Storia della Lavastoviglie

Trovo fondamentale in queste settimane renderle onore e scrivere dell’elettrodomestico più utilizzato durante il periodo natalizio.

Cene di auguri prima, pranzi e cene con parenti nelle date ufficiali, amici con cui si scambiano i regali e si mangiano gli avanzi poi, la lavastoviglie resta la regina incontrastata delle feste. 

E chi se non una donna, in questo caso particolarmente perfezionista,  poteva creare un tale portento della tecnologia?

 L’invenzione della lavastoviglie viene fatta risalire infatti all’americana Josephine  Cochrane che, nel 1886, fece brevettare un’apparecchiatura in grado di proiettare getti d’acqua sulle stoviglie grazie a un sistema di pompe azionato manualmente. Nel 1924, William Howard Livens la adattò all’uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono i modelli attuali: una porta frontale per il carico, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. 

In Europa le prime lavastoviglie furono introdotte nel 1929 dall’azienda tedesca Miele.

Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente.

Ma veniamo alla situazione attuale italiana.

Secondo i dati ufficiali di una indagine ISTAT risalente al 2014, La posseggono, in media, circa 39 famiglie su 100 e ad abbassare la media è il mezzogiorno dove risulta ancora poco diffusa ( 25% circa).

 È in effetti l’elettrodomestico che consuma più energia elettrica ma molti studi ambientali testimoniano la sua efficace funzionalità in termini di minor inquinamento e risparmio idrico rispetto al classico lavaggio a mano.
Per acquistare modelli durevoli delle vostre aiutanti è sufficiente sceglierle con più parti in metallo o acciaio possibili, come ad esempio i cestelli porta stoviglie, il fondo della vasca di lavaggio e la pala inferiore. La possibilità di allacciarla al rubinetto di carico dell’acqua calda inoltre, ridurrebbe consumi e tempistiche di lavaggio; l’apertura automatica a fine ciclo faciliterebbe l’asciugatura e un terzo cassetto posate libererebbe spazio nella macchina.

Resta aperta la questione “acqua pulita”.

La maggioranza di lavastoviglie di tipo professionale ha la caratteristica di svuotare completamente il serbatoio dell’acqua alla fine di ogni ciclo di lavaggio e riempirlo la volta successiva con acqua corrente pulita.Questa, fino ad ora è un meccanismo che le lavastoviglie ad uso domestico non hanno mai fatto. Tutte tranne Miele, che trasferendo questa tecnologia dal suo settore di produzione per utilizzo professionale , ha dato una marcia in più alle sue macchine ad uso domestico guadagnando terreno soprattutto per i consumi e l’igiene delle nostre stoviglie.

Per utilizzare  al meglio la vostra macchina è necessario non usare sempre lo stesso tipo di programma ma variare spesso e preferire i lavaggi a lunga durata che consentono un minor assorbimento elettrico e risparmio idrico.

Troviamo poi in questo periodo una progressiva diffusione dei detergenti biologici e “multifunzione”, che nella loro composizione comprendono “coadiuvanti”, composti chimici che si vorrebbe sostituissero le funzioni di sale e brillantante. Particolari (e comuni) condizioni di acqua molto calcarea rendono impossibile per tali prodotti adempiere alle funzioni consuete del sale per lavastoviglie e del brillantante. Tanto più che le macchine oggi in vendita riescono a dosarli al momento giusto e a seconda della tipologia di lavaggio scelto,rendendo efficace al massimo la loro funzione. 

 Un sostituto “casalingo” per l’azione del sale è il comune aceto bianco, che ha un blando effetto sulla precipitazione del calcare, ma non può proteggere la resistenza dall’incrostamento. Altri rimedi come limone e bicarbonato sono molto acidi e possono danneggiare la cromatura dell’acciaio e gli scarichi della macchina.

 Il brillantante ha inoltre il pregio di accelerare il processo di asciugatura e se inserito nell’apposito serbatoio della lavastoviglie, viene dosato in automatico. Utilizzando invece pastiglie di detersivo monodose che contengono brillantante  è facile che possa restare insoluto sulle nostre stoviglie, specialmente se selezioniamo lavaggi brevi.

Prima di pensare a modificare le nostre abitudini in fatto di detersivo, brillantante e sale per la nostra lavastoviglie, pensate quindi a quanto la avete pagata, quanto è preziosa per voi e quanto vi costerebbe ripararla o sostituirla.

