fatica a riconoscerli, secondo me.

Quello che invece volevo rendere più chiaro è la differenza tra i due piccoli elettrodomestici che ci aiutano a prepararli: la centrifuga e l’estrattore.

LA CENTRIFUGA

Il primo ricordo risale a quando ero piccola.
I miei genitori sono da sempre delle persone un pò esagerate, specialmente mio padre. Sono fissati con la stagionalità di frutta e verdura, e fin qui tutto bene ma a casa mia si mangiavano certe cose fino ad averne la nausea, cose del tipo: radicchio a colazione. Le mezze misure in casa esistono poco. Ad ogni modo, la centrifuga me la ricordo perchè veniva usata a settembre e ci si faceva il succo con l’uva della campagna dei miei nonni: uva bianca e uva rossa. Era marrone, marca Moulinex se non sbaglio, faceva un casino infernale e aveva un serbatoio minuscolo che costringeva a tagliare la frutta sbucciata e a pezzi molto piccoli. Infatti mio padre per evitarsi questa rottura la usava con l’uva, che già è un tipo di frutto piccolo di suo e la buccia morbida: genio. Che i semini spaccassero le lame poco importava, tanto la usavamo una volta all’anno.

Oggi chiaramente questo tipo di elettrodomestico è molto migliorato e anche i tubi di immissione della frutta sono diventati più ampi, addirittura ho visto un modello dove ci può passare una mela intera e il motore è potente da sminuzzare la buccia quasi a non sentirla sotto i denti. Non ditemi di no, siamo onesti che anche con i prodotti migliori io ho sempre sentito qualche buccetta sotto ai denti. Se invece togliete anche la buccia prima di fare la centrifuga, siete un caso perso perchè sicuramente stirate anche le mutande, proprio come mia madre.
I serbatoi sono più capienti e la buccia viene il più possibile separata dal succo, facilitando così l’ingrato compito di pulire tutto l’elettrodomestico. Le retine di metallo che servono per trattenere le bucce sono a maglie più sottili e facili da smontare ma il concetto non cambia: le centrifughe hanno le lame. Sono in sostanza dei piccoli frullatori con retina e separatore di bucce. La prova? Centrifugate frutta fredda di frigorifero e appena bevete il succo lui sarà tiepidino, non freddo. Le lame scaldano. Ricapitolando: la centrifuga ha le lame come un frullatore, crea il succo di frutta tritandola, il residuo di polpa è umido.

L’ESTRATTORE

Ma veniamo all’estrattore o per meglio dire estrattore a freddo. Sì perchè la principale differenza è che lui la frutta non la trita e sminuzza con le lame, scaldandola: lui la pressa.

E’ infatti una specie di spremiagrumi capovolto a testa in giù che “rispetta” la frutta e riesce ad estrarne anche il succo più nascosto grazie alla sua componente speciale: la coclea. Non ha bisogno di grandi imboccature perché la frutta con questo elettrodomestico la dovremo tagliare per forza a pezzetti.

La parte più ingombrante risulta il motore mentre la parte di spremitura è più piccola perché il nostro succo viene spremuto direttamente all’esterno, così come il residuo secco. Di pulizia ancora più facile rispetto ad una centrifuga perché è molto silenzioso, l’estrattore riesce a estrarre succo anche verdura in foglia, come gli spinaci senza battere ciglio. Il movimento a vite riesce a spremere talmente bene i liquidi che il suo residuo risulta asciutto.

Se per la centrifuga si parla di Watt di potenza, la bontà di un estrattore si valuta principalmente dalle RPM, rotazioni per minuto.

Alcune ricerche effettuate hanno dimostrato che tutti gli estrattori al di sotto degli 80 giri al minuto hanno la caratteristica importante di non scaldare il succo estratto e quindi di mantenere inalterate le principali proprietà benefiche dei succhi di frutta e verdura. La spremitura a bassa velocità tipica degli estrattori non dovrebbe produrre calore, in questo modo i principi nutritivi presenti nei vegetali crudi si mantengono inalterati.

Proprio per questo motivo è importante bere il succo ma senza gettare via il residuo secco perché quelle sono tutte fibre importantissime. Si possono infatti utilizzare in mille ricette come dolci o aggiunte a colazione.

Da parte mia vi suggerisco, oltre a controllare i giri al minuto, di cercare un modello con una coclea in metallo e non in plastica perchè ha una durata maggiore nel tempo.

A questo punto mi è venuta una idea malsana: potrei fare uno scherzo alla prossima persona che viene a casa mia.

Riuscireste a capire la differenza tra un succo fatto con una centrifuga o con un’estrattore? La sfida è aperta.

Se ve ne offro una state attenti alla risposta! 🤣

“Noi siamo freezer delle stelle..”

Ed ecco oggi la seconda parte dello speciale dedicato ai segni zodiacali e al loro rapporto con gli elettrodomestici.

VERGINE

Spesso viene definito il segno pignolo per eccellenza ma è vero fino a un certo punto. Vuole solo che le cose siano fatte secondo le regole (sue) e ha sempre molto chiaro il risultato che vuole ottenere. Difficilmente in fase di acquisto si farà allettare da prezzi stracciati o da commessi martellanti, andando dritta per la sua strada. Consapevole e pratica non ama gli acquisti d’impulso ma vuole ragionarci sopra. Le piace utilizzare spesso gli elettrodomestici una volta installati e diventa il miglior cliente passaparola quando le cose vanno bene. Se deve chiamare il tecnico o l’assistenza esige una risposta e una soluzione veloce altrimenti diventa martellante come un vero stalker.

ELETTRODOMESTICO TOTEM: Bilancia elettronica. Pensavate non è vero che banalizzassi mettendo questo elettrodomestico al segno successivo.. e invece no! La vostra precisione non significa fare le cose alla maniera maniacale del personaggio Furio di Carlo Verdone ma a modo vostro, proprio come fa una bilancia elettronica. Chi si rapporta con voi ha un po’ questa sensazione: volete pesarvi e ci mettete un pò a trovare la zona dove schiacciare per accenderla, poi quando è pronta ritardate un secondo e dovete ricominciare tutto da capo, poi finiscono le pile, poi il peso non è mai quello che vorreste e allora: “non va, non funziona” per accorgersi alla fine che era regolata sulle libbre.

BILANCIA

Molto poco convenzionali, non vi interessa l’apparenza ma la sostanza. Cogliete ogni più piccola sfumatura della persona che avete di fronte e raramente avete peli sulla lingua nell’esprimere la vostra opinione. Desiderosi di contatto solo quando lo volete voi, siete sempre in dubbio se comprare un elettrodomestico ordinandolo online o buttarvi al centro commerciale il sabato pomeriggio. Al momento di acquistare agite d’impulso oppure ci mettete talmente tanto tempo da dimenticarvi cosa stavate cercando. Ad ogni modo quando si tratta di concludere avete sempre più opzioni sottomano, a volte la vostra lentezza nella scelta fa pensare a pigrizia e indecisione cronica ma state semplicemente riflettendo su cosa è meglio per voi. Prima di chiamare il tecnico passano mesi e anni e vi trovate a pagare il triplo perchè avete perso ogni tipo di garanzia. Se per sua sfortuna però dovesse fare male il lavoro, apriti cielo! Non direte nulla al momento ma con un solo sguardo sarete in grado di incenerirli e sparirete per sempre come cliente.

