Lavastoviglie e risparmio energetico

Siamo arrivati al terzo appuntamento per capire come leggere le etichette energetiche degli elettrodomestici.

Si potrebbe pensare che per la lavastoviglie valgano più o meno gli stessi criteri di misurazione della lavatrice ma non è così.
Il consumo annuale di energia è calcolato in una prova di 280 cicli di lavaggio con programma standard per stoviglie normalmente sporche, a pieno carico. Il calcolo tiene conto anche del consumo nelle modalità “spento/off” e “sempre acceso” (o “left-on”), quando cioè la macchina viene dimenticata accesa dopo aver rimosso i piatti lavati.
Il consumo annuale di acqua e la classe di efficienza energetica di asciugatura sono determinati per lo stesso ciclo di lavaggio.
I pittogrammi invece stanno ad indicare:
• il consumo annuo di acqua calcolato per 180 lavaggi, in litri 
• la classe di efficienza di asciugatura, su una scala da A a G 
• la capacità nominale di carico per il programma standard, in coperti 
• il rumore emesso per il programma standard, in decibel. 
L’efficacia di lavaggio non è più indicata sull’etichetta perché tutte le lavastoviglie possono essere immesse sul mercato comunitario solo se hanno una efficienza di lavaggio classe A.

Consigli

  • Acquistate un modello che abbia la possibilità di allaccio diretto al rubinetto di carico dell’acqua calda, in modo da abbreviare i tempi di riscaldamento e di durata generale dei programmi di lavaggio.
  • Inserite sempre il brillantante direttamente nella lavastoviglie perchè riduce i tempi di asciugatura e viene dosato a seconda del programma che utilizzate, evitando residui su bicchieri e piatti , come invece può succedere con le pastiglie o le capsule molli.
  • Inserite sempre il sale apposito per lavastoviglie, senza rimedi “fai da te”: la fa vivere più a lungo e combatte i residui di calcare.
  • Utilizzate spesso programmi ecologici e non fatevi spaventare dalla durata: più è lunga, meno energia viene utilizzata.

In foto: lavastoviglie ad incasso a scomparsa totale KitchenAid

Storia della Lavastoviglie

Trovo fondamentale in queste settimane renderle onore e scrivere dell’elettrodomestico più utilizzato durante il periodo natalizio.

Cene di auguri prima, pranzi e cene con parenti nelle date ufficiali, amici con cui si scambiano i regali e si mangiano gli avanzi poi, la lavastoviglie resta la regina incontrastata delle feste. 

E chi se non una donna, in questo caso particolarmente perfezionista,  poteva creare un tale portento della tecnologia?

 L’invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire infatti all’americana Josephine  Cochrane che, nel 1886, fece brevettare un’apparecchiatura in grado di proiettare getti d’acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente. Nel 1924, William Howard Livens la adattò all’uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono i modelli attuali: una porta frontale per il carico, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. 

In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall’azienda tedesca Miele.

Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente.

Ma veniamo alla situazione attuale italiana.

Secondo i dati ufficiali di una indagine ISTAT risalente al 2014, La posseggono, in media, circa 39 famiglie su 100 e ad abbassare la media è il mezzogiorno dove risulta ancora poco diffusa ( 25% circa).

 È in effetti l’elettrodomestico che consuma più energia elettrica ma molti studi ambientali testimoniano la sua efficace funzionalità in termini di minor inquinamento e risparmio idrico rispetto al classico lavaggio a mano.
Per acquistare modelli durevoli delle vostre aiutanti è sufficiente sceglierle con più parti in metallo o acciaio possibili, come ad esempio i cestelli porta stoviglie, il fondo della vasca di lavaggio e la pala inferiore. La possibilità di allacciarla al rubinetto di carico dell’acqua calda inoltre, ridurrebbe consumi e tempistiche di lavaggio; l’apertura automatica a fine ciclo faciliterebbe l’asciugatura e un terzo cassetto posate libererebbe spazio nella macchina.

Resta aperta la questione “acqua pulita”.

La maggioranza di lavastoviglie di tipo professionale ha la caratteristica di svuotare completamente il serbatoio dell’acqua alla fine di ogni ciclo di lavaggio e riempirlo la volta successiva con acqua corrente pulita.Questa, fino ad ora è un meccanismo che le lavastoviglie ad uso domestico non hanno mai fatto. Tutte tranne Miele, che trasferendo questa tecnologia dal suo settore di produzione per utilizzo professionale , ha dato una marcia in più alle sue macchine ad uso domestico guadagnando terreno soprattutto per i consumi e l’igiene delle nostre stoviglie.

