Termoventilatori: quali scegliere?

“Fa più freddo in casa che fuori” è la tipica frase della mezza stagione.

Ebbene allora è finalmente arrivato il momento di quel piccolo elettrodomestico che tutti chiamiamo con nomi diversi: termoventilatore, termoconvettore, stufetta elettrica, “stufino” , “coso per scaldare il bagno” e chi più ne ha più ne metta.
Sappiamo solo una cosa: in inverno e in generale nella mezza stagione questo piccolo elettrodomestico diventa fondamentale.

Al Nord Italia solitamente abbiamo impianto di riscaldamento di varie tipologie o ci facciamo anche aiutare dalle stufe mentre al Centro e al Sud Italia molte famiglie hanno installato un climatizzatore a pompa di calore, spesso senza impianto di riscaldamento. Chi ha un sistema di questo tipo, non ha problemi nella mezza stagione perché è sufficiente selezionare la deumidificazione o il funzionamento ad aria calda per stemperare subito l’ambiente. Ma il bagno? Il bagno è sempre una grande incognita e lì spesso non ci sono split.
Chi non utilizza il termoventilatore almeno una volta l’anno? Solitamente per scaldare un poco il bagno quando ci prepariamo al mattino oppure quando è il momento di fare la doccia?

Il suo ruolo oggi non è più solo domestico, sempre più spesso, facciamo lavori che richiedono di stare fermi davanti al pc o in uffici freddi e così diventa un collega inanimato che rende il nostro ambiente di lavoro, più confortevole. L’anno scorso soprattutto con l’impennata dei consumi e l’incognita del gas, tantissime aziende per risparmiare hanno ridotto la temperatura di riscaldamento ed è lì che sono comparsi sempre più termoventilatori anche negli uffici e posti di lavoro.

Come faccio a sapere quale è il modello giusto per me? In questo articolo capiremo le differenze tra i vari modelli: dalla loro forma al loro funzionamento, con qualche consiglio speciale e, se proprio non riuscite a venirne a capo, potete cliccare qui per una mia consulenza personalizzata.

Quando su Instagram mi si chiede consiglio su quale modello acquistare, io rispondo sempre la solita tiritera: dipende.
Non sono tutti uguali nemmeno loro, per quanto piccoli elettrodomestici stagionali cui viene data poca importanza.

LE FORME

Partiamo innanzitutto dalle forme, che sono e troviamo tra le più varie.
Qui userò sempre il linguaggio che utilizzo anche sui social in modo che possiate capirmi, senza troppi tecnicismi.

Esistono:

  • piccoli da appoggio con grata verticale, adatti ad essere sistemati anche su una scrivania; (termoventilatori elettrici e a resistenza ceramica);
  • da appoggio con grata orizzontale, creati apposta per essere messi su dei ripiani o sulle mensole; (termoventilatori elettrici e a resistenza ceramica);
  • quelli “a torre” per stare negli spazi più stretti ( termoventilatori elettrici e a resistenza ceramica);
  • quelli da appendere al muro (termoconvettori elettrici e alogeni);
  • quelli da appoggio a terra, che spesso hanno una maniglia per essere trasportati più facilmente. (termoventilatori elettrici e a resistenza ceramica).

Passiamo ora alle diverse tipologie di funzionamento.

TERMOVENTILATORE ELETTRICO

Il classico termoventilatore è il modello più diffuso, presente in moltissimi colori, forme e fasce di prezzo. Come è fatto un termoventilatore elettrico?
Si tratta di un elettrodomestico che scalda piccoli ambienti in maniera molto veloce attraverso una resistenza elettrica e una ventola per veicolare aria calda, un pò come fosse un piccolo asciugacapelli.
La velocità è il suo punto di forza perché ci permette di avere una piccola stanza riscaldata in maniera molto veloce, rispetto a tutti gli altri modelli e da anche più soddisfazione in termini di calore percepito. Dal punto di vista dell’efficienza energetica però non sempre è il massimo perché il suo assorbimento fa saltare il contatore e ci possiamo trovare al buio nei momenti meno opportuni. Ma non è colpa sua, siamo noi che ci disinteressiamo dei suoi livelli di potenza e lo spariamo al massimo della potenza senza fare caso ai watt di assorbimento, così il picco di consumo energetico che ne consegue può far scattare la sicurezza del contatore. La soluzione è fare attenzione ai livelli di potenza che vengono segnalati sulla manopola o tramite tasti oppure scegliere un modello che abbia la possibilità di regolare l’assorbimento elettrico. Esistono? Certo che esistono. Inoltre, proprio il suo grande plus nel riscaldamento rapido dell’ambiente, può essere ancora più efficace perché, esattamente come per i ventilatori estivi, c’è la possibilità di farlo ruotare su un perno o di mantenerlo in una posizione fissa.

Il suo punto di forza però è anche la sua pecca, soprattutto per chi è allergico: solleva molta polvere. Possiamo avere anche la casa più pulita del mondo ma la polvere si deposita anche all’interno della ventola e del bocchettone di uscita, quando non li utilizziamo quindi non è ottimale per chi è sensibile. Veloce e comodo soprattutto quando dobbiamo lavare neonati e bambini, il mio consiglio per chi ne ha già uno in casa è di spegnerlo prima di entrare in stanza, non solo per la vostra sicurezza ma anche per evitare di smuovere troppa polvere o allergeni.