ELETTRODOMESTICO TOTEM: Cappa aspirante. Tutti pensano di poterne fare a meno ma in realtà è un elettrodomestico fondamentale. Un pò come voi, assorbe anche le sfumature più sottili e le risolve trasformandole in aria pulita, evitando anche la condensa dovuta al piano a induzione. Può essere nascosta o avere un design appariscente ma vi aiuterà sempre se la accendete prima di cucinare e la spegnete circa un quarto d’ora dopo. Non ha bisogno di molte cure ma se rispetterete queste poche regole non ve ne pentirete: rispettate la giusta distanza dal piano cucina, non decoratela o attaccateci calamite sopra per evitare rumori, cambiate i filtri carbone e lavate quelli anti-grasso in lavastoviglie.

SCORPIONE

Profondi e dalla memoria di ferro, siete molto consapevoli di voi stessi e analizzate chi avete davanti nei più piccoli particolari. Potete sembrare riservati e freddi a volte ma solo perché tendete ad avere una grande protezione per la vostra famiglia a cui vi dedicate con molta passione. Gli elettrodomestici che scegliete saranno molto potenti e resistenti, della bellezza estetica vi interessa fino a un certo punto. Tenaci e testardi quando vi dedicate a qualsiasi cosa andate fino in fondo, senza mollare la presa: volete proprio quel modello preciso? Lo cercherete fino allo sfinimento ma con grandissima cortesia nei confronti dei commessi. Le assistenze tecniche sanno che possono contare su di voi perché non maltratterete mai gli elettrodomestici e se verranno interpellati avranno davvero qualcosa da riparare. Mentre saranno all’opera potranno contare su ascolto attento e un caffè caldo.

ELETTRODOMESTICO TOTEM: Estrattore di succo. Proprio come questo elettrodomestico siete in grado di sviscerare il meglio e il peggio di ogni tipo di persona e situazione. C’è però da dire che non è il succo la parte che fa bene davvero alla nostra salute ma lo scarto delle fibre. Di facile pulizia rispetto alla centrifuga è solo un po’ più ingombrante sul piano cucina. Andate fino in fondo esattamente come la coclea dell’estrattore ma senza fretta: infatti il vostro pregio migliore è la lentezza e fermezza di esecuzione, proprio come i giri dell’estrattore: più sono lenti e più valido è il modello.

SAGITTARIO

Solari e intraprendenti partite sempre di slancio nelle nuove avventure. Volete sempre il meglio per voi e per chi vi circonda quindi al momento dell’acquisto di un elettrodomestico scegliete il modello migliore del momento. Studiate prima su siti internet che conoscono in pochi, perché vi piace avere prodotti da sfoggiare in famiglia e durante le cene tra amici, ammaliati dal design e dalle novità hi-tech. Può capitare che incappiate nella fregatura, presi dal troppo entusiasmo e dall’affare che il commesso vi presenta in negozio ma vi rifarete poi tartassando i centri assistenza.

ELETTRODOMESTICO TOTEM: Lavastoviglie.Vi piace troppo stare in compagnia e la lavastoviglie è fondamentale perché vi alleggerisce il lavoro casalingo e permette di stare con gli ospiti. Siete una presenza fondamentale nella vostra cerchia di amici, così come in una cucina lo è la lavastoviglie. È dimostrato ormai che lavare i piatti a mano inquina e fa consumare più energia di una lavaggio con questo elettrodomestico. Da incasso o libero posizionamento, con terzo ripiano o cesto posate, si può utilizzare intuitivamente anche senza istruzioni ma necessita di manutenzione, così come voi siete sempre disponibili con gli altri ma si deve star attenti a non urtare la vostra permalosità. Pulire il filtro, immettere sale e brillantante consente di avere risultati perfetti, se manca uno di questi tre elementi il lavaggio sarà sempre incompleto.Se con voi non ci si mette impegno, sarete amici a metà e non si potrà tornare indietro.

CAPRICORNO

Vi piace essere informati e leggere schede tecniche, visionare venti siti diversi, tremila volantini di offerte e il negozio dell’amico dell’amico. Finite solitamente poi per decidere di pancia o chiedere a un esperto per non impazzire. Vi sale il panico quando qualcosa non funziona e scatta la ricerca delle istruzioni, di solito catalogate e tenete ordinate tutte in un solo posto della casa, con le schede plasticate in ordine alfabetico. Adorate la tecnologia ma non vi fidate mai completamente quindi qualche comando manuale da poter gestire a seconda delle vostre esigenze, lo pretendete.
Il numero del tecnico è tra i preferiti in rubrica, se qualcosa non va siete in grado di attivare anche FaceTime o la videochiamata Whatsapp.


ELETTRODOMESTICO TOTEM: Lavatrice carica frontale. Per una lavatrice non ci sono grandi discorsi da fare ma sicuramente siete un po’ come questo elettrodomestico: granitici e lenti a partire, prendete sempre tutte le precauzioni possibili eppure un mare di idee e di sentimenti vi si agitano dentro, come al momento della centrifuga. Qui però si parla di un modello con il display touch ultramoderno abbinato a pulsanti da schiacciare. È bella la modernità ma se poi si rompe e posso guardare un tutorial e fare da me, ancora meglio, salvo poi rompere tutto per eccesso di zelo e tornare a chiamare il tecnico.

ACQUARIO

Diretti, poco inclini alle smancerie, campioni di incastri nella vita quotidiana, vi adattate voi all’elettrodomestico se ve lo trovate già in casa ma se dovete acquistarne uno nuovo potete trasformarvi nell’incubo peggiore del negoziante perchè siete indecisi ma uno sconto o un regalo lo pretendete. Siete l’idolo dei centri assistenza: se un prodotto si rompe lo fate aggiustare settecento volte, con pezzi di colori diversi e, anche se è in classe energetica Z , il vostro elettrodomestico DEVE tornare a casa e funzionare. Nonostante gli sconti, vi sfugge sempre qualcosa e la fregatura è sempre dietro l’angolo.


ELETTRODOMESTICO TOTEM: Aspirapolvere. Siete un elettrodomestico indispensabile e con una funzione primaria ma che può avere molte forme, colori e potenze di aspirazione. Voi siete nello specifico il modello a traino visto che tradizione nella vostra testa la fa da padrona, la tecnologia sarà quella con il sacco perchè dura di più. Magari proprio quel modello costoso e pagato poco, regalato o acquistato scontato ma non perchè siete tirchi, solo per il gusto della contrattazione. In caso di rottura alcune parti della scocca potrebbero essere di un altro colore che quello originale era terminato e il tubo flessibile ricoperto di scotch adesivo marrone perchè l’ha mangiato il cane.

