Faber

Sono stata due giorni nelle Marche, ospite di Faber, la ditta produttrice di cappe aspiranti per eccellenza. E’ stato il mio primo viaggio stampa ed ero curiosa di capire bene come funzionano queste cose ma soprattutto di poter fare domande direttamente alla fonte.

La cappa aspirante è  un elettrodomestico che utilizziamo tutti i giorni ma non abbastanza apprezzato. Un pò come tutte le cose quando funzionano bene, ci accorgiamo di lei solo quando si rompe.

Dopo pranzi tipici, paesaggi collinari, visita allo stabilimento di produzione italiano e chiacchiere con i manager mi sono chiesta che cosa avrei potuto dire di interessante sul mio blog. Qui si parla di elettrodomestici e di cose che possano essere utili nella vita di tutti i giorni ed ecco che cosa ho raccolto.

Faber chi è (per chi non lo sapesse).

Fabriano è famosa per la carta artigianale e i fogli con il logo azzurro che tutti usavamo a scuola ma anche per essere la città delle cappe aspiranti. Ok non lo sapevate probabilmente ma Faber è stata tra le prime aziende a creare  il “distretto fabrianese della cappa”. Nata come azienda specializzata nella lavorazione di materie plastiche e resine sintetiche, nel 1958 inizia a produrre cappe aspiranti per cucina sperimentando con materiali diversi e realizzando il primo modello in plexiglas.

“Ora è arrivato il momento di creare una cultura della cappa“. Serena Sorana, marketing manager dice così, rispondendo alla mia domanda sul perchè la cappa è sempre l’ultimo elettrodomestico ad essere scelto quando si progetta una cucina. Tutti sanno che Faber è una garanzia di qualità ma ultimamente si è iniziato a sperimentare, creare, coinvolgere ingegneri e giovani designer con iniziative di comunicazione e concorsi che possano colmare la distanza tra questo e gli altri elettrodomestici.

Io suggerisco che bisognerebbe trovare un modo per comunicare l’efficacia di una cappa che vada oltre i dati freddi di una etichetta energetica che il più delle volte nessuno capisce, che faccia capire concretamente come lavora questo elettrodomestico e quanto è importante per la nostra casa. Ad esempio si potrebbe misurare in minuti, il ricambio d’aria che una cappa riesce a fare in una cucina dove si è appena cucinato un fritto di pesce. La manager mi risponde che potrebbe essere una idea, ci sono troppe variabili che possono concorrere a rendere il dato approssimativo ma ci penserà.



La cappa bisogna usarla bene.

Strettamente collegato al “creare una cultura della cappa” c’è il suo corretto utilizzo.  Chiaramente se si sta facendo bollire del latte in un pentolino non è necessario accendere la cappa ma se le pentole aumentano, la quantità di cibo è significativa e si sta cucinando ad esempio il ragù bisognerebbe accendere la cappa cinque minuti prima di iniziare a cucinare e spegnerla cinque minuti dopo. In questo modo la utilizziamo al pieno delle sue capacità.

Se non facciamo manutenzione ordinaria con un corretto ricambio del filtro in lana di roccia, del disco a carboni attivi, se non laviamo i filtri in acciaio presente nel corpo della cappa allora si va incontro a malfunzionamenti.

Succede spesso inoltre che si dia a questo elettrodomestico delle colpe che non ha come ad esempio la rumorosità. E’ chiaro infatti che se appoggiate oggetti sulla cappa come ad esempio calamite, vasetti di spezie, barattoli di latta e perfino piante, la rumorosità sarà molto più alta di quanto dichiarato in etichetta energetica.

Per trovare la cappa giusta per voi è necessario pensare a dove volete posizionarla, alle vostre abitudini culinarie, al tipo di piano cottura che avete, allo spazio disponibile ma soprattutto alla vostra altezza! Eviterete in questo modo di sbattere costantemente la fronte o di avere fastidiosi mal di schiena stando piegati sul piano cottura.

Faber ovvia a questo problema con le cappe filtranti di design dotate di elettronica e pratico “saliscendi” , che possono posizionarsi all’altezza che più desideriamo tramite un semplice telecomando. In copertina a questo articolo, ad esempio potete vedere come ARKEA, la cappa filtrante che  si illumina di diversi colori sembri un lampadario, quando sono accese solo le luci, per diventare poi una cappa funzionale scendendo elettronicamente alla giusta altezza, sopra al piano cottura.

I modelli di cappe aspiranti e filtranti sono tanti e diversi ma voglio farvi un riassunto dei modelli più funzionali e nuovi che mi hanno colpito.

1. La cappa ad incasso verticale con maggiore spazio nel mobile.

Negli ultimi tempi sta tornando prepotentemente la tendenza della cappa aspirante ad incasso nel mobile superiore della cucina. Vuoi per la mancanza di spazio, vuoi per le case sempre più piccole, vuoi per la praticità di avere gli elettrodomestici “nascosti nei mobili”, questo particolare modello ha fatto ritorno. Proprio per questo Faber ha deciso di innovarne la struttura con materiali più resistenti , in grado di ridurre il rumore, probabilmente dato anche dalla sempre più scarsa qualità di produzione della mobilia.  Per poter utilizzare al meglio anche il pensile dove viene inserita la cappa che una volta era sempre occupato solo dal motore, Faber ha brevettato uno speciale sistema chiamato “Nautilus” che somiglia alla conchiglia dell’omonimo mollusco e riduce lo spazio occupato dal motore fino a 15 cm. Tutto questo è stato però progettato senza abbassare gli standard di efficienza energetica ma anzi per alzarli fino ad arrivare ad una vera classe A.