Per utilizzare  al meglio la vostra macchina è necessario non usare sempre lo stesso tipo di programma ma variare spesso e preferire i lavaggi a lunga durata che consentono un minor assorbimento elettrico e risparmio idrico.

Troviamo poi in questo periodo una progressiva diffusione dei detergenti biologici e “multifunzione”, che nella loro composizione comprendono “coadiuvanti”, composti chimici che si vorrebbe sostituissero le funzioni di sale e brillantante. Particolari (e comuni) condizioni di acqua molto calcarea rendono impossibile per tali prodotti adempiere alle funzioni consuete del sale per lavastoviglie e del brillantante. Tanto più che le macchine oggi in vendita riescono a dosarli al momento giusto e a seconda della tipologia di lavaggio scelto,rendendo efficace al massimo la loro funzione. 

 Un sostituto “casalingo” per l’azione del sale è il comune aceto bianco, che ha un blando effetto sulla precipitazione del calcare, ma non può proteggere la resistenza dall’incrostamento. Altri rimedi come limone e bicarbonato sono molto acidi e possono danneggiare la cromatura dell’acciaio e gli scarichi della macchina.

 Il brillantante ha inoltre il pregio di accelerare il processo di asciugatura e se inserito nell’apposito serbatoio della lavastoviglie, viene dosato in automatico. Utilizzando invece pastiglie di detersivo monodose che contengono brillantante  è facile che possa restare insoluto sulle nostre stoviglie, specialmente se selezioniamo lavaggi brevi.

Prima di pensare a modificare le nostre abitudini in fatto di detersivo, brillantante e sale per la nostra lavastoviglie, pensate quindi a quanto la avete pagata, quanto è preziosa per voi e quanto vi costerebbe ripararla o sostituirla.

 Josephine ha inventato la lavastoviglie perché la servitù rovinava le sue preziose porcellane, scheggiandole con il lavaggio a mano. Non fatela rivoltare nella tomba e santificatela durante le feste!
 

Sette consigli per una lavastoviglie

Agli amici che chiedono al volo consigli sull’acquisto di elettrodomestici, faccio classifiche delle case produttrici via whatsapp.

Qui sotto trovate sette punti, secondo me fondamentali per quanto riguarda la scelta, utilizzo e manutenzione della lavastoviglie.

1) quanti siete in famiglia e quanti lavaggi fate al giorno?poche funzioni o alta tecnologia? Acquistare quello che ci serve davvero è la soluzione per un buon rapporto con il nostro elettrodomestico.

2) avete una casa clima o avete possibilità  di allaccio diretto dell’acqua di carico al rubinetto dell’acqua calda  ? Si risparmiano tempo e consumi.

3) se potete, acquistatela con tutto l’interno della vasca in acciaio . I residui di cibo alla lunga possono impregnare la plastica e dare cattivo odore.

4) è utile il programma con il riconoscimento della tipologia di detersivo per evitare residui di pastiglie o polvere sul fondo della vasca. Anche utilizzare programmi lunghi non guasta ma so che si fa fatica a utilizzarli.

5) utilizzate brillantante e sale apposito per lavastoviglie. No rimedi casalinghi e naturali o pastiglie che promettono tutto in uno. Con i primi rischiate di rompere la lavastoviglie, che non è per niente uno strumento “naturale” e con i secondi, utilizzandoli con lavaggi brevi, finite per mangiare il brillantante con gli spaghetti.

6) controllate che la marca che scegliete abbia una buona assistenza e soprattutto sia il più possibile vicina a voi.

7) non fatevi ingolosire dai prolungamenti di assistenza che costano poco. spesso sono delle specie di aziende terze che prima di intervenire ci mettono il doppio della normale assistenza . Tenete con cura lo scontrino fino all’anno e mezzo dall’acquisto e poi chiamate l’assistenza autorizzata per farvi fare un’offerta di prolungamento della garanzia.

Io ho pensato alle mie esigenze ad esempio.

Abito provvisoriamente in un appartamento e quindi ho comprato la mia all’IKEA,  che fa fare i suoi elettrodomestici da Electrolux-Rex . Consuma tanto, lava in fretta, ha cinque tasti intuitivi, il filtro si pulisce velocemente  e lava bene i bicchieri, mi evita di pensare e scegliere.

Sensazione meravigliosa a fine giornata.