PESCI


Sensibili, lunatici, amanti del bello, quando vedete qualcosa che vi piace vi resta in testa per un sacco di tempo. Amate starvene a casa o in ambienti confortevoli, arredati con il vostro personalissimo stile, circondati dagli amici di sempre. Nella scelta di un elettrodomestico raccogliete informazioni in silenzio, ascoltando pareri diversi e cercando sempre il giusto compromesso o l’offerta pazzesca di un prodotto che sia bello esteticamente ma che vi faccia risparmiare. Siete i classici buoni da cui bisogna temere l’ira, non accettate di buon grado le critiche e se vi fanno un torto potreste ribollire dal nervoso fino a traboccare e per chi vi ha di fronte è uno spettacolo infernale. Il tecnico dell’assistenza cerca solitamente la fuga dalla finestra per l’aura di nervoso che vi sale quando le cose non funzionano come dovrebbero.

ELETTRODOMESTICO TOTEM: Bollitore elettrico. Siete proprio come quel modello tra il vintage e il tecnologico, sempre presente e disponibile a tutti gli usi: dal preparare il latte artificiale, alla boule dell’acqua calda, all’aggiunta di acqua alla pentola della pasta, alle classiche tisane. Spesso all’apparenza dolce e carino ma pronto a fischiare al momento della bollitura se non gli si dedica la giusta attenzione. Diligentemente pulito dall’anticalcare una volta al mese perchè deve essere sempre al pieno della forma e della bellezza, l’autspegnimento sarà incorporato MA con la funzione di mantenimento in caldo, perchè raramente dimenticate le offese e le tenete pronte, da usare all’occorrenza.

Nella foto di copertina, la differenza tra un pesce fresco abbattuto e poi congelato e uno messo subito nel freezer.

Per saperne di più, vi rimando all’articolo sulla mia visita da Irinox alla scoperta degli abbattitori, cliccando a questo link.

Rock’ n’ Roll Robot

So che la tradizione è quella di farlo l’8 di Dicembre ma sotto un certo pressing famigliare l’altro ieri ho comprato l’albero di Natale. Quello vero, quello in vaso, quello che quando il fioraio lo ha portato in casa, Giulio è impazzito di gioia urlando: “TANNENBAUM!”

Ebbene io credevo fossero solo i gatti a sabotare gli addobbi natalizi e invece il mio cane voleva assaggiare le palle luminose, le campanelle e pure gli angioletti di legno, infilandoci il muso dentro. Ad ogni tentativo, aghi e peli dappertutto. Ora, l’albero lo sto curando bene e non è in una stanza troppo calda, anzi è nella più fresca della casa, lontano dal riscaldamento e idratato per bene ma PERDE GLI AGHI, CHIARAMENTE.

Così come i miei cani perdono i peli e mio figlio sparge briciole. Ho resistito fino ad ora ma questo Natale mi arrenderò al robot aspirapolvere.

Sicuramente dovrà essere adatto ai pavimenti duri perchè tutto il pavimento è in cementine di graniglia, non è così necessario il sensore anti-caduta perchè la casa è interamente su un piano. Fondamentale per me saranno il filtro per i peli degli animali domestici, il timer e magari anche l’app diretta su telefono perchè in questo modo potrò avviarlo quando voglio, considerando la mia sbadataggine mi ricorderei che è il caso di farlo funzionare solo una volta uscita di casa.

Ricordatevi però sempre che il robot  non può sostituire totalmente l’aspirapolvere tradizionale perchè l’occhio umano e soprattutto femminile, vede cose che nessun robot potrà mai vedere. A volte anche immaginarie, del tipo : ” ecco un’altro coso di polvere, ah no era un’ombra.”.

Per i consigli su come utilizzarli e mantenerli al meglio ci sarà un altro articolo prossimamente.

Qui di seguito i tre robot aspirapolvere  che hanno soddisfatto i miei clienti e tra cui ci sarà anche quello che acquisterò io, provate a indovinare quale!

Ariete

La sua principale caratteristica è il diametro ridotto, (30 centimetri) che gli consente di viaggiare agilmente per casa e, quando in base ricarica, di occupare meno spazio possibile.  Sensori anti caduta, timer di partenza ritardata, telecomando e due livelli di filtrazione, primario e HEPA .

I-Robot

Adatto a pavimenti duri, in grado di pulire anche i tappeti, pulizia energica in grado di rimuovere i peli degli animali domestici, sensore di sporco, spazzole centrali basculanti e spazzola laterale per angoli. La tecnologia iAdapt fa in modo che i sensori intelligenti adattino il percorso del robot all’interno della casa evitando anche le cadute e l’app  i-Robot Home  consente di programmare le pulizie ovunque con un tocco. Acquistabili a parte i Virtual Wall tra cui è degna di nota la funzione Halo che evita che il robot, durante le pulizie vi venga tra i piedi se siete in casa.

LG

Forma quadrata, spazzolina allungata per arrivare meglio negli angoli, comando a distanza, sensore anticaduta, motore Inverter, mappatura della zona da pulire, silenzioso ( solo 60 db), batteria agli ioni di litio tra le più resistenti sul mercato, 100 minuti di funzionamento, in grado di pulire circa 150 metri quadri se a batteria completamente carica.

https://www.onlinestore.it/Casa-e-Cucina/Pulizia-della-Casa/Aspirapolvere-Robot/231714/LG-VR65710LVMP-Robot-Aspirapolvere-Motore-Smart-Inverter

L’etichetta energetica delle asciugatrici.

Nel caso dell’asciugatrice esistono parametri differenti a seconda che questa sia a condensazione, a gas, o ad evacuazione.
In questo caso parliamo dell’etichetta di una asciugatrice elettrica a condensazione per uso domestico.
La classe del consumo annuale di energia tiene conto di tre parametri:

  • il consumo medio annuale  per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a metà carico;
    l’indicazione del consumo standard annuale;
    l’indicazione della durata e della potenza utilizzate nelle fasi acceso/spento.

I simboli che troviamo in basso invece evidenziano meglio le performance e indicano:
  • la tipologia dell’apparecchio;
• la durata del ciclo di asciugatura, che corrisponde al programma Standard per tessuti di cotone a pieno carico, in minuti; • la capacità nominale di carico per il programma per tessuti in cotone, in kg; • il rumore emesso durante il programma standard di asciugatura per tessuti di cotone, in decibel; • la classe di efficienza di condensazione, su una scala da A a G. Dove per efficienza di condensazione di un programma, si intende il rapporto fra l’umidità condensata e raccolta nella vaschetta dell’asciugatrice e l’umidità rimossa dai panni bagnati durante l’asciugatura, per il programma standard “Cotone” a pieno carico e a mezzo carico.

La classe di efficienza di condensazione è il dato più importante che faccio sempre notare ai miei clienti, specialmente se si posiziona l’asciugatrice in ambienti poco aerati o molto umidi.
È un valore che ci consente di conoscere il grado di dispersione di umidità rilasciato dall’asciugatrice nel locale in cui verrà posizionata.  