Qui sotto vedete quanto spazio si guadagna nel mobile.

2. La cappa che aspira la condensa del piano ad induzione.

Altra novità significativa è la cappa creata apposta per chi ha il piano ad induzione. Spesso infatti accade che chi utilizza il piano ad induzione si trovi condensa su mobili e piastrelle della zona cucina o antipatiche goccioline che addirittura scendono nelle pietanze in cottura. Questa tecnologia , presente sulle cappe a parete ed incasso Ilma e Luft  invece è stato inserito uno speciale aspiratore attivabile elettronicamente che cattura direttamente il vapore dalle pentole evitando la formazione di condensa.  Esclusivo brevetto Faber, Steam Off System è progettato per rilasciare veri e propri vortici di aria controllati, grazie ai quali si guida la salita dei fumi e del vapore verso le zone di aspirazione della cappa. Tale procedimento evita al vapore di ristagnare eliminando la formazione di condensa sia sulla superficie della cappa che sulle ante dei pensili, garantendo  ottimi risultati anche a basse velocità. E’ un sistema che si può attivare in maniera separata dalla cappa aspirante perchè potrebbe non aver senso metterlo in funzione quando si sta bollendo un pentolino di latte.

3. La cappa opensource per chi ama la tecnologia.

Bellissima e affascinante in nero e acciaio. Funzionale perchè aspira i vapori di cottura mentre puoi dialogare con altri come te e cucinare allo stesso tempo. Giovane perchè creata da super ingegneri sotto i 35 anni e ancora in fase progettuale. Tremenda perchè sarebbe un disastro pulirla. Tecnologica perchè ti dà tutte le informazioni che vuoi grazie al cuore della cappa, pienamente integrabile con la piattaforma Arduino, quindi totalmente open source.  Si chiama J-Project, ed è una cappa  completamente personalizzabile nelle funzioni e nei componenti. Si tratta di una cappa realmente verticale con il nuovo gruppo ventilatore Nautilusprovvista di diversi sensori, quali temperatura, umidità, luce, suoni, monossido di carbonio, diossido di azoto, e le reti wi-fi disponibili. Ha un grande display intelligente, integrato nel pannello frontale in vetro, capace di mostrare non soltanto le informazioni raccolte dai sensori, ma anche tweetnotizie e immagini provenienti da device esterni. E’ stato inoltre sviluppato un software che consente alla community di utenti, appassionati e consumatori, di apportare qualsiasi tipo di modifica, per soddisfare ogni esigenza.

4. La cappa a scomparsa nel piano cucina ( o quella direttamente integrata tra due piani ad induzione).

Ultimamente è sempre più diffusa la tendenza ad installare una cappa aspirante a scomparsa, all’interno del piano cucina. Che sia una moda passeggera o una vera rivoluzione, solo il tempo lo dirà ma Faber come tutte le ditte intelligenti non si lascia sorprendere dai cambiamenti.  La prima a diffondere questo modello è stata Bora, tanto che questo marchio viene sempre utilizzato per spiegare in maniera veloce a che tipo di cappa ci stiamo riferendo. Un pò come quando si dice mini-pimer, che sarebbe il nome del modello di Braun, al posto di “frullatore ad immersione“. Spesso non si tiene conto che installare una cappa di questo tipo ha delle ripercussioni sulla nostra cucina, come ad esempio l’impossibilità di inserire elettrodomestici sotto il piano cottura o cassetti contenitori, dato che molto spazio viene occupato dal motore e dalla cappa stessa quando è a riposo. Se all’inizio ero scettica nei confronti di questo modello, ultimamente si sta migliorando sempre di più la sua praticità d’uso con filtri estraibili e completamente ispezionabili, spazi ridotti e circuiti di areazione creati apposta per evitare disagi nella progettazione e organizzazione in cucina. Qui sotto potete vedere una cosa che è difficile da spiegare in fase di vendita e progettazione: l’ingombro di questo particolare tipo di cappa, sia che si trovi tra i due piani cottura che a lato.

E se dopo tutto questo articolo pensate: “Beh ma tanto io non ho una Faber e non mi interessa acquistarne una…”?

Sbagliato. 

Durante la visita allo stabilimento ho visto aree produttive con gli stessi robot della pubblicità della Citroen Picasso di qualche anno fa. Sembrava stessero per farti anche il caffè e lavoravano fianco a fianco con gli umani in una dimensione futuristica. Ma sono anche passata attraverso il magazzino e io ho l’occhio lungo. Ho visto pallet non di legno ma di carta riciclata che solo Ikea ha. Pannelli di cristallo e acciaio inox antimpronta impilati ordinatamente che ricordavano le cappe a soffitto di Miele e una cappa a parte che ricordava un modello di Bosch. Il Plant Manager ha sorriso sornione alla mia domanda precisa e ha fatto riferimento al fatto che Faber produce molto anche per altri marchi importanti.

La conclusione forse è che in realtà siamo fortunati e tutti abbiamo una splendida cappa Faber in casa. Solo che non lo sappiamo. 

Per ulteriori informazioni : www.faberspa.com