 Josephine ha inventato la lavastoviglie perché la servitù rovinava le sue preziose porcellane, scheggiandole con il lavaggio a mano. Non fatela rivoltare nella tomba e santificatela durante le feste!
 

Lavatrici di legno

Settimana scorsa sono stata a Padova, la mia città dei tempi universitari e ho avuto una piccola illuminazione per scrivere il post di oggi.

Per l’esame di Olmi, Scienza Politica se non sbaglio , oltre al manuale principale , Tempo e diplomazia, avevo dovuto studiare un testo particolare a scelta tra un libretto che trattava di malattie e carestie e l’altro di vele e cannoni . Le facili ironie si sprecano ma mai quanto le risate ad immaginare i soldati mentre caricavano i primi cannoni da guerra fatti in legno: di fatto un’arma monouso ! Inutile dire quale ho scelto.

Cosa c’entra con questo post? Perché anche le prime lavatrici erano in legno. E molte donne hanno rischiato la vita !

Secondo alcuni storici,  il titolo di inventore della lavatrice spetterebbe all’americano  William Blackstone , un mercante che aveva particolarmente a cuore le fatiche domestiche di sua moglie. Infatti, nel 1874  le regalò per il suo compleanno, un barile di legno da riempire con acqua calda e sapone. All’interno del barile c’era un perno dotato di pioli che, ruotando, muoveva i panni e li lavava.

Non è chiaro poi se successivamente uomini che decisero di costruirla in metallo e dotarla di elettricità volessero far fuori le consorti.  Un difetto non trascurabile era infatti che nei primi modelli  il motore elettrico non era ben isolato dal cestello e spesso, riceveva spruzzi d’acqua che causavano cortocircuiti e pericolosissime scosse elettriche .

Dopo aver risolto questo PICCOLO inconveniente si passò al migliorare la stabilità di questo innovativo elettrodomestico.

La Germania , che già prima della seconda guerra mondiale aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata ma i prodotti erano però privi di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l’installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento o si ribaltavano.  Fu introdotta allora la soluzione del blocco di cemento interno  (di ghisa nel caso di Miele) per rendere stabile la macchina e facilmente installabile in ogni parte della casa.

Grande invenzione davvero.

In fondo, il mondo è sempre stato mosso da un uomo che vuole rendere felice una donna, le facilita un compito ingrato, pensa di farle un piacere e invece no!

Chissà quante se ne sono sentite dire il povero Blackstone e i suoi successori : “non funziona!”,” È’ troppo piccola!”,”Cosa ci faccio con sto aggeggio!”, “Dove bisogna schiacciare?”, “Ho preso la scossa! Vuoi uccidermi?”, ” la roba non viene pulita!lavo a mano!”.

In fondo siamo una certezza: mai contente. 

Ieri, oggi e domani . 

Perchè un blog di elettrodomestici?

Ne sentivamo davvero il bisogno?

Penso di sì.

In un mondo,  dove nei grandi negozi di elettrodomestici è difficile trovare un commesso competente e soprattutto TROVARE lo stesso commesso anche la settimana dopo, dove ovunque ci sono i blog dedicati al food, al lifestyle, ai viaggi e al mondo della moda, mancava un blog dedicato ai nostri aiutanti quotidiani.

Un piccolo osservatorio professionale e super partes che aiuti a scegliere e curare nel tempo l’elettrodomestico migliore per le proprie esigenze .

Mi presento sono Cristina, ho trent’anni, un marito, un figlio di otto mesi e sono nata tra lavatrici, frullatori e frigoriferi.

Mio padre ha una ditta storica in provincia di Trento e dagli anni Settanta ha iniziato a trattare elettrodomestici. Nella nostra bottega sono passate le marche più diverse e io stessa in tutti questi anni ne ho viste di cotte e di crude. La nostra filosofia guida è la praticità. Sappiamo che le mode e il design passa in fretta ma la durevolezza e la validità dei prodotti deve soddisfare noi e i nostri clienti.

Ho assorbito tutta la passione di famiglia per la loro scelta, installazione e cura nel tempo.

La mia linea guida In pratica so valutarne la composizione come una massaia palpa il melone al mercato della frutta.

Benvenuti nel mio mondo, fatto di cassetti posate, classi di efficienza energetica e velocità di centrifuga.