Questa classe ha più importanza anche della semplice efficienza energetica perché l’alta efficienza di condensazione ( quindi classe A) evita spiacevoli odori, muffe, ruggini e umidità su piastrelle o finestre durante il funzionamento dell’elettrodomestico.
Generalmente io sono contraria a mettere lavatrice e asciugatrice in mobiletti chiusi ma nel caso non poteste fare a meno, cercate di creare un mobile contenitore più grande delle dimensioni reali dell’elettrodomestico e senza il pannello di chiusura sul retro, in modo che vi possa essere la giusta areazione e la pulizia venga facilitata.

Non consiglio di posizionare gli elettrodomestici su un balcone aperto perché le schede elettroniche potrebbero danneggiarsi se esposte a temperature inferiori ai dieci gradi o dovessero essere in parte al sole.

E se ve lo state chiedendo: sì, nell’immagine di copertina c’è uno scorcio di Venezia perché se devo pensare all’umidità e a qualche città in cui una asciugatrice è assolutamente fondamentale, quella è proprio Venezia.

Perché il detersivo fatto in casa non va bene per la lavatrice.

Ci sono quattro elementi fondamentali per ottenere un tessuto pulito: acqua, enzimi, tensioattivi e sfregamento.

Le ricette di detersivi home-made per la lavatrice, di solito sono costituite da tre cose: addolcitori come borace, soda o bicarbonato di sodio (che in realtà non ammorbidisce in modo del tutto efficace la durezza dell’acqua); sapone di Marsiglia in versione grattugiata o fusa; smacchiatori. Due su tre di queste categorie sono in realtà elementi ragionevoli da aggiungere al vostro bucato. Infatti molti detersivi commerciali contengono addolcitori per contrastare la durezza dell’acqua ed impedire ai minerali di depositarsi sui tessuti, dato che questi ultimi costituiscono il maggior ostacolo per la sua pulizia.

 Perché i detersivi fatti in casa possono danneggiare lavatrice?

Gli elettrodomestici sono progettati per lavorare con detergenti specifici, formulati per pulire capi delicati risciacquando senza lasciare residui, anche con una minima quantità di agitazione o attriti. Il sapone invece non è fatto per pulire i tessuti e anche in piccole quantità si attacca facilmente ai vestiti e non riesce ad essere rimosso efficacemente da una macchina. Con il tempo, tale residuo si accumula sempre di più e quando i residui di sapone restano bloccati nei vestiti intrappolano batteri e sporcizia, facilitando il deposito di calcare dell’acqua stessa.

I residui di sapone inoltre possono andare a danneggiare la lavatrice nel corso del tempo. Pensate ad esempio a quando fate il bagno nella vasca e scaricate l’acqua una volta usciti. Tutti vediamo il segno del residuo di schiuma di sapone tutto intorno alla parte interna della vasca, che resta lì finché noi non lo puliamo. Ebbene la schiuma del detersivo home-made si infila nella vostra lavatrice in parti fondamentali per il suo funzionamento, che non si possono raggiungere per una pulizia quotidiana: in questo modo ci si assume un grande rischio, considerando che lavatrice e lavastoviglie sono comunque un grosso investimento economico. Tutte le sue guarnizioni in generale si possono seccare velocemente, si possono danneggiare le parti in plastica, creare grumi che ostruiscono scarichi e filtro corrodendo anche l’acciaio, inoltre tutti i componenti a contatto con l’acqua evidenzieranno depositi di calcare o addirittura alghe, dato che non sono presenti gli enzimi anticalcare .

A me nello specifico viene sempre in mente il paragone con l’olio di colza utilizzato come carburante per le automobili per risparmiare.  E’ vero, nel breve periodo funziona. Ma a che prezzo? L’auto inizia ad avere grossi problemi e si rompe molto più in fretta e tutto quello che avremo risparmiato in carburante, lo spenderemo nel sostituirla.

L’uso del detersivo in commercio quindi, come il suo corretto dosaggio, assicurano un buon lavaggio, il rispetto delle fibre/colore dei capi e proteggono i componenti della lavatrice.

Ecco le prove!

Qui potete vedere perché il detersivo fatto in casa non funziona.

E’ un sito americano che parla di pulizia della casa ed elettrodomestici.

Le immagini sono foto reali di persone che hanno utilizzato detersivo fatto in casa per circa un anno e hanno accettato di far parte dell’esperimento. Sono state invitate a mettere in ammollo i vestiti puliti che avevano nei cassetti e negli armadi: il risultato lo potete vedere da voi.

Non tessuti colorati ma per lo più lenzuola e asciugamani bianchi messi in ammollo in una miscela altamente concentrata di agenti rimozione di minerali, che allentano la presa del sapone e della sporcizia sul bucato. Lasciati in ammollo nella soluzione per quattro ore, il risultato è stato impressionante: un’acqua di colore nero-verdastra. Ma da dove veniva tutta quella roba? Era nascosta nelle fibre dei lenzuola e asciugamani.

Ci sono anche le istruzioni per fare le prove con i vostri capi per vedere  il risultato.

Se non siete ancora convinti , qui potete invece osservare il test scientifico con la rilevazione dei residui su campioni di tessuto lavati con detersivo home-made e detersivo commerciale.

Quello che non è stato detto sulla lavatrice Samsung QuickDrive

Le presentazioni dei nuovi prodotti, solitamente sono delle pippe assurde e molto noiose, piene di parole autocelebrative da parte dei manager, grandi sbadigli dei giornalisti, appunti presi in fretta e il relativo articolo  “copia-incolla” del comunicato stampa che l’agenzia manderà di lì a poche ore.

Giovedì 22 febbraio, al Samsung District non è stato così .

È stata presentata la nuova gamma di lavatrici QuickDrive e in attesa dell’inizio della conferenza stampa ho curiosato un pò in giro. E’ stato un piccolo evento dove l’apparecchio non è stato messo in funzione ma sono stati elencati tutti i passaggi che hanno portato Samsung alla sua realizzazione, sia dal punto di vista degli investimenti economici che di campagna pubblicitaria e i risultati di bucato che promette di farci ottenere. “Speed, Performance, Care” sono gli obiettivi che si sono posti di raggiungere con questa linea di prodotti.

Samsung è pienamente consapevole di esser arrivata per ultima in questo settore e non fa nulla per nasconderlo, anzi cerca di evidenziare come le sue caratteristiche di innovazione e alta tecnologia possano riflettersi in maniera positiva sui grandi elettrodomestici.

Son rimasta davvero stupita perché in nessun luogo si strizzava l’occhio al genere femminile, come spesso accade con le lavatrici e le asciugatrici, Samsung invece sembrava volersi rivolgere al genere maschile.

Vi spiego perché.

L’area del “Samsung District” dedicata alla zona lavaggio e asciugatura aveva note maschili nell’arredamento e nel visual merchandising. Il video di presentazione di QuickDrive si ispira molto a quelli del mondo dell’automotive, la grafica infatti mi ha ricordato lo spot dell’Alfa Romeo “Mito” di anni fa. Lo spot pubblicitario visto in anteprima con Filippo Magnini come protagonista è davvero inusuale se si pensa che stiamo parlando di lavatrici.