TERMOVENTILATORE CERAMICO

Una diversa tipologia è il modello a resistenza ceramica, che a molti più sembrare identico ma non lo è. Come funziona un termoventilatore ceramico? Esattamente come il suo collega a resistenza elettrica, solamente che è dotato di una resistenza in ceramica che trattiene il calore e lo rilascia più a lungo. Al contrario del termoventilatore elettrico, il termoventilatore ceramico è adatto proprio per questo a restare acceso per tempi più prolungati e il suo calore non si esaurisce così velocemente come con il modello precedente. Avrete notato come, con il termoventilatore elettrico, quando è posizionato troppo vicino rischiamo quasi di bruciarci. Se poi abbiamo un modello in grado di ruotare, abbiamo beneficio momentaneo quando passa il getto d’aria  per poi ripiombare nel gelo. Tutto questo con il modello a resistenza ceramica, non accade perchè il calore è molto più uniforme anche se un pochino più lento. Non sto a farvi tutte le precisazioni del caso ovvero: se ne prendete uno piccolo e poco costoso, difficile vi scaldi in maniera uniforme e decente una stanza di 200 mq: ovvio che bisogna contestualizzare.

Ritengo però che questa sia la soluzione più adatta per uffici e luoghi di lavoro perché se si sceglie il modello giusto, si può anche trovare la quadra perfetta. Ad esempio, un prodotto con timer digitale, telecomando e termostato preciso può avere un assorbimento energetico di molto inferiore, rispetto ad altri modelli.

STUFA A LAMPADA ALOGENA

La stufa a lampada alogena è il jolly delle forme, perché può essere sottile e appeso al muro, medio piccolo e facilmente trasportabile con una maniglia, a forma di ventilatore come questo qui (per davvero, attenzione a non confondervi!!), a forma di termosifone con delle comode rotelle oppure a forma di torre. Si tratta di un sistema di riscaldamento dei piccoli e medi ambienti, con l’utilizzo di lampade alogene esattamente come accade per alcuni piani cottura. Si accende lentamente, la lampada alogena si scalda ed emana un calore molto simile a quello che tutti almeno una volta abbiamo provato, sedendoci sotto ai funghi elettrici riscaldanti, nei dehor di qualche bar. Il risultato era che ci si ustionava la parte del corpo che era più verso il fungo e l’altra invece restava al gelo. Allo stesso modo funziona anche la stufa a lampada alogena, ecco perchè nel caso doveste sceglierla, sento di consigliarvi quella che oscilla: almeno riesce a distribuire di più il calore.
Nel caso non foste solo adulti in casa, la forma che mi sento di consigliare di più è quella da appendere al muro, distante da animali e bambini che potrebbero bruciarsi, nonostante tutte le accortezze del caso. Il calore non è di tipo ventilato quindi non è adatto a scaldare ambienti velocemente e in maniera uniforme. Si tratta del prodotto ideale per stanze piccole e per chi è allergico e/o vuole mantenerlo acceso a lungo, mi raccomando poi non svenite per l’importo della bolletta però.

 

TERMOCONVETTORE

Il termoconvettore è quello che alcuni chiamano “radiatore elettrico”, si tratta infatti di un elettrodomestico dalla forma molto simile a un termosifone e che può essere appeso alle pareti oppure appeso in alto e dalla forma simile a quella di uno split del climatizzatore. Ne avete già visti soprattutto in case molto vecchie o in qualche appartamento in località di vacanza, se non addirittura in appartamenti da studenti o lavoratori fuorisede.

Una volta esistevano anche a gas, mio nonno ne aveva uno nel suo ufficio, fianco al magazzino di idraulica, dove addirittura si vedevano le fiammelle azzurre tipiche del metano: mi creava non poche perplessità fin da piccola ma erano anche gli anni Novanta, ormai fortunatamente sono sempre meno utilizzati. Sopravvivono ancora modelli in forma simile a quella di cannoni spara aria calda quindi sicuramente non per uso domestico.
Tornando a noi, i termoconvettori sono un sistema di riscaldamento che si distacca dall’utilizzo occasionale dei termoventilatori di cui abbiamo parlato fino ad ora ma diventa un sostituto del riscaldamento tradizionale o una integrazione al sistema di climatizzazione.

Sempre più spesso lo troviamo in abbinata a un climatizzatore senza pompa di calore, magari a casa di chi ha acquistato ai tempi uno dei primi modelli sul mercato e che non vuole cambiarlo perchè ancora funziona.

Bisogna stare attenti però a dove lo si posiziona.

Il calore come sapete va verso l’alto quindi posizionare un termoventilatore a parete in posizione troppo rialzata rischia di non esser efficiente dal punto di vista energetico e di riscaldamento dell’ambiente, se potete utilizzatelo posizionandolo a terra, ad altezza termosifone. I modelli più avanzati sono anche molto carini da vedere, i brand più avanzati li creano sottili e di design e colori diversi per arredare gli ambienti senza vetuste brutture. I più moderni infatti non hanno la griglia di ventilazione a vista e sono dotati di timer digitali, sensori, telecomandi o app per poterli avviare a distanza.

E i consumi?
Come avete visto ci sono talmente tante varietà che non c’è una unica soluzione ideale per tutti, anche se qualche indizio lo ho seminato.

In questo articolo spero di avervi spiegato quali sono le caratteristiche generali di ognuno e il loro utilizzo ottimale in modo che possiate saperne qualche cosa in più. Dire quale consuma di meno non è onesto da parte mia perché bisognerebbe sapere in maniera effettiva, che cosa utilizzate e come lo utilizzate. Nel caso voleste controllare il vostro consumo in maniera precisa, potete provare a vedere nella mia vetrina di Amazon, nella sezione accessori, il pratico adattatore da collegare alla presa a muro e avere i dettagli dei consumi, volta per volta.