Ho ascoltato attentamente la sua presentazione e poi, quatta quatta mentre fioccavano le interviste ai top manager e a Filippo Magnini, testimonial dell’evento e della campagna pubblicitaria, mi sono avvicinata alla lavatrice da 10 chili per misurarla, toccarla e visionarla per bene, centimetro dopo centimetro.

Ecco tutte le info che ho raccolto.

  1. I coreani non fanno nulla per nasconderlo, questo modello si ispira ai grandi marchi tedeschi del lavaggio come Miele: struttura in metallo di qualità e pochi parti in plastica molto resistente. Il peso della macchina è significativo e quasi il doppio rispetto ai precedenti di Samsung. La profondità è maggiore del normale anche se è dichiarata attorno ai 60 centimetri, se calcoliamo la stondatura della parte frontale, l’ingombro di manopola e oblò, si arriva quasi ai 65-67 centimetri.
  2. Ha un posizionamento di prezzo compreso tra gli 800 e i 1600 euro, a seconda della diversa capacità di carico, dagli 8 fino ai 10 chili del top di gamma. La classe energetica è A-50%, ciò vuol dire che risparmia fino al 50% di energia rispetto alla classe A+++ . E’ una macchina progettata per poter ridurre le tempistiche di lavaggio mantenendo ottimi risultati. Mentre le altre lavatrici hanno programmi di lunga durata e solo uno o due cicli a breve tempistica e alti consumi, questo modello riduce le normali tempistiche di lavaggio di tutti i programmi, fino al 50%.
  3. Se si dovessero spiegare tutte le sue caratteristiche staremmo qui fino a domani ma vi riassumo quali sono le più importanti . QuickDrive, il doppio movimento che dà il nome alla lavatrice : il fondo del cestello è dotato di un movimento autonomo e contrario che consente di spostare il bucato anche in avanti e indietro e non solo di ruotarlo all’interno della vasca di lavaggio. Questo consente di bagnare e lavare più velocemente i capi. La geometria del cestello BubbleCARE che ha migliorato la versione Diamond aggiungendo fori disposti strategicamente in modo da velocizzare le fasi di centrifuga e creare un cuscino d’acqua in cui i capi vengano sbattuti meno possibile sulle pareti. L’apertura AddWash che consente di aggiungere capi o detergenti durante il lavaggio e l’app specialeQ-rator che consente di pianificare il lavaggio selezionando programma, temperatura e orario di fine ciclo ma non solo, propone anche programmi alternativi in base ai parametri inseriti per poter risparmiare ancora più energia. E’ anche possibile fare il bucato partendo dalla tipologia di tessuti inseriti in lavatrice, ad esempio se selezioniamo “sintetici” e “jeans” verrà escluso automaticamente il programma “lana”.
  4.  La asciugabiancheria della stessa linea uscirà sul mercato alla fine dell’estate per poi essere spinta con adeguata campagna pubblicitaria e promozionale in autunno.

Daniele Grassi, vice presidente Samsung Home Appliances ha inoltre confermato come Samsung, soprattutto per questa gamma di prodotti, punti sulla vendita offline perché si tratta di un prodotto “game changer” che alzerà l’asticella dell’innovazione nel mondo delle lavatrici, aumentando i benefici per il consumatore e costringendo anche i principali competitor ad adeguarsi. Proprio per questo è una gamma che necessita di spiegazioni dettagliate.  Ho inoltre avuto la conferma che Samsung, nella sua parte dedicata ai grandi elettrodomestici è molto amata dagli under 50 , specialmente il mondo dei frigoriferi è quello in cui l’85% dei consumatori si dichiara molto soddisfatto.

Molto attesa la presenza di Samsung ad Eurocucina 2018 con la serie built-in, dove il colosso coreano ancora sta muovendo i primi passi; fino ad ora i feedback dei mobilieri sono stati positivi al punto da aver chiuso importanti accordi con produttori di cucine del Veneto.

Per i più curiosi, sulla mia pagina Facebook , potete trovare i video dove esamino in religioso silenzio e concentrazione la lavatrice e lo spot pubblicitario ispirato all’automotive!

999 domande, 4 risposte e un tostapane.

Scrivere di elettrodomestici mi permette di essere presente a manifestazioni ed eventi legati anche al mondo dell’architettura, dell’interior design e dell’arredamento in generale.

Giovedì 11 gennaio sono stata invitata da Lifegate all’inaugurazione di “999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo”, la mostra alla Triennale di Milano che si svolgerà fino al 2 aprile 2018.

Entusiasmante, colorata, vivace e mai banale perché sempre in evoluzione, questa mostra nasce da una vera e propria community di autori provenienti da vari settori:  aziende, progettisti e scuole liberi di esporre il loro personale concetto dell’abitare. Il tema si presta a molteplici interpretazioni anche per chi, di questa mostra è spettatore ed è proprio su questo che il curatore, Stefano Mirti, vuole puntare: “È un palinsesto di esperienze italiane significative a cui si affiancano una serie di ospiti internazionali in grado di coinvolgere il pubblico in maniera interattiva e partecipata grazie a una serie di ambientazioni fisiche, digitali e social. Una mostra dove è vietato non toccare.” .

E’ stato creato un sito internet dedicato – 999domandesullabitare.org – dove è possibile continuare a porre quesiti, incrementando la condivisione e fornendo spunti di riflessione sul tema; avere tutte le informazioni utili sulla mostra; consultare il calendario eventi, settimana per settimana e acquistare il catalogo della mostra. Nemmeno il catalogo rientra negli standard classici di una mostra d’arte, consiste infatti in una serie di libretti tematici a copertina flessibile, realizzati con il meccanismo del self-publishing di Amazon.

Chi la ha già visitata potrà rinnovare il biglietto per partecipare ai diversi appuntamenti in programma e seguire tutto il divenire di questa mostra-evento. E’ inoltre possibile interagire e rispondere alle domande che vengono pubblicate quotidianamente sul profilo Instagram e pagina Facebook @999domande, dove si possono anche trovare i video degli eventi e iscriversi a design contests .

La curiosità mi ha spinto a fare 4 domande al curatore, Stefano Mirti, che ringrazio infinitamente per la velocità e raffinata ironia, di cui è dotato solo chi non si prende mai troppo sul serio. Chi non clicca sul link oltre l’ultima domanda si perde tutto il senso di questa intervista e capisce davvero lo spirito di chi ha creato questa mostra.

 

Il mio blog parla di elettrodomestici e ho notato che tra i vostri sponsor e partner non ci sono case produttrici di questo settore. E’ stata una scelta vostra?

Non c’è stato un momento in cui è stata compilata una lista “invitati”. Abbiamo iniziato a fare correre la voce della mostra e abbiamo incontrato tutti i soggetti interessati. Banalmente, non è capitato di incrociare una casa produttrice di elettrodomestici. Peccato perché sarebbe stato un tema meraviglioso e anche, molto centrale e importante.

Io credo che gli elettrodomestici, grandi e piccoli, siano parte integrante del nostro abitare contemporaneo. Abbiamo tutti ricordi particolari legati a qualche momento della nostra vita: il colore di un vecchio aspirapolvere, il primo rasoio da barba, la stufa con il forno a legna della nonna ecc. Quale è il Suo?

Una volta che ho sbagliato una roba di tubi in uscita e l’acqua della lavatrice ha inondato l’alloggio dove abitavo in condivisione. Io ero l’ultimo arrivato, appena arrivato. Ero solo in casa e ho passato diverse ore a pulire tutto. Sembrava un film di fantascienza. Giornali, carta, stracci, acqua ovunque. Incredibile (nel senso letterale del termine: non ci potevo credere).

In Trentino, dove abito io,  ci sono sempre più condomini che si dotano di un locale lavanderia  da utilizzare in comune. Gli elettrodomestici possono avere una funzione sociale ed ecosostenibile?

L’esempio delle lavanderie collettive mi sembra perfetto. lo stesso potrebbe essere fatto per una grande quantità di altri elettrodomestici. colazioni collettive con tostapane e frullatori condivisi, frigoriferi di gruppo,insomma, a me piace molto.

Ci sono alcuni elettrodomestici iconici entrati anche nel mondo del design a tutti gli effetti, come il frigorifero FAB di SMEG, l’aspirapolvere ciclonico di Dyson, la planetaria KitchenAid. Quale è secondo Lei, il progetto meglio riuscito in questo campo?

Nel mondo degli utensili per la casa ,il mio best of best è chiaramente il rasoio usa e getta “Gilette”, che è assoluto, inarrivabile. La domanda però era riferita agli elettrodomestici (il rasoio usa e getta “Gilette” è un “manodomestico”). Mah se dovessi dire io, il tostapane di Thomas Thwaites mi piace da impazzire. E’ un progetto sublime, assoluto. Forse un po’ costoso, ma è un prodigio di intelligenza e sofisticazione!

https://www.ted.com/talks/thomas_thwaites_how_i_built_a_toaster_from_scratch?language=it

Quel che ho visto in anteprima da FICO Eataly World.

L’inaugurazione è stata ieri e avrete visto mille servizi in tv, ne avrete sentito parlare in radio, su social media, magazine online e a breve troverete anche articoli su riviste cartacee.

Io grazie ad una mia amica , giovedì 9 Novembre ho avuto la fortuna di poter vedere in anteprima per la stampa il nuovissimo FICO ( Fabbrica Italiana Contadina) a Bologna.

Il CAAB, mercato ortofrutticolo della città è stato riconvertito in un progetto straordinario ideato da Andrea Segrè, presidente della neonata Fondazione FICO e Oscar Farinetti, fondatore di Eataly , in collaborazione con Alessandro Bonfiglioli, direttore generale CAAB. L’ambizione è quella di essere il più grande centro al mondo ( si espande all’incirca su 80.000 mq.) per la celebrazione della bellezza dell’agro-alimentare italiano,  con l’obiettivo di diventare punto di riferimento museale, didattico e commerciale.

Io però non voglio annoiarvi o copiare i comunicati stampa ma spiegare quel che ho visto, così come lo racconto a chi mi chiede: “Allora? Come ti è sembrato?”.

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Mi è sembrato enorme. Grandissimo. Avevo mal di testa quando sono uscita. Ma l’idea è straordinaria. I giornalisti stranieri erano esterrefatti , mentre gli italiani mantenevano un certo contegno.  Alla destra dell’entrata c’era una rastrelliera con tantissime biciclette Bianchi di color turchese, con cestini di legno per poter sfrecciare all’interno di Fico e caricare gli acquisti senza fare fatica. La possibilità di girare tutto il mercato in bicicletta dà già una idea della mole della struttura.

Ci hanno consegnato un numero per poterci accodare ad un gruppo che seguiva una guida autorizzata di Fico, che aveva l’ambizione di portarci a visitare il mercato prima della conferenza stampa nel centro congressi. Erano quasi le undici del mattino e la fame si faceva sentire, siamo riuscite a seguire il nostro gruppo per circa metà percorso, dopodiché ci siamo lanciate a curiosare tra una bottega e l’altra.

FICO si sviluppa secondo un progetto concentrico che prevede nelle aree esterne attorno alla struttura, campi coltivati, stalle, vigneti e aree dedicate a piante aromatiche, macchia mediterranea, tartufaia, frutti dimenticati per arrivare al museo della civiltà contadina e alla agricoltura biodinamica.

Alcune zone dovevano finire d’esser allestite come il museo della civiltà contadina con gli attrezzi da lavoro e non c’erano ancora tutti gli animali all’interno delle stalle ma c’era grande fermento. I cartelli intimavano calma, ordine, e di non dare da mangiare o toccare gli animali ma sarà davvero difficile che vengano rispettati. Spero saranno presenti alcune guardie che li tutelino perché, viste le premesse sarà un caso molto simile all’EXPO di Milano.

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Nella parte interna invece, le botteghe più grandi hanno una particolarità che a me fa impazzire: il laboratorio a vista. FICO le chiama “le fabbriche” e a tutti gli effetti sono, in piccolo, i laboratori dove vengono creati prodotti alimentari d’eccellenza, così come accade nella sede principale. Centrale del latte Granarolo, Birra Baladin, Olio Roi, Pasta di Campofilone, Panificio Forno Calzolari sono solo alcuni dei nomi che, oltre alla classica vendita, producono in loco e organizzano corsi di formazione e degustazioni.

In quasi tutte le botteghe del mercato, che si espande su 9000 metri quadri, si possono acquistare anche i prodotti marchiati FICO, come latte, mozzarella, burrata, ricotta, yogurt, squaquerone, mortadella, pasta fresca, salsicce e salami di suino nero, confetture, sughi, olio, confetti, pasta di semola, olio e caramelle..

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Sempre in un’ottica didattica ci sono invece per grandi e piccoli molte aree dedicate ma  quelle più significative , secondo me per la filosofia della  zone interattive che vengono chiamate “giostre”. Sei installazioni dedicate al rapporto dell’uomo con fuoco, animali, terra, mare, vino e alla visione del futuro dell’agricoltura: la coltivazione idroponica.  In questo modo possiamo essere informati sulla realtà della agricoltura, dell’allevamento e della pesca, in maniera veloce e senza annoiarci.

Al centro dei lunghi corridoi di FICO troviamo chioschi e ristoranti di altissima qualità, tra cui anche il ristorante stellato “Guido di Rimini” che propone piatti di pesce gourmet.

Ecco dove mi sono fermata ad assaggiare prelibatezze:

  • Consorzio Grana Padano, dove ho assaggiato formaggi con particolari tipologie di miele e mostarde in abbinata a prodotti di latte vaccino e caprino.
  • Rossopomodoro , dove ho avuto seria difficoltà a mangiare una fumante pizza margherita piegata a portafoglio, cotta nel forno a legna.
  • “Bistrot della panetteria” del Forno Calzolari, dove ho assaggiato dei biscotti con gocce di cioccolato spaziali,  che mi sono fermata a prendere anche al ritorno e non potevo ancora acquistare. Mannaggia.
  • La “Pescheria” della Nave Errante dove servivano ostriche e bollicine, panini con cruditè di pesce ma io ho preferito una buonissima tartara di pesce spada. Le ostriche non mi piacciono molto ma il pesce spada era di una morbidezza e di un sapore straordinari.
  • “Focacceria Ulivo Bistrot”, letteralmente preso d’assalto un pò da tutti. Focacce strepitose che potevano essere farcite al momento, pizza e birra bianca “Montefollia” del birrificio Nadir di Sanremo, la prima birra al mondo con foglie d’ulivo nata in collaborazione con il Frantoio “Roi” . Sul retro si poteva vedere il frantoio già in funzione dove scorreva olio  mentre gustavamo le focacce e ci muovevamo tra i mille prodotti a marchio “Roi” dove l’olio è sempre uno degli ingredienti principali : dalla cosmesi alle birre.
  • Birrificio “Baladin”, proprio di fronte al Frantoio “Roi” dove in anteprima abbiamo assaggiato la birra Baladin per FICO. Una birra nata con sole materie prime italiane per raccontare attraverso i suoi profumi e aromi l’eccellenza del nostro Paese,  che sarà presente nei ristoranti di FICO che serviranno birra alla spina. Oltre all’area degustazione , dietro ad ampie vetrate si può vedere l’impianto del birrificio in scala ridotta realizzato per FICO.  Avrà un duplice compito: produzione e didattica. Ogni giorno verrà attivato un corso nel quale i partecipanti potranno conoscere la materia prima, le principali fasi di produzione e assaggiare diversi tipi di birre artigianali per comprenderne le caratteristiche.
  • La cioccolateria “Venchi” con una vera e propria “Chocolate Experience”. Si sceglie il cioccolatino che più ci ispira e si entra in una stanza che assomiglia ad una sala trucco dove mentre lo assaggiamo , uno specchio registra le nostre espressioni facciali, analizzandole. Proseguendo entriamo in una sala dove vediamo come il nostro volto ha reagito alle sensazioni che il cioccolato ci ha dato. Visi soddisfatti è dire poco!

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La stanchezza ormai la faceva da padrone e per ultima abbiamo visitato la giostra del futuro dove è installata una vera coltivazione idroponica di verdura e aromi .

Abbiamo preso un seme, lo abbiamo inserito in un cubo di lana di roccia e posizionato in uno delle appositi riquadri a contatto con l’acqua della coltivazione idroponica. Scaricando l’applicazione possiamo tenerne sotto controllo la crescita ed è un modo molto intelligente per far comprendere a tutti come sarà sempre più importante trovare nuove strategie di coltivazione nel settore agroalimentare.

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Vicino all’uscita di FICO c’è tutto il settore dell’eccellenza italiana NON ALIMENTARE, riguardante la casa e il design dove troviamo i marchi : Tvs, Kartell, Industria Vetraria Valdarnese, Fratelli Guzzini, Schonhuber, Coltellerie Berti, Tessitura Toscana, Rcr Cristalleria Italiana, Sambonet, Paderno, Whirpool, Ruffoni, Alessi, Marcato, Smeg.

Gli stand di Whirlpool e Smeg contengono il meglio delle rispettive gamme di piccoli elettrodomestici con qualche modello di punta della gamma grandi elettrodomestici.  Lo stand di Smeg, invece ha deciso di puntare tutto sulle linee colorate e accattivanti della linea 50style, riconoscibile e amatissima sia in Italia che all’estero.

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Whirlpool oltre ad avere una bottega che punta sulle ultime novità per tecnologia e design ha ideato una particolare installazione all’interno dell’area food: uno showcooking  diverso dal solito. Conosciamo bene ormai gli showcooking dove il cibo e gli elettrodomestici sono protagonisti ma in questo caso, la componente principale era la musica. Un forno Kitchenaid ( marchio che fa parte della Whirlpool Corporation) installato a scomparsa in un pianoforte a coda, dove un bravissimo musicista eseguiva musica jazz.

Le casse somigliano molto a quelle di Ikea ma la cosa più intelligente è stato posizionare subito dopo , gli sportelli di “Poste Italiane”. Fenomenale intuizione per un sito come FICO, di facile accesso per tutti.  Italiani e stranieri potranno acquistare tutto quello che vogliono, senza dover pensare al peso del bagaglio ma semplicemente spedendolo al termine dell’acquisto.

Il mio riassunto è questo:

  1. Se soffrite di mal di testa non andateci nel weekend ma prendetevi un giorno di ferie per fare dei bellissimi regali che poi potrete spedire direttamente  a casa dei destinatari.
  2. Scegliete sul calendario di FICO, un laboratorio come quello ad esempio della birra perché è una bellissima esperienza che fa comprendere meglio tutto il lavoro che c’è dietro a un prodotto di qualità.
  3. Portateci soprattutto i bambini perché c’è tutto quello di cui hanno bisogno per imparare qualcosa di nuovo, amare e rispettare la natura e i prodotti italiani, assaggiare nuove tipologie di cibo e affinare il gusto, fin da piccoli. Mi raccomando fate loro rispettare le regole per avvicinarsi agli animali.
  4. Andate a FICO senza preconcetti, evitando il disfattismo che come italiani ci contraddistingue, consci che la perfezione non esiste ma lavorando sodo, come è stato fatto in questo caso, ci si può avvicinare.

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Amazon Prime day 2017

È appena terminato l’Amazon Prime Day 2017, appuntamento tanto atteso da tutti i clienti Amazon Prime, occasione per acquistare numerosi prodotti scontati, appartenenti alle più diverse categorie. Il periodo delle offerte lampo ( e non) di Amazon Prime 2017 partiva dalle ore 18 del 10 luglio fino alle 23:59 dell’11 luglio 2017. 

Un mio caro amico mi ha chiamato entusiasta dell’acquisto, scontato di oltre duecento euro, del robot aspirapolvere Roomba 871 e io stessa ho messo nel carrello due bracciali fitbit per i miei genitori, risparmiando circa ottanta euro. 

Ma come si sono mosse le grandi catene di elettrodomestici? Non sono state a guardare e hanno trovato alcune soluzioni con l’intenzione di creare disturbo nelle due stesse giornate.

MediaWorld ha inventato gli X Days, campagna di offerte lampo sul loro sito internet, i prezzi erano interessanti e la catena di elettronica aveva proposto la spedizione gratuita. Anche Unieuro ha creato offerte online con gli “Sconti da (A)MARE”,  classici ribassi scelta ampia, fino a trecento articoli in promozione. L’altro punto di riferimento per chi acquista elettrodomestici online, ePRICE, non si è tirata indietro e ha lanciato il FUORITUTTO, “più di 1.000 offerte” con sconti fino al 70%. 

A prima vista queste mi sono sembrate soluzione poco aggressive anche dal punto di vista della comunicazione, senza infamia e senza lode, semplicemente un voler far sentire la propria presenza. Quanti clienti acquistando online su mediaworld e unieuro sono stati attirati veramente da questo tentativo di disturbare Amazon?  Non e invece possibile che abbiano osservato le promo in quei giorni e tornando oggi per acquistarle online siano rimasti delusi nel non averle trovate? Il cliente online non si fa molte domande ma quando si tratta di elettrodomestici invece raccoglie informazioni e riflette molto, prima di cliccare “acquista”. Non sarebbe stato più interessante muoversi su un piano diverso da quello del prezzo, in questi due giorni oppure lasciare la promozione online più a lungo?

Vorrei tanto sapere i risultati effettivi che queste operazioni di disturbo hanno portato alle grandi catene e i dati d’acquisto di elettrodomestici e hi-tech dell’Amazon Prime day 2017! Ora provo ad informarmi.

Secondo me, purtroppo le grandi catene di elettrodomestici ed elettronica stanno cercando di competere questo colosso mettendosi sul suo stesso piano e sottovalutando il suo avanzamento, lento e inesorabile.

Guida alla scelta del piccolo elettrodomestico da cucina.

In questo periodo si sono concluse molte liste nozze ma altrettante stanno iniziando a prendere forma.

Gli elettrodomestici per la cucina sono quelli più gettonati in assoluto e mi ritrovo sempre a consigliare gli sposi su questo argomento. Io li vedo spinti a destra e a manca, terrorizzati da amici e parenti sull’assoluta necessità di avere il Bimby, piuttosto che una impastatrice KitchenAid o di quelli che ” guarda che basta un frullatore a immersione con gli accessori”.

Bisogna in questo caso ragionare a mente fredda e provare a non impazzire cercando siti internet che sbandierano confronti imparziali ma che poi imparziali non sono. Se ad esempio, cercate opinioni sulle impastatrici e doveste capitare su un sito come “impastatricetop.it “ ,  provate a capire chi li scrive. Non è un sito di professionisti del settore e non è un sito di casalinghe che fanno da test di questi elettrodomestici. Riuscirete a capire chi scrive solo una volta che cliccherete acquista oppure i più smaliziati noteranno che tutte le inserzioni pubblicitarie rimandano ad Amazon.com.

Ma va? 

Io credo invece che non esista un elettrodomestico adatto a tutti. Ci sono le mode passeggere, i modelli storici usati dalle nostre famiglie, l’influenza di social media e tv che condizionano le nostre scelte.  Troppo spesso ci accorgiamo solo dopo l’acquisto, che quel prodotto non faceva per noi. Invece di dilungarmi in particolari tecnici, ecco quindi le domande che mai vi fareste, prima di comprare una impastatrice o un robot da cucina e che invece sono molto utili.

 

  1. Quanto spazio avete in cucina? Dovete trovare la postazione più comoda per il vostro aiutante: vicino al piano di lavoro, ad una presa elettrica e non troppo distante dal lavandino. Nel caso non la voleste a vista, misurate bene soprattutto l’altezza della macchina che scegliete, in modo da sapere lo spazio che andrebbe a occupare.
  2. Quanti siete in famiglia? E’ una domanda fondamentale per capire quanti litri di capacità massimi deve avere il boccale, evitando di acquistare ciotole opzionali o di dover preparare le pietanze in due momenti differenti. Sarà una domanda utile a farvi riflettere anche sui materiali da preferire, io suggerirei molto acciaio (vero, non verniciato di grigio) nel caso abbiate mariti amanti della cucina o figli  intraprendenti che la useranno assieme a voi.
  3. Vi piace DAVVERO cucinare oppure siete trascinati dall’entusiasmo del momento? Non dovete pensare a cosa potreste cucinare con quell’elettrodomestico ma a cosa cucinate nel vostro quotidiano. E’ una domanda un pò antipatica ma se non vi rispondete con sincerità, una volta passate le prime settimane di entusiasmo, in cui proverete ogni tipo di ricetta del manuale d’istruzioni potreste lasciare l’elettrodomestico in un angolo e utilizzarlo solo per impastare la pizza.
  4. Quali sono le vostre abitudini alimentari? Avete allergie particolari, cibi a cui non potete rinunciare, siete vegetariani, celiaci ecc. Amate le cene con gli amici oppure non siete mai in più di tre a pranzo e cena? Sono abitudini da valutare perché vi possono aiutare a scegliere il modello più giusto per voi, ad esempio lo sapevate che esistono macchine del pane realizzate appositamente per celiaci? Chi è  vegano forse non potrà fare a meno di avere accessori come l’estrattore di frutta, lo spiralizer per fare spaghetti di zucchine, macinagrani per riso e semi. Chi invece è appassionato di lievitati potrebbe benissimo fare a meno di tutto questo e comprare una semplice planetaria.
  5. Quali sono gli accessori opzionali di cui ASSOLUTAMENTE non potreste fare a meno? Chi acquista un food processor mi chiede sempre “ma perché ci mettono pure lo spremiagrumi che tanto non lo uso? E tutte ste lame a cosa servono?”.  Questi accessori vengono inclusi nella confezione per finire in fondo ai cassetti di cucina, senza passare dal via ed esser poi ritrovati dopo anni , a volte persino dopo il forfait del nostro elettrodomestico. E’ quindi importante sapere se non potete fare a meno dei dischi che affettano le verdure ma del tirapasta invece sì: ciò vi consente di risparmiare, scegliendo il modello che non lo include.
  6. La funzione COTTURA è per voi davvero indispensabile? Dovete essere sinceri con voi stessi. Quante volte pensate di usarla? Volete programmare e non pensare e ritenete di non avere tempo né voglia? Sapete già quale è il risultato di un cibo cotto in questa maniera oppure dopo le prime volte tornereste comunque a fare il soffritto nella classica pentola ? Gli elettrodomestici con la funzione cottura hanno una differenza di prezzo significativa, rispetto agli altri e sarebbe un peccato spendere soldi in più per poi lasciarla quasi inutilizzata.
  7. Come ve la cavate con la tecnologia? Volete luci led, display con timer, immagini di ricette da seguire passo passo oppure pensate che vi sarebbero d’impiccio mentre cucinate? Gli schermi touch screen ormai iniziano ad essere la regola nei modelli di alta fascia ma bisogna essere brave ad usarli. Siete organizzatissime e quindi non toccherete mai il display con le mani sporche di farina o siete pasticcione dalle mani appiccicose? Nel secondo caso ve lo dico io: meglio scegliere le manopole o le leve numerate.
  8. Avete e utilizzate spesso la lavastoviglie? Sembra scontato ma molte persone non hanno ancora la lavastoviglie in cucina. Inoltre, sono molti i robot da cucina che hanno accessori, boccali o lame che non possono essere lavati con questo elettrodomestico. Informatevi bene su come si possono pulire le singole componenti e se per voi è più comodo sciacquare a mano le parti del robot o dell’impastatrice oppure non potreste fare a meno di mettere tutto in lavastoviglie.

 

Solo una volta segnate queste vostre esigenze su un foglio, assieme al budget da investire in questo elettrodomestico potrete iniziare a valutare marchi, modelli e prezzi. Quello che va bene per la vostra amica che adora cucinare e ha cinque figli, potrebbe non andare bene per voi,  che cucinate solo stretto necessario e vi sentite mancare al solo pensiero di dover pulire la parte inferiore delle pale del Bimby dall’impasto della pizza.

Ogni riferimento è puramente